Archive for January, 2006

Diteglielo che sta sbagliando

Tuesday, January 31st, 2006

aldo torchiaro

Un bel giorno la iadl (Islamic Anti Defamation League) va da lui e gli dice che non può più parlare, che farebbe meglio a stare zitto.
La città dei liberi si schiera tutta dalla sua parte,dalla parte di uno che politicamente sta dall’altra parte rispetto a chi scriveva.
La città lo difende con coraggio e passione politica. Senza paura, con correttezza.

Ma il signor Aldo Torchiaro non ha molta memoria e appena può spara una bella inesattezza all’indirizzo di Tocqueville.
Già andrebbe accusato di ingratitudine.
Ma il bello è che scrive una cosa falsa e di fronte alle rimostranze di Watergate, dice cretinate.

Ce n’è un altro sulla rete che fa così. Scrive falsità e le lascia lì per un pò.
E guarda caso sempre su Tocqueville. E mi sa pure che sono colleghi in una canale satellitare.

E guarda caso entrambi appartengono a quella coalizione che adesso ha una gran paura di perdere e si aggrappa proprio a tutto..Ma sugli specchi si scivola e arrampicarsi è dura!

A proposito di Watergate2000, il nostro caro Water perde il 2000 e diventa solo Watergate. Ecco il nuovo link (in bocca al lupo!).

 

Promozioni, Autopromozioni,Proclami

Thursday, January 26th, 2006

Oggi inizia sul Castello il ciclo di post dedicati alle riforme del Governo Berlusconi.
Il primo post è mio, sulla legge Biagi. Se passate sul web,in prima serata dovrebbe essere on-line, dateci un occhio.

Watergate lancia un appello, ascoltiamo e aderiamo!

Importantissimo: Daverik mi ha candidato a fare parte della Mannschaft..Votatemi! (se vinco offro da bere..)..(il sondaggio è sulla barra destra del blog di Dave)
Grazie, ovviamente, a Daverik!

Per ora è tutto!

 

Do the right thing. Presidente,forza.

Wednesday, January 25th, 2006

Larry Brown è un ebreo nato a Brooklin, New York. Il suo mestiere è fare l’allenatore di basket. E il giramondo.
Non riesce a stare per due stagioni di fila nella stessa squadra senza che gli vengano le convulsioni.
Larry Brown è famoso, nel mondo del basket americano, per una frase: “Play in the right way”. Gioca nel modo giusto, niente di più, niente di meno.

A modo suo è un personaggio. Intrigante quanto irritante, affascinante quanto scostante. Ma sa quello che fa, sa quello che vuole ed ha una grandissima convinzione nei proprio mezzi.
Giocare nel modo giusto per Larry siginifica fare la cosa giusta. Non la cosa più facile o quella più utile. Ma semplicemente quella giusta.

La cosa giusta per Brown è quella che si avvicina maggiormente al suo modo di vedere il basket. Quando dai una squadra in mano a Brown,sai come giocherà. E sai che lo farà convinta di farlo.

Silvio Berlusconi è un brianzolo e di mestiere fa il presidente del Consiglio.
Ma è essenzialmente un imprenditore.
Se affidi a lui il paese ti aspetti che faccia “la cosa giusta”. Ossia si comporti da imprenditore.
E un imprenditore è,per definizione, quanto di più lontano esiste dalla prassi istituzionale.
Chi gestisce un’azienda è un innovatore per natura, uno che cerca di arrivare sempre prima degli altri, di rendere tutto migliore, sfidando il mercato e guardando oltre il dato sensibile del momento.
L’imprenditore coglie la tendenza e la soddisfa. Ma coglie la tendenza prima che sia esplicita. Se ne accorge un attimo prima che esca in superficie.
Altrimenti non è un innovatore, è un replicante.

Berlusconi sta commettendo un errore grave: valutare tutto attraverso i sondaggi.
Così, da Libero, scopriamo che sarebbe “deluso” dal mancato aggancio al centro-sinistra dopo le sue performances televisive.
Scopriamo che Forza Italia guadagna molto meno di quanto lu si aspettasse e che, in fondo in fondo, crede di aver sbagliato strategia.

No.
Berlusconi ha fatto quello che doveva fare. Uscire dal limbo istituzionale e ributtarsi sul mercato.
Cercare di parlare alla gente prima che agli alleati, riprendere in mano in prima persona la “comunicazione” che si era interrotta con gli elettori.
Ma non deve pensare, o sperare, di guadagnare voti in quattro giorni di apparizioni.
La tendenza è qualcosa di diverso, va colta col tempo.

E la tendenza ci dice che il Centro-Sinistra non guadagna voti, rimane fermo ai dati “vecchi”, che già conoscevamo.
Ciò siginifica che grosse migrazioni non ci sono state e che il problema resta uno solo: convincere la base a tornare a votare.
E la base la si convince mostrandosi orgogliosi, combattivi,volitivi.
Mostrandosi quelli di sempre, quelli che vinsero nel 1994 e stravinsero nel 2001.
Quelli che ebbero il coraggio di sfidare la “gioiosa macchina da guerra” e di navigare attorno all’Italia al ritmo di cinque comizi al giorno.

Ci serve la verve ritrovata del Berlusconi ultrattivo, quello che dice “ghe pensi mi”, quello che ricorda cos’è la sinistra per davvero.
Ci serve il Berlusconi imprenditore che sfidò al Rai e il monopolio dell’informazione, il Berlusconi che si esalta vicino a Tremonti, non quello che si istituzionalizza vicino a Ciampi.

Ci serve il Berlusconi come piace a noi, quello dell’elogio della pazzia, quello che ha saputo stupirci in questi dieci anni di battaglie.

Presidente, forza!

 

Cuori Neri

Tuesday, January 24th, 2006

Stamattina da Mondadori era esaurito, in un’altra libreria anche.
Nella terza ho dovuto prenotarlo.
Che dire?

Che sono felicissimo per Luca Telese e per il suo nuovo libro.

 

Il pressing su Ciampi non serve

Monday, January 23rd, 2006

Non mi piace questo Presidente della Repubblica per mille motivi.
Politici innanzitutto. E’ stato ministro con D’Alema, con Amato, ci ha portato nell’Euro in questo modo così sciagurato, è stato governatore della Banca d’Italia e simbolo di quelle politiche lontane dalla gente e dal mercato.
Non ultimo: nessuno lo ha mai votato, mai una volta si è sottoposto al giudizio popolare. Non è poco.

Però sulla legge Pecorella ha ragione. E’ una legge palesemente anti-costituzionale. L’avrebbe bocciata la corte se non l’avesse fatto lui.
Ma il motivo del contendere è un altro.

Berlusconi ha alzato il ritmo; è andato da Ciampi e ha chiesto il prolungamento della Legislatura.
Tutto questo pressing, non ha senso.

Ciampi, a torto o a ragione, è percepito dall’elettorato moderato come un “super partes”. Uno che non si è mai immischiato, uno che ha sempre tenuto un “low profile” politico, privilegiando l’oculatezza istituzionale.
Io non sono propriamente d’accordo, ma la realtà ci pone questo dato ed è giusto farne tesoro.

Berlusconi sbaglia quando presta il fianco a interpretazioni maligne sul suo rapporto con il Colle.
Si tenga lontano dal Quirinale, lasci le polemiche ad altri e continui ad attaccare la sinistra come stava facendo. Ora che di là sono in difficoltà la carta da giocare è quella della mobilitazione dei moderati.

Con un (eventuale) attacco al Colle, i moderati si spaventano.

 

Ma il Blog è di Destra o di Sinistra?

Thursday, January 19th, 2006

Con il suo attacco frontale a Tocqueville, Mario Adinolfi, ha causato una serie di reazioni all’interno della Blogosfera.
Dopo aver affermato con assoluta certezza che Tocqueville è stato un fallimento, si è beccato le repliche magistrali di Andrea, Watergate, Domenico e Jimmomo.

Ma lui ha replicato, parlando di aggressione (mi ricorda qualcuno..). Eh no, caro Mario.
Qui se c’è qualcuno che ha aggredito, lanciato sassi e nascosto mani non sono stati i miei concittadini.
I tuoi erano articoli al limite della provocazione, per dirci che non abbiamo capito niente, che il nostro blogging non è aperto (più aperto di così, c’è gente che ci insulta ogni tre per due).

Non capisco davvero dove si voglia arrivare. Vogliamo dimostrare (dopo aver raccontato per vent’anni che la sinistra era moralmente superiore e che le cooperative non facevano affari) che anche internet è appanaggio della “gauche” nostrana?
Perchè se così fosse, vorrei qualche dimostrazione pratica. Esiste qualcosa di simile a Tocqueville su internet? Qualcuno si è mai cimentato nell’impresa di far convogliare in un’unica homepage 600 e più blog?
Qualcuno ha mai trovato nell’intera blogosfera un manipolo di venti volontari che aggregassero ogni santo giorno dedicando parte del loro tempo al portale?

Ve lo dico io: no,no,no.

E poi, caro Mario, citare Howard Dean..non è che sarà un pò autolesionista? Dovrei ricordare i”ragazzi in pigiama” di cui parla Christian Rocca.

Stante queste premesse dovremmo essere noi di destra a rivendicare la supremazia (presunta) su internet.
Io non lo farò. Non perchè non sia orgogliosissimo della parte politica a cui appartengo ma semplicemente perchè discutere di queste cose è un pò come parlare del sesso degli Angeli.

A meno che non vogliate dirmi che anche gli Angeli sono di sinistra.

 

Sui Pacs ci giochiamo la nostra faccia di liberali

Wednesday, January 18th, 2006

Non apprezzo le polemiche fine a sè stesse, così come non apprezzo i sondaggi “si o no” stile Passaparola.
Però c’è da dire che il cross post di Daw e Andrea un merito lo ha avuto: riaccendere il dibattito. Con esso le polemiche, ovviamente. Ma questo poco importa.

E’ giusto parlarne.
Partiamo subito da un punto: io sono cattolico (credente e praticante) e sono contro i matrimoni gay, se per matrimoni gay si intende la via zapateriana al riconoscimento della coppia omossessuale.
Non sarebbe possibile, in Italia, risolvere il problema solo modificando il Codice Civile negli articoli in cui regola il Diritto di Famiglia.
Non sarebbe nemmeno costituzionalmente corretto.
All’art. 29 la nostra Costituzione recita:

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

E il successivo art.30 dice:

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

E’ evidente che il combinato disposto dei due articoli fa emergere chiaramente qual è il concetto di famiglia su cui si fonda la società italiana. Su questo non c’è il minimo dubbio.

Ma qui il problema non è trovare una sistemazione giuridica adatta a “tutelare” gli omossessuali (tutelare è tra virgolette perchè non mi sembra il caso di trattare i gay come una specie in via di estinzione e non mi pare corretto nemmeno trattarli come una specie a sè stante rispetto al resto del genere umano).
Il problema è capire, ancora una volta , in che stato scegliamo di vivere.

Le norme che,attualmente, regolano l’eredità e il testamento riservano ai coniugi e ai figli una quota di legittima intangibile.
Se due persone dello stesso sesso condividessero una casa comune, creassero un prototipo di unione avvicinabile alla comunione coniugale (almeno per quanto riguarda gli aspetti economici e patrimoniali) si troverebbero del tutto sprovvisti di tutela.

Ciò non accadrebbe per il mancato intervento dello Stato, ma per una sua troppo puntuale “invasione”.
Qui sta il punto della vicenda. Chi chiede i Pacs per le coppie omossessuali non chiede allo Stato di istituzionalizzare un comportamento, di metterlo sotto tutela e di proteggerlo. Chiede allo Stato di farsi da parte, di lasciare che i soggetti decidano per sè e che non siano norme create per altre fattispecie a farlo.

E’ qui il “quid iuris” della vicenda, è qui che un liberale si gioca la faccia.
Perchè da liberale non posso tollerare che un atto negoziale (tra vivi o mortis causa) venga impedito in nome di valori che con la liberalità delle persone hanno poco a che fare.

Un uomo e una donna che vogliano stare insieme hanno lo strumento contrattuale del matrimonio (regolato minuziosamente dal codice) ed, eventualmente, quello del regime di “divisione dei beni” in alternativa alla “comunione dei beni”.
Per i coniugi l’istituzione dei PACS rappresenterebbe un’opzione in più, una forma intermedia tra la semplice convivenza e il rapporto coniugale. Una scappatoia, forse, da molti obblighi e da molti doveri.

Per gli omossessuali no. Per loro l’istituzione di un contratto che regoli civilmente la loro unione non è solo una conquista che attesterebbe il progresso del nostro paese; è qualcosa di più. E’ la conferma che i diritti appartengono alle persone e che lo Stato non può comprimerli.

Per questo sulla questione dei PACS ci giochiamo il nostro ideale di Stato, per questo dobbiamo discuterne, per questo dobbiamo mobilitarci.

 

Messaggi trasversali

Monday, January 16th, 2006

Un articolo sullo sciopero delle Camere Penali, contro la legge Cirielli, si conclude con un interlocutorio:

Una protesta che, questa volta, potrebbe costringere la Cassazione a rinviare l’udienza del processo Imi-Sir che vede tra gli imputati l’ex ministro e deputato di FI, Cesare Previti, fissata proprio per domani.

Tanto per essere chiari, tanto perchè non passi un messaggio sbagliato:

1- La Cassazione avrebbe rinviato qualsiasi tipo di processo, non solo quello a Cesare Previti. Quel “questa volta” appare del tutto fuori luogo.

2- La prescrizione “non corre” nelle more di uno sciopero delle Camere Penali. Diteglielo, fateglielo sapere.
Perchè io voglio pensare che non lo sappiano.

Altrimenti mi tocca pensare che,in assoluta malafede, hanno voluto far passare il messaggio che i penalisti stiano dando una sonora spinta alla prescrizione dell’on. Cesare Previti.
Professione: colpevole per il mainstream media.
Status: Innocente fino a prova contraria.

 

Unfit to blog

Saturday, January 14th, 2006

Eh,già!

Dopo Ivan Scalfarotto che aveva deciso di chiudere ma poi ha ripreso.

Dopo Romano Prodi che non ha aggiornato il blog per mesi.

Dopo Beppe Grillo di cui abbiamo già parlato.

Dopo lunghe peripezie, ritorniamo da dove partimmo: Daniele Luttazzi.

Fu lui il primo Vate Mediatico della sinistra ad essere sbugiardato pubblicamente, prima dai Gemelli e poi da Camillo.
Fu lui ad avere censurato con pretesti assurdi i commenti non in linea con il suo pensiero-unico (più unico che pensiero).
Fu lui ad aver scritto immani sciocchezze sulla legge biagi.

Ora scopriamo che chiude il suo blog e conclude l’epopea dicendo: “Io torno a studiare”.

Chissà perchè,su quest’ultima frase, siamo d’accordo.

 

Ve bene,mi arrendo

Thursday, January 12th, 2006

Responsabili di tutto questo sono,nell’ordine:

Monsoreau
Carlito
La cuginetta soul
Il giuda iscariota del martedì.

Avrete capito che si tratta del gioco delle 5 abitudini sceme.

Bene,parto subito:

1. La mattina bevo il caffè americano (lunghissimo e leggerissimo), il resto della giornata solo caffè ristretto senza zucchero(fortissimo).

2. Non vivo senza il mio beauty-case con le mie 130 creme sempre dietro (e i 4 profumi).

3. Sono freddolosissimo e dormo sotto un piumone caldissimo, con un pigiama pesantissimo e,quando sono dai miei, con lo scaldasonno!

4. Nel mio lettore Mp3 ci sono sempre tre canzoni che non cancello mai: “Rule Britannia” ,”God save the queen” e l’inno del Liverpool “You’ll never walk alone” (in versione Jerry and the Pacemakers).

5. Agli esami (specie quelli orali dove c’è spesso molto da aspettare) non porto mai con me i libri,al massimo l’ultima copia di “American SuperBasket”,così mentre tutti diventano scemi a leggersi le cose che non sanno io sogno Kobe Bryant in campo aperto..(che,ricordiamolo, è una delle tre cose per cui val la pena vivere secondo il Vate dei giornalisti Federico Buffa..le altre due: Michelle Pfeiffer e la cioccolata).

Dovrei passare questo gioco a 5 persone…Allora, visto che sono considerati i bloggers per antonomasia lascio il compito a:

Beppe Grillo
Daniele Luttazzi
Selvaggia Lucarelli
Gianluca Neri
Harry (perchè si ostina a non farlo!)

 

Analisti border-line

Wednesday, January 11th, 2006

Ieri sera Eugenio Scalfari ha detto la sua: non siamo superiori, siamo solo onesti. Come per dire che qui a destra siamo tutti ladri,servi del nano di Arcore e cazzate varie.
Poi ha messo il carico da undici e ha definito Castelli un ministro al limite (border-line è più chic come gli ha fatto notare il diretto interessato).

Tutto questo mentre Bersani rideva, Rutelli leggeva, il pubblico applaudiva, Mieli sparava cagate pazzesche su “loro almeno hanno fatto mea culpa” e un giornalista di Milano ci dava l’ultimo bollettino aggiornato da “Palazzo di Giustizia”.

Nel frattempo Castelli e Cicchitto spiegavano che MontePaschi e Unipol sono di proprietà diessina, che le Coop rappresentano una vera e propria “economia nell’economia” e che Consorte ha compiuto il reato di “insider trading” al telefono con Fassino.
Come sempre: da una parte i fatti, dall’altra la spocchia dei primi della classe.

Un solo,piccolo, rimpianto: che a Ballarò non ci fosse stato Tremonti che proprio la sera prima aveva smontato e rimontato come un Lego il presidente diessino a Porta a Porta.

Avanti di questo passo spaventeranno gli elettori moderati come solo loro sanno fare, e queste elezioni si vinceranno in scioltezza.

Il premier, intanto, è partito alla carica: stasera a Porta a Porta contro Bertinotti. Alè (come direbbe Floris!).

Freedomland’s Round up:

The BrainWash: La questione morale e il Reagan italiano.

Corrado: Governeranno come avevano già governato

Daw su condono ed ex-cirielli

Watergate: la pensa come me e fa un pò di chiarezza

 

Sfogliando l’album di famiglia

Tuesday, January 10th, 2006

Deve aver provato un forte senso di disagio, Piero Fassino, l’altroieri.
Accerchiato da destra e sinistra ha sibilato:

Pur di non perdere sono disposti a uccidere l’avversario.

Gli devono essere venute in mente le trasmissioni di Michele Santoro, le parole di Enzo Biagi in prima serata contro il Premier, le invettive dell‘Unità, il treppiede del suo compagno di partito la notte di San Silvestro e tutto il resto.
Dal “Berlusconi mafioso” al “nano di Arcore“.

E il disagio è aumentato a dismisura quando ha ripensato al corto circuito tra giustizia e politica.
Quando gli sono venute in mente le veline degl ufficiali giudiziari ai principali quotidiani italiani e si è ricordato di come soffiavano in casa diessina sulle braci giustizialiste. C’era Berlusconi di mezzo,tutto era concesso.

Gli è venuto il magone a pensare he aveva sognato di cavalcare quell’onda rossa anti-berlusconiana e si è trovato invece disarcionato da una leggerezza, da una telefonata che ha detto tutto sui rapporti tra il partito di cui è segretario e Consorte.

E allora quella frase rabbiosa. Detta probabilmente pensando ai suo compagni, guardando l’album di famiglia.

 

Risposte Varie ed Eventualissime

Saturday, January 7th, 2006

Il post qui sotto è stao pubblicato su “LiberoBlog”; io ne sono felicissimo ma questo ha portato con sè 80 commenti a cui rispondere singolarmente mi è francamente impossibile.

ho notato che alcune tematiche si ripetono, cercherò di dare una risposta organica e spero esaustiva.

1- Io non ho detto che Beppe Grillo non è imparziale, il titolo è stato fatto dalla redazione di Libero Blog.
Ma ciò che maggiormente conta, a mio avviso, io non ne ho fatto una questione politica o partitica. Non ho detto che Grillo non attacca la sinistra.
Ho detto solo che Grillo ha prima chiesto a Fassino di scaricare D’Alema, poi accortosi che Fassino c’era dentro fino al collo ha detto che in fondo “poteva non sapere”.
Lo stesso metro Grillo non lo ha utilizzato nei confronti di altre persone, questo è innegabile.

2- Questo blog non è affiliato a nessun partito, come il suo proprietario.Non percepisce soldi da chicchessia e le spese di attivazione e manutenzione dello spazio web sono tutte a mio carico.

3- Eleonora ha espresso i suoi dubbi riguardo a non si sa bene cosa con la frase ambigua quanto scorretta: “siete sicuri che possiamo esprimere la nostra opinione qui?”
Ambigua, perchè non si capisce bene a cosa si riferisca (censura? eventuali ritorsioni?), scorretta perchè se questo posto non ti piace (e va benissimo) fai a meno di scriverci su.
Gli unici messaggi che sono stati moderati sono stati due messaggi riportanti più di tre link, ma non dipende da me bensì dal filtro anti-spam. Per questo motivo sono apparsi in ritardo, dopo il mio assenso.
Mi scuso con i direttti interessati ma non dipendeva da me.

4- Su Napoli,dico e ribadisco che a Zanotelli fu chiesto di non parlare e che Grillo dichiarò:

Poco prima dello spettacolo due responsabili del comitato organizzativo della Notte bianca sono venuti nei camerini e hanno spiegato a padre Zanotelli e a me che avevano pensato di non esporsi, insomma che non era il caso di leggere, o far leggere, il comunicato .
Grillo aggiunge di esserci «rimasto male», e ora sembra anche pentito di aver accettato l’indicazione arrivatagli quando era quasi pronto a salire sul palco.
«Mi sarei potuto opporre, ma non sono andato oltre», dice. E poi: «Se avessi capito che la questione dell’acqua a Napoli era così sentita, probabilmente avrei insistito sulla necessità di leggere il comunicato. Forse sì, sarebbe stato meglio intervenire. Però subito dopo lo spettacolo avevamo un dibattito sempre sul tema dell’acqua, così al momento non me la sono sentita di insistere. Ma, ripensandoci, forse ho sbagliato… Però il discorso è che in questa faccenda dell’acqua a Napoli ormai non ci capisco più niente. Credo che Bassolino debba spiegare quale sarà la sua posizione.

Io penso,e credo di essere libero di farlo, che se fosse successo a Milano con Albertini e Formigoni l’impatto sarebbe stato diverso. La reazione di Grillo sarebbe stata diversissima e staremo qui ancora a parlarne..

5- Io non ho segnalato il post a Libero, non conosco nessuno della redazione. Di Grillo avevo già scritto due mesi fa,qui:

http://freedomland.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=716282 (mio vecchio blog).

La pubblicità c’è stata,ovvio, ma non me la sono cercata facendo polemica con Grillo. E’ arrivata perchè la redazione di Libero, in totale autonomia, ha reputato il mio intervento interessante. Punto.

Grazie a tutti quelli che hanno espresso in toni civili il loro punto di vista, anche se opposto al mio.
A chi ha insultato, disprezzato, infangato questo blog dico solo che il loro raffinato eloquio rimarrà lì, nessuno lo cancellerà.
Anche perchè sia chiaro che esistono persone per bene e persone che non lo sono. Senza distinzioni politiche.

 

Salvate il soldato Grillo

Friday, January 6th, 2006

Se il miglior blogger italiano è Beppe Grillo, allora abbiamo già detto tutto di questo paese.
Vuole farci ridere, e ci riesce benissimo.

Dopo essere stato a Napoli e non aver parlato del problema dell’acqua perchè qualcuno gli aveva detto di non farlo, il nostro beneamato ne ha combinata un’altra. Davvero da ridere.

Ha scritto un “bel” post dedicato a Piero Fassino, in cui chiedeva esplicitamente al segretario Ds di “mollare” D’Alema e tutta quella parte del partito legata a doppio filo alla finanza rossa.

Apriti cielo. Articoli sui giornali, attestazioni di stima e “dagli al dalemiano” in ogni angolo del web.
Poi salta fuori che il mingherlino si fa beccare con Consorte a dire

“ma allora siamo proprietari di un banca”

e a lui crolla il palco.

Da uno che si professa onesto di professione ti aspetteresti due righe due in cui dice: cazzo,ho sbagliato. Magari seguite da un laconico “si salva solo Salvi”.
Invece no, persevera: pubblica una lettera in cui Travaglio gli racconta come vanno le cose in casa ds e lui riesce a bofonchiare un sordo:

Gli si possono imputare ingenuità politica e ignoranza, nel senso che probabilmente non sapeva.
Ed è vero che, nel suo ruolo di segretario di partito, se non sai, non sei.
Ma se Fassino dovesse dimettersi per questo, il resto del Parlamento, quello dei prescritti, dei condannati in via definitiva, dei collusi con la mafia cosa dovrebbe fare?

Cioè non ho capito: il re dei giustizialisti di noantri, quello che ha incarnato al meglio l’epopea del “non poteva non sapere” adesso viene a raccontarci che Fassino “poteva non sapere” perchè ingenuo e ignorante?!
Ah,ma che bell’intellettuale che è Grillo.

Oddio, pensandoci bene lo si poteva intuire..ricordate di come si piegò a Bassolino? La schiena gli fa ancora male.

Ma si sa, gli chiesero di tacere. E se glielo chiedessimo più spesso?

 

Relazioni Pericolose

Thursday, January 5th, 2006

Quando parlammo dei “furbetti del quartierino” elencammo una serie di politici (di destra e di sinistra) che si erano distinti per “eccesso di legittima difesa” nel caso Fazio.
Come ben saprete, quei politici non godono della nostra stima.

Chi per scarsa lungimiranza, chi per miopia politica, chi per comuni militanze o favori da avere (o già avuti), un pò tutti hanno sostenuto il duo Fiorani-Fazio. Da Forza Italia ai Verdi, passando per la Margherita.
Sopratutto Lega e An si sono distinte, con il partito di Bossi a fare da “ultimo giapponese” nel fortino del Governatore.

Bene,anzi male.
Malissimo.
Perchè c’è una strana tendenza: quella che tende ad omologare il trio Fiorani-Fazio-Ricucci e il duo Consorte-Sacchetti.
Sicuramente una connessione c’è ma non è quella che vogliono farci credere.

Il teorema sussurrato è questo: Consorte-Sacchetti avevano l’appoggio della sinistra, Fazio-Fiorani-Ricucci quello del centro-destra.
Il tentativo, maldestro, è quello classico di tirare tutti nel minestrone delle polemiche per poi dire: tutti colpevoli, nessun colpevole.
E’ vero, nel centrodestra c’è chi, per interessi personali o scarsa capacità, ha difeso allo stremo l’operato di Fazio.
Si è trattato,però, di casi personali, di rapporti non-politici, spesso di comuni militanze (partitiche o religiose).
Niente di più diverso dal rapporto organico che esiste tra Cooperative, Unipol e Ds.

Qui non stiamo parlando di rapporti personali di alcuni esponenti diessini con i vertici di unipol o delle cooperative. Qua stiamo parlando di un bel pezzo della nostra economia che è fortemente legato al partito di maggioranza dell’attuale opposizione.
E che controlla, senza nemmeno un pò di pudore, un’assicurazione e un gruppo bancario.
Per avere numeri bianco su nero, leggetevi Paolo della Sala.

Il problema non è fare la gara a chi era più compromesso nelle due scalate. Il problema è ammettere una volta per tutte che esiste uno stato nello stato, un’economia nell’economia.
Che riguardava e riguarda una parte politica ben precisa.
E bisogna ribadire che la gestione degli appalti pubblici in alcune regioni porta a un corto circuito istituzionale per cui le cooperative “rosse” godono di mano libera e di ampi spazi. Che non vengono utilizzati per i fini mutualistici propri delle coop, ma che servono per finanziare Unipol, per scalare Bnl e per far dire a Fassino: “Ma allora siamo proprietari di una banca?”