Archive for November, 2006

Il broglio c’è ma non si può più dire

Tuesday, November 28th, 2006

Deaglio pensava di fare chissà che, invece ha rischiato di mettere nei casini i compagnucci suoi. Così i giudici hanno deciso che non serve più indagare.
Ad oggi, 28 novembre 2006, Forza Italia rimane l’unica forza politica che non ha mai smesso di chiedere il riconteggio rigoroso delle schede. Gli altri se ne sono semplicemente dimenticati.

Compagni che sbagliano, a contare.

 

Cade un elicottero, muore Giorgio Panto

Sunday, November 26th, 2006


A seguito di un incidente in laguna, è morto Giorgio Panto, imprenditore veneto.

Noto per essere leader del movimento politico Progetto Nord Est e proprietario di Telenordest, Antenna 3 e Tele Alto Veneto.

 

Io, il 20 Aprile, 7 mesi fa

Saturday, November 25th, 2006

Esiste una discrepanza tra il numero di votanti (dato dall’affluenza) e la somma tra schede valide, bianche, nulle e contestate. Questa discrepanza (che esite spessissimo, per gli errori materiali di cui sopra) è stata quantificata in 120.000 schede. E’ chiaro a tutti che se la differenza tra le due coalizioni fosse nell’ordine dei milioni di voti nessuno penserebbe di controllare. Ma è evidente che le schede “missing” sono 5 volte superiori al distacco tra le due coalizioni. E’ doveroso, credo, andare a darci un’occhiata.

C’è una seconda discrepanza numerica. Pur essendo maggiore il numero di elettori alla Camera (e conseguentemente il numero di voti espressi), le schede nulle sono in misura decisamente minore che al Senato. Qui, non ci sono motivi tecnici per un ricorso ma sicuramente rimane la curiosità di capire come possa essere successo.

Lo dicevo qui, 7 mesi prima di Deaglio, che qualcosa non andava.

Contiamole queste benedette schede, contiamole tutte.

 

Recensendo Cameron

Friday, November 24th, 2006

Bel profilo di David Cameron, su Formiche.net, a cura di Bruno Tabacci.

E sempre su Formiche, trovate il documento “Built to last” tradotto in italiano, con introduzione del nostro Ministro dell’Economia preferito, Giulio Tremonti.

Un nuovo conservatorismo è possibile e sarà compassionevole,moderno, individualista.

 

Antiamericano a chi?

Thursday, November 23rd, 2006

C’è una buona fetta di presunti osservatori italiani delle questioni inglesi che continua a dipingere David Cameron come un fiero oppositore di George Bush, della War on Terror e di tutto quanto preveda un intervento nei problemi degli altri paesi. Secondo questi David Cameron vuole riportare l’Inghilterra a posizioni pseudo-isolazioniste.

La realtà è esattamente all’opposto da quanto i MSM cercano di propinarci con dotte analisi sul Golden Boy, prossimo inquilino del 10 di Downing Street.

Ma siccome non mi va di raccontarvi interpretazioni ed esegesi dei discorsi del leader conservatore, vi riporto le crude frasi che in questi mesi è andato pronunciando. Decidete voi a chi credere.

Sulla guerra fredda (rivolto ai labour): Unlike some, I never had any doubts about whose side I was on

Su Israele, in un discorso alla Conservative Friends of Israel: I am proud not just to be a Conservative, but a Conservative friend of Israel; and I am proud of the key role CFI plays within our Party. Israel is a democracy, a strong and proud democracy, in a region that is, we hope, making its first steps in that direction

Sull’Iraq: You’ve got to do what you think is right even if it’s unpopular, that’s the only thing you can do

Sulla war on terror: – with this war we remove two of the world’s most repressive regimes
- it must be a battle of hearts and minds, as well as force, the threat cannot be negotiated away or appeased – it has to be confronted and overcome

Sull’Iran: ha accusato più volte il regime Iraniano di fomentare la rivolta in Iraq e ha assicurato che ritiene gli iraniani responsabili dell’uccisione dei soldati britannici in Iraq, facendo capire che,prima o poi, bisognerà intervenire.

 

Così, con semplicità

Thursday, November 23rd, 2006


Pare non faccia fatica, il nostro Adam Morrison. Ne mette 26, guida Charlotte alla vittoria su Boston e conferma che non ci sbagliavamo di una virgola: il miglior rookie è lui.

Nella foto: uno dei tanti motivi per essere tifosi dei Bobcats.

 

Ooooooops, we did it again

Thursday, November 23rd, 2006

Leggete un pò il primo nome dei nuovi cittadini. Bentornato tra noi.

 

Oggi, 16 anni fa

Wednesday, November 22nd, 2006


Having consulted widely among my colleagues, I have concluded that the unity of the Party and the prospects of victory in a General Election would be better served if I stood down to enable Cabinet colleagues to enter the ballot for the leadership. I should like to thank all those in Cabinet and outside who have given me such dedicated support.

Così si dimetteva Margareth Thatcher il 22 Novembre del 1990. Finiva con quelle parole il periodo che avrebbe segnato indelebilmente la storia del Regno Unito e del Partito Conservatore.

 

Cameron goes Darfur. E rilancia una strategia globale per la democrazia

Tuesday, November 21st, 2006

Se gli dici che è un neocon, David Cameron si arrabbia. Lui è un “conservatore liberale” e dei neocon,probabilmente, non ha mai apprezzato una cosa in particolare: che sono americani. O meglio: che è stata l’amministrazione Bush ad adottarli e che, quindi, il Regno Unito è finito al massimo per essere quello che andava al traino Usa.
Questo è il vero dilemma di David Cameron: riportare l’Inghilterra al centro. Politicamente ed operativamente, per Londra dovranno passare le questioni più importanti di politica estera. Per Londra e Washington, non prima a Washington e poi a Londra,di rimbalzo.

Non poteva essere certo l’Iraq il terreno su cui fare gli innovatori, non poteva essere il medio-oriente e tantomeno l’Afghanistan. Così Cameron ha deciso di giocare d’anticipo, di prendere una bandiera, di farla sua e di portare avanti una strategia che fosse prima di tutto “British conservative”. Ne è nata una battaglia idealista che più non si può, neoconservatrice più di dei neocon americani: combattere ogni genocidio, bloccare ogni ingiustizia, rendere questo mondo un mondo migliore. Per rendere migliore la Gran Bretagna. Se la cosa vi ricorda il “Safer World, Safer America” che campeggiava durante la campagna per la rielezione di George W Bush, siete sulla strada giusta e avete capito che i due leaders, in fondo, tanto lontani non sono.

Cameron è,ora, il capo dell’opposizione di sua Maestà e,concretamente, non può incidere sulla politica estera del governo di Tony Blair. Ma può incidere, con forza, sulle strategie future. La strategia futura sembra essere al momento un bipolarismo conservatore, con gli Stati Uniti (se vincesse McCain,sopratutto) e l’Europa guidata da questa new vision compassionevole che trova in Cameron e Sarkozy i suoi uomini forti.

Speak Corner: WestBromBlog , All Mod Cons, Maoddi, ToryDiary, Andrew Mitchell

 

Redazionalmente Sciotto

Tuesday, November 21st, 2006

Gira per la blogosfera un tizio che si è dato come “mission” raccontarci che Adam Morrison non vincerà il titolo di Rookie dell’Anno. Il tutto perchè Andrea Bargnani è un fenomeno e oscura tutto e tutti.

Io nutro profonda stima per il tizio in questione, ma ognitanto prende cantonate clamorose: si innamora dei francesi, recita Baudelaire a memoria manco stessimo parlando di Shakespeare, non coglie l’immensità intrinseca di Daniele Capezzone e, overall, sostiene che il nostro Sugarfree Adam non valga molto.

Mi ricorda molto un politico italiano che vorrebbe fare il leader di uno schieramento con un terzo dei voti del leader naturale.

Questi i dati (Adam-Andrea)
Punti: 14.3-4.1
Rimbalzi: 2.9-1.8
Assist: 1.7-0.0
Palle rubate: 0.7-0.0
Stoppate: 0.2-0.3
Valutazione totale: 15-3.43

ZuccopySailor?

P.S: Post altamente ironico

 

Pink Power

Monday, November 20th, 2006

C’è un sondaggino molto carino che gira il web in questi giorni e ci racconta di come, se si votasse oggi, a decidere la vittoria Conservative nel Regno Unito sarebbero le donne.

Women to Win!

 

Nuova dinastia reale

Monday, November 20th, 2006

Da Londra giunge voce di un disimpegno della Regina Elisabetta che avrebbe deciso di delegare parte del durissimo lavoro di regnante al figlio Carlo. Noi, Elisabettiani da sempre, comprendiamo perfettamente che sua Maestà desideri riposarsi dopo anni di indefessa rappresentanza della Union Jack in giro per l’impero.

Ma è anche doveroso che Carlo e Camilla si godano il loro matrimonio e che il futuro Re possa continuare a dipingere in santa pace i suoi bellissimi paesaggi. Al tempo stesso chiedere a Harry di mollare la divisa da nazista e a William di staccare gli occhi dalla fidanzata ci pare davvero irriverente.

Per questo proponiamo la nomina d’imperio di quelli che sono ormai sentiti da tutti come i veri inquilini di Buckingham Palace: the Becks!

Ovviamente David farà il principe consorte. La regina è sempre Victoria.

 

Bentornato Wembley

Friday, November 17th, 2006

Bello,bellissimo. Il nuovo stadio di Wembley è semplicemente stupendo. Però, quando entravi in quello vecchio sentivi seggiolini che trasudavano storia. E quando ripercorrevi il cammino compiuto dal capitano dell’Inghilterra 1966 Bobby Moore per alzare al cielo la Coppa Rimet ricevuta dalle mani della Regina, ti sentivi davvero un “lion”. E quando sei un lion a Wembley, sei un lion per sempre.

Speriamo di vedere ancora un capitano inglese alzare la coppa dalla nuova balaustra del nuovissimo Wembley.

Via Ian Dale.

 

Casinò Royal

Friday, November 17th, 2006

Le primarie francesi hanno incoronato Ségolène Royal come candidata del Partito Socialista francese alle prossime presidenziali.
Ci convince poco, direi pochissimo, la donna che ha prodotto una campagna comunque innovativa, giocata tutta sul motto “désirs d’avenir” .
Il desiderio di futuro, però, è rimasto solo sulla carta: favorevole alle 35 ore, diffidente in materia di flessibilità, populista spesso ogni oltre ragionevole dubbio e, sopratutto, opposta a Bush nella “war on terror”. Stando alla Royal, infatti, la guerra in Libano sarebbe una conseguenza della politica americana in Medio Oriente.

Noi alla Francia ci teniamo davvero poco, ma l’impressione è che questa Sarkò se la mangi a colazione.

 

27 di Morrison e San Antonio è battuta

Thursday, November 16th, 2006

Una volta per verificare che una persona fosse in buona salute gli si chiedeva di dire “Trentatré”. A Morrison ne sono bastati 27 contro gli Spurs per convincere tutti (Bargnanisti compresi) di essere il rookie numero uno.

Ovvio, il capello svolazzante quando tira in faccia a Bowen è una cosa che solo nell’Nba si può vedere.
Ah,by the way, non dimenticate che il ragazzo è diabetico e chiama time-out per un..breve check up. MONDIALE!