La Moratti ci ha messo il carico e ha rilanciato con insospettabile tempismo il tema del disagio giovanile, dell’alcolismo, dei divieti.
L’ordinanza del Sindaco di Milano è sbagliata, politicamente e giuridicamente. Lo spiega, in maniera davvero impeccabile, Carmelo Palma su Libertiamo.it.
Sul tema si è sempre speso molto l’amico Anzolini dell’Udc, che sul Messaggero Veneto di oggi rilancia l’idea di “un’ordinanza anti-alcol” con un “forte valore sia simbolico che preventivo”.
Siamo tutti d’accordo che occorra riflettere sulla diffusione del consumo di alcolici tra giovani e giovanissimi. Quello su cui non ci troviamo è il ruolo dello Stato e delle leggi.
Se la norma e i provvedimenti vanno giudicati per il loro valore “preventivo” e, quindi, per i risultati che raggiungono allora dobbiamo avere l’onestà di ammettere che l’economia (e il diritto) della proibizione non hanno mai funzionato (qui).
Sul dato “simbolico” non abbiamo il minimo dubbio sul fatto che si stiano confondendo i piani: allo Stato spettano altri compiti, non quello di intraprendere battaglie culturali a colpi di divieti, peraltro inefficienti. In una concezione di Stato Liberale, con un forte accento sull’etica della responsabilità individuale, meglio sarebbe investire sull’informazione e sulla responsabilizzazione dei nostri giovani.
Per una volta, e capita molto di rado, sono d’accordo con il sindaco Honsell: reinvestire in campagne di informazione una parte degli utili che il Comune percepisce grazie alle pubblicità di alcolici o grazie all’affitto di spazi per la somministrazione di alcol. Certo, non è carino, prendere lezioni dalla sinistra anche su questo tema.

3 Comments
Permalink
Guarda, prima o poi bisogna trovare il metodo giusto per far capire che bere è sbagliato. Insomma, se non lo riescono a fare i genitori lo dovrà pur fare qualcuno o no?!?!
Buona giornata!
Permalink
E io invece con questa ordinanza mi trovo concorde.
Concorde mio malgrado, poichè sono una forte sostenitrice dell’educazione familiare, non di certo di quella statale.
Purtroppo, causa anche di un paio di decenni (almeno) nei quali era tutto permesso, ci troviamo con (almeno) un paio di generazioni di genitori completamente incapaci di svolgere correttamente il ruolo che si sono scelti procreando.
E quindi ci troviamo davanti a tredicenni beoni, a dodicenni (scusatemi la finezza) troiette e chi più ne ha più ne metta.
Un’ordinanza simile aiuterà a prevenire gli atteggiamenti sbagliati poichè, se il tredicenne probabilmente riesce a non farsi scrupoli nel tornare a casa ubriaco o nel non tornare fino a che il misfatto non sia svanito, probabilmente qualche problema se lo farà per una multa di quasi 500€ a mamma e papà.
E probabilmente la mamma e il papà di turno faranno fatica, magari non davanti alla prima multa, però davanti alla seconda o alla terza si, a continuare a chiudere gli occhi.
Bontà loro dovranno svegliarsi dal torpore degli anni ottanta che li ha resi eterni adolescenti, e rendrsi conto, con un decennio di ritardo, d’essere a loro volta genitori.
Inoltre trovo molto intelligente multare l’amico maggiorenne che passa l’alcolico di turno all’amico che, causa motivi anagrafici, non può accedere alle bevande alcoliche se il barista è una persona onesta.
Ovviamente le campagne di informazione e di educazione devono essere fatte e devono essere martellanti.
Ma se non accompagnate a decisi strumenti punitivi, per me, soprattutto quando si parla di adolescenti e di trasgressione, funzionano come il Foille spray su un’ustione di 3° grado, ovvero a nulla.
Permalink
Letto, caro Land andiamo al pratico. Quanti agenti servirebbero? A Gorizia Romoli si sta dando da fare e non in questa direzione. E’ la stessa cosa dei preservativi. Si lotta contro l’aborto ma non si fa informazione sui rimedi.
2 Trackbacks
äåìîíòàæ çäàíèé…
äåìîíòàæ çäàíèé…
medication…
pharmacy…