Archive for July, 2007
Avere un leader e non accorgersene
No,non è Silvio Berlusconi. E nemmeno il suo alter ego coi capelli rossi. E’ un politico che ha avuto il coraggio di dire che “l’identità è il motore che deve muovere le nostre azioni, non la coperta dietro cui nascondersi”. Lo stesso che due secondi dopo ha spiegato che Berlusconi ha commesso un grande errore a non spingere sull’acceleratore del Partito Unico e che quell’esperimento di cui tutti ridiamo (partito democratico+primarie) in fondo ci sta dicendo che loro hanno avuto il coraggio di fare delle scelte e noi no. Le hanno fatte male, certo, ma le hanno fatte.
Noi, intanto, proponiamo grandi novità capaci di guidare processi politici nuovi, come la destra epuratrice di Storace. Oppure accorriamo ad osannare il giovane Adinolfi candidato premier o giù di lì.
All’unico leader vero di questo centrodestra, all’unico uomo capace di fare politica con la P maiuscola, rinfacciamo tutto e il contrario di tutto: di essere stato fascista o di non esserlo più, di essere razzista e di volere il voto per gli immigrati. In verità quel che spaventa, e dovrebbe spaventare più di qualcuno, è la terribile lucidità che dimostra nel cogliere i pericoli dell’antipolitica e nel rifiutare i partiti unici creati per decreto dal Presidente ma che dovrebbero nascere “dal basso”. Come possa un’imposizione venire “dal basso” ancora ce lo devono spiegare.
Servirebbero, invece, menti capaci di guidare i processi e leader naturali che prendessero decisioni coraggiosi. Per ora abbiamo un grande partito con un leader che non sa più che fare e un grande leader con un partito che non sa se crescere. Il bivio è lì davanti: l’innovazione o il declino, la vittoria o la sconfitta, il coraggio o la paura.
Nipote, fai sognare anche noi
Siamo una famiglia che si colloca all’interno dell’attuale schieramento politico di centrodestra. Crediamo da sempre nella famiglia quale possibile mezzo di influenza culturale e politica, quale evoluzione del modo di informare e di essere informati. Negli ultimi anni abbiamo condiviso molte battaglie “famigliari”, contribuendo con passione e impegno alla realizzazione di progetti ambiziosi. Abbiamo sempre cercato di usare i nostri raduni tra parenti senza partigianerie, sforzandoci di non seguire ciecamente gli ordini di scuderia ma discutendo, confrontandoci, creando un canale di comunicazione anche con chi non la pensa come noi.
Tutto questo, sia chiaro, rimanendo saldamente ancorati alle nostre convinzioni politiche e culturali. Avevamo riposto molte speranze nella crescente diffusione delle famiglie di centrodestra, sperando che prima o poi alle parole sarebbero seguiti i fatti concreti, l’impegno sul campo, la raccolta di quanto si era seminato in precedenza.
Oggi, a malincuore, dobbiamo ammettere che poco o nulla è successo in questo senso. Si tratta di una riflessione che facciamo convintamente da mesi ma che particolarmente in questi giorni diventa tremendamente attuale.
La candidatura a segretario del Partito Democratico di Enrico Letta,politico e parente di centrosinistra, ha messo in evidenza ancora una volta la differenza di impostazione che separa le famiglie che si riconoscono nell’attuale maggioranza di governo e quelle di centrodestra. Da anni ci siamo autoconvinti che noi siamo “le famiglie del fare ” contrapposti alle “famiglie del dire”; noi famiglia amorevole, loro parenti-serpenti; noi genitori liberali, loro educatori libertini. Forse avevamo ragione, forse no. Fatto sta che oggi, mentre gli ideologi della vincolo famigliare di Santa Romana Chiesa hanno perso molto del loro appeal e del loro slancio originario, dall’altra parte qualcosa si muove: Letta parte dalla famiglia di provenienza e tenta di intraprendere la sua “rivoluzione con gli occhialini”. Una scelta coraggiosa, quasi suicida politicamente ma di sicuro impatto mediatico.
Sia chiaro: nessuno di noi si sente vicino alle posizioni politiche di Enrico Letta, tantomeno a quelle del nascente Partito Democratico. Le nostre considerazioni riguardano solo ed esclusivamente lo strumento della famiglia naturale e i suoi possibili utilizzi anche nella vita reale. Il “family day” creato ad hoc dai nuclei di centrodestra ci appare a volte come qualcosa di sterile e fine a se stesso, un esercizio narcisistico e onanistico che somiglia tanto ad un’élite (o presunta tale) che ad un movimento di ampio respiro. Si discute, ci si fanno i complimenti a vicenda o si litiga, ma tutto rigorosamente all’interno dello stesso “branco” di appartenenza.
E’ proprio la mancanza di visione ad ampio spettro che imputiamo a chi fino ad oggi ha “gestito” il movimento delle famiglie di centrodestra. L’idea che, vittime di una sorta di nuovo complesso dei migliori data dalla oggettiva incapacità dell’attuale governo di centrosinistra, quelli che avrebbero dovuto fare la “rivoluzione culturale” siano finiti in un limitante tifo di squadra che perde quel minimo di capacità critica necessario, se non a costruire, quantomeno a proporre il domani.
L’immobilismo colpevole del centrodestra virtuale si scontra oggi con il movimentismo dell’altro versante politico. Enrico Letta è lì; dove sono i guru liberalconservatori del resto della famiglia Letta? Per questo, dunque, pur non condividendo il progetto politico alla base dell’impegno di Letta e sentendoci distanti anni-luce dal Partito Democratico, ci troviamo quasi costretti ad appoggiare l’impegno di Enrico che rappresenta, anche per la nostra famiglia, un momento di avanguardia. Dal virtuale si passa al reale; dalle rimpatriate natalizie alle dichiarazioni programmatiche; dall’onanismo salottiero e sonnacchioso all’impegno politico concreto. E’ quello che vorremmo accadesse anche sul nostro versante. Ma visto che questo sembra per adesso un obiettivo lontano, esprimiamo i nostri migliori auguri ad Enrico Letta e gli offriamo, nei limiti delle sacrosante differenze politiche e culturali, il nostro supporto in questa difficile ma entusiasmante battaglia.
Gianni Letta e Famiglia
Soddisfazioni personali
Ieri su “Il Giornale” articolo a firma del sottoscritto sullo strano regolamento che istituisce il “reddito di cittadinanza” qui in Friuli Venezia Giulia. Lo trovate qui.
Sono soddisfazioni. Grazie a chi mi ha permesso di scrivere e grazie, ovviamente, al consigliere con cui ho l’onore e il piacere di collaborare. (Appena posso gli rinnovo il sito!)
Il Nordest è ripartito

Secondo il rapporto della Fondazione Nordest, Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno ricominciato a correre. Una crescita che si sta consolidando al ritmo del 2% annuo. Dopo il rallentamento del 2005, ritorna roseo il futuro della locomotiva del Nord.
Aveva ragione il presidente Galan quando, solo un anno fa, negava gli scenari apocalittici e confermava la fiducia in un sistema che dava segnali di cedimento ma che, tutto sommato, aveva in sè le soluzioni ai molti problemi che emergevano all’orizzonte.
Avanti sul web,indietro nei sondaggi

Strana estate, questa, per David Cameron. Il cambio in corsa tra Blair e Gordon Brown lo ha penalizzato non poco. Smentendo tutte le previsioni, infatti, l’ex cancelliere dello scacchiere si è dimostrato a suo agio nel nuovo ruolo apicale, tanto che il 53% degli inglesi lo ritiene il più adatto a guidare il paese. Con David che si ferma a un misero 27%.
L’ultimo sondaggio ICM da il Labour avanti di ben 7 punti. Un dato clamoroso se rapportato soltanto ad un anno fa, quando la cavalcata conservatrice sembrava inarrestabile. Noi rimaniamo dell’idea che Cameron possa vincere e sia migliore di Gordon Brown, mediaticamente e contenutisticamente. Tuttavia i dati sono sotto gli occhi di tutti e sono difficilmente contestabili: l’inversione che Brown ha impresso al trend del consenso è netta e radicale. Per ribaltarla servirà molto di più di una semplice passeggiata in bicicletta con l’iPod.
Detto delle cose che non vanno, non possiamo che accogliere con piacere la nuova iniziativa dei Cameroons. “Stand up, speak up”: viene scelto un argomento, vengono proposti ai lettori tre piccoli dossier sul tema (a seconda del tempo che il lettore può mettere a disposizione) e poi tocca alle opinioni. Un modo carino che dà anche l’idea di un partito meno autoreferenziale di quanto lo sia stato negli ultimi anni e pronto ad aprirsi alla società. Se a questo aggiungiamo il look parzialmente rinnovato del sito ufficiale otteniamo il primo partito che sviluppa on line le future linee guida della politica reale.
Alla fine ho ceduto…
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Twitter ha stregato anche me..qui a destra,da oggi, trovate quello che sto facendo quando mi ricordo di aggiornarlo!
C’è confusione, e mica poca
E’ un Cameron un pò in confusione quello che emerge dalle cronache politiche di questi giorni.
Annuncia che supporterà i tagli fiscali anche per le coppie gay e si attira un bel pò di opposizione interna al partito, poi critica la missione in Iraq definendola un “disastro”. Anche qui, però, non tutti sono d’accordo.
100 mila euro in “fumo”

Ogni anno, in questi giorni si svolge il Rototom Sunsplash, un mega festone reggae (almeno così dicono) in cui si alternano artisti di ogni tipo, molti di ottimo livello. Richiama tanta gente, dall’Italia e dall’Estero e per il nostro piccolo Friuli potrebbe essere motivo di orgoglio essere sede di un evento così importante.
Proprio per l’importanza dell’evento, la Giunta Regionale dà al Sunsplash 100.000 euro. Detto questo, andiamo al dunque, ossia a quanto denunciato dal Consigliere Regionale di Alleanza Nazionale Paolo Ciani:
“l’assessore alla cultura Roberto Antonaz ha elargito un finanziamento di oltre 100mila euro a nome della Giunta regionale di centro sinistra pur sapendo che non si tratta di un’associazione di volontariato, ma di una società a scopo di lucro fatta passare per un festival di musica Jamaicana dove lo spaccio di droga sembra legalizzato e dove ogni anno si creano delle vere emergenze
E poi ancora, andando ai numeri:
Quest’anno, per esempio, c’è stata l’aggressione ai carabinieri della Compagnia di Tolmezzo. Ogni anno Alleanza Nazionale denuncia alla pubblica opinione i gravi fatti che si registrano in questa manifestazione. Ma la gente ci chiede come sia possibile ospitare e accogliere con le bandiere della pace questa kermesse che porta a tanti interventi come quelli effettuati lo scorso anno: 51 arresti, sequestrati 2 chili e mezzo di hashish, 2 di marijuana, 1100 pastiglie di ecstasy, 60 grammi di cocaina, 20 grammi di eroina oltre ad altri quantitativi di allucinogeni.
E quest’anno, a metà manifestazione, già 35 arresti.
Senza Fretta
“Lo diciamo chiaro e tondo: noi siamo contrari al recount”
Andrea Mancia, 11 Aprile 2006
“Siamo seri, contiamoli tutti quei voti”
Simone Bressan, 11 Aprile 2006
“Soltanto una parola: Ricontiamo.com”
Andrea Mancia, 10 Luglio 2007
Oggi al telefono baldanzosamente sosteneva: “Vediamo se mi trovi un post in cui ero contrario al riconteggio. Perchè io proprio non me lo ricordo”
E’ un bravo ragazzo, non mi ascolta mai, ma alla fine mi dà sempre ragione. E mi darà ragione anche su alcune diatribe interne al centrodestra, con calma, basta aspettare.
Senza fiaccola, ma con l’iPod
I tories e il futuro della Gran Bretagna, visti da me. Grazie all’intervista di Ultima Thule e alla genialità di David che si è inventato un titolo che più bello non si può!
Si cambia pagina
Speriamo diventi un appuntamento fisso, speriamo che a nessuno salti in mente di dimenticarsi lo stato penoso in cui versa il giornalismo italiano. E speriamo davvero ci sia tanta, tantissima gente, che invece di piangersi addosso partecipi a iniziative come questa. In bocca al lupo!
Nati il 4 Luglio
Avevo detto che non avrei trattato di politica nazionale per un pò, ma se non si fanno le eccezioni per gli amici, per chi sennò?
13 Cantieri, 13 Punti, 13 Cose concrete, 13 Sogni da realizzare, 13 Idee da concretizzare.
In bocca al lupo, Daniele!







