Archive for September, 2008

Tocca a Sarah

Tuesday, September 30th, 2008

La sola vera possibilità che ha John McCain di ribaltare ancora una volta il tavolo si chiama Sarah Palin. Per lei e per la sua capacità di parlare all’America conservatrice più profonda passano le chance del candidato repubblicano di colmare il distacco che lo separa da Barack Obama.

Un distacco che si è fatto ampio negli ultimi 4-5 giorni, complice la crisi finanziaria e la maggiore, vera o presunta, capacità di Obama in campo economico. Durante il primo dibattito,poi, McCain è apparso fin troppo “soft”: ottimo per un candidato che vuole apparire bipartisan a tutti i costi, non certo il massimo per uno che deve recuperare posizioni e punti sull’avversario. McCain non ha affondato il colpo, non ha inchiodato Obama alle sue mille contraddizioni, non lo ha umiliato, e in parte poteva, sui temi di politica estera e, cosa peggiore in questo periodo, ha balbettato in campo economico.

Mai come oggi, dopo otto anni di presidenza Bush e battaglie al calor bianco con l’opposizione liberal, l’elettorato repubblicano ha bisogno di qualcuno in cui identificarsi, di un simbolo del conservatorismo a cui attaccarsi, una sorta di bandierina da sventolare per sentirsi ancora parte di quella “right nation” che spinse per ben due volte W alla Casa Bianca.

McCain è un candidato che dà l’impressione di poter essere un ottimo presidente, ma non accende (per il momento) gli animi: non ha l’idealismo immaginifico di George Bush nè la carica umana di Ronald Reagan. E’ un candidato percepito come un corpo estraneo dal partito e questo, che potrebbe dargli un’aurea bipartisan, in realtà lo deprime in termini di mobilitazione popolare.

Obama ha lo stesso problema all’interno del suo partito, ha intere frange democrat (i clintoniani su tutti) che gli vorrebbero e gli starebberro giocando contro. Tuttavia ha il grandissimo pregio di essere giovane, di colore, e di sembrare Kennedy con qualche anno di ritardo. Questo fa si che ci sia una “left nation” pronta a mobilitarsi dietro di lui, capace di essere quella macchina da guerra che è stata per Clinton lo scorso decennio. 

A zio Mac, come detto, resta la carta Palin. Se Old John cercasse di inventarsi agitatore di popolo ne uscirebbe una figura ridicola. Per questo la carta Palin, nel mazzo dei possibili vicepresidenti, era la migliore che potesse giocarsi.  Adesso sta a lei sfruttare al meglio il dibattito di mercoledì sera, fregarsene di Joe Biden, della politica estera, del politichese di Washington e delle sedute di “political correctness” a cui l’hanno sottoposta. Deve attaccare, aggredire, stimolare, risvegliare la pancia degli americani. Deve riuscire a spiegare che, una volta ancora, deve esserci un repubblicano alla Casa Bianca. E deve essere convincente anche sul tipo di repubblicano che serve: un maverick, più che un moderato, un uomo dell’Arizona profonda piuttosto che un esperto senatore. A lei il compito più difficile, riportare ai repubblicani l’orgoglio di essere conservatori.

In fondo, McCain l’ha scelta perchè è un pitbull. Ora deve azzannare.

 

Tocqueville goes Washington

Thursday, September 25th, 2008

C’è tutto quello che vi serve: le news, i sondaggi, l’opinione dei bloggers, le mappe interattive.

Andateci e mandateci gente.

 

Perchè è la mossa giusta

Thursday, September 25th, 2008

Tutto si potrà dire di lui, tranne che non stia conducendo una campagna da perfetto maverick. Ancora una volta ha spiazzato tutti, ribaltato le regole della politica e inventato una “sospensione” della campagna elettorale per concentrarsi sui problemi del paese. Sembra una mossa folle, in realtà è di una linearità sconvolgente.

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Convention Time

Thursday, September 25th, 2008

Tempo di convention anche in Inghilterra. Il Labour Party ha da poco concluso la sua, i Conservatori inizieranno la loro Domenica. Il tutto culminerà con il discorso di David Cameron alle 14.30 di Mercoledì.

L’anno scorso, di questi tempi, stavamo discutendo di come invertire la rotta: Gordon Brown viveva una honeymoon incomprensibile con l’elettorato e l’elettore medio sembrava preferire questo signore scozzese un pò banalotto al più estroso David Cameron.

Una lunga, ideale, attraversata nel deserto per spiegare ad amici e nemici che era ancora Cameron l’uomo giusto al posto giusto e che sarebbe stato un errore pensare ad una leadership alternativa al giovane eatoniano.

Gordon Brown era così in salute che cullava l’idea di poter indire le elezioni anticipate per ritornarsene a Downing Street con il vento in poppa e, finalmente, l’investitura popolare. In un discorso lunghissimo e appassionato, Cameron ha raccontato perchè il Regno Unito aveva bisogno di un governo conservatore e ha chiuso esortando Brown a sfidarlo: “call the election, we will fight”. Se dovessimo indicare un punto di svolta, senza dubbio, sarebbe quello.

Oggi, più o meno un anno dopo, la situazione è completamente diversa. L’ultimo sondaggio IPSOS/Mori assegna ai Conservatori il 52% dei consensi, cifra forse azzardata ma che rende bene la proporzione del cambiamento.

Brown, alla convention laburista, ha pronunciato un discorso in linea con il personaggio: efficace quando cerca di non strafare, un tantino professorale, comunque deludente. Una cosa è fare l’ombra (a volte scomoda) di Tony Blair, altro è guidare e dettare l’agenda. Brown ha dimostrato di non essere capace nè di guidare un governo nè tantomeno di condurre il suo partito con efficacia. Cameron risponderà ad alcuni attacchi che arrivano da sinistra ma l’impressione è che si siano tutti rassegnati: quello di mercoledì prossimo sarà il discorso del futuro premier del Regno Unito.

 

Ghita

Wednesday, September 24th, 2008

E’ancora convinto che sia una gran Ghita. Mah.

 

Aspettando i dibattiti

Tuesday, September 23rd, 2008

Una sola certezza: saranno decisivi. Anzi no.

Il dubbio, amletico, è proprio questo: quanto contano i dibattiti? Su che elettori hanno effetto e,cosa più importante, quanto spostano in termini numerici?
Stando all’esperienza del duello Bush-Kerry dovrebbero contare pochissimo. Kerry, a detta dei principali media, li vinse tutti e tre, salvo poi perdere, e di molto, le elezioni.

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Una Storia Americana

Friday, September 19th, 2008

Una storia americana. Speciale, come solo le storie americane sanno essere. Quella che vogliamo raccontarvi, con gli occhi di due giovani italiani, è la corsa, elettrizzante, di due uomini verso il trono del mondo libero.

John McCain da una parte, Barack Obama dall’altra. Diversi in tutto meno che in una cosa: hanno entrambi, a modo loro, qualcosa di speciale da dire. Il reduce del vietnam contro il primo afroamericano in corsa per la Casa Bianca, il sogno del nuovo Kennedy contro il maverick dell’Arizona: non c’è sfacettatura di questa Presidential Race che non ci sembri romanzata al punto tale da poterla incardinare in una scenografia di Hollywood o in un romanzo di Dostojevskij.

Raccontarla dai nostri blog sarebbe stato bello, ma forse un tantino scontato. Così abbiamo pensato di aprire un contenitore ad hoc. Che potesse ospitare i nostri interventi, ma anche quello che ci piace di più trovato in giro per la rete. Si è imbarcato con me in questa avventura l’amico Cristiano.

Alla fine del viaggio, e sarà poi un nuovo inizio,ci trasferiremo oltreoceano per seguire le ultime battute della corsa più bella (e più pazza) del mondo e raccontarvi le prime reazioni. Non consideralo come un sito qualsiasi, è solo il diario, personale e di parte, di due ragazzi con un sogno nel cassetto. Un sogno americano, come la storia che abbiamo la presunzione di raccontarvi.

Il sito lo trovate qui. Benvenuti a bordo.

 

Preferisco

Thursday, September 18th, 2008

Le preferenze sono un tema su cui si concentra la battaglia elettorale per le prossime europee fin da adesso. Berlusconi l’ha appena dichiarato a “Porta a porta”: lui vuole lo sbarramento al 5% e niente preferenze, perché «con le preferenze si corre il rischio di tornare al finanziamento occulto». Dalla parte opposta, Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, risponde con un avvertimento: «L’Udc si presenterà alle elezioni europee con un simbolo che porterà la scritta “Sì alle preferenze”, perché l’Udc vuol trasformare le elezioni a favore della gente». Alla Camera, nei lavori per la riforma della legge elettorale, il relatore Giuseppe Calderisi (del Pdl) ha già annunciato la sua idea centrale: «Le preferenze indeboliscono i partiti». Lo scontro è aperto. Non c’è dubbio che le preferenze indeboliscono i partiti, il vantaggio è che rafforzano la democrazia. Si va a votare quando un Parlamento non funziona più e bisogna sostituirlo oppure ha finito il ciclo della sua legislatura.
Gli elettori devono poter dimostrare col voto se sono contenti dei parlamentari uscenti, e in tal caso li confermano, o se sono scontenti, e in tal caso li sostituiscono.
Il potere di scelta degli elettori deve poter esercitarsi sia sui partiti che sugli uomini. Un elettore può esser contento di un partito, ma non dei deputati o dei senatori di quel partito. In questo caso, con le preferenze, ne vota degli altri. È in questo modo che il Parlamento può dirsi scelto dagli elettori e che la democrazia è completa. Con l’abolizione delle preferenze si dimezza la democrazia perché si realizza una conseguenza paradossale: è il Parlamento uscente, non il popolo, che sceglie il Parlamento entrante.
Il Parlamento uscente, come ogni lettore di questo articolo sa, tramite i partiti e le loro segreterie, compila le liste dei candidati e nelle liste colloca ai primi posti coloro che vuole siano eletti: il Pd o il Pdl possono collocare al primo posto, in qualsiasi regione, un funzionario legato al segretario o al premier e il popolo di destra o di sinistra, semplicemente votando destra o sinistra, vota automaticamente quella scelta. Il governo che decade perché non ha più la fiducia del Parlamento, in genere non ce l’ha neanche del paese.

Ma il paese non ha la possibilità di manifestare questa sfiducia negli onorevoli: non ha più il potere di eleggere, ha solo il potere di ratificare la nomina fatta da altri. Non è un caso che l’abolizione delle preferenze, da noi, sia stata introdotta da un Parlamento che decadeva e sapeva che nella consultazione seguente non avrebbe più avuto la maggioranza. Abolendo le preferenze, impedì che il malcontento popolare tagliasse via i parlamentari più sgraditi.

Ma l’opposizione non s’è opposta a questa riforma, perché anche l’opposizione vede, nelle liste bloccate, un tornaconto: tutti i partiti, di destra e di sinistra, trovano qui l’occasione per rafforzare il proprio potere. È questo il fattore principale che ha creato la “casta”: impedendo al popolo di scegliere i politici, i politici, autoscegliendosi, si sono chiusi in casta. A rigore, non c’è più la condizione per cui i parlamentari possano dirsi eletti dal basso, adesso sono calati dall’alto.

Quand’erano eletti dal popolo, per mezzo secolo han goduto dell’immunità: la legge non osi toccare chi è stato scelto dal popolo, perché è come se toccasse il popolo. Il popolo è la fonte del potere. Abolendo le preferenze, la fonte del potere passa nei partiti. I parlamentari, deputati e senatori, sono un’emanazione delle segreterie dei partiti e perché la legge non dovrebbe toccare i segretari dei partiti, che esprimono interessi non del popolo, ma di gruppi? L’abolizione delle preferenze decurta la democrazia e pone un problema costituzionale.

di Ferdinando Camon, Messaggero Veneto.

Ecco, sinceramente, non avrei saputo dirlo meglio. Aldilà di ogni bizantinismo e di ogni arrampicata sugli specchi dei professionisti delle segreterie temporanee con il consenso altrui.

 

Ah,ziendalista!

Wednesday, September 17th, 2008

Aziendalismo: tendenza a considerare primari gli interessi dell’azienda in cui si lavora e a trarre soddisfazione dai successi da essa conseguiti.

 

Come?

Wednesday, September 17th, 2008

Il Cavaliere, ribadendo la preferenza per liste bloccate, le ha definite “un meccanismo in grado di selezionare autorevoli esponenti politici.”

Vorrei solo ci spiegasse,una volta per tutte, come!

 

MeniaMania

Tuesday, September 16th, 2008

Tutto bene ieri all’assemblea che doveva sancire la fusione a freddo tra Forza Italia e An. Fusione un pò più a caldo del previsto con un intervento intenso e puntuale di Isidoro Gottardo e un altro, di grande spessore, del Presidente Tondo.

Mi ha letteralmente entusiasmato, però, Roberto Menia. Coordinatore Regionale di An, bollato spesso come “nostalgico”, ha riempito i cuori della platea parlando di cose così banali che nemmeno si usano più: democrazia, militanza, partecipazione, preferenze, selezione della classe dirigente.

Un discorso bello, perchè sentito e sincero. Il passaggio migliore sulla libertà. “Che libertà può avere un parlamento in cui tutti sono nominati?”. Già, caro Menia, ce lo chiediamo sempre anche noi.

Poi ha fatto il solito richiamo alla Nazione. A Dio, Patria, Famiglia e compagnia briscola. In molti si sono concentrati su quello, ma il cuore dell’intervento era altrove. E’ che, ogni tanto , fa comodo ascoltare quel che si vuol sentire e non quel che uno dice.

 

Battesimi

Monday, September 15th, 2008

Stasera alle ore 18.30 arriva Frattini a battezzare la nascita del Pdl regionale. Qui parlano di grandi coreografie, palco superfigo, luci e musiche suggestive.

I giudizi ve li do nel post-convention. Per ora sappiate che non ho cambiato idea: o questo Pdl nasce democratico o non nasce proprio.

 

Memento

Thursday, September 11th, 2008

This is a day when all Americans from every walk of life unite in our resolve for justice and peace. America has stood down enemies before, and we will do so this time. None of us will ever forget this day. Yet, we go forward to defend freedom and all that is good and just in our world.

George W. Bush, 11 Settembre 2001.

 

Florida Sleep Diagnostics

Thursday, September 11th, 2008

ASDC is a Florida sleep study where you can find a premier group of sleep professionals, physicians and diagnosticians with extensive experience in the diagnosis and treatment of Sleep Related Disorders.

In addition to having a Medical Director, Board Certified in Sleep Medicine, the multidisciplinary staff boasts a wealth of knowledge in sleep medicine and respiratory therapy.

The state of the art, fully equipped facilities offer a variety of equipment and choices in diagnostic services.

Whether you’re in need of a full sleep study, respiratory care, or merely a professional consultation on how to achieve restfulness, ASDC can help youreach your goals faster.

In this sleep disorder center, a professional team can help increase your productive sleep and improve or develop sound sleep practices.  Effective therapy for sleep related disorders can help you return to your previous level of activity and improve overall health.
A customized and comprehensive diagnostic study is carefully designed and structured for each participant.

Under the guidance of a physician and certified therapists, the individual is evaluated and findings are promptly relayed to the admitting physician for review.

ASDC’s goal is to bring each person to their optimal level of function and restore his or her maximum potential.

 

Ventisette

Tuesday, September 9th, 2008

Dice Wikipedia, alla voce 27:

È un numero composto dai seguenti fattori: 1, 3 e 9. Poiché la somma dei relativi fattori è 13 < 27, è un numero difettivo.
È un numero di Harshad.
È un numero di Smith.
È un numero di Friedman in numeri romani, XXVII = IX * ((X/V) + I)
È la somma delle cifre del suo cubo : 273 = 19683; 1 + 9 + 6 + 8 + 3 = 27
Non è la somma di due numeri primi
1/37 = 0,027027027…., e 1/27 = 0,037037037…
Se un multiplo di tre cifre di 27 viene ciclicamente permutato, per esempio 513 diventa 135 o 351, allora i numeri risultanti sono ancora multipli di 27. L’unico altro numero che ha questa proprietà nell’ambito delle tre cifre è 37.
È il più piccolo numero intero che è uguale alla somma di tre quadrati in due modi diversi : 27 = 32 + 32 + 32 = 52 + 12 + 12

È il numero atomico del cobalto (Co).
L’alfabeto spagnolo ha ventisette lettere.
L’alfabeto ebraico ha ventisette lettere.
27 è il numero di punti di tutte le palline nel biliardo all’americana.
27 Euterpe è il nome di un asteroide battezzato così in onore della musa Euterpe.
Le città decorate con Medaglia d’Oro come “Benemerite del Risorgimento nazionale” sono 27.
Nella Smorfia il numero 27 è il Pitale
27 nazioni sono membri dell’Unione Europea.
È il numero usato in Moto GP da Casey Stoner
Era il numero usato in Formula Uno da Gilles Villeneuve.

Non c’è scritto,però, che il 9 Settembre 2008 io compio 27 anni. Aggiorneranno presto!