Archive for July, 2006

Quindi?

Monday, July 31st, 2006

Hugo Chavez, a Teheran: “Israele sta commettendo contro il Libano le stesse atrocità che Hitler commise contro gli ebrei“.

Ahmedinejad diceva degli ebrei: “Essi hanno inventato il mito che gli ebrei furono massacrati“.

Quindi Israele in Libano non sta facendo niente?

 

L’Indymedia di destra

Sunday, July 30th, 2006

Non c’entra Tocqueville, non direttamente almeno.
Ma quando si fanno attacchi personali a quelli che, evidentemente, si considerano nemici, quando si strumentalizza e si ridicolizza post in cui l’autore ci mette molto di personale, quando si usa il blog come strumento, efficacissimo, per insultare qualcuno allora si passa la sottile linea della decenza e si finisce nel patetico.

Si finisce da Indymedia, appunto. Peccato, sopratutto per chi era nato liberale. E peccato sopratutto perchè la destra,solitamente, queste cose non le fa.

 

Pottino chiude il cerchio

Friday, July 28th, 2006

In Friuli c’è fermento, molto. E come vi avevamo spiegato ieri qui solitamente si anticipano scenari che finiscono per essere replicati su scala nazionale.
Le dichiarazioni di Alessandra Guerra sono state così riprese da Marco Pottino, segretario della Lega Nord Friuli e fedelissimo della lady di ferro in salsa padana.

Dopo aver spiegato che la Lega non è di centrodestra e che non parteciperanno agli stati generali del centrodestra friulano, Pottino ci fa capire che,in fondo, può anche starci un nuovo assetto in Friuli. Quale? E’ presto per dirlo ma l’impressione è che la Lega si stia spostando un pò a sinistra, mentre da sinistra cerchino di “mollare” l’ala radicale (non a caso Rifondazione dice “mai con la Lega”).

Può finire così: una sinistra in assetto da simil-partito democratico (qui si sperimenta,ricordatelo) si allea con la neonata consulta autonomista dell’ex dc Santuz e del rettore dell’Università di Udine Furio Honsell, imbarcando anche parte dei leghisti che seguiranno Alessandra Guerra.
Ora il problema è: Calderoli che fa? Richiama Pottino all’ordine e lascia andare la Guerra da sola ancorando la Lega a destra o ammicca a Illy per vedere che si ottiene?

Staremo a vedere.

 

Guerra aperta

Thursday, July 27th, 2006

E’ passato (politicamente) pochissimo dal weekend che ha sancito lo stop definitivo alla devolution leghista e, come preventivato da molti, qualcosa inizia a muoversi.
Alessandra Guerra, ex sfidante di Illy alle regionali 2003 e leader “sui generis” della Lega Nord friulana, spariglia le carte.
In un’intervista al Messaggero Veneto lascia intendere senza mezzi termini che le trattative con la controparte “sinistra” in regione sono già a buon punto e che “se son rose fioriranno“.

Lo ha detto in politichese stretto, parlando di “nuovi progetti“, ma la risposta di Illy che manda a dire “lavoriamo insieme” non lascia spazio a moltissimi dubbi.
Potrebbe essere questione di poco conto, se si considerasse solo la dimensione regionale della cosa. In fondo, in uno scenario politico in cui l’autonomismo rappresenta il dato principale dell’agenda di ogni partito, ci possono stare “larghe intese” o “accordi trasversali”. Tanto più se si considera il fatto che Illy è riuscito a vincere grazie all’appoggio del sindaco di Udine Sergio Cecotti (al tempo leghista) e allo smarcamento di Ferruccio Saro (senatore di Forza Italia) dalla Cdl.

Ma non è questo il punto, perchè il Friuli è sempre stato considerato un laboratorio politico.
Fu qui che iniziò la riscossa della Cdl culminata con la vittoria del 2001; perchè il primo riavvicinamento ufficiale tra Centrodestra e Lega avvenne sui banchi del Consiglio Regionale e finì per produrre la giunta di Renzo Tondo.
Ma c’è di più: fu proprio in Friuli che il centrosinistra sperimentò nuovi assetti per raccogliere consenso, aggregando personalità importanti della società civile attorno al nome di Riccardo Illy e finendo per porre il caso delle liste civiche, scoppiato a livello nazionale alle recenti politiche.

Probabilmente assistiamo al primo caso di avvicinamento di una componente leghista al centrosinistra che governa. Parlo di una componente perchè sembra che ci sia molto imbarazzo nelle fila dello stesso Carroccio per questa mossa della Lady friulana.
Ora staremo a vedere ma le questioni sono due: o la Lega sta traslando inesorabilmente verso un appoggio al centrosinistra (prima regionale, poi nazionale) magari nella speranza di ottenere in cambio qualcosa, oppure Alessandra Guerra ha fatto tutto di testa sua e la Lega, almeno qui in Friuli, imploderà fragorosamente.

Una cosa è certa: la Cdl, almeno qui nel profondo nordest, è un solo un (bel) ricordo.
Bisogna ricominciare a fare politica, presto e bene.

 

Politica

Wednesday, July 26th, 2006

Uno può essere d’accordo o meno, ma quando dei ragazzi scrivono un documento così, l’impressione è che si faccia politica, con la P maiuscola.

Finalmente.

 

Speciale Versilia 2006

Sunday, July 23rd, 2006

 

Tre giorni splendi, con amici veri, a discutere di politica e a sentir parlare personalità importanti. Questa è stata la Versilia di Azione Universitaria vista dall’osservatorio privilegiato di un blog.
Tocqueville è diventata reale, è scesa nel mondo delle idee e dell’azione e ha partecipato (accreditata) a un convegno istituzionale di uno dei movimenti giovanili più importanti del panorama politico italiano. Ne abbiamo scrutato le contraddizioni, carpito gli umori, sentito i lamenti e gli slanci entusiasti.
Abbiamo passato tre giorni con ragazzi e politici e siamo qui a raccontarveli, umilmente.

Grazie ad Andrea, Domenico, Enrico, Cristina e Francesco; splendidi compagni di viaggio.
Grazie a Gianmario,senza di lui non sarebbe mai successo.

Buona Lettura! 

Freedomland, speciale Versilia:

- Unimagazine,la libertà contro il monopolio
- Tocqueville, la destra che si aggrega
- Tutto intorno ad Israele
- La rivoluzione blu del conservatorismo compassionevole
- Uno stop al nuovo consociativismo
- Giorgia Meloni, la mobilitatrice

I contributi degli altri bloggers presenti:
- Vorrei una Grande Destra, unita e forte (di Starsandbars)
- Il Futuro, malgrado tutto (di Andrea Mancia)
- Azione Universitaria, Fini e il dilemma di Dedalo (di Cristina Missiroli)
- Collegatevi e moltiplicatevi (di Cristina Missiroli)
- Giovani,Azione (di Domenico Naso)
- i blog e la sfida di Dedalo (di Harry)
- Dalla Versilia con fiducia (di Blacknights)

 

Giorgia Meloni, la mobilitatrice

Sunday, July 23rd, 2006

 

Quando arriva è accolta con l’entusiasmo che si riserva ai grandi leader. Perchè Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera, è il leader di questi giovani. Lo è stata prima della sua elezione a deputata e non ha smesso di esserlo oggi.
Non si dimentica mai di citare Azione Giovani, di ringraziare i “suoi ragazzi”, di ricordare quanto sia lì in rappresentanza loro. E i suoi ragazzi apprezzano, non dimenticano e la sostengono.

Lei parla al cuore di questi giovani, e lo fa come meglio non si potrebbe: chiamandoli alla mobilitazione. Perchè lo scenario politico sta mutando radicalmente,perchè An deve essere protagonista e questi giovani devono essere la sua avanguardia.
Poi spiana la strada a Fini, ne approva il documento e chiede uno sforzo per far diventare An centrale nella scena politica. Centrale senza spostarsi al centro, centrale restando a destra.

 

Uno stop al nuovo consociativismo

Sunday, July 23rd, 2006

 

A Ignazio La Russa è toccato il difficile compito di preparare il campo a Gianfranco Fini, di tastare gli umori della platea e di rendere più facile l’attesissimo e difficilissimo intervento del leader di An.

La Russa riprende il discorso da Panella e riparte da Gerusalemme. Da quella che lui definisce “una mistificazione mediatica” (FIni non avrebbe mai definito il fascismo “male assoluto”) che ha avuto, però, il merito di porre fine ad un equivoco storico, quello per cui la destra italiana sarebbe rimasta equidistante rispetto alla questione israelo-palestinese.

Ma l’approdo è quello della politica interna e l’attacco più duro è per Romano Prodi e la sua politica estera definita “penosa”.
Parlare di politica interna,oggi, per Ignazio, significa sopratutto sgombrare il campo da ogni dubbio su una presunta “Grosse Koalition”: “ci proveranno, glielo impediremo” dice perentorio, strappando applausi.
L’avvertimento è per la sinistra riformista che cerca qualche apertura ma anche per gli alleati che sembrano fare da sponda: an si opporrà con forza a ogni tipo di consociativismo, perchè l’idea fissa è quella del bipolarismo. Con An protagonista,a destra.

 

La rivoluzione blu del conservatorismo compassionevole

Sunday, July 23rd, 2006

Giampiero Cannella è il vicesindaco di Palermo e ha scritto un libro che dovreste leggere tutti: “La rivoluzione blu”.
Nel libro e nell’intervento in Versilia ha dato una visione originale e stimolante del conservatorismo, visto come un grandissimo liberalismo solidale. Una via di mezzo ponderata e nuova tra turbocapitalismo e assistenzialismo.

L’area di riferimento a cui Cannella guarda è quella delle grandi destre anglosassoni, Americana e Inglese su tutte: una destra con radici forti ma con grande capacità di guardare al futuro. Senza mai perdere la propria identità.

 

Tutto intorno ad Israele

Sunday, July 23rd, 2006

La politica internazionale può essere noiosissima, specie se si finisce col fare discussioni che si rivelano poco concrete, strumentali ed accademiche.
Interessare un’intera platea di giovani ai rapporti tra Iran e Israele non è assolutamente facile.
Carlo Panella ci è riuscito benissimo: spiegando, raccontando, dipingendo il Medio Oriente come un grande quadro impressionista. Colpi di pennello efficaci, colpi di luce qua e là e niente di sistematico, nulla di noioso e cattedratico.

L’inizio è lirico e struggente, come la testimonianza di una generazione (la sua) che ha ricevuto dalla storia l’arduo compito di impedire una nuova Auschwitz.
Non c’è stata un’altra Auschwitz, non per come la conosciamo noi; ma forse c’è stata una Auschwitz meno evidente ma non per questo meno drammatica. Una Auschwitz con il volto triste e malinconico di migliaia di israeliani costretti a vivere nel terrore di una democrazia assediata dai grandi totalitarismi medio-orientali, dalla teocrazia iraniana passando per il terrorismo islamico.

Quello tra Israele, Libano e Palestina, per come lo vede Panella non è un conflitto iniziato con l’obbiettivo di accapparrarsi un territorio, di controllare una città. E’ qualcosa di più, qualcosa di maggiormente complesso: è uno scontro di civiltà tra una democrazia e una teocrazia totalitaria, tra una società fondata sull’uguaglianza e la concezione piramidale del vivere comunitario.
Non c’entra la Palestina in questo scontro,così come non c’entrano le rivendicazioni di Hezbollah. C’è solo il progetto iraniano di attacco alla democrazia israeliana, alle sue basi fondanti e, conseguentemente, alle basi dell’occidente stesso.

Ma il dramma di Gerusalemme ha segnato profondamente anche la politica italiana perchè Fini con quel viaggio in Terra Santa ha finito per creare uno spartiacque importantissimo per la destra italiana.
Una destra che è diventata convintamente filo-israeliana dopo anni di indifferenza e diffidenza verso il popolo della stella di David.
A Gerusalemme è nata la nuova destra italiana; la seconda grande svolta dopo la discesa in campo di Silvio Berlusconi è passata per Israele e per le lungimiranza di un grande leader come Gianfranco Fini.

 

Tocqueville, la destra che si aggrega

Sunday, July 23rd, 2006

 

Al sindaco di Tocqueville, Andrea Mancia, è toccato il compito di illustrare ai giovani universitari di An il progetto di Tocqueville, partendo dagli albori. Iniziando col dire che un blog non è un sito e nemmeno un forum,anche se conserva alcuni pregi di entrambi e continuando spiegando che aprirsi un blog è semplice,ma sopratutto può diventare un’esperienza davvero importante.

Tocqueville è stata,fino ad ora, l’unico vero tentativo di aggregare ciò che non è di sinistra nel mondo di internet. C’era indymedia, c’era la sinistra giovanile, c’erano i forum, ma mancava un aggregatore ad ampio respiro che desse voce a centinaia di persone libere che volevano esprimere opinioni fuori dai mainstream media.

Lo stimolo,come spesso accade, viene dagli Usa e ci riporta indietro al RatherGate, alla rimozione di un caporedattore del New York Times e alla, più organica, lotta senza quartiere fatta dai bloggers repubblicani al network della radio democratiche.
Una lotta svolta con pochi mezzi e tantissimo impegno ma che ha contribuito, secondo alcuni in modo determinante, a spingere Bush verso un secondo mandato alla Casa Bianca.

Nasce lì,il sogno di una blogosfera italiana e di un aggregatore costruito intorno al centrodestra ma che non sia megafono di una coalizione, per evitare di perdere i tratti distintivi e rivoluzionari di uno strumento davvero libero, in cui l’autore risponde soltanto ai suoi lettori.
Tocqueville dimostra che piangersi addosso non è la soluzione e che per contare davvero basta riuscire a mobilitare e a mobilitarsi e,a parità di mezzi, sarà più facile vincere la sfida sul piano delle idee.

 

Unimagazine, la libertà contro il monopolio

Sunday, July 23rd, 2006

Il monopolio mediatico come scusa contro ogni tipo di sconfitta non può funzionare a lungo. Non può essere la maschera dietro cui una destra moderna si nasconde, e il motivo è molto semplice.
La comunicazione del futuro e il suo strumento privilegiato (internet) offrono spazi gratuiti e strumenti facilissimi per “fare comunicazione”, a tutti i livelli.
Conteranno le idee, la capacità di mobilitarsi, la voglia di essere presenti.

Brillante esempio di questo “trend” è Unimagazine, il portale sull’università ideato e diretto da Roberto Chibaro.
Al meeting di Azione Universitaria c’era anche lui e ha raccontato ai giovani di An come sia nata l’idea di un network telematico che si occupasse di Università.
La molla è stata la presenza di un portale ben avviato come Studenti.it che,sottotraccia, con una scelta mai dichiarata ufficialmente, ha finito con il proporre contenuti (articoli, inchieste, interviste) politicamente orientati a sinistra.

Unimagazine non vuole essere un portale di centrodestra, vuole essere semplicemente un portale libero,che sfida altri prodotti analoghi e li invita a confrontarsi.
Ma l’intervento di Roberto è molto di più che una fotografia dei siti di destra e di quelli di sinistra. E’ una riflessione spesso amara di come la destra italiana abbia snobbato lo strumento dell’aggregazione virtuale e abbia finito per concedere un grosso vantaggio alla sinistra, sempre abile ad occupare spazi, anche sul web.

Ma non dev’essere un freno, questo. Perchè la rete è grande e occuparla tutta è impossibile. Così Roberto invita ad essere maggiormente attivi, a coinvolgerci l’un l’altro con maggior entusiasmo, a cercare il passaparola virtuale. Perchè gli strumenti ci sono, costano poco e danno grandi possibilità. A partire da Unimagazine.

 

E va bene così…

Monday, July 17th, 2006

E ho guardato dentro un’emozione
e ci ho visto dentro tanto amore
che ho capito perchè
non si comanda al cuore…

 

In Versilia si va!

Saturday, July 15th, 2006


Questo blog assieme ad altri onorevolissimi bloggers che condivideranno con lui bungalow e divertimento va in Versilia.
Ma non a cazzeggiare, no!
Va in Versilia al meeting di “Azione Universitaria”. Il Programma lo trovate qui.

Così al suo ritorno, o direttamente dalla Versilia vi racconterà di tutto e di più su questo meeting.
Grazie a Gianmario e al Sindaco, se non ci fossero dovremo inventarli. Nessuna notizia sui compagni presenti, vi dico solo che lui c’è.

Per quelli che ”il blog è di sinistra” è l’ennesima dimostrazione che Tocqueville c’è e ha una gran voglia di partecipare.

 

 

Mi mancherete,altro che…

Saturday, July 8th, 2006

Attenzione:post scritto di ritorno da un aperitivo chilometrico,solo per cambiare camicia e prima di andare a ballare. Seguirà lungo silenzio.

Facciamo un paio di premesse: adoro Tocqueville come poche cose al mondo, credo a Tocqueville ciecamente e credo che il progetto sia rivoluzionario.
Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere di persona quasi tutti i membri della redazione e vi assicuro che siamo un gruppo splendido; anzi un gruppo fortissimi fatto di gente fantastici.
Tutte le polemiche di questi giorni mi fanno davvero star male, perchè mi dispiace, perchè so che tutti vorremmo fare di più e meglio e perchè sono sicuro della buonafede di ognuno.
Siccome non ho la capacità, la leadership e i mezzi per farlo mi sono sempre guardato bene dall’emettere giudizi o cercare di risolvere problemi. Ho fatto quello che mi riesce meglio: lavorare per migliorare le cose, senza pensarci su tanto. Per questo motivo non ho mai preso posizioni pubbliche,anche se questo non significa che io una mia precisa opinione ce l’abbia.

Non esprimerò critiche o analisi,nemmeno qui. Solo i miei sentimenti.
In questi tre giorni ho perso quattro compagni di viaggio in questa esperienza, quattro persone a cui ero legato e che considero persone splendide, prima che bloggers validissimi.
Per questo e altri motivi che tengo per me,ci tenevo soltanto ad informarvi che la mia città non è più la stessa senza di voi. Ciò non significa che non sia bella, significa solo che la sento un pò meno mia.

Ma io vi aspetto qui,sicuro che tornerete. O che vi verremo a riprendere.

Dedicato a 

Harry,compagno di aggregazione venerdese nonchè mio iniziatore
Calimero, abile contrattatore di poltrone ministeriali
Watergate,senza la sua timeline come si fa?
Robinik, number one.