Archive for May, 2007

C’era una volta

Wednesday, May 30th, 2007

C’è stato un momento nella storia di questo folle centrodestra di lotta e di governo in cui potevi perdere 12 regioni su 14 e rimanere saldamente in sella, cavandotela con un Follini vicepremier. Era il tempo del Berlusconi bis, ter, quater, ecc ecc. Tempi in cui il teatrino della politica polticante sembrava riannodare i fili e le marionette iniziavano,una volta ancora, la litania di espressioni sconosciute ai comuni mortali: rimpasto, discontinuità, cabine di regia e chi più ne ha più ne metta.

Berlusconi ripeteva, con coraggio, in quei giorni, che “era tutto previsto e prevedibile” e che non c’era “significato politico” dietro a quelle regioni che cambiavano colore, dall’azzurro al rosso, con le sole eccezioni di Lombardia e Veneto, rimaste ormai enclavi forziste nel nord occupato. E agli alleati era riuscito a far credere che quando si sarebbe votato per le politiche, il vento sarebbe cambiato.

Aveva dannatamente ragione, il Cav. Come spesso gli capita aveva letto nella pancia della gente, ne aveva interpretato i segnali, aveva capito, primo fra tutti, che non era possibile un berlusconismo senza Berlusconi. E che il berlusconismo era quello che teneva unito (più o meno) il centrodestra e che riusciva a ricompattare la sinistra. Aveva capito, insomma, che laddove non c’era il suo nome, la sua faccia, i suoi slogan, non si poteva parlare di test politico nazionale. Perchè la politica nazionale era tutta Berlusconi, con o contro.

Per chiunque voglia anche solo lontanamente provare ad azzardare un’analisi politica degli ultimi quindici anni, Berlusconi rappresenta il concentrato di ogni invenzione, lo spartiacque di ogni processo, la variabile che ha condizionato ogni competizione. Anche le ultime amministrative. E, questa volta, sembra non averlo capito.

Il Presidente sbaglia quando trasforma questo voto in un referendum su Prodi e il suo operato. E’ stato, semmai, un monito alla sinistra e un’indicazione alla destra. Il monito è che non può esistere una sinistra (per quanto riformista) che va d’accordo più coi salotti che con Mirafiori. L’indicazione, esplicita, al blocco moderato è che l’elettorato di destra premia la serietà e la coerenza: serietà nei programmi e coerenza nelle coalizioni.

Quelli che hanno vinto sono,infatti, sindaci che si sono presentati con formazioni coese ed unite e hanno saputo esprimere il meglio di una coalizione che, quando è stata forza di governo, troppo spesso si è dimenticata dell’altissimo valore delle amministrazioni periferiche. Ci sono stati candidati importanti (Tosi a Verona, Romoli a Gorizia) ma la sensazione che è emersa è che c’è stata la volontà di vincere e di creare le condizioni per governare. Berlusconi capisca questo: la gente non ha premiato Prodi, la gente ha scelto progetti concreti. Ritorni concreto anche lui e, per una volta, faccia un passettino indietro: la smetta di cercare la via per salire al Quirinale e lavori per creare un’alternativa seria a questa pessima coalizione di governo.

 

 

Volenterosamente

Wednesday, May 30th, 2007

“La mia convinzione è che, dinanzi ad una crisi strutturale del paese, occorrano parole, cose, “varchi”, strumenti, progetti, leadership rinnovate.

L’Italia ha bisogno di progettare il futuro, di “pensieri lunghi” e non di sterili e rancorose dispute sul passato. Lavorerò per questo, e credo proprio che non soffrirò di solitudine.”

Daniele Capezzone. Se non è un leader,poco ci manca. Portatelo a destra, al più presto.

 

Sindrome 2003 da scongiurare

Monday, May 28th, 2007

Ha ragione Tommaso Cerno, questa incoronazione berlusconiana per Renzo Tondo rischia di essere un boomerang. Andò così anche nel 2003 con il presidente incoronato e poi sostituito in corsa da Alessandra Guerra, giunta all’investitura per decreto BossianTremontiano (almeno così si disse).

Iniziò così la lunga stagione dei Visitors, termine coniato dal sindaco udinese Cecotti stigmatizzando la discesa in Friuli di tutti i big romani che mai, prima di allora, erano venuti fin qua su con questo spiegamento di forze.

Ora, quattro anni dopo, bisogna scegliere il front runner per le elezioni regionali 2008 e il tormentone ricomincia. Partiamo dal fondo: si fa un gran parlare di “anti Illy” ma non vi è nessuna certezza che Illy correrà di nuovo. Anzi, se volete un’opinione spassionata, il Governatore del Caffè entrerà nel gran ballo romano e la smetterà di litigare con verdi, rossi e gialli per questioni che lui ritiene del tutto marginali, un fastidioso orpello per il suo inesorabile incedere (e incidere) nella politica nostrana.

Berlusconi ha detto che Tondo sarà l’anti Illy e ancora non sappiamo se fosse un monito, un diktat, un sinistro presagio o un augurio. I fatti, che come sempre regnano sovrani anche sulle opinioni, dicono che Tondo è l’unico candidato possibile, per almeno tre ordini di ragioni.

Primo: è uno dei pochi che non si è mai preoccupato dell’avversario. Sia Illy o Paperinik per Renzo fa lo stesso. E’ sempre convinto di poter vincere e questo è un grandissimo merito.

Secondo: ha esperienza di politica regionale e, nonostante la recente elezione alla Camera, non ha mai perso i contatti con il territorio e, vista da vicino, la sua è sembrata una lunghissima cavalcata alla riconquista della Regione.

Terzo: considera la regione non un trampolino di lancio (lo sarà per Illy, lo è stato per Antonione) ma un traguardo prestigioso e sarebbe l’unico in grado, in quest’ottica, di dare inizio ad un ciclo politico sulla scia di Formigoni e Galan.

Se il centrodestra regionale vuole essere, finalmente, classe dirigente e non più semplice spettatore di processi politici che gli passano sotto il naso è ora che inizi a pensare non solo al brevissimo termine (chi candidiamo?) ma anche al medio e lungo periodo (con chi vinciamo e con chi diventiamo “sistema”).

Se Renzo Tondo vincerà le elezioni 2008, un punto in questo senso sarebbe segnato. Un punto di partenza ma, come tutti gli “start” che si rispettino, fondamentale quanto quello d’arrivo.

 

It’s a great time to be a Liverpool Fan

Friday, May 25th, 2007

Milan’s players were shocked much later in the night when, having milked the applause of their fans, and finally ready to head in, they realised the remaining few thousand Liverpool fans were still applauding them. They came over for more appreciation, and will have left aware of how special our fans can be. It was a great moment.

If a new Anfield can house more of these passionate Reds and recreate the Kop – perhaps even increase its size and power – then the sky will be the limit.
 
I’m in awe of them all, and consider myself lucky to be part of this large family. It’s a great time to be a Liverpool fan.

Uno dei migliori editoriali sportivi mai letti: Tomkins, sul sito ufficiale dei Reds

 

Grazie

Thursday, May 24th, 2007

Tifare Liverpool stamattina non è proprio il mestiere migliore del mondo. Ma dev’essere stato difficile anche tifare Milan dopo la Finale di Champions di due anni fa. Le vittorie vanno e vengono, come accade spesso. Il Milan era ed è oggettivamente più forte, ha giocato meglio (poche storie, grossi pericoli non ne ha mai corsi) e ha meritato di vincere la Coppa al termine di una cavalcata splendida conclusasi con il giusto trionfo.

La vittoria del Milan è in quella coppa alzata dal cielo dal capitano di mille battaglie (e speriamo non si fermi qui) e da un allenatore che ancora in troppi continuano a non capire quanto sia bravo.

La vittoria di tutti, la vittoria del calcio è nella scena splendida dei calciatori rossoneri che attendono i reds per stringergli la mano. E’ il calcio che vorremmo sempre.

La nostra vittoria è in quella curva che canta “You’ll never walk alone” a fine partita, come se niente fosse successo. In fondo è una partita; anche se importante non può scalfire un amore così grande.

 

Thank you guys

Wednesday, May 23rd, 2007

Comunque vada, grazie. Non camminerete mai soli.

 

Mercoledì 23 Maggio ore 18.30

Monday, May 21st, 2007

Incontro Pubblico

FORZA ITALIA PER IL GOVERNO DELLE CITTA’

Intervengono:

MASSIMO BLASONI, Responsabile Cittadino Forza Italia

MARIO VIRGILI, Coordinatore Provinciale Forza Italia

ISIDORO GOTTARDO, Coordinatore Regionale Forza Italia

SEN. MARCELLO DELL’UTRI, Presidente Nazionale “Circoli del Buongoverno”

Hotel Executive, Udine, 23 Maggio ore 18.30

 

Si scatena il fronte anti-Brambilla

Tuesday, May 15th, 2007

C’era da aspettarselo: la nomina a futuro leader per Michela Brambilla è stata una sciagura politica. E’ diventata protagonista della scena mediatica, vero. Ma all’interno del partito sono iniziate le controspinte: Sandro Bondi, Giulio Tremonti, Claudio Scajola; in molti non hanno gradito che il nome del successore del Cav, uscisse così all’improvviso, senza un minimo processo politico alle spalle.

Forza Italia, si sa, è un partito verticale più che verticista, le decisioni partono dalla punta, il leader, e rotolano fino ad arrivare alla base, trascinando con sè gli entusiasti e travolgendo i contrari. Questa volta, però, la valanga azzurra potrebbe essersi fermata ben prima di arrivare a valle. A bloccarne il cammino quello che da molti è considerato l’ideologo del partito, Giulio Tremonti e il grande organizzatore Claudio Scajola. Certi che, senza una liturgia partitica seria, non si andrà da nessuna parte.
Sulla stessa linea Sandro Bondi, un’icona del purismo berlusconiano, da sempre favorevole a una democraticizzazione del partito.

E la maggiore possibilità di decidere per gli iscritti sembra essere il nodo della discordia: il leader sarà scelto dall’alto, come accade per tutte le posizioni che contano, ovvero la scelta sarà condivisa con la base? Il grande organizzatore Scajola (quello della ipervittoria del 2001) punta tutto sull’addio di Berlusconi per rilanciare la struttura del partito tradizionale, quella di stampo Dc che conosce bene. Il leader, nel disegno, sarebbe Roberto Formigoni, lombardo come la Brambilla ma con una sua squadra da mettere a disposizione. Si accettano scommesse.

 

Prologo Amministrative 2007: Sicilia al voto!

Monday, May 14th, 2007

Ore 18.41: Orlando non riconosce il voto. Alè.
Ore 17.32: Prodi: “Valore Locale”. Cammarata al 55%, Orlando 11 punti sotto
Ore 17.18: Stabile Cammarata attorno al 54%, Schifani “segnale di malessere verso Prodi”
Ore 16.48: Non siamo soli! :)
Ore 16.25:
A brevissimo i dati su Agrigento e Trapani. Intanto Cammarata scende sensibilmente, 54,1%.
Ore 16.20: Il Corriere parla già di Cdl che vince in Sicilia, più prudente Repubblica
Ore 16.14: Antoci al 66,6%..diabolico!
Ore 16.09: Cammarata al 55%. Se va così, per Orlando è un disastro politico.
Ore 16.03: Alfano, coordinatore regionale FI, è sicuro della vittoria al primo turno di Cammarata. L’ottimismo arriva da “sondaggi di strada”.
Ore 15.55: Palermo, Cammarata al 51,5%. Eviterebbe per pochissimo il ballottaggio, vero spauracchio del centrodestra.
Ore 15.52: Ragusa, Provincia: Cdl al 65%.
Ore 15.44: Ancora si vota in alcuni seggi, secondo le prime stime i dati ufficiali arriveranno tra un’ora
Ore 15.31: Primo exit poll, Cammarata avanti su Orlando
Ore 15.27: I tre capoluoghi al voto (Palermo, Agrigento e Trapani) sono tutti uscenti centrodestra
Ore 15.00: Seggi chiusi, inizia lo spoglio!

 

Eppur si muove

Monday, May 14th, 2007

Questa strana blogosfera friulana, perlomeno, da segni di vita. Bellissima l’idea del MessaggeroVeneto (di cui vi parlammo per quell’editorialista con le idee confuse) di aprire uno spazio per i blogs. Quello di Tommaso Cerno, notista politico tra i più acuti in circolazione, va dritto tra i preferiti. Non appena il mio webdesigner avrà finito di risistemarmi il template,ovviamente!

 

Going down with Gordon Brown

Monday, May 14th, 2007

 

Landolfi: “Siamo qui per le 3 F*”

Saturday, May 12th, 2007

  

*dichiarazione dell’on. Landolfi al Family Day

 

Weak or wicked?

Thursday, May 10th, 2007

Se lo chiede Nick Wood, su Conservativehome. Bell’analisi, forse un pò troppo partigiana. Dovessi dare un voto a Blair oggi gli darei 6,5. Convinto che Cameron lavorerebbe da 8.

 

Nel bene e nel male

Thursday, May 10th, 2007

Di Tony Blair si potrà dire (e si dirà) sicuramente di tutto. Ciò che è certo, e gli inglesi lo hanno capito perfettamente, è che è stato un leader: nel bene e nel male.
Ha cavalcato un’economia solida, ha tutelato la tenuta sociale del sistema, ha retto e vinto la sfida della globalizzazione. I detrattori dicono abbia trovato tutto pronto, almeno gli dobbiamo riconoscere di essere stato bravo a comunicare meriti solo parzialmente suoi.

Ha spesso sfidato i conservatori sul loro terreno e,per tre volte di fila, ha vinto. E’ stato un alleato fedele degli Stati Uniti e ne ha tratto pochissimi vantaggi in termini di consenso interno ma si è formato un profilo da statista che rimarrà negli anni.

Adesso l’Inghilterra deve scegliere tra il Blairismo senza Blair impersonato da Gordon Brown e il futuro compassionevole dipinto da David Cameron. Noi, come sapete, stiamo col secondo ma,oggi, a dieci anni dall’inizio del Tony Labourism non possiamo non ammettere che quest’uomo ha segnato la storia e dettato i ritmi di gran parte delle scelte politiche del Vecchio Continente. Anche Cameron e Brown, seppur con esiti diversi, sono politicamente figli di Tony.

 

Ha cambiato mestiere (o almeno idea)

Wednesday, May 9th, 2007

Ve lo ricordate?

Sempre lui, Giancesare Flesca, il nostro editorialista di riferimento, sul Messaggero Veneto di ieri dice:

“Ma il successo di “Sarkò” va ben oltre il dato anagrafico.
Riguarda piuttosto il tipo di destra che il neo-presidente ha voluto costruire a sua immagine e somiglianza. Una destra che ha saputo tagliare l’erba sotto i piedi di Jean Marie Le Pen senza compromettere troppo la sua immagine democratica…

Una destra così l’Italia se la sogna. Incapaci di costruire sul nulla una gerarchia di valori, gli uomini della destra italiana vivacchiano fra populismo e sagrestia.
A 71 anni il fascino non può bastare a Berlusconi, se non si incarna in un progetto politico a tutto campo come quello costruito sapientemente da Sarkozy.”

Sarebbe quasi perfetto come editoriale, se il giorno prima non avesse definito Sarkozy “un uomo che ha dato ampie prove di autoritarismo, di xenofobia malcelata, di mancanza d’ogni politica nei confronti del calderone più bollente.”

Amen.