Archive for November, 2008

Grazie perchè…

Thursday, November 27th, 2008

…perchè nonostante un presidente democratico che non ci sta (tanto) simpatico, rimani comunque il miglior paese del mondo.

Perchè in fondo quando parliamo di democrazia, pensiamo a te. Perchè siamo democratici grazie a te che hai sacrificato i tuoi figli migliori per liberarci dal fascismo e siamo rimasti democratici per molti anni grazie alla luce della città sulla collina.

Grazie perchè oggi è il Giorno del Ringraziamento e qui in Europa non si festeggia. Per voi sarebbe assurdo ringraziare voi stessi e allora, magari, un pò di noi pensano di dirvelo questo “grazie” che troppe volte vi hanno negato.

L’Antiamericanismo è una cosa ancora dannatamente attuale. Purtroppo.
O per fortuna: le vostre bandiere bruciate in piazza al grido di “colonialisti” sono la dimostrazione migliore della vostra grandezza. Mandate i vostri ragazzi in paesi lontani, cacciate i dittatori e ve ne tornate a casa lasciando in eredità parlamenti liberamente eletti e popoli liberi anche di dire che gli fate schifo.

Grazie.

 

Ahi Ahi Ahi

Wednesday, November 26th, 2008

Eccolo lì. Puntuale come un orologio svizzero arriva il primo brutto sondaggio targato YouGov per il Telegraph. Conservatori in vantaggio di circa 4 punti percentuali (40-36) ma dietro nel computo dei seggi (computo che risente, come è ovvio di un buon dato di approsimazione).

Finisse così (Con 40, Lab 36, LibDem 14) avremmo un Parlamento senza maggioranze stabili con il Labour Party che prenderebbe 305-315 seggi, i Conservatori 280-290 e i LibDem a fare da ago della bilancia con una dotazione di Mps attorno alla ventina.

 

Aspettando un sondaggio

Tuesday, November 25th, 2008

Nessuno al momento può dire, con certezza, quale sarà l’impatto della manovra fiscale voluta da Gordon Brown. Non si parla più, ormai, di impatto in termini economici e di tenuta dei conti pubblici. A pochi, pochissimi, interessa quanto costerà questa manovra. A tutti interessa sapere se il prossimo sondaggio vedrà confermati i rumors che vedrebbero Gordon Brown e il Labour Party in nettissimo recupero.

Se così fosse, anche grazie a questo Pre Budget Report, il rischio di votare a Giugno è concretissimo

 

Superiorità britanniche

Tuesday, November 25th, 2008

Eccezionale spot Labour.

Altrettanto eccezionale risposta Conservative.

 

Good Night, Good Luck

Friday, November 21st, 2008

Buonanotte Forza Italia. Mandata in soffitta senza nemmeno tanti rimpianti, quella che è stata la formazione politica più rivoluzionaria degli ultimi vent’anni chiude oggi la sua straordinaria esperienza di partito. Un’esperienza fatta di anni di governo, di giorni interminabili di opposizione, di “traversate nel deserto”, di sconvolgimenti interni, di polemiche, di slanci di innovazione.

Un partito fatto di anime diverse: quella socialista, quella post-democristiana, un buon numero di comunisti convertiti sulla via di Arcore e una consistente pattuglia di neofiti dell’agone parlamentare. Un partito che, forse, una sua anima vera non l’ha mai avuta. Ha provato la strada del liberismo, della lotta ai “lacci e lacciuoli” statali, finendo irrimediabilmente per impantanarsi nella palude della macchina statale.

Ha cercato poi la strada del liberalismo di massa, della rivoluzione silenziosa, della maggioranza invisibile. I numeri c’erano, la voglia di cambiare anche, ma i risultati non sono arrivati. In questi quattordici anni di alti e bassi, Forza Italia, ha tenuto dritta la barra dell’atlantismo e del filo-americanismo. Almeno quello, nonostante le spinte esterne che invitavano a fare altro, non è cambiato mai.

Berlusconi è sceso in politica ormai 14 anni fa, portando un messaggio di innovazione e di speranza. La Politica del Fare, la cultura del Merito, il rilancio di un ruolo attivo per la società civile. Attorno a lui si sono stretti, idealmente, uomini provenienti dal vecchio pentapartito e dalle vecchie scuole ideologiche ma anche tanti, tantissimi giovani “ex-niente”. Che non erano stati Comunisti, non erano stati Democristiani, non erano stati Socialisti. Ma che si sentivano parte di un grande Popolo, fino ad allora silenzioso e sottorappresentanto.

Non è andata, diciamocela tutta. Non c’è stata la rivoluzione, nè liberale nè di massa. E più che un grande cambiamento è stato un tirare a campare: niente riduzione delle tasse, niente sburocratizzazione reale, niente “più mercato”. Niente.

Niente, nemmeno sul fronte del Merito. Quello che Berlusconi oggi scioglie, così come aveva creato, è un partito ingessato nella corsa a chi fa più il simpatico con il leader e non è capace da tempo di esprimere una classe dirigente degna di tal nome. Colpa di una legge elettorale a liste bloccate che premia non i più bravi ma i più allineati e di un movimento che non ha mai saputo declinare il termine “democrazia”.

Nasce “Il Popolo della Libertà” e ne siamo tutti contenti. Perchè l’Italia ha un suo partito moderato, liberale, conservatore di riferimento. Ma sappiamo tutti che, al di là della gioia per un passo ulteriore verso la casa dei moderati, rimane il timore che si ricominci semplicemente da capo, in un interminabile “gioco dell’oca”.

Senza democrazia, senza primarie vere, senza temi anche ideali di cui discutere, Berlusconi farà l’ennesima rivoluzione a metà: si consacrerà come un grande innovatore, capace di cogliere le spinte della nostra società come nessun altro ma incapace di pensare a qualcosa che sopravviva a sè stesso. Certo, non è questa la sua priorità. Ma forse, a questo paese, servirebbe.

A lui e a noi, Buona Fortuna.

 

Promesse

Thursday, November 20th, 2008

Da domani iniziamo a ri-discutere di United Kingdom, promesso.

 

Facebook.gov

Wednesday, November 19th, 2008

Giuseppe Moles è in aula e non riesce a capire ciò che sta dicendo Di Pietro, vuoi per i contenuti, vuoi per la lingua utilizzata. 16 seconds ago

Nicola Formichella è in aula e sta parlando Di Pietro, un buon motivo per dedicarsi a fb! 3 minutes ago

In questo momento il mio account Facebook è una finestra aperta sulla Camera dei Deputati.

 

Moderne Leggi Razziali

Wednesday, November 19th, 2008

[Premessa per i non-friulani. Ieri la Lega Nord ha ottenuto un risultato molto importante per la realizzazione della "sua" idea di Regione. In Commissione, infatti, è stato approvato un emendamento che introduce il requisito della residenza in Regione da almeno 15 per poter accedere al welfare regionale (nello specifico per le Case Popolari-Ater, l'idea è quella di allargare a moltissimi contributi)]

La Lega è certamente contenta e gonfia il petto. Il Pdl, grazie a Dio, prende posizioni un po’ più moderate (non tutti, ad esser sinceri). Quel che resta, in fondo a questa storia, è il sapore amaro di una legge che sancisce il principio per cui se non abiti e lavori qui per 15 anni (quindici!) non hai diritto ad avere una casa. E poi, come se non bastasse, l’affondo (e l’affronto) di una proposta di legge che estende il requisito ai contributi per la prima infanzia, per le persone disabili, per le famiglie.

Immagino un immigrato senegalese (dico a caso) che viene qui, lavora onestamente per 6 anni in fabbrica, si sposa e ha un bambino qui. La sua fabbrica chiude, perde il lavoro. E la Regione gli racconta che no, non ha diritto a un fico secco. [Per la cronaca: io sono per garantire i "friulani" inserendo un limite minore (3 anni, 5 anni, 1 anno, fate voi) che eviti fenomeni del tipo "vengo lì e mi faccio mantenere" ma che tratti in maniera civile chi qui viene a lavorare]

Settanta anni fa venivano emanate le prime leggi razziali. Non siamo a quei livelli, ci mancherebbe. Ma è una rivisitazione moderna che a me, personalmente, fa rabbrividire.

 

Se vi capita

Tuesday, November 18th, 2008

Oggi allegato a “Il Giornale” trovate il supplemento Dossier Friuli Venezia Giulia.
A pag. 120 c’è un bell’articolo su di me e sull’esperienza che ho fatto negli Stati Uniti.

Carine anche le foto…soprattutto quella con la mamma di McCain che ormai sta diventando il mio biglietto da visita.

 

Certezze

Friday, November 14th, 2008

Io tutte queste incrollabili certezze sul fatto che Eluana Englaro debba morire proprio non riesco ad averle. Beati voi che siete così sicuri.

 

Eroi

Wednesday, November 12th, 2008

Quando siamo stati ad Arlington, il cimitero militare alle porte di Washington, ho pensato di camminare tra file di eroi morti per la libertà. Tantissime croci bianche, su prato verde, e bandiere americane a ricordare il sacrificio di migliaia di ragazzi che hanno donato la vita per darci oggi la possibilità di vivere in un paese libero.

Magari un giorno, lontano, un ragazzo iracheno visiterà Roma. Vedrà un monumento, non imponente come Arlington ma comunque significativo, e penserà che anche lui è un ragazzo fortunato come me. Vive in un paese libero, grazie anche a diciannove eroi italiani.

 

TranSindaco

Tuesday, November 11th, 2008

Stu Rassmussen è stato eletto per ben due volte sindaco di Silverton (Oregon, USA), nel 1988 e nel 1990. E’ uno che ha esperienza, carisma (dicono) e un sacco di idee buone.

Quest’anno Stu è stato rieletto sindaco della sua città battendo l’uscente Ken Hector. Una storia normale, di un politico bravo, che vince una campagna elettorale basata su temi concreti.

Ah, per la cronaca: Stu è transgender, ma nessuno ne ha parlato in campagna elettorale. Potenza di una democrazia che funziona e che giudica le persone per quel che sono e per quel che fanno. Non per come appaiono.

Quando sentirete ancora la storiella dell’America buzzurra, retrograda e tutto il resto, ricordatevi di questa storia.

 

Mario Obama

Monday, November 10th, 2008

Siamo ormai in piena Obamania. Adesso spunta anche il videogioco, ispirato a Super Mario Bros.

Via Bluevolvox

 

Perchè ci mancherà

Saturday, November 8th, 2008

Many other Americans, particularly the “values voters” who helped elect him twice, will miss him because of what he achieved: Samuel Alito and John Roberts on the Supreme Court, children in schools that now are better because they are accountable, African women who now have medicines for their HIV-infected babies, and religious charities that are finally being treated by government as partners instead of rivals.

Sono solo alcuni dei motivi, scritti qui, del perchè George W Bush mancherà anche a me.

 

Abbronzato no, Scemo sì

Saturday, November 8th, 2008

“Ho parlato con tutti i Presidenti ancora viventi, non ho chiamato Nancy Reagan perchè non volevo fare sedute spiritiche.”

Così Barack Obama alla prima seduta..ehm..conferenza stampa tenuta da Presidente Eletto.

Attendiamo la nomina di Romano Prodi a responsabile per l’aldilà.

E la macchina da gaffes, Joe Biden, ancora non ha parlato.