Archive for February 5th, 2009

School Revolution

Thursday, February 5th, 2009

“In your neighbourhood, there will be a new school going out of its way to persuade you to send your children there. It will market itself on being able to generate better results, and it won’t cost you an extra penny”

Un’idea seria di scuola. Viene dal partito conservatore inglese. Ministro Gelmini, prenda appunti.

 

Diario dal Capolinea/4

Thursday, February 5th, 2009

Non così un tempo questo Friuli cantato da Turoldo. Terra difficile sì, martoriata anche da invasioni e guerre, da miseria ed emigrazione, eppure terra amante della vita. Tutti hanno potuto toccare con mano questa verità nella tragedia dei terremoti del 1976. Mille morti, moltissimi feriti, centinaia di migliaia di senza tetto, ma un popolo tenacemente aggrappato alla vita. Un popolo abbattuto, ma non disperato, colpito a morte, ma non rassegnato. E il Friuli è tornato a vivere e i friulani hanno saputo trasformare le loro lacrime in sudore di ricostruzione e rinascita. E i paesi sono risorti come per miracolo collettivo. Dovuto a cosa? Alla straordinaria energia prodotta dalle sue radici umane e cristiane, dove il rispetto e la promozione della vita erano al primo posto. Un popolo, quello friulano, che aveva un alto senso della vita e dunque anche un’attenta e rispettosa valutazione della morte. Si nasceva in casa e in casa si voleva morire, circondati dall’amore solidale dei propri cari. A nessuno veniva in mente di abbreviare il tragitto verso la morte. Quella era una «pietà» riservata agli animali. Per gli umani c’era il diuturno addestramento alla sofferenza propria e altrui e alla resistenza. E dinanzi alle più grandi difficoltà si veniva educati alla non rassegnazione alla morte, ma alla perseveranza nell’amore alla vita. Tutt’altro rispetto a questa marcia forzata verso la morte, incontro al nulla.

Monsignor Duilio Corgnali, nell’editoriale più bello scritto su questa vicenda.

 

Diario dal Capolinea/3

Thursday, February 5th, 2009

Oggi piove, a Udine. “Il minimo in una città in cui fanno morire di sete la gente, è che piova un bel pò”.

Gianni non è il massimo dell’equilibrio quando parla di vita e di morte,ma l’osservazione è perspicace. Non c’è molto da aggiungere, niente è cambiato rispetto a ieri. Da un lato la Quiete, Beppino Englaro e un gruppo di Medici che vogliono attuare la sentenza. Dall’altro i movimenti per la Vita, qualche politico in ordine sparso, la Regione che sembra ritenere “inadeguata” la struttura. Nel mezzo un sacco di gente che si interroga, e un numero quasi doppio di individui sicuri della propria posizione.

Gianni ha anche aggiunto che “è ora di finirla con ’sta storia di dire che i liberali vogliono Eluana morta, io mi sento liberale e la voglio viva. ”

Io forse liberale non lo sono per davvero. Se dovessi scrivere un documento politico-programmatico, tradurrei la dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti e questo mi basterebbe. Almeno in Italia. Quella costituzione dice “Life, Liberty and Pursuit of Happiness”; in questo preciso ordine.