Archive for February 17th, 2009

Veltroni da Lampedusa

Tuesday, February 17th, 2009

Alla fine ha vinto Veltroni. Pagherà per tutti, farà il capro espiatorio, lavorerà per un “direttorio” che gestisca la crisi interna al Pd, dimostrerà che non era colpa sua e si farà rieleggere con Bersani cosparso di cenere.

Nel frattempo avrà detto di voler andare in Africa a sistemare il continente nero, di ispirarsi a Obama e avrà scritto la prefazione italiana del libro di memorie del primo presidente nero degli Stati Uniti d’America. Poi verranno le primarie,le vincerà dopo un’estenuante corsa in giro per l’Italia e scopiazzerà qualche slogan da oltreoceano per la campagna elettorale.

Mentre lui diventa matto in questo meraviglioso Gioco dell’Oca, Berlusconi se ne sta tranquillamente seduto a Palazzo Chigi e attende paziente la prossima occasione per batterlo. E così, nulla cambierà per davvero da quel lontano 2008.

 

Tempi Supplementari

Tuesday, February 17th, 2009

Prima, piccolissima, rivincita per il centrosinistra che riesce a far condannare* David Mills a 4 anni e 6 mesi. Se li facesse tutti, partendo da oggi, uscirebbe giusto in tempo per la campagna elettorale per la rielezione di Cappellacci.

*voluta e scherzosa forzatura
 

Il ritorno della Politica

Tuesday, February 17th, 2009

Riccardo Illy e Renato Soru non sono stati due Presidenti di Regione qualsiasi. Hanno vinto nel 2003 e nel 2004 in pieno Berlusconi-due a Palazzo Chigi e lo hanno fatto mettendo insieme coalizioni larghissime, ispirate al modello-Ulivo che avrebbe fatto, di lì a qualche anno, vincere e poi implodere Romano Prodi.

Avevano vinto, e convinto, sulla base di un ragionamento semplice: erano la faccia nuova di un centrosinistra capace di tenersi i difetti ben nascosti (l’estremismo di alcune componenti), annacquarli in una coalizione bella larga e concentrare nelle mani di un uomo carismatico tutte le decisioni importanti. Il risultato doveva essere, secondo i desiderata dei due, un ircocervo politico capace di dialogare con il mondo industriale, di non scontentare quello sindacale e di sembrare “amico” della base alternativa.

Ma c’era di più. Sia Riccardo Illy che Renato Soru si consideravano uomini “prestati” alla Politica, capaci di raccogliere consensi con un dato personale che andava oltre l’appeal delle coalizioni da cui erano sostenuti. Cercavano, ad ogni piè sospinto, di esaltare la loro indipendenza da questo o quel partito e cercavano, governando, di evidenziare la difformità esistente tra una politica che si incarta su ogni cosa e la capacità di due campioni del decisionismo di mettere d’accordo tutti e fare le cose che contano.

E’ stata, sia per l’uno che per l’altro, un’immagine così ben costruita da far pensare a loro come agli unici in grado di battere Silvio Berlusconi, sfruttando le sue stesse armi. Imprenditori, allergici ai partiti, dotati di idee e di metodologie proprie.L’antipolitica fatta sistema, da una parte e dall’altra.

Solo che mentre Silvio Berlusconi risponde latu sensu ad un’idea di Politica, magari criticabile ma che esiste (ed è maggioritaria,oggi) nel Paese, Renato Soru e Riccardo Illy hanno cercato di scimmiottare il leader del PdL, provando ad essere dei piccoli Berlusconi di centrosinistra.

Non ci sono riusciti, non fino in fondo. Non quando il vero Berlusconi è sceso in campo, spazzandoli via schierando due uomini in grado di batterli. Tondo e Cappellacci cono entrambi candidati cresciuti con profili più politici che civici. Entrambi dimostrazione evidente che l’immagine, la personalizzazione, il tentativo di mettere in secondo piano la Politica per privilegiare l’uomo solo al comando possono anche funzionare in un quadro coerente, dove coalizioni omogenee sostengono candidati espressione sincera di un background culturale e politico vero e non artefatto.

Illy e Soru hanno coperto le magagne di un centrosinistra che non è nè riformista nè radicale, nè di lotta nè di governo. Lo hanno fatto fino dove hanno potuto.

La prova del governo li ha inchiodati alle loro contraddizioni, il Cavaliere ha fatto il resto, dimostrando come destra e sinistra abbiano ancora un senso.

Bentornata Politica.