Archive for August, 2006

Semplicemente Italia

Sunday, August 20th, 2006

 

Avessero perso contro la quotatissima Slovenia, nessuno avrebbe storto il naso. L’italbasket era venuta qui,in un girone difficile, senza sapere con certezza cosa avrebbe potuto portare a casa. Invece dopo l’ottima prova contro i cinesi, è arrivata la conferma contro gli sloveni.

Gara subito in salita, con un parziale 0-8 da far tremare i polsi e tre contropiedi micidiali ammazza-morale. Ma questa squadra ha qualcosa di speciale, quando sembra con le spalle al muro tira fuori gli artigli e rinasce. Cade sette volte e si rialza otto, la nazionale di coach Charlie.

E così è toccato a un Bellinelli in formato NBA (26 punti) guidare la rimonta azzurra,fino al sorpasso finale, a meno di un minuto dalla fine. Per chi non avesse visto la cavalcata del quintetto tricolore, a quel punto i nostri eroi avevano subito un parziale di 13-2 e sembravano sull’orlo del burrone.
Eravamo in quelle fasi in cui non segneresti nemmeno con una pallina da ping-pong in una vasca da bagno. Ma questa è una grande squadra,ha tirato fuori il cuore in difesa e il cervello in attacco e ha  portato a casa un partita che sembrva persa due volte.

Tra due giorni,col Senegal, la possibilità di guadagnarsi la matematica qualificazione agli ottavi e andare a in passerella contro gli States.
Per chi non se ne fosse accorto, questa nazionale di operai sta dimostrando di avere una classe infinita. Lo dicano i signori della carta stampata che definivano questo gruppo “poco talentuoso”.

Astenersi perditempo, specie se analisti sportivi.

 

Bene l’Italia, non convincono gli States

Saturday, August 19th, 2006

Davvero ottima la partenza degli azzurri ai mondiali di Basket giapponesi. La Cina non era avversario facilissimo, vista la presenza di Yao Ming (centro degli Houston Rockets) e la preparazione meticolosa con cui i cinesi si stanno preparano per Pechino 2008.
C’è da aggiungere,poi, che quest’Italia è una squadra giovane e decisamente rinnovata, presentatasi a Sapporo con l’obbiettivo di fare bella figura e non certo con quello di vincere il Girone (in cui ci sono anche Slovenia e Stati Uniti).

Invece l’inizio è stato confortante. Presi per mano da un immenso Basile gli azzurri hanno giocato al meglio, interpretando perfettamente la partita. Yao è stato limitato da una prestazione lacrime e sangue dei nostri lunghi (Marconato, Garri, Gigli, Rocca) e la zona 2-3 è rimasta tutto sommato indigesta ai tiratori cinesi.
In attacco il solito movimento di palla tipico della squadre di Recalcati, un buon numero di tiri da tre coi piedi per terra e,quando proprio non siamo riusciti a trovare il tiro facile, ci ha pensato il Baso in uscita dai blocchi.
Una bella Italia, insomma, oltre ogni più rosea aspettativa. Il risultato dice 84-69 ma ciò che conta maggiormente è l’ottima difesa di squadra (la Slovenia ha preso 79 punti dal Senegal e gli USA ben 100 da Portorico) e la prestazione monstre di Gianluca Basile da Ruvo di Puglia. Il capitano dai tiri ignoranti ne mette 27,con 4/5 da tre. Second best tra i nostri marcatori Matteo Soragna, 14 punti.
Una menzione speciale la merita Richard Mason Rocca, italiano d’adozione, americano di Evanston (Illinois), la terra che fu di coach Dan Peterson, si è laureato in Ingegneria oltreoceano e ha poi sposato l’Italia. In questa gara difficilissima si era pronosticato per lui un pomeriggio di sofferenza di fronte al gigante Ming. In realtà i sorci verdi li ha visti solo il centrone dagli occhi a mandorla, messo in difficoltà dalla vitalità e dalla grinta del “nostro”. Good job, Richie!

Gli States invece hanno un pò deluso. Di fronte al Portorico di Arroyo (play di Detroit) la nazionale di coach K ha faticato, sopratutto nel primo tempo, ed è riuscita a spuntare una sofferta vittoria solo dopo un parziale 12-2 che ha annichilito i portoricani.
A deludere è stato il pochissimo movimento in attacco e la scarsa vena realizzativa di molti big. A far ben sperare gli Usa è il carattere dimostrato da un gruppo che sa di dover per forza vincere e convincere. Ogni cosa che non sia l’oro, qui, sarà vista come un fallimento.

Le 14 palle recuperate sono sintomo di “fame” e di voglia di buttarsi su ogni palla vagante, ma i 100 punti subiti da una squadra tutto sommato mediocre fanno credere che ci sia da lavorare molto. Se in attacco la palla (e l’azione) tende a stagnare, in difesa ci sono troppe pause difensive per poter pensare di battere nazionali come Argentina e Germania.
Per ora,comunqe, va bene così.

 

Mondiali di Basket

Saturday, August 19th, 2006

Tutti impegnati a incensare i campioni del mondo della italica pedata ci siamo dimenticati che oggi l’Italia esordisce ai mondiali di basket a Sapporo.
Un esordio non facile,contro la Cina di Yao Ming e dei campioncini emergenti. Guidati da Basile sfidiamo la muraglia, pronti ad abbatterla!

 

Orange Censorship

Friday, August 18th, 2006

Pochi giorni fa, sull’homepage di Conservative Home, è apparso un post a metà tra il provocatorio e l’ironico in cui uno stimato professionista dell’azienda Orange elabora un dizionario immaginario chiamato “Lefty Lexicon”, in cui vengono rivisti moltissimi termini in chiave “leftish”. Capita così che “Community leader” sia per Inigo “someone plucked from obscurity to represent ‘the views of the community’ for the purposes of ‘consultation’. NB never elected to this position” e che il fascismo diventi ciò che è per davvero, ossia “apparently the ‘opposite’ of Socialism – despite sharing party members, ideology and – in National Socialism – the name“.

Il nostro Inigo,però, commette un peccato mortale. Assieme a fascisti e nazisti cita anche mussulmani, palestinesi e terroristi.
La ditta per cui lavora, Orange, viene subissata da mail di protesta e decide di sospendere il proprio dipendente per condurre un’inchiesta dettagliata.

Speak Corner:

Il post incriminato

Indipendent, Guardian, Telegraph

Conservative Home, Conservative Home/2, Ian Dale, Guido Fawkes, Samizdata, NoseMonkey, Hurry-up-Harry, Uss Neverdock, Dizzy Thinks, Chicken YoghurtTim Worstall, The Register, The Corner

 

PrescottGate/2: la Blogosfera

Friday, August 18th, 2006

Continua a tener banco la questione PrescottGate sui blog Conservatives. L’incidente diplomatico con Washington sembra chiuso (anche perchè i problemi delle due amministrazioni sono altri) ma la questione politica resta fortissima: questi Labour qui non sono più quelli degli anni novanta. Sono ancora in grado di guidare l’Inghilterra?

Speak Corner:Tangled Web, Mr Eugenides, Vote Franco, Cllr Gavin Ayling, Ian Dale

 

PrescottGate

Friday, August 18th, 2006

Beccato,come l’ultimo dei dilettanti. Beccato a dire che “Bush is crap”. Lui, John Prescott, uno degli uomini più vicini a Tony Blair insulta senza ritegno l’alleato più stretto del suo Primo Ministro.
Non una grandissima figura,per Blair e per l’Inghilterra

 

Quiet Revolution: the day after

Thursday, August 17th, 2006

The heart of the revised version is his call for a “responsibility revolution”, emphasising the individual over the state. He wants to create “an opportunity society – a society in which everybody is a somebody, a doer not a done-for”.
More than 50 policy commitments are included, among them “fairer, flatter and simpler” taxes – but no immediate tax cuts – expanded drug rehabilitation, support for top-up fees in universities, a British bill of rights and a UK border police force.
The Guardian

This is, of course, a (flexible) work in progress. There is much in this statement that indicates a welcome modernisation of the Conservative Party. But what that modernisation should mean is that the Tories stand fore-square for individual freedom and the merits of the market and that this stance is articulated in a moderate yet compelling manner. Mr Cameron is capable of that combination of virtues but the green and wellbeing themes provided here need to be rebalanced. He will begin to bore his listeners if he appears to speak passionately about banalities. A political inflection point needs more content than cadence. The Times

Officials said that it would form the basis of the next election manifesto. The new 12-page statement, twice as long as the original, contains plans for a new Bill of Rights to replace the Human Rights Act. The Times

In a foreword signed by Mr Cameron, the Tory leader said “old answers” provided by government no longer worked in an age in which people expected choice.
Britain needed “a new direction and new answers”. People would find them only if they were encouraged and allowed to assume more responsibility for the way they ran their affairs.
Telegraph

Mr Cameron also seems to be sticking by his promise to change the party by getting more women and ethnic minority candidates, despite setbacks with the “A-list” of such candidates he has tried to promote over the summer. Indipendent

The Tory leader said his new version of the document Built to Last would allow the party to set a “new direction” for Britain.
He insisted it presented “quite a change” from the initial draft, criticised during a consultation with the Tory rank and file. The 12-page mini-manifesto contains almost 60 statements on issues ranging from ID cards to malaria in the Third World.
The DailyExpress

Built on sand, by A Tangled Web (molto critico)

A responsibility revolution, by Kevin Davis

 

The Quiet Revolution

Wednesday, August 16th, 2006

 

Era atteso da tempo l’update al documento programmatico del partito di David Cameron. La prima versione di “Built to last” era stata definita da alcuni “self-evident“, tanto che anche all’interno delle file conservatrici si erano levate voci di dissenso per un documento eccessivamente vago e poco coraggioso.
Da più parti si chiedeva a Cameron un necessario salto di qualità. La sua ascesa politica sembrava ricordare troppo da vicino quella di Tony Blair per poter piacere ai difficili palati dei Tories.

David Cameron non ha, però, rinnegato sè stesso. Ha smesso per un attimo i panni di “Mr nice Guy” per vestire quelli del leader coraggioso, e ha finito per redigere un documento moderno decisamente “right“. L’indviduo di nuovo al centro, riduzioni fiscali e meno stato sembrano essere le ricette proposte al Regno Unito per raccogliere al meglio le sfide del ventesimo secolo.

Tutto incentrato su quella che Cameron chiama “Responsiblity Revolution“, ossia una rivoluzione copernicana nel modo di intendere lo stato e la società. “A Responsibility Revolution to create an opportunity society“, una società in cui “everybody is a somebody, a doer and not a done-for“.

Un messaggio alla nazione che lui stesso definisce “innovativo, di ottimismo e speranza“; un messaggio che nasce dalle riflessioni del primo documento e dal confronto con la base. Un messaggio che verrà ulteriormente sottoposto al giudizio degli iscritti al partito.

Un messaggio che cambierà il partito conservatore, il Regno Unito e,speriamo, l’Europa.

Speak Corner: BBC, BBC2, Guardian,Daily MailDizzy Thinks, CEP, Cameron Leadership, Ian Dale,

 

Freedometto e la sua baita

Wednesday, August 16th, 2006

  

  

  

  

  

 

 

Bene Cameron, male Hague e Blair

Monday, August 14th, 2006

Soliti sondaggi inglesi che confermano il trend positivo per la popolarità di David Cameron. L’ultimo dato,quello di Luglio, conferma che il 74% dei conservatori apprezza il suo operato alla guida del partito. Il dato di Giugno,per la verità, era ancora migliore (79%) e questo deve far pensare gli spin-doctors dei Tories.
A pesare negativamente (seppur di poco) dev’essere stato il comportamento che Cameron ha tenuto durante la crisi mediorientale, non scegliendo esplicitamente da che parte stare e finendo col preferire un “low profile” da equidistanza dalemiana.

La conferma arriva dal dato dell’ex leader conservatore William Hague. Dopo le sue dichiarazioni contro Israele rilasciate al Times, il “Shadow Foreign Secretary” ha visto calare il suo appeal all’interno del partito di ben 15 punti percentuali (dal 70 al 55%).

Ma un altro sondaggio fa discutere gli esperti: 200 Financial Directors sono stati intervistati dall’ “Institute of Chartered Accountants of Scotland” e il risultato è imbarazzante per il Labour Party: David Cameron viene preferito dal 40% dei votanti, Gordon Brown (scozzese) solo dal 27% mentre Tony Blair raccoglie un deludente 4.9%, alla pari di Menzies Campbell.

Fonte: Conservativehome.com

 

Agonia all’ultimo Stadio

Monday, August 14th, 2006

Non c’è pace per l’Udinese Calcio. Sfiorata da Calciopoli quest’estate ma uscita pulita dal maxiprocesso che ha ripulito il calcio, la società friulana si è trovata di fronte ad un problema decisamente complicato.
Manca,infatti, l’accordo con il Comune per l’affitto dello Stadio.

Tutto sommato questi sono problemi che spesso coinvolgono le società calcistiche e i rispettivi comuni ma questa volta la questione è andata ben oltre le normali scaramucce pre-contrattuali.
Il Comune, per bocca del vice-sindaco Martines, fa sapere che non intende recedere dalle proprie intenzioni ed è ferma la volontà di intascare i crediti risalenti all’anno scorso.
Questi crediti, computati su un contratto temporaneo più volte rinnovato, prevedevano il pagamento al Comune di un canone misurato in percentuale sugli incassi (biglietti+diritti tv). Fin qui,tutto normale.
Più o meno: perchè la somma che l’Udinese Calcio dovrebbe sborsare è assolutamente fuori mercato e il Comune di Udine pare non voler sentir ragioni.

Ormai le parti stanno giocando un vero e proprio braccio di ferro, con l’Udinese che ha di fatto sospeso la campagna abbonamenti e il Comune che non diminuisce di un euro le proprie pretese.
La situazione è decisamente complicata e vi si intrecciano esigenze di bilancio, lavori di ristrutturazione e messa a norma da completare e interessi economici privati della famiglia Pozzo.

Ciò che rileva in questo momento è l’assoluta inadeguatezza della giunta comunale che si è mossa con la delicatezza di un elefante in cristalleria.
L’Udinese non è una società come le altre, non può essere trattata come una qualsiasi impresa che richieda l’uso dello stadio. La squadra di calcio di questa città ha partecipato a sette edizioni delle coppe europee in questi ultimi dieci anni ed è stata un volano fondamentale per la conoscenza all’estero dell’intera regione.

Non si spiega diversamente,infatti, il consueto codazzo di autorità che seguivano la squadra in tutta Europa promuovendo prodotti e territorio (memorabile la polenta cucinata a Barcellona).
Le soluzioni sul tavolo non sono molte: come hanno suggerito Gianfranco Leonarduzzi (Riformatori Liberali) e Diego Volpe Pasini (Sos Italia) non resta altra strada che quella di una partecipazione, contro sponsorizzazione, di enti intermedi come Provincia e Regione.
Enti che hanno usufruito in passato e usufruiranno in futuro della visibilità che l’Udinese calcio da al Comune e alla Provincia, nonchè alla Regione.

Speak Corner: Udineseblog, Sportal, Udineseblog con Galeone

 

Don’t worry Tony

Sunday, August 13th, 2006

 

Yacht Crisis

Sunday, August 13th, 2006

 

 

Muslim Council of Britain

Sunday, August 13th, 2006

La blogosfera britannica si attendeva una reazione da parte dei cosiddetti “Arabi moderati” e la reazione puntualmente è arrivata, attraverso una lettera spedita dal Muslim Council of Britain al premier Tony Blair.

La lettera non contiene condanne esplicite dell’accaduto e ToryDiary la interpeta magistralmente, così:

Of course 9/11 is unacceptable but the USA has done so little to help the people of Palestine… Of course suicide bombing is wrong but so was the war against Saddam… Of course we deplore the killing of innocent life but Israel has no right to attack Lebanon in the way that it has…

Speak Corner: Ian Dale, Dizzy Thinks, Daily Propaganda

 

Più sei Europeo, più sei filo-arabo

Saturday, August 12th, 2006

Daniel Hannan sul Telegraph crede che non sia un caso. I laburisti filo-europei tendono a condannare Israele  e la sua reazione “sproporzionata”.
Al contrario,il supporto totale a Olmert arriva da quei Labour (pochi) euroscettici.

I Tories si dividono,intanto, tra chi segue la linea Cameron e chi la dottrina Bush. Israele rimane uno dei temi di discussione più laceranti della politica britannica.