Ecco il video
Ieri il link,oggi il video. Scusate,ma è spettacolare. God Bless Conservatives.
Ieri il link,oggi il video. Scusate,ma è spettacolare. God Bless Conservatives.

In attesa che Rudolph Giuliani decida di candidarsi alle presidenziali americane, per ora tifiamo Brownback. Mr Compassionate Conservative.
Possibilità di riuscirci? Le stesse che ha la Juve di vincere lo scudetto quest’anno. Ma a noi piacciono così,un pò matti, un pò sognatori.

Che Fini fosse il successore designato di Silvio Berlusconi era ormai chiaro a tutti. Che Berlusconi lo incoronasse con così grande chiarezza, il giorno in cui “compie” 13 anni la sua discesa in campo, forse, non se lo aspettavano in molti. Comunque avvenga questa successione, per imposizione o per via democratica, sembra essere un passaggio naturale, quasi ineludibile.
Visti da questa prospettiva, gli ultimi dieci anni di Gianfranco Fini assumono un significato diverso. Chi lo considera un politico mediocre, sempre secondo di qualcuno (Almirante prima, Berlusconi poi) dovrà,con tutta evidenza, ricredersi.
Da Fiuggi in avanti la storia politica del leader di An è stata un continuo susseguirsi di svolte,strappi,rilanci e accelerazioni. A prima vista era un uomo senza partito, un re senza castello, al massimo una buona presenza televisiva.
Gianfranco Fini, invece, giocava la sua personalissima partita col potere. Prima la fecondazione assistita, poi i pacs, la scelta convintamente filo-atlantica e l’appoggio incondizionato ad Israele, la convergenza verso un moderno conservatorismo popolare non erano il segno tangibile di una mancanza di rotta quanto la mappa evidente di una scalata. Quella scalata, pazza e ragionata al tempo stesso, che lo ha messo costantemente in rotta di collisione con il suo partito e in aperto contrasto con la base.
Ma, nonostante le apparenze da pavido, Fini è un coraggioso. Prima di chiunque altro ha capito che la prossima classe dirigente europea sarà conservatrice e che, con ogni evidenza, un leader conservatore moderno era quello che mancava all’Italia. Nel documento “Ripensare il centrodestra” non c’era la negazione di ciò che la destra è stata quanto il desiderio di ciò che dovrebbe essere in futuro: una destra moderata e conservatrice, con l’individuo al centro, il mercato dove si può e lo stato dove serve. Una destra che questo paese schizofrenico non ha mai nemmeno concepito e che oggi più che mai possiamo disegnare unendo i puntini di quella che, fra qualche anno, ci sembrerà la splendida cavalcata dell’ex leader del Msi.
Fini,più di chiunque altro, sarà ricordato per quello che poteva essere il brutto anatroccolo ed è diventato uno degli attori principali della storia repubblicana. Da protagonista, da Presidente del Consiglio.
Io devo ammetterlo: Travaglio scrive benissimo. E io me lo leggo spesso,anzichè no.
Però, quando per criticare il convegno sul Berlusconismo, scade nel patetico e dell’intervento di Brunetta riesce a dire solo “qualche minuto di svago per l’angolo nani&ballerine”, beh, insomma ci pare un pò fuori luogo. Criticasse l’intervento ci starebbe anche, che se la prenda con l’altezza del buon Renato ci sembra una caduta di stile.
L’intervento di Brunetta è qui. Noi lo troviamo interessante,ma non ci piace troppo il “fastidio” con cui si tratta il termine “conservatore”. Ma forse è solo questione di termini, non di contenuti.
…forse il blog è a posto, più o meno

Non sarà mica di questi qui?

La distinzione tra “noi” e “loro” dovrebbe stare nel fatto che noi riconosciamo la legittimità di un Presidente del Consiglio eletto dal popolo e gli riconosciamo il diritto di andare in visita all’Università Cattolica. Che si chiami Prodi, Berlusconi, Pippo o Paperino.
Cortesemente,qualcuno potrebbe farci tornare la voglia di fare politica e non di fare i contestatori in capottino D&G e sciarpetta? E ve lo dice uno che non si separerebbe mai dalla sua sciarpetta.
Pochissima voglia di scrivere, per tanti,svariati e svariabili motivi. Ma siccome ai miei lettori io ci tengo vi dico tre cose:
1. Bebo mi ha scritto una splendida lettera chiedendomi che senso ha essere conservatori oggi. Sto rispondendo, ma se avete consigli,l’indirizzo è sempre simonebressan@yahoo.it
2. Tra i pochi punti fissi c’è la mia cuginetta. Noi stiamo con la supercugy!
3. Chi mi darà del socialista,adesso?

Per inciso, forse i tanti che avevano parlato di «disastro economico» provocato dal governo del centrodestra dovrebbero chiedere scusa all’ex ministro dell’Economia, Tremonti: il disastro, manifestamente, non c’era.
Angelo Panebianco, Corriere della Sera.
Con calma, senza fretta, mi direte che avevo ragione.

Avrei voluto rispondergli. Ma poi l’ottovolante della Carolina del Nord ha deciso di scendere sul Madison Square Garden con la forza dirompente di un uragano. 126 punti a casa Knicks e zitti i critici. Con un Morrison che ci dicono aver giocato molto per la squadra e poco per sè stesso e un Okafor davvero spettacolare.
Avrei voluti rispondergli,ma prima di farlo abbiamo pensato che,in fondo, questo Sciotto a noi sconosciuto parla sempre di cose di cui capisce poco. E così finisce per scrivere un articolo per un settimanale che si definisce di cultura e vorrebbe parlare di cinema. Peccato che ignori,tra i quaranta capolavori, la miglior opera mai messa su pellicola. Chi non capisce la grandezza intrinseca di Notting Hill non merita di affrontare un discorso serio con il sottoscritto.
E così,il nostro Sciotto, si trova a parlare degli sconosciuti fratelli Cohen, citati solo perchè nel film recita il suo sosia. Conflitto di interessi.
Avviso: post altamente ironico. Così abbiamo pubblicizzato il pezzo di Francesco e segnalato l’ultimo lavoro di Domenico. Entrambi,due bellissimi amici.
Liam Fox è il cosiddetto “Shadow Defence Secretary” dei Conservatori, in poche parole il ministro ombra della difesa. Ultimamente è tornato alla ribalta per aver detto che Ungheria e Polonia devono starsene fuori dalla NATO ma è noto alle cronache per essere un neocon incallito e uno dei pochi ad aver apprezzato la nuova strategia di Bush in Iraq.
Il problema per David Cameron, che lo sopporta poco e male, è che la maggioranza degli iscritti al partito si è detta d’accordo con l’invio di più truppe in Iraq e,ora, le uscite del suo uomo alla difesa creano non poco imbarazzo.
Per non saper cosa dire, oggi, ha rilanciato sull’Iran e l’impressione è che la base del partito sia con lui.

Questi riescono a far sembrare Blair un perfetto cretino. Comunicativamente i New Conservatives di Cameron stanno un piano sopra a tutti.
Di tutto e di più: labourdonotdo