Archive for November, 2006

No, no e poi ancora no. Salvate il Dr. House

Thursday, November 16th, 2006

A voi magari il problema sembra relativo,e c’avete ragione. Ma quando mi hanno detto che nella prossima puntata spareranno al Dr.House ho capito perchè l’America non ha votato Repubblicano alle ultime mid-term elections.

Come si fa, dico, a non proteggere adeguatamente un genio così? Come ha fatto l’amico Donald Rumsfeld a non dimettersi prima? Nemmeno il Princeton-Plainsboro Teaching Hospital è un posto sicuro in questa sgangherata America della “War on Terror”. Cosa diavolo ci siamo andati a fare in Iraq se poi non riusciamo a proteggere la mente più geniale che Hollywood abbia prodotto?

E se fosse un complotto della Cia? Se in realtà al Pentagono sapessero già tutto ma,come al solito, faranno finta di niente?
George Bush, Segretario alla difesa Gates, questa è la vostra occasione per dimostrare che gli States hanno cambiato rotta: salvate al più presto la vita di Gregory House. Mercoledì intervenga uno qualsiasi dei corpi speciali dei marines e salvi il dottore dal suo aggressore.

Poi, dopo averlo portato in un posto di massima sicurezza a bordo dell’Air Force One, si ricordi di lasciare a casa mia la dottoressa Cameron.

Grazie a Cup per la gif. 

 

Work in Progress

Thursday, November 16th, 2006

Inizio,poco poco, piano piano, come piace a noi, a sistemare i links. Per ora è stato il turno della redazione di Tocqueville e dei cosiddetti “Think Tanks”. Prossimo step: i friulani nel web.

 

Dio salvi la Regina (neocon)

Thursday, November 16th, 2006

“Continuera’ il lavoro per trovare un accordo durevole tra Israele e Palestina, per supportare il nuovo governo dell’Iraq nel suo sforzo di costruire una assetto costituzionale durevole e per assistere il governo dell’Afghanistan. Il mio governo lavorera’ con gli Stati Uniti e con i partners dell’Unione europea per prevenire la diffusione delle armi di distruzione di massa, in linea con gli indirizzi internazionali sulla Corea del Nord e sull’Iran”

Sua Maestà Regina Elisabetta, Londra.

 

Adotta un Bobcat, ma fai presto

Wednesday, November 15th, 2006

La nostra campagna di adozione di un’intera squadra nba continua spedit. Non altrettanto speditamente vanno i Bobcats, che perdono ancora e peggiorano il loro record. Un imbarazzante 1-6 che li pone come peggiore squadra NBA.

L’ultima sconfitta contro New Orleans pone seri dubbi sulla gestione tecnica di Bernie Bickerstaff. Adesso resta da capire fino a quando la proprietà dei Bobcats tollererà questo bilancio deficitario oltre ogni previsione.

Ancora sugli scudi,il prossimo Rookie of the Year: Adam Morrison. 21 punti anche ieri sera e la sensazione crescente che questo ragazzo farà strada.

 

Quando si dice i casi della vita

Sunday, November 12th, 2006

…Questi scioperano nel giorno della manifestazione di Forza Italia a Roma.

Arriveremo a Roma.

 

Lettera immaginaria

Saturday, November 11th, 2006

Caro Marco, Cara Emma, Compagne e Compagni,

Come sapete il tema della laicità è a noi molto caro, ma dico di più: fondamentale! Con quello stronzo di Boselli ci siamo imbarcati in questa cazzata della Rosa nel Pugno che a me personalmente ha portato solo casini. Non solo non posso andare a Markette a sfottere Padoa-Schioppa che se la fa con la Spinelli e fa scrivere alla Spinelli che lui è bravo. Che poi, Marco, insomma, sono altri gli spinelli che piacciono a noi.
Insomma la laicità,dicevo. E’ importante. Lo dobbiamo dire con chiarezza a Romano Prodi e allo Sdi che non staremo al governo un minuto in più se non smetterà questa baraonda clericale che interviene a gamba tesa nelle cose di casa nostra. Libero Stato, porco quel…come direbbe Emma, a cui rinnovo stima e affetto.

A noi gli interventi a gamba tesa nun ce piacciono. Perchè qui si vuole la botte piena e la moglie ubriaca: si prende l’otto per mille e si fa politica, si sta su internet e si pretende che la blogosfera non dica quel che pensa.
Eh,vabbè, Marco..se la metti così però. Sono menzogne,vabbè..Però,permettimi, insomma: se qui c’è stata una cazzo di idea quella è stata mia, se c’è stato qualcosa di decente qui dentro, è stato per merito mio.
Mentre voi dicevate al congresso: Indulto, Indulto, Indulto. Io ripetevo: Casa Pannella, Casa Pannella, Casa Pannella. E nemmeno Casa Blair, Casa Fortuna, Casa Zapatero. No, solo Casa Pannella. Nemmeno Bonino. Capito Marco quanta stima e affetto ho per te?

Questi ci stanno prendendo per il culo su tutto,compagne e compagni. Sui pacs, sul testamento biologico, sulla scuola pubblica. Ma come cazzo si fa?! E noi ci incazziamo se uno ci prende per il culo sul serio?
Avete mandato le truppe cammellate contro di me in ogniddove e adesso v’incazzate perchè qualcuno mi difende? Eddai, Marco, per piacere.

E poi,Diego Galli, ma che t’incazzi a fa’? Nun ce volete sta’ che c’è chi mi vuol bene,là tra i neocon. Ve l’avevo detto io: facciamo un tavolo dei volenterosi. Io, Marco Pannella, Emma Bonino, Tabacci e DAW. Avete sempre detto no, nun se fà così. Io lo dico con chiarezza: smettiamola di farci del male, smettiamola con questo Tafazzismo. Non siete dei cretini qualsiasi: siete Marco Pannella ed Emma Bonino. Quasi come Vianello&Mondaini.
Che barba,che noia.

Ah,dimenticavo: adesso ho capito perchè Castaldi piangeva. E c’ha ragione a piangere. Io da oggi inizio un grande Satyagraha per la libertà di satira e perchè c’ho un tre chili da buttare giù che ho preso a cena con Chiambretti.

Saluti,

DC

Dedicato a Daw e Geordie.

 

E’ una giornata importante

Saturday, November 11th, 2006

A voi sembrerà di no, ma io ho messo il nuovo logo dei conservatori inglesi. Se ne va la torcia, arriva l’alberello. Go David Go!

 

Giulio Rumsfeld

Friday, November 10th, 2006

C’è stato un giorno in cui Silvio Berlusconi ha perso le elezioni regionali. Poco dopo, su pressione di parte della sua maggioranza e incalzato dall’opposizione cacciò il suo ministro di fiducia, Giulio Tremonti, per un grigio statista amato dall’establishment (e in particolare, al tempo, dal Governatore Fazio).
Quel giorno Silvio Berlusconi firmò la sua sconfitta alle elezioni politiche.

Per fortuna Bush non ha elezioni politiche da sostenere. Lui no, ma i repubblicani si.

 

Defending Rumsfeld

Thursday, November 9th, 2006

Compito difficile, direi ingrato. Difendere Donald Rumsfeld oggi è forse la cosa meno simpatica che si possa fare. Se c’è un vero sconfitto di queste mid term-elections è proprio lui. Specialmente gli osservatori internazionali (europei) hanno attribuito alla guerra in Iraq la causa di tutti i mali democratici.
Chi ha seguito con un pò più di attenzione queste elezioni sa che le cose non stanno affatto così. Pochi indizi,ma fanno una prova:
- gli exitpolls ABC, citati da tutti i media, vedono l’Iraq soltanto come quarta causa determinante il voto fra gli americani. Addirittura “più sentita” tra i repubblicani che non tra i democratici;
- Moltissimi degli eletti democratici sono dei cosiddetti “Blue Dogs”, ossia democratici estramente borderline. Conservatori che stanno con l’asinello,ma decisamente lontani dalle politiche “liberal” e,francamente, all’opposto della nuova speaker Nancy Pelosi;
- I Dems capaci di strappare seggi al GOP sono nella quasi totalità favorevoli alla guerra in Iraq, pur non condividendone, spesso per neccesità di differenziarsi, la strategia del “dopoguerra”.

Certo è che Rumsfeld un pò di nemici se li è fatti da solo: arrogante, saccente, scontroso, impermeabile a ogni consiglio, è riuscito a inimicarsi anche gli storici sostenitori del Weekly Standard. La “Vox Populi” dice che Rummy paga le deficienze in Iraq e gli scandali di Abu Ghraib, alcuni ci mettono anche la campagna di intercettazioni interna e,con esso, il famigerato Patriot Act. Di tutto, di più, insomma.

La verità,probabilmente, sta altrove. Rumsfeld era, nei fatti, l’anello debole del clan di George Bush. Non per ragioni strategiche o di fiducia, anzi, ma per una semplice tattica comunicativa: i democratici hanno concentrato tutti gli attacchi sull’unico che poteva apparire antipatico già da solo, su quello che, a pelle, l’elettore medio avrebbe abbandonato per primo. Quel qualcuno era Donald Rumsfeld. Perchè ex partner commerciale di Saddam Hussein (in un’ottica realista che il nuovo segretario alla difesa comunque finirà per rispolverare), in affari attraverso il CDA di un’azienda con il regime di Pyongyang, ex uomo di George Bush padre e, quindi, con diversi scheletri nell’armadio. Un bersaglio perfetto. Dell’uomo Rumsfeld c’è da dire che non si è mai sottratto al ruolo, non ha mai negato responsabilità e mai ha scaricato su altri le sue colpe. Non è uomo di mezzo, non lo è mai stato. Anzi, è personaggio che divide e, come tale, il primo a pagare in una situazione come questa, dove la soluzione alla divisione Esecutivo/Congresso va ricercata nel compromesso.
Quel compromesso che Donny ha sempre rifiutato. Quello che,a suo dire, non serve quando sei in guerra e “it’s win or lose”, senza vie di mezzo. Il problema reale è che l’America non ha percepito questa guerra, o, forse, ha smesso di percepirla (accostandola al Vietnam) quando ha visto che le cose non erano così facili come sembravano. In questo Rummy ci ha messo del suo, continuando una politica al risparmio ossessiva nella guerra in Iraq, facendo credere che la superiorità tecnologica sarebbe bastata a far vincere il conflitto.
Ma ha pagato oltre le sue colpe, è finito come un parafulmine di cui Bush si è sbarazzato appena ha perso il controllo del Congresso. Forse, sullo sfondo, un compromesso importante: l’indulgenza delle commissioni investigative del Congresso su un piatto della bilancia e, sull’altro, la testa del Segretario alla Difesa.
Il paradosso, tutto americano, sta nel fatto che a Rumsfeld è stata attribuita la faccia peggiore di ogni medaglia governativa. I risultati positivi, infatti, sono stati sempre e comunque attribuiti ad altri: l’America non ha più subito attentati dal 2001, è sicuramente un posto molto più sicuro di prima; grazie anche a “quell’antipatico, piccolo bastardo” di Rumsfeld.
Parole e musica di un’altro illustre repubblicano mai compreso, Richard Nixon.

Speak Corner:

- Secretary Rumsfeld di Hugh Hewitt
- Rumsfeld is out di Michelle Malkin
- Rumsfeld’s Farewell di Hot Air
- Rumsfeld resigns, Bob Gates nominated di Wake Up America
- Donald Rumsfeld Resigning as Defense Secretary Round up di Stop the ACLU
- Blood Sacrifice di Jacob Laksin per Frontpagemag
- Rumsfeld resigns di California Conservative
- Ma la guerra in Iraq continua di Pensatore
- L’esito peggiore: la vittoria dei realisti di Oggettivista

Decisamente contrari a questo post, ma da leggere:

- L’addio di Rumsfeld,la fine di un’era di Mauro Gilli
- Finalmente di Andrea Gilli
- Concordano tutti, è la fine di un’era di Starsailor
- La migliore notizia è l’addio di Rumsfeld di ProAmericanMovement

 

America al voto. Cross-Liveblogging!

Tuesday, November 7th, 2006

14.22: Il Montana è democratico, il Senato è democratico, il Congresso è democratico 

13.54: Manca il 4% dei seggi e Burns è sotto di 1507 voti. Anche qui,mi sa, si riconterà

13.44: Magari ha ragione lui, è una puntata dei Simpson e non lo sappiamo. Quindi la soluzione arriva verso le 14.30.

13.15: Burns sotto di 1700 voti,quando manca all’appello il 9% delle sezioni.
A occhio,finisce sul filo di lana, anzi del rasoio.

12.08: I voti da recuperare sono 2100, la partita non è chiusa e la Virginia andrà ricontata

12.03: I voti in Montana sono solo 2300. Eddai,giovanotti, riprendiamoci sto Senato

12.00: Si assottiglia lo svantaggio nel Montana. E io ho un titolo da sfoderare…

11.42: Con i voti del libertarian, in Montana vinceva il Gop. E forse anche in alcune sfide al Senato. Diamo un’anima libertaria al centrodestra, magari togliendola al Montana

09.58: Furio Colombo,elogiando i democratici, è riuscito a dire “sono quelli che hanno inventato l’Onu?”. Wow!

09.42:”Sono abbastanza sconvolto dalla visione del partito democratico del Senatore Colombo”. Andrea Mancia, radio 24

09.30: In poche ore si ribalta tutto: il Missouri va ai democratici, la Virginia dà il Gop sotto di 7000 voti e anche il Senato è democratico

05.21: Tensione,altissima,per la Virginia. Si va all’ultimissimo voto

05.16: La Camera è democratica

05.13: La Virginia è tornata in ballo. Con il 3% di schede ancora da scrutinare,il vantaggio è di poco più di 12mila schede

05.06: Situazione intricata. La Virginia è,per pochissimo, ancora in bilico. Il vantaggio Gop in Missouri cala di poco,ma cala. Il Tennessee è praticamente preso e il Senato quasi salvo. Quasi

04.56: ancora 5 cambi di maglia e i dems si prendono la camera. Per il senato, scricchiolii in Virginia e Missouri

04.48: Virginia (Senato) è ancora in bilico. Mancano le aree cittadine che potrebbero ribaltare il risultato a favore dei democratici

04.33: Virginia/2 al GOP. Ma per la Camera serve un miracolo

04.26: aggrappati a Talent,senatore del Missouri,per ora +10% sull’avversario democratico

04.06: Atlanta batte Cleveland e Indiana batte Philadelphia (Basket nba) UPDATE: Miami batte Seattle

04.04: 27.200 voti di vantaggio per il Gop in Virginia,con lo scrutino all’84%

03.55: Tennessee(+5) e Missouri(+9) dovrebbero salvare il Gop, indipendentemente dalla Virginia e dal Montana

03.51: 106-85 per i dems alla Camera. La maggioranza si avvicina

03.35:Maryland, Michigan, Minnesota, New Jersey, New York, Pennsylvania, Rhode Island eleggono senatori democratici. In Conneticut vince Liebermann. Rimangono Montana e Virginia. Oltre al Tennessee,che dovrebbe essere sicuro per il GOP

03.30: la Virginia barcolla paurosamente, alla Camera sembra quasi sicura la maggioranza dems. Non è una bella serata. E io mi faccio la quinta tazza di caffè

03.21: qualcuno dice che perdiamo la Virginia. Sarebbe una tragedia

03.12: il parziale dice Senato 44-40 Rep e Camera 55-50 Dems. La notte è ancora lunga

03.10: resistiamo,noi e la Virginia

02.57: La Virginia dice no ai matrimoni Gay e Britney Spears annuncia il suo divorzio; così per fare un pò di gossip!

02.50: il toss-up Ohio (Senato) va ai Democratici

02.48: torna in bilico Indiana/9,mentre in Virginia/2 il gop è in vantaggio di pochissimo a metà scrutinio

02.42: Il parziale alla Camera è 36-27 Democrats. E molti toss up prendono una brutta piega

02.35: Indiana/8 ai dems

02.32: Altalena pazzesca in Virginia, Senato. Allen ora è avanti di pochissimo!

02.16: i seggi già assegnati alla Camera vedono i democratici avanti 28-14

02.14: a un terzo dello scrutinio in Virginia (Senato),dems in vantaggio per 1600 voti

02.06: il toss-up della Camera,Florida/13,con il 38% di schede scrutinate, vede il candidato repubblicano avanti dell’8%

02.01: Senato,Florida e Massachussetts vanno ai democratici. Il toss-up Virginia all’ultimo voto: adesso sono il Gop è sotto

01.53: Anche Indiana/2 sembra prendere la strada dell’asinello

01.48: Salvo sorprese i democratici vincono il primo toss-up alla Camera: Kentucky/3

01.45: al Senato il seggio del West Virginia va a Byrd, Dems.

01.41: Allen allunga in Virginia (Senato), Indiana/9 (Camera) contesa per 7 miseri voti

01.39: Alla fine del primo quarto, Atlanta e Cleveland sono in perfetta parità, 20-20; mentre Indiana è sopra di due contro Philadelphia. Ah,è basket NBA!

01.35: Diminuisce il vantaggio dei Dems a Kentucky/3 e diventa di un solo punto percentuale.

01.33: Buon inizio nei due seggi in Florida e il Gop passa in vantaggio anche nel seggio di Indiana/9

01.28: Repubblicani avanti in Virginia al Senato, 57-43 col 2% dei voti scrutinati.

01.23: Gop sotto nei collegi Indiana/9 e Kentucky/3 alla Camera. Entrambi Toss-up. Lo spoglio è poco oltre la metà in Kentucky,appena all’inizio nel seggio dell’Indiana.

01.20: Vantaggi sensibilissimi per il Gop nei toss-up Kentucky/3 e Indiana/2,mentre perdono sicuramente Indiana 8.

01.12: Secondo CNN il GOP conferma il suo senatore in Indiana,mentre il Vermont va a un candidato indipendente.

00.53: una vocina dalla California. Schwarzy dice che “It could be a very good night for California conservatives.”

Ore 0.36: tanto per capire: negli States elezioni importantissime. In Italia si parla di: Superbollo, scandalo Calcio, Markette e Franzoni. Tristezza.

Ore 0.29: altro sondaggio bruttissimo per il Gop.
Ma ci pensa Dean Barnet: “I’ll tell you when it’s time to panic. Until then, remain calm and vote if you haven’t”. Facci sapere Dean.

Ore 0.25: Bellissimo Round up del WSJ sulle elezioni viste dai blogs.

Ore 0.20: il nuovo mantra che ripeteremo ossessivamente fino alla morte “March on out and vote”. Hugh Hewitt

Ore 0.13: Primi exit polls. SENATE EXIT POLLS AS OF 5:30 EST: Democrats Leading: Virginia (52-47), Rhode Island (53-46), Pennsylvania (57-42), Ohio (57-43), New Jersey (52-45), Montana (53-46), Missouri (50-48), Maryland (53-46)…GOP Leading: Tennessee (51-48), Arizona (50-46)
Messo così,il Senato sarebbe Democratico. Huffington Post, via Hot Air

Ore 0.10: Però,il New Jersey.

Ore 00.01: Auguri a mio cugino che compie gli anni!

Ore 23.53: a noi son sempre piaciute di più le figlie di Bush. Via Right Nation

Ore 23.24: Per i primi risultati dovremmo attendere la mezzanotte. L’affluenza è comunque buona,anche se ai seggi non sono mancati i problemi.

Ore 23.02: Prima dei primi exit-poll, grazie ad Enzo, Kagliostro, Creez e il Circolo per averci linkato!

Ore 22.54: La pausa aperitivo con Krillix e Falkenberg di Andrea sta durando un pò troppo, che sia andato negli States a fare il volontario?

Ore 22.48: Bellissima!

Ore 22.41: Secondo Francesco le 17 di Nuova York sono le 5 del nostro paese. Questo conferma le voci che lo volevano di origini russe e spia infiltrata del KGB,cellula messinese.

Ore 22.38: The only way to solve this problem is to make sure you go vote. Red State

Ore 21.51: The MSM would like you to believe — and they do have people believing — Democrats will sweep the House and take over the Senate. However, Kerry caused enough damage to at least prevent a clean sweep. The House is too close to call; if the Dems do take over, it won’t be a veto-proof majority. The Senate will go 50-50 and Dick Cheney will server as the tiebreaker once again. Hot Air

Ore 21.43: L’è tutto un casino! Si sono rotte alcune macchinette elettorali, in alcuni stati, tra cui il Delaware, si voterà per qualche ora in più. Sarà una lunga nottata.

Ore 21.25: Dopo cena riprende il Liveblogging. Qui, cose brutte dal mondo.

Ore 18.48: il sondaggio di Hot Air dice che manteniamo entrambi i rami del Congresso.

Ore 18.39: ho ricevuto un sacco di mail da amici americani che mi invitavano ad andare a votare e a farlo nel modo giusto. Io non posso ma voi, dear friends, fatelo!

Ore 18.06: Andrea in pausa aperitivo, tra poco pure io :D

Ore 18.02: “As you go the polls, remember we are at war and if you want this country to do everything in its power to protect you and at the same time lay the foundation of peace for generations to come, vote RepublicanPresident George W Bush

Ore 17.31: Ken Mehlman,RNC Chairman:“I believe we’re going to defy the experts and maintain our majority in the House and Senate”. O è pazzo lui o ci sono migliaia di sondaggisti che dovranno cercarsi un lavoro domani mattina.

Ore 17.09: Prime polemiche

Ore 16.31: “Do your duty”. Il Presidente Bush ha votato a Crawford, accompagnato dalla donna più bella del mondo (Laura Bush,of course).

Ore 16.03: mi raccomando, non guardate gli exit-polls! :)

Ore 15.30: Siccome siamo completamente matti, oltrechè Repubblicani convinti, vi diamo anche le predictions per la serata NBA (in grassetto le nostre vincenti):
- Atlanta@Cleveland
- Philadelphia@Indiana
- Seattle@Miami
- Houston@Memphis
- Golden State@New Orleans
- Minnesota@Lakers

E adesso attendiamo che Francesco faccia le sue!

Da più di due ore è iniziato il Late Show di Andrea Mancia sulle elezioni di mid-term negli Stati Uniti per il rinnovo parziale di Camera e Senato. Noi faremo da supporting cast alla Italian Right Nation e lo faremo a nostro (solito) modo, cercando di tenervi(ci) svegli per tutta la notte seguendo queste elezioni tra una parola di cazzeggio e una (poche eh!) seria, facendo zapping tra i canali televisivi americani – stanotte ci soffermeremo più su NBA.tv che sulla Fox, siete avvisati – e commentando qua e là la blogosfera a stelle e strisce. Da queste parti, ovviamente, faremo il tifo per il Grand Old Party Gop anche se sondaggi e opinionisti danno per favoriti i Democrats Dem che potrebbero così ribaltare i rapporti tra maggioranza e opposizione sia al Senato (in bilico fino all’ultimo) che alla Camera. Staremo a vedere… Insieme a voi. Buona visione!

StarSailor & Freedomland

 

S’imparano i difetti,mai le virtù

Tuesday, November 7th, 2006

Tutto il massimo rispetto per la regione Molise, tutta la massima attenzione per un test importante,  tutta la felicità del mondo per Iorio presidente.

Ma da qui a far passare questa cosa per un “avviso di sfratto” ci passa tutta la becera propaganda della sinistra su Berlusconi degli ultimi quattro anni. Romano Prodi lo sfratterà il Parlamento quando lo ritiene opportuno, e la sinistra sarà sfrattata da Palazzo Chigi con elezioni politiche fra un paio d’anni.

Possibile che impariamo solo i difetti? 

 

Prima vittoria, con un grande Felton

Sunday, November 5th, 2006

Un Felton monumentale trascina Charlotte alla prima vittoria stagionale contro Cleveland. 23 punti per il piccolo grande uomo da North Carolina, a cui si aggiungono i 26 punti in due dalla panchina di Morrison e May. Della prima scelta di quest’anno abbiamo apprezzato la spettacolare difesa su king James.

Tabellino
Record: 1-2

 

Ancora non ci siamo, Charlotte perde anche la seconda

Saturday, November 4th, 2006


I nostri (e vostri) amati Bobcats perdono pure la seconda, in casa della non irresistibile Memphis. Bene Morrison ( 21 punti), malino gli altri, sopratutto Felton e Okafor, davvero deludenti.

I Bobcats sono stati avanti anche di 10 punti ma hanno sprecato tutto con una pessima percentuale ai liberi (55%) e con i soliti errori di coach Bickerstaff che si ostina a far partire in quintetto insieme la coppia Felton-Knight rinunciando alla freschezza di Morrison e alla possibilità di avere un cambio in cabina di regia capace di dare il cambio di passo.

Una notizia positiva c’è. The Gaston Gazzette (e voi giustamente direte: e chi cazz’è?)  parlando dei Bobcats titola il proprio editoriale “Built to last“, proprio come il documento dei Tories e di David Cameron.

Capito perchè dovete tifare Bobcats?

Tabellino partita
Record attuale: 0-2

 

Una relazione di un ottimo segretario, di un ottimo politico, di un ottimo radicale. Di destra

Friday, November 3rd, 2006

Le parole di Pannella non sono state convincenti: la frase ad effetto “ottimo segretario,ottimo politico, ottimo radicale” seguita da quel “nel partito si è impegnato poco” non ha dissolto le nubi sul rapporto con l’ex delfino Capezzone.
L’allievo ha evidentemente superato il maestro, offuscandolo, e il Maestro,legittimamente, lo ha fatto fuori.

Politicamente,però, Capezzone è tutt’altro che finito. Il discorso che ha tenuto a Padova,più che un bilancio di fine mandato è sembrato un rilancio su un tavolo da poker particolarmente affollato. Se togliamo la “tara politica” che gli impone di dire “resto nel centrosinistra”, il netto del discorso è sostanzialmente un’apertura liberale a destra: meno scuola pubblica, meno redistribuzione del reddito e meno stato.
Che Capezzone alla Rosa nel Pugno non ci creda lo hanno capito anche i muri, che Capezzone possa (non voglia, possa) spostarsi a destra a me non pare fantapolitica.

Se al discorso di ieri aggiungiamo un ulteriore pilastro,quello della politica estera, otteniamo il profilo di un politico occidentale e americano in politica estera e liberale in economia. Che stia a sinistra è una radicale anomalia,tutta italiana.

 

Iran-Israele: olocausto nucleare

Friday, November 3rd, 2006

Ci voleva un libro così, con i paragoni forse provocatori, ma suggestivi, tra lo stato ebraico e quelli cristiani che sopravvissero per duecento anni alla fine dell’epoca delle Crociate. Ci voleva se non altro perché adesso l’intellighenzia italiana ed europea della sinistra politically correct non avrà più alibi. Per la prima volta, infatti, qualcuno mette per iscritto e in maniera crudamente esplicita quale sia la posta in gioco in questo tira e molla della comunità internazionale con la repubblica islamica dell’Iran e con il suo nuovo presidente, il noto antisemita Mahmoud Ahmadinejad: la stessa sopravvivenza di quasi sei milioni tra ebrei e arabi israeliani che in Israele ci si trovano benissimo. Tanto da non avere mai commesso un attentato contro chi li ospita per dimostrare solidarietà agli altri arabo-islamici che li circondano. Di odio. Contrariamente ai baschi che vivono a Madrid o ai Nord Irlandesi che soggiornano a Londra, infatti, quasi mai si è sentito di complicità degli arabi israeliani con i loro fratelli “shaheed” della terra della futura Palestina. E questo vorrà pure dire qualcosa.

Dimitri Buffa, l’Opinione.

Per ordinarlo,qui.

Il libro sarà presentato lunedì 6 novembre alle 10.30 a Palazzo Marini – Sala delle Colonne – Via Poli, 19 a Roma. Interverranno Margherita Boniver, Renato Brunetta, Daniele Capezzone, Gianni De Michelis, Riccardo Pacifici. Modera Davide Giacalone. Partecipano Francesco Cossiga e Leonardo Tricarico.