Son tornate

March 14th, 2010

Avete chiesto, implorato, pregato in ginocchio e siete stati esauditi. Finalmente ritornano le corse clandestine. Notapolitica, il socio ed il sottoscritto hanno deciso di riaprire gli ippodromi e di ritornare a parlare di cose serie, anzi serissime.

Lo faremo solo per due settimane, ché dopo vogliamo tornare a parlare di politica. Intanto godetevi l’antipasto: il Grand Prix de la Lagune. Con Brunettene che va veloce sul miglio, ma Fan Orsol che non molla mai.

 

Sorridevi e sapevi sorridere

March 13th, 2010

Apre con Canzone per un’amica e chiude con La Locomotiva. Va sempre così, non è che gli puoi chiedere estremi diversi, è nel mezzo che devi cercare la specialità di ogni concerto. Così Guccini è partito parlando del Premier, del decreto interpretativo, del complotto giudoplutocomunista. Poi, dopo il solito inizio, una sventagliata di canzoni troppo vecchie per essere cantate dai tanti (davvero tantissimi) giovani presenti al PalaTrieste. Una prima parte divisa equamente tra parlato e cantato, tra aneddoti e note. Il ricordo della sua Trieste, l’omaggio al Friuli dimostrando di conoscere a memoria Stelutis Alpinis, il saluto al nordest “terra della Lega” e qualche omaggio a vecchi amori.

Noi non ci saremo, Vedi Cara, Canzone quasi d’amore, Farewell e qualcos’altro che certamente dimentico per iniziare a prendere confidenza con il pubblico presente e far scappare qualche ricordo fuori tema e fuori tempo massimo al sottoscritto e a qualcun altro. Ma anche qualche appunto per qualche dedica, per qualche buonanotte, per qualche “1000 punti” guadagnati per una bella citazione. Poi Il Vecchio e il Bambino e il pensiero di un nonno, il mio, che certamente da lassù si sarà ricordato di quante volte suo nipote gli avrà detto “mi piacciono le fiabe, raccontane altre”.

Quando arriva il momento del Guccini politico e impegnato, lui non scappa, sfodera Don Chisciotte e uno splendido dialogo con lo straordinario Flaco, che è poi l’eterno barcamenarsi di tutti noi tra realismo e idealismo, tattiche e strategie, calcoli ed emozioni. A mio fratello sarebbe piaciuto moltissimo e il mio amico Francesco ci avrebbe visto come minimo una rivisitazione delle nostre chiacchierate aperitivopolitiche.

Il popolo dei gucciniani si alza in piedi quando il cantautore emiliano lancia Dio è Morto. Nessuno si siederà più: tocca ad Eskimo, canzone ispirata dal suo servizio militare a Trieste, e il nostro entra nella parte clou dello spettacolo. Poi Cyrano, con i nani, le rabbie enormi, i giganti e via con Un altro giorno è andato. Fino alla chiusura annunciata: La Locomotiva, dedicata all’anarchico Pietro Rigosi ma canzone-manifesto di Guccini e dei suoi fans. E’ quello il momento in cui tutti pensano alla propria personale ingiustizia contro cui lanciarsi. Tutti, nessuno escluso.

*foto by Maxfear
 

Uptown Girl

March 12th, 2010

Il pezzo di David Blackburn sullo Spectator spiega meglio di qualsiasi analisi sociologica, l’isteria da First  Lady che sta colpendo l’Inghilterra. Un intero establishment che si interroga su questa splendida moglie del prossimo Primo Ministro Inglese (o si vince, o si vince, tertium non datur) chiedendosi ossessivamente se abbia mai in passato votato per i Laburisti. Poi anche da noi ci sono i puristi che si interrogano su questa vergogna. Si scandalizzano come se qualcuno gli stesse dicendo che un ex-comunista fa il Ministro della Cultura in quota Pdl o che abbiamo messo un socialista alla Fondazione Treccani o che abbiamo candidato una sindacalista nel Lazio o un socialista (ancora!) in Campania. Ecco,insomma, non mi pare che possiamo stare qui ad alzare il ditino sulla Cameron Family e sul passato di una che non è mai stata candidata da nessuna parte e che l’unica cosa di politico che ha  fatto è mettersi in ferie per la campagna elettorale del marito.  Che poi, sia detto senza offesa alcuna, anche io preferisco le ragazze un po’ di sinistra. Tutto perchè quando discuto mi piace avere ragione.

 

Capita

March 11th, 2010

Che così, prendi una moleskine qualsiasi e una penna qualsiasi e ti metti a scrivere come se niente fosse. Come se non ci fosse mai stato un pc, un blog, un social network tra te e la comunicazione. Così, uno contro uno, tu e il foglio bianco. E vinci tu, almeno ogni tanto, almeno in quei giorni in cui qualcuno ti ha detto che scrivi bene. E non volevi nient’altro che sentirglielo dire.

Perchè alla fine, ogni tanto, è bello anche smetterla di fare i seri, di scrivere di politica, di Cameron, di Conservatori, di Laburisti, di Inghilterra e Regno Unito. Che le regine sono tante, e uno deve riconoscerle. E le occasioni nella vita sono poche, e uno deve prenderle al volo.  Fare le valigie quando è il momento giusto, non un attimo prima nè un attimo dopo: questa è la sfida, la cifra di una vittoria o di una sconfitta.

Quindi ho scritto, come non succedeva da tempo e di cose di cui non capitava da un sacco. Ho lasciato nella borsa la penna blu, il mouse rosa e tutti i temi soliti. Lì vicino al pc. E ho scritto su una banalissima moleskine, seduto su una banalissima panchina. E la somma di due cose banali, non è per forza una banalità. Che a Udine fa freddo, sia dentro che fuori, quando ti metti a scrivere appoggiato a una panchina, sollevato dal mondo quel tanto che basta per sentirti un po’ in bilico.

E’ tutto così naturale e poetico che verrebbe voglia di dipingerci su un quadretto stile impressionista, tanto per cogliere l’attimo adesso che si può. E scusate se ho usato questo blog, abituato a far da lavagnetta per appunti ben più importanti. E scusate anche per questo dialogo interiore, un misto assurdo tra Virgina Woolf e Paolo Villaggio. Ma è che ogni tanto mi viene. E poi è anche che stasera il Liverpool ha perso e che i Conservatori sono solo a +5.

 

Endorsement sinistro

March 11th, 2010

Questo blog se lo legge un po’ di gente. Tutta questa gente un’opinione sulla politica certamente ce l’ha già. E non decide se votare Berlusconi o Pd in base a quello che scriviamo qui. Così come ha certamente già scelto chi votare tra Formigoni e Penati in Lombardia, per esempio. E allora, invece che starvi a spiegare perchè scegliere il centrodestra (tanto comunque non mi ascolterete) vi dico, oh amici del centrosinistra, che se volete votare Penati in Lombardia avete tutto il diritto di farlo.

Però, per dare un senso a questo voto, dovreste votare anche Civati come consigliere regionale. Perchè è quel tipo di centrosinistra che farebbe bene al paese. E perchè, magari, se il centrodestra si trova davanti gente così, preparata e onesta, riesce pure a darsi una svegliata.

Insomma, votate Civati. Per voi e per noi.

 

SamCam

March 11th, 2010

Samantha Cameron non ha mai votato per il Labour Party e non ha mai votato per Tony Blair. Fine della storia.

Tutto è nato da un docu-film girato dal regista Andrew Rawnsley e intitolato “Cameron Uncovered” in cui il deputato conservatore Ed Vaizey si lascerebbe scappare la terribile confessione secondo cui Lady Cameron avrebbe votato, in passato, per i laburisti. La notizia ovviamente è falsa e ingigantita. Quel che Vaizey voleva dire è che SamCam non è una che si lascia trascinare in beghe politiche preconcette.

Una parte importante del partito guarda a Samantha con estremo fastidio perchè imputa a lei la svolta anti-thatcheriana del buon Dave. Il problema è che non c’è nessuna svolta anti-thatcheriana e che i Tories dovrebbero smetterla di tirarsi zappate sui piedi.

Ai blogger di centrodestra di casa nostra, che in queste ore a lungo si sono dilettati a fare a pezzi la famiglia Cameron e la presunta eterodossia della futura first lady, ricordo solo un nome e un cognome: Veronica Lario.

 

Marginals

March 9th, 2010

C’è un sondaggio Populus che, invece della solita ricerca su base nazionale, prova a “testare” i singoli seggi in bilico tra Conservatori e Laburisti (cosiddetti marginal seats). I Conservatori sono in lentissima ripresa se guardiamo il dato nazionale, ma quel che maggiormente conta è che con questi numeri i Conservatori potrebbero avere una maggioranza assoluta in Parlamento, scongiurando il rischio di un governicchio di coalizione o, peggio, di un governo Brown “di minoranza”.

 

E Grazie Mille

March 9th, 2010

Grazie davvero – in ordine di apparizione – a Sky Tg 24, a Il Riformista e a IlPolitico.it che nei giorni scorsi mi hanno citato per il mio pezzo sulle liste e il Pdl.

 

Elezioni Inglesi: ultimi sondaggi

March 7th, 2010

 

Mission Accomplished

March 7th, 2010

In Iraq oggi si vota.

 

Poche scuse

March 5th, 2010

E’ vero. E’ vergognoso che due liste come quella del Popolo della Libertà nella Provincia di Roma e quella del Presidente Formigoni in Lombardia vengano escluse da una competizione elettorale per un mero vizio di forma. Ed è vero, anzi: verissimo. La forma non dovrebbe mai negare la sostanza e stravolgerla. Ed è sacrosanto, oggi, protestare, sbraitare, prendere a testate questo assurdo sistema elettorale che prevede procedure bizantine per partecipare al voto. Tutto giusto. Ma ci sono due cose che vanno dette con assoluta e cristallina chiarezza.

Primo: queste proteste arrivano fuori tempo massimo. Andavano fatte prima. E prima che succedesse tutto questo andavano riformate le procedure per la presentazione delle liste.
Secondo: è ceramente un vulnus democratico quello che fa sì che milioni di persone non possano votare il loro partito. Ma è un’eccezione questa che non può essere sollevata da una classe dirigente che di democratico ha ben poco. E non può essere ammessa per liste e listini che vedono inseriti a forza amici, parenti, amici degli amici. Se è scandaloso che elezioni così delicate siano rovinate da questo pasticcio è ancor più vergognoso che procedure così importanti siano state gestite con tanta leggerezza. Questo diluvio porta via con sé anni di lavoro di consiglieri regionali, militanti sul territorio, iscritti, dirigenti di piccoli comuni. Gente che ha costruito questa campagna elettorale giorno dopo giorno, porta dopo porta, riunione dopo riunione. E che non merita di veder trattato come un semplice impiccio burocratico un momento di cruciale importanza come la presentazione delle liste.

Così come va detto a chiare lettere che le regole ci sono per tutti e tutti le devono rispettare. Non perchè si tratti di una delle tante frasi fatte ma perchè se un cittadino qualunque paga una multa con un giorno di ritardo ne subisce conseguenze che non tengono conto della distinzione tra forma e sostanza, dell’animus con cui le cose vengono fatte e così via. Provate a sbagliare una denuncia dei redditi (c’è qualcosa di più cervellotico di una denuncia dei redditi??) e vedrete come nessuno si fermerà a valutare la sostanza delle cose.

Non è giusto che milioni di persone non possano barrare il simbolo del Popolo della Libertà, ma non è nemmeno giusto che questo movimento cerchi l’ennesimo alibi per autoassolversi, per trasferire altrove le colpe che sono nostre e soltanto nostre. Della nostra incapacità di stare in mezzo alla gente, della nostra inadeguatezza a far sentire i cittadini partecipi di questo grande partito che ha la legittima ambizione di rappresentare la metà più uno degli italiani. Facciamo mea culpa, una volta tanto. E smettiamola di trastullarci in fondazioni, conventicole, pensatoi, contenitori vuoti per una cultura inesistente. Il partito è lì per essere costruito: le maniche ce le dobbiamo rimboccare tutti. E tutti dobbiamo sentirci in discussione e avere il coraggio di misurarsi con quel po’ di meritocrazia che magari non risolve tutti i problemi ma perlomeno toglie alcuni alibi.

 

Supermappa

March 3rd, 2010

La mappa di NotaPolitica, tutta per voi. In Esclusiva!

 

Five More Years?

March 2nd, 2010

 

Più 5 e Più 7

March 2nd, 2010

You Gov 01 Marzo 2010

Conservatori/David Cameron 39%
Laburisti/Gordon Brown 32%

LibDem/Nick Clegg 17%

Altri 12%


Proiezione seggi
Totale seggi 650 – Maggioranza assoluta 325
NESSUNA MAGGIORANZA ASSOLUTA

Conservatori/David Cameron 304
Laburisti/Gordon Brown 280
LibDem/Nick Clegg 36
Altri 30

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ComRes 01 Marzo 2010

Conservatori/David Cameron 37%
Laburisti/Gordon Brown 32%

LibDem/Nick Clegg 19%

Altri 12%


Proiezione seggi
Totale seggi 650 – Maggioranza assoluta 325
NESSUNA MAGGIORANZA ASSOLUTA

Conservatori/David Cameron 277
Laburisti/Gordon Brown 293
LibDem/Nick Clegg 49
Altri 31

Commento
I due sondaggi di oggi non sono così male.  ComRes da i Conservatori a più 5, è il minimo vantaggio dal 2007 per questo sondaggista ma è comunque superiore al misero +2 di YouGov di qualche giorno fa e, cosa più importante, non tiene conto del discorso che David Cameron ha pronunciato nel weekend a Brighton e che pare aver sortito un qualche effetto.

Il rimbalzino, infatti, c’è stato e YouGov (che effettua sondaggi giornalieri) lo ha rilevato. In due giorni i Conservatori guadagnano 2 punti e i Laburisti ne perdono 3, riportando la contesa su cifre accettabili (anche se non ancora sufficienti) per i Tories.

 

I grafici del disastro

March 1st, 2010

Questo qui sopra è il grafico con l’andamento dei singoli partiti dall’inizio dell’anno. I Conservatori hanno ceduto qualche punto, non grandi cose, ma quel che si capisce immediatamente è che a ribaltare i pronostici è la crescita costante del fronte laburista. Crescita che corrisponde ad un calo sensibile dei LibDem e accredita l’idea che il voto scontento del Labour Party si fosse incanalato (e sia pronto ad incanalarsi di nuovo) verso il movimento di Nick Clegg. Cameron dovrà, oltre a riprendere un po’ di smalto, dare l’idea di un Primo Ministro mai eletto e grigio burocrate. Solo così, facendo perdere il Labour Party, può garantirsi Downing Street.

Questo è invece, impietoso, il grafico che misura il distacco esistente tra Conservatori e Laburisti. Si avvicina, ahinoi, sempre più allo 0, con una tendenza al tracollo ormai evidente.