Archive for February, 2006

A noi non manca quest’Europa

Tuesday, February 28th, 2006

Kohl dice che sosterrà Romano Prodi perchè “a quest’Europa manca l’Italia”.

Come sempre, in perfetto stile europeo-burocratico, parla senza chiedersi il perchè di quello che dice.
Siamo sicuri che all’Italia l’Europa manchi? E siamo sicuri che nel Paese ci sia questa gran smania di Europa Unita?

Ve lo dico io: no.
Prodi è stato Presidente della Commissione UE. Nonostante quest’incarico di prestigio, in campagna elettorale non ha mai speso trenta secondi per raccontarlo. Significa che anche lui sa,che nel profondo, gli italiani non sopportano quest’Europa burocratica, dirigista e incomprensibile.
Fosse diversamente Prodi andrebbe in giro a raccontare che lui, dopo aver brillantemente guidato l’Europa, si prepara a guidare l’Italia.

Ma c’è di più: Kohl è certo che gli Italiani rimpiangano i governi al traino della locomotiva Franco-Tedesca?
No,nemmeno un pò.

Proprio il giorno del “niet” francese al libero mercato, Kohl viene a raccontarci queste sciocchezze?

Non vengano a raccontarci panzane. Non stiamo in Europa perchè ce lo ordina il medico.
Stiamo in Europa perchè pensiamo che, a livello economico, sociale, politico, militare, derivino per noi dei vantaggi.

Venuti meno questi vantaggi, appurato che economicamente stiamo peggio (e che la Francia delle regole se ne frega), che politicamente contiamo meno di niente, che finanziamo Hamas, che la direttiva Bolkenstein ne è uscita malconcia e tante altre simpatiche amenità possiamo anche seriamente ripensare l’assetto del legame che ci lega agli altri paesi europei.

Detto questo, tranquillizziamo Kohl.
Se Prodi non vincesse, nemmeno a sinistra si strapperanno i capelli. Non perchè gli mancherà l’Europa.

 

Sono sempre loro

Monday, February 27th, 2006

Pensavamo fossero cambiati, pensavamo fossero diversi.

E invece no. Sempre gli stessi.

Sempre quelli che hanno fatto la rivoluzione ghigliottinando teste (MAI a Londra,una cosa così).
Sempre quelli che poi hanno messo a ferro e fuoco l’Europa con Napoleone.

Sempre quelli che hanno fatto i collaborazionisti con Adolf, e si sono fatti soccorrere dai nemici Inglesi.
Sempre quelli di Mururoa.

Sempre quelli di Villepin antisemita, sempre quelli di Chirac anti-americano.
Sempre quelli che pensano che l’Europa sia loro e possano fare ciò che gli pare.

Persino far finta che il libero mercato non esista.

 

Fuarce Friul – Forza Friuli

Sunday, February 26th, 2006

 

ORO, Giorgio Di Centa. Friulano.

Ancora una volta,sul tetto del mondo. A modo nostro; con umiltà, dedizione e tanto lavoro dietro le quinte.

Fuarce Friul!

 

Trackback to: Otimaster

 

Di Churchill, dell’Occidente e dei Bistrò (non francesi)

Saturday, February 25th, 2006

Ognuno ha i suoi miti, non c’è niente da fare. Io c’ho la fissa del Regno Unito. Alcuni della Francia. Altri degli States. Altri ancora dell’Europa con la bandiera blu e le stelline a girotondo.

Niente di grave (oddio,per la Francia forse si).

Gli americani credono che tutto questo bell’insieme di stati vada sotto il nome di Civilized world. Quello che noi chiamiamo Occidente. Che è quello che siamo, quello da dove veniamo e quello per cui combattiamo.
Occidente è sinonimo di civiltà, non solo per noi. E oggi  Berlusconi a Milano ha detto che “l’Occidente è uno solo” e “si muove contro il nuovo totalitarismo“.

Sempre ottimista il presidente.
Ahimè,l’Occidente non si muove unito nemmeno per difendere sè stesso.
Di quest’Europa il più grande statista del secolo (Churchill) direbbe: “Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore, avranno la guerra“.

Ma noi siamo gente in rivolta, sognatori perenni, pazzi come e più di Erasmo da Rotterdam.
Noi ci crediamo ancora nella nostra civiltà, noi ci specchiamo ancora nella nostra tradizione. Noi viviamo ancora nel e per lo Stato di Diritto.
Noi non ci vergogniamo di dire che i nostri valori sono quelli della tradizione giudaico-cristiana. Senza per questo voler essere confessionali.

E allora firmiamo con orgoglio il manifesto di Marcello Pera, sostenuto anche da quella gran rivista che è Ideazione.
E a chi ci da dei “Coglioni di Dio” o dei “Nuovi Coglioni” traducendo letteralmente dal francese le locuzioni “Teo-con” e “Neo-con, io ricordo sommessamente che,in quanto Italiano, nel mio patrimonio genetico c’è anche un pezzo di Lino Banfi.
Che nei panni di Oronzo Canà rispose ad un giornalista impertinente: “come se io a lei dicessi “Bistrò” che non vuol dire Bistrò in francese ma Bi-stronzo, due volte stronzo

 

I’m loving angels instead

Saturday, February 25th, 2006

Splendido Christian Rocca. Meraviglioso.

Non ci sono parole: “Dalla parte degli Angeli” è la cosa più bella che la Tv italiana ha trasmesso riguardo agli States.

Più che un documentario,un’inchiesta, un dossier è stata una vera e propria operazione verità.

Giù il cappello.

 

Guerra assimetrica

Thursday, February 23rd, 2006

E’ una guerra assimetrica,questa campagna elettorale.
Sono ufficialmente saltati gli schemi, Prodi e Berlusconi ormai viaggiano più sull’istinto che sulla ragione. Il problema vero è: a chi giova tutto questo.

Dice la BBC, e dice bene:

Veterano di battaglie nelle aule di giustizia, Silvio Berlusconi ha fegato, fascino e un certo carisma. Al contrario Romano Prodi è piuttosto scialbo, conosciuto come il “professore” e non rinomato per le sue capacità di comunicazione.

E chiosa il Magazine del Corriere:

In rialzo presso l’elettorato di centrodestra, l’indice di simpatia di Silvio Berlusconi, passato dal 75 all’87% tra dicembre 2005 e gennaio 2006. [...]
Romano Prodi, invece, perde terreno nei confronti del suo elettorato, dal 78 al 72%.

Se poi analizziamo anche le ultime uscite del leader dell’Unione ci accorgiamo che la strategia di Berlusconi è chiara: portare l’avversario sul proprio terreno e farlo sembrare inadatto.

Prodi ha sicuramente un pregio, riesce a parlare semplice e diretto, anche se non è coinvolgente. A “Porta a Porta”, pur se contenutisticamente imbarazzante (basti pensare che non era a conoscenza del sistema di tassazione sui risparmi) era risultato comprensibile, semplificatore e diretto.
Evidentemente la strategia non pagava. O meglio: il recupero e il forcing di Berlusconi misero fretta ai leader dell’Unione,che decisero di svoltare.
E’ partita da lì una campagna “berlusconiana”,fatta di grandi slogan: “Cuneo fiscale -5%” oppure “2500 euro a tutti inuovi nati”.

In questo campo Prodi non è convincente, ma non è tutto. Commette un errore madornale: sembra correre da solo, la coalizione non lo segue più. Così mentre lui si spende in “fughe in avanti” che necessiterebbero del pressing mediatico alleato, i partiti che lo sostengono sembrano volgere il capo altrove, parlando d’altro.
Accade, così, che sul giornale ci finiscano Luxuria e Ferrando, con Prodi che parla al vento.

Berlusconi utilizza tutt’altro sistema. Innanzitutto sa che per vincere deve richiamare a votare i “suoi” e allora predica ottimismo, espone programmi chiari e largamente condivisi.
Alle sue uscite,seguono sempre quelle degli alleati che finiscono per rafforzare l’idea di un programma comune, di un obiettivo chiaro e di un modo di intendere la politica più vicino a quello della gente.

E’ stato così per le pensioni minime, la tremonti-ter, l’abbassamento di un punto all’anno del cuneo fiscale (senza intaccare i contributi previdenziali), la fiducia nel recupero della Cdl (di ieri e l’altroieri le affermazioni di tutto ottimismo di Casini e Fini) e il quoziente familiare.

Prodi,cercando la rincorsa sul rivale, rischia di implodere e di arrivare sfinito al rush finale. Questo Berlusconi lo sa bene.
E allora lo tiene lì, lo lascia fare e dire. Ben sapendo che l’idea che sta dando ai moderati è quella di un leader che parla mentre il resto dell’esercito non lo segue.
L’instabilità politica diventa instabilità mediatica e comunicativa,specchio e cartina da tornasole di una coalizione che non è mai stata unita.

Finita la demonizzazione dell’avversario non c’erano più argomenti.
Berlusconi sta vincendo un’altra volta
, e nel centrosinistra se ne sono accorti.

 

Election mode,Tarcento: Concreti per scelta

Wednesday, February 22nd, 2006

 

 ”Concreti per scelta”. Queste le prime parole del candidato sindaco della Cdl del mio paese, Roberto Pinosa.

A lui, alle speranze che riponiamo in questa candidatura (ottima,davvero) il più sincero in bocca al lupo.

Lo seguiremo con affetto e lo sosterremo da questo blog.

Concreti per scelta. E andiamo avanti, per riprenderci questa città.

 

A chi lasciamo quest’Italia

Monday, February 20th, 2006

 

Poche ore fa Bobo Craxi ha parlato di “occupazione americana”, la k in audio non si vedeva,ma c’era tutta. Okkupazione amerikana. Bobo Craxi.

Tornando indietro di solo un week-end abbiamo visto la manifestazione filo-palestinese, filo-resistenza irachena, filo-terrorista.
Alla manifestazione c’erano,in bella vista, Diliberto e Rizzo.

Da Craxi a Rizzo. Tutta l’Unione si è espressa su dove vuole stare. Dalla parte sbagliata, come sempre.
Inutile stare qui a menarla con programmi, serietà nei manifesti, comparsate da Vespa o a Ballarò. La faccia vera della sinistra esce in piazza, quando può parlare liberamente.

E in piazza è uscito il vero volto di una coalizione sbilanciata sugli estremi. Una coalizione appiattita su posizioni oltranziste e filo-terroriste. Una coalizione a cui non possiamo lasciare l’onore di governare questo paese.

Nè oggi, nè mai.

 

Con quegli occhi pieni di vita

Monday, February 20th, 2006

Mi ha chiamato in disparte,a modo suo. Senza farsi notare.

Mi ha chiesto di sedermi, davanti a lei e di ascoltare,senza parlare.

Per me Claudia è sempre stata una persona speciale. Ci eravamo visti, eravamo diventati amici,poi ci eravamo persi di vista. Senza soluzione di continuità, tutto in un’estate.

Poi il distacco, le storie. Diverse e parallele. Come due mondi che non si toccano mai. Oggi l’ho rivista, col suo carico di bellezza e serenità.

Quegli occhi verdi, che mi squadrano, dolcemente, e quella voce flebile ma decisa.

“Devo morire, volevo che tu lo sapessi”. Niente di più,niente di meno. Non parlo, non perchè me l’avesse chiesto. Ma perchè non ho parole. Non capisco. Mi sembra un’uscita stravagante.

Allora parla lei: la malattia, il ricovero, l’irreversibilità, la speranza. Quella che c’era e che ora non c’è più.

Tutto da sola. Ha affrontato tutto da sola. Medici, corsie, ospedali, visite, analisi, responsi. Non ha voluto nessuno a fianco. Non ha voluto la comprensione, la pietà, l’affetto di qualcuno.

Quegli occhi continuano a squadrarmi, dall’alto in basso e io continuo a stare muto. Niente da dire, niente da raccontare.

Avrei voluto parlare di me, dei miei problemi, dei miei sogni, delle mie speranze. Ma non hanno senso di fronte a questo. E forse non l’hanno mai avuto un senso.

E’disarmante. Mi abbraccia, mi stringe forte e mi dice che ama questa vita, che mi vuole bene. Che era importante dirmelo e che si sente meglio.

Nei suoi occhi verdi la vedo brillare quella voglia di vivere, vedo risplendere il rispetto per la vita che ha. Mi ci specchio, spaurito e quando esco all’aperto ringrazio il Cielo di tutto quanto.

Ci sono persone a cui ho dato troppo, e persone a cui ho dato troppo poco. Oggi ho ricevuto il dono più bello, il regalo migliore che il destino potesse offrirmi: la consapevolezza che, nonostante tutto, amo questa mia vita più di ogni altra cosa al mondo.

 

Ciao, Luca

Monday, February 20th, 2006
…Quando indietro non si torna,
quando l’hai capito che,
che la vita non è giusta,
come la vorresti te..
Quando il cuore senza un pezzo,
il suo ritmo prenderà,
quando l’aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà…
Sopra il giorno di dolore che uno ha…
 

Il mio tributo alla bandiera più bella del mondo

Sunday, February 19th, 2006

 

C’è qualcosa di magico nell’ Union Jack. Un brivido che senti quando vedi l’aereo della British Airways che ti porterà a Londra e un brivido che si rinnova quando l’aereo atterra oltremanica. Le note di “God save the Queen” sono la colonna sonora ideale.

E poi c’è, lei, la perfida Albione.

C’è Londra, il primo amore.

C’è Liverpool, la patria dei Beatles e dei Campioni d’Europa.

Ci sono Oxford e Cambridge. C’è il Tamigi a raccoglierne le sfide.

Ci sono stati Disraeli, Churchill e Margareth Tatcher. C’è Tony Blair. Ci saranno Gordon Brown e David Cameron.

Poi c’è il football e il rugby. Gerrard e Wilkinson,con lo stesso sguardo fiero di chi si sente un “lion”.

C’è tutto questo in quella bandiera: l’orgoglio di un passato splendido, la fiducia in un futuro migliore.

Questo blog cambia radicalmente stile, perchè si sente British e non vuole nasconderlo.

Perchè sogna un futuro all’ombra dell’ammiraglio Nelson.

 

No,non siamo più un paese serio

Saturday, February 18th, 2006

Ecco,l’ennesima dimostrazione,se ce ne fosse stato bisogno.

In un paese serio un ministro della Repubblica non mette quelle magliette. E se lo fa si dimette, perchè il suo è un gesto politicamente poco intelligente.

Ma in un paese serio, una persona che dice stronzate viene lasciata dire e guai a chi la tocca.
Davanti a una condanna a morte, mi sarei gettato in difesa di chiunque. Anche di un vetero-comunista che critica l’imperialista americano.

Ecco, a Calderoli e all’Italia ieri hanno spiegato che la libertà di pensiero non esiste più.
Un liberale, un liberale vero, si incazza per queste cose. Di brutto.

Perchè fermo restando che libertà non è libertà di offesa, e fermo restando che chi compie degli atti ne risponde personalmente, nessuno ma proprio nessuno può permettersi di venire a casa mia a spiegarmi cosa posso o non posso fare, cosa devo e non devo dire.

Se avessi qui Calderoli glielo direi che deve vergognarsi.
Ma quando paragonarono il mio Papa a un cane o quando Liberazione accostò Ratzinger ad Abu Graib io non ho rotto nemmeno un bicchiere.
Non ho lanciato maledizioni o fatwe, non ho scritto che conquisterò al redazione di Liberazione e vi sgozzerò i presenti.

Perchè io sono un liberale, perchè io sono una persona civile.
Perchè io voglio un paese serio, dove ognuno ha tutte le libertà del mondo e dell’uso che ne fa risponde.

 

Autocelebrazioni familiari

Thursday, February 16th, 2006

Cari freedometti,

Qui non ci piacciono molto le autocelebrazioni. Ma questo articolo della miglior blogger sulla faccia del pianeta terra va segnalato.

Con l’augurio che sia l’inizio della realizzazione di tutti i suoi sogni più belli.
Alla miglior cugina del mondo è il minimo che si possa augurare.

 

Ali estreme, estremi rimedi

Thursday, February 16th, 2006

Il problema non è da poco. Imbarcare anche l’estrema destra per vincere o rischiare il tutto per tutto nel forcing mediatico senza alleanze discutibili?

La verità,come spesso accade, sta nel mezzo.
Rinunciare ai voti di chi sta a destra di Alleanza Nazionale rischierebbe di portare a un suicidio elettorale senza precedenti.
Non si può fare.

Al pari accogliere tutti a braccia aperte, fare entrare Tilgher e Saya in Parlamento è una leggerezza imperdonabile. Ci esporrebbe a critiche da cui al momento siamo al riparo.

Allora è la terza via quella giusta. Chiamiamola Terza Posizione,così risulta meglio digeribile da tutti.

E’ quella prospettata oggi da Alessandra Mussolini, quella su cui il premier lavorava da tempo.
Portare i voti della destra sociale, senza doversi sobbarcare l’onere di personaggi quantomeno discutibili.
E’ l’unica soluzione, la giusta mediazione tra istanze diverse.
Così facendo non si snatura nessuno, non si compiono fughe all’indietro e non si pongono veti autolesionisti che ci manderebbero all’opposizione.

In funzione anti-sinistra, i voti della Destra di Alternativa Sociale contano moltissimo. Difficilmente,però, possono essere utili in fase propositiva, quando si tratterà di governare.

Berlusconi pare averci visto lungo anche su questo, imbarcherà i voti senza i personaggi scomodi, utilizzando il paradigma delle ali estreme solo contro la sinstra massimalista.
Nessuno potrà dire alla Cdl di essersi svenduta ai neofascisti.

 

Poco poco, piano piano

Tuesday, February 14th, 2006

Watergate ci invita ad aggiornare il blog. Sant’uomo..
I problemi sono di due tipi, in questo momento: tecnici, perchè il pc non funziona e personali perchè ho un pò di casini.

Però il buon Watergate ha ragione, il blog si aggiorna. Altrimenti poi pensate che abbia mollato la presa.

Allora,nell’ordine:

- Questo blog, a poche settimane dal suo passaggio su nuova paiattaforma, si issa al 43esimo posto nella classifica di Blogitalia. Tra i primi cento ritrovaimo molti compagni di viaggio: Robinik, Otimaster, il Sindaco, Starsailor, Nickie Goomba, Kattolico Pensiero, Buzzurro, Paolo, i Gemelli.
Quasi tutti in Blogs4Cdl, tutti in Tocqueville.
A dimostrazione che la Right Nation italiana c’è ed è più viva che mai. Qualsiasi cosa dicano i rosiconi della porta accanto.

- A proposito di B4Cdl. Incollate questo codice sul vostro blog:
(a href=”http://www.b4cdl.com”)(img src=”http://feeds.feedburner.com/BlogsForCdl.gif” height=”67″ width=”200″ style=”border:0″ alt=”Blogs For CdL”/)(/a)

Sostituendo ( con< e ) con >.
Questo il risultato:
Blogs For CdL

- Credo di avervi detto tutto, o quasi. Il mio San Valentino non sarà come me l’ero immaginato, anzi.
Cerchiamo di ripartire, con la solita grinta. Poco poco, piano piano.
Ciò che è importante è che San Valentino è la festa dell’amore. E come dice il poeta dei poeti, il cantante dei cantanti: “l’amore conta”.
In ogni forma, in ogni modo, in ogni luogo.
Festeggiamo tutti, senza pensarci troppo su. Un pò d’amore farà bene a questo mondo.

Un abbraccio, cari affezionati freedometti*. Che l’amore sia con voi!

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* Freedometto è un marchio registrato. Ogni diritto appartiene alla mia cugginetta.