25 Aug

Io non C’entro

Ormai il tormentone dell’estate è questo: Pdl e Udc faranno una nuova, mastodontica, alleanza per le regionali 2010? Pare chiaro a tutti, tranne che a Silvio Berlusconi, che l’Udc è tutto meno che un partito di centrodestra. E’ un partito di centro, neo-post democristiano, che ha alcuni obbiettivi tattici e su quelli gioca la sua linea politica. Se qualcuno ha in mente scenari fusionisti è meglio che lasci perdere e guardi altrove. Qui non abbiamo nè conservatori, nè tantomeno liberisti, ma al massimo un’accozzaglia di ex post qualcosa con un gran bisogno di una poltrona su cui sedersi, un  po’ di potere da spartire e poca voglia di pensare ad un progetto di medio periodo (nota per Paulin:vale sia per il PdL che per l’Udc).

Credo che ogni grande partito nazionale abbia il dovere politico di sentire la base sulle questioni locali e lasciare ai territori il compito di determinare alleanze, assetti e coalizioni. Ma sono anche conscio del fatto che in una politica verticistica e romanocentrica come quella che ci ha lasciato in eredità la Terza Repubblica sia impossibile non ragionare senza un quadro complessivo che tutto ricomprende. Se diktat ci dovesse essere, però, dovrebbe essere quello di non fare alleanze con il partito di Casini. Per ragioni ideali, tattiche e strategiche.

Ideali, ma sono quelle che oggettivamente contano meno, perchè non possiamo non tenere conto delle immense diversità esistenti tra le due famiglie politiche che pur richiamandosi ad ogni piè sospinto al popolarismo europeo denotano differenze antropologiche su tutti i grandi temi che interessano il nostro paese. E non siamo di fronte ad opzioni che si completano, quanto più a distanze che, più passa il tempo, più si ingrandiscono.

Le ragioni tattiche stanno nel senso stesso di quest’alleanza. Se dev’essere, deve essere ovunque. Bisognerebbe chiedere all’Udc di uscire dai governi di centrosinistra del Trentino Alto Adigie e di sostenere il governo Berlusconi a livello nazionale. E questo non conviene innanzitutto al PdL che vede nel governo del paese e in un gioco delle parti con la Lega il vero motore del successo elettorale del centrodestra e dell’incapacità del Pd di elaborare una strategia alternativa.

Le ragioni strategiche, quelle che più mi interessano, riguardano non tanto il “cosa vogliamo fare oggi” ma il “cosa vogliamo essere domani”. Chi come me crede nei valori del libero mercato, della libertà di impresa, chi vuole una società incentrata sulla responsabilità individuale e governata da uno stato minimo. Chi, concretamente, chiede meno stato, meno tasse, meno intervento pubblico in economia, una politica estera filo-atlantica e filo-americana. Chi ha a cuore tutto questo, non guarda più al popolarismo europeo come alla stella polare della propria politica ma spera in una coraggiosa svolta conservatrice e riformista, che corra nel solco tracciato all’europarlamento da David Cameron e Mirek Topolanek. Guardata da questa prospettiva, una nuova alleanza con l’Unione di Centro e che con portatori di interessi molto diversi rispetto a quelli di una destra moderna sarebbe, per quei pochi che nel fusionismo “a destra” ci hanno creduto, un vero suicidio politico. Magari, domani, ci ritroveremo con qualche assessore regionale in più ma, statene certi, con una prospettiva politica in meno. Rivoluzione liberale, federalismo responsabile, taglio della spesa pubblica, abbassamento delle tasse ritorneranno ad essere, con buona pace di tutti, argomenti buoni soltanto per qualche editoriale da prima pagina o per qualche discussione da salotto buono.

12 Comments

  1. 1 25 August 2009 at 11:14 am
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    simone hai ragione, ma Berlusconi non è Topolanek e non è Cameron, la svolta liberista non la farà mai, quindi tanto vale imbarcare l’udc per vincere qualche regione in più, d’altronde si governa già insieme in una moltitudine di amministrazioni

  2. 2 25 August 2009 at 12:08 pm
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    L’Udc è un partito di destra, altrochè se lo è. Tovami la differenza con l’Msi di Almirante, perchè io, non la vedo. E poi, meglio amministrare bene qualche regione in meno, che pigliare tutto e poi non riuscire a governare.

  3. 3
    Alberto
    25 August 2009 at 12:29 pm
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    Io sono da sempre convinto che a livello locale le alleanze e le persone devono essere scelte dal livello locale, fermi restando i paletti del programma politico del partito nazionale.
    La situazione attuale del PdL, il Capo capa e gli altri a correre e tappare, non permette al livello locale di far sentire la propria voce. Questo credo sia il grande difetto.
    Per quanto riguarda le “voglie” dell’UDC credo sia interessante quanto pubblicato sul blog
    http://il-liberale.blogspot.com/2009/08/elezioni-regionali-2010-ludc-puo.html
    come punto di partenza. Perchè in democrazia, nell’urna, contano i numeri.

  4. 4
    Paulin
    25 August 2009 at 1:07 pm
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    Caro Simone,
    premetto che ho apprezzato la nota in corsivo che non lascia spazio ad equivoci.

    Ho letto con molta attenzione il tuo articolo, perchè volevo capire cosa anima questo tuo rigetto verso l’UDC, che di fatto è stato sempre un compagno leale del CDX e mai ha tradito la fiducia dei suoi elettori (io sono uno di loro quindi so di cosa parlo), ma se n’è andato quando ha capito che Berlusconi voleva giocare sporco anche all’opposizione, con spallate, intrighi i palazzo, populismo più becero ecc ecc…
    Articolo la mia obiezione per punti:
    1) Sul piano degli ideali (che per me invece sono fondamentali) non capisco a cosa ti riferisci parlando di differenze “antropologiche” all’interno del popolarismo europeo…
    2)sul piano dela tattica politica, trovo del tutto normale che l’UDC si allei con il PD e col PDL a seconda de programma e dei candidati( e non della convenienza come ho gà dimostrato in un precedente post, se ben ricordi) che si vanno ad appoggiare. Sopattutto se parliamo di amministrative: qui le questioni ideologiche contano poco, mentre le cose importanti sono l’affidabilità e la competenza dei candidati e il loro programma. Almeno per me che sono un elttore estremamente pragmatico.
    In Germania non c’è nessuno scandalo se la CDU, in qualche Land, si allea coi verdi o con la FDP (liberali),(certo fa notizia, ma poi muore lì) l’importante è la proposta politica che ci sta dietro. E’ ora di liBerarsi dei pregiudizi ideologici anche in Italia.
    3)riguardo il futuro del PDL in chiave neo-conservatrice, mi sa tanto che le tue speranze rimarranno solo dei sogni nel cassetto: in Italia una cultura liberista in senso Thatcheriano non è mai esistita, e mi pare che non sia proprio il momento di elevare a gloria questo sistema socio-economico, visto che l’attuale crisi deriva proprio da esso. il ultra-liberismo di Regan ha finito il suo cors (per me non ha fallito, come dicono, ma ha fatto il suo tempo)
    Il centro europeo (il PPE non è un partito di centro destra, infatti i liberisti di destra hanno un altro gruppo e gli estremisti di destra non sono ben accetti) ha deciso di prendere un’altra via, l’unica che le teste d’uovo di Brussels sono stati in grado di trovare: libero mercato sostenibile.
    Un mercato regolato da basi democratiche e sociali dettate dalle istituzioni elette dai cittadini, che garantiscano la coesione tra finanza ed economia reale. Questo è quello ce ha fatto la Merkel (effettiva leader del PPE) e Sarkozy l’ha seguita a ruota.
    Anch Tremonti, per quanto scriva libri riscoprendo una vena filosofica di giustizia sociale(dimenticta ai tempi dei condoni), sta seguendo a ruota i colleghi europei e niente di più.

  5. 5
    Fabrizia
    25 August 2009 at 1:16 pm
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    “Chi come me crede nei valori del libero mercato, della libertà di impresa, chi vuole una società incentrata sulla responsabilità individuale e governata da uno stato minimo. Chi, concretamente, chiede meno stato, meno tasse, meno intervento pubblico in economia, una politica estera filo-atlantica e filo-americana”.

    E tutto questo cosa centra con l’attuale politica economica di Tremonti (vedi intervento dello Stato in economia) o con la politica di rapporti con la Libia e la Russia di Berlusconi? Sei rimasto alle speranze del ‘94 e dopo tanti anni non credi giunto il momento di tirare le somme?!

  6. 6 26 August 2009 at 9:43 am
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    Fabrizia, ho scritto il post sopra questo senza aver letto quel che avevi commentato tu :-) Comunque hai ragione: è giunto il momento di tirare le somme e di ammettere che qualcosa è andato storto.

  7. 7 26 August 2009 at 9:49 am
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    Paulin,

    sulle questioni ideali è evidente che il termine “antropologico” ha un senso provocatorio. Ma sarebbe miope non comprendere che esistono differenze evidenti tra l’elettorato Udc e quello di Forza Italia. E che il centrodestra di Berlusconi significava per molti, per me ad esempio, il taglio netto con 50 anni di governo pentapartitico. Abbiamo visioni diverse sui modelli di sviluppo economico, sui sistemi politici (maggioritario/proporzionale), sul federalismo, sulla selezione della classe dirigente. Giudichiamo diversamente la Prima Repubblica, e abbiamo idee differenti sulla Seconda, così come divergeremo sulla Terza. Condividiamo, questo sì, un sincero e viscerale anti-comunismo. Ma non credo basti a garantirci che possiamo governare assieme. Abbiamo dimostrato, noi di centrodestra, di saper gestire l’Udc soltanto quando l’Udc non ha capacità di incidere veramente. Altrimenti (secondo governo Berlusconi e Sicilia sono lì a dimostrarlo) son dolori e vita da separati in casa. Sinceramente, e rispettando le opinioni di tutti, preferisco la chiarezza del confronto politico su sponde diverse che non il compromesso di un’allenza destinata a durare il tempo di una campagna elettorale.

  8. 8
    Paulin
    26 August 2009 at 9:19 pm
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    Simone,
    mi vien un po’ da ridere per quel che scrivi: Berlusconi sarebbe la discontinuità con la vecchia politica da pentapartito? in cosa scusa?
    Per tutti i parlamentari ex-dc ex-psi nelle liste (che saranno un bun 70-80& del totale)?
    In un partito fatto da 100 correnti che non centrano nulla(come era la DC)? mi spieghi cosa hanno in comune Della Vedova, Giovanardi e la Mussolini? Niente! Solo la convenienza di avere una poltrona sotto al sedere, mentre B. col suo populismo da teleimbonitore, raccatta i voti delle casalinghe di voghera!
    Berlusconi per te rappresenta il nuovo quando candida Ciarrapico? E quando tuona contro l’immorale Cosimo Mele e poi lo candida nel PDL?
    E quando fa cadere un governo a suon di attricette e vallette, comprando senatori o ministri come Mastella? (ho un dejavù: mi sembra di assistere alle spassose lotte quotidiane tra demitiani e andreottiani…mah sarà un caso…)

    E poi: ti illudi che Tremonti (che si riscopre filosofo dopo i condoni) sia fautore di un neoliberismo? ma dove? Nei finanziamenti alle banche? O con le TASSE alle banche?(tipo Robin-Hood tax?) Né in un caso né nell’altro (prima e dopo l’avvento della crisi, tanto per rimarcare in che mani siamo messi…) si tratta di politiche economiche opposte al liberismo.
    Rassegnati, Tremonti non fa altro che scopiazzare quello che gli dicono Trichet& Almunia perchè non saprebbe fare altro…e intanto siamo e resteremo sempre fanalino di coda…( chi si scorda il lustro berlusconiano e tremontiano di CRESCITA ZERO?)
    Ecco un’altra cosa che ci divide: il bipartitismo. Peccato però sia un fallimento. Il patto PD-PDL per fare fuori l’UDC e gli altri partiti alternativi ha fallito,infatti tutti tranne le sinistre hanno incrementato il loro consenso alle spese di PD e PDL. Inoltre il PD sta languendo da un anno con Di Pietro, il PDL è ostaggio della Lega,e la Repubblica viene insultata e svergognata un giorno sì e l’altro pure. Ti basta?

    Mi scuso per l’impeto della risposta, non voglio in alcun modo denigrarti. La mia è solo passione politica.

    Ti passo la parola.

  9. 9 27 August 2009 at 9:18 am
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    Paulin,
    confondi i piani. Io non ho detto che Berlusconi sia coerente con quel che ci siamo immaginati noi pazzi che ci ostiniamo a definirci di centrodestra. Ho detto che quell’elettorato (e se ti rileggi il mio intervento parlo sempre al passato) si è mobilitato perchè credeva in una politica diversa. Un ritorno ad alleanze ampie solo per governare mi sembra un ritorno al passato che per me significa sconfitta. mia personale e dei tanti come me che ci hanno creduto.
    L’impeto della tua risposta e i tuoi giudizi su Berlusconi significano una sola cosa: che non possiamo stare assieme. Che è il senso del mio post.

  10. 10
    Paulin
    27 August 2009 at 10:12 am
    Permalink

    “L’impeto della tua risposta e i tuoi giudizi su Berlusconi significano una sola cosa: che non possiamo stare assieme. Che è il senso del mio post.”

    E sì, se il senso della tua conclusione è:
    Difronte a tutto quello che ti ho citato, io resto impassibile e digerisco tutto (anche le ipocrisie e le contraddizioni), perchè in fondo mi va bene, e poi non risco ad immaginare un CDX senza Berlusconi (il che, in effetti, è difficile da biasimare)….beh…non so cosa dirti….Auguri…

    Io un CDX serio (senza le cose di cui sopra) l’ho sognato da quando ho iniziato a votare. E non c’è Berlusconi. Probabilmente quando la gente come te si sveglierà e si farà un esame di coscienza, allora forse un giorno arriverai alle mie conclusioni.

  11. 12
    destralab
    31 August 2009 at 11:04 am
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    mah, io continuo ad essere sconcertata. Ma di cosa stiano parlando?

    Capisco che vivere in friuli, rende difficile leggere le cose del meridione d’Italia, forse, ma la lettura dei FATTI avvenuti nella politica italiana, mi sembra quantomeno fuorviante.

    I “fusionisti”, se proprio li vogliamo chiamare così (riscoprendo anche per questo progetto una valenza negativa, continuando a mischiare capre e cavoli) sono stati altri. E ci sono stati in modo assolutamente incontrovertibile, proprio in vista delle politiche 2008, quelle, abbiamo già dimenticato? del predellino e dei comunicati congiunti Fini-Casini (della comica finale per intenderci), che hanno portato in sicilia che nello stesso anno è andata ad elezioni anticipate (dimenticato anche quello?) ad un’alleanza strettissima e indissolubile (allora almeno si diceva così) con Casini (e udc di Cuffaro per intenderci) ed Mpa di Lombardo, voluta, sostenuta, anticipata e controfirmata da Gianfranco Fini e da tutta la classe dirigente di An (territoriale e non), per intenderci, mentre SB imponeva la rottura a livello nazionale con Pierferdi (salvando l’udc che proprio in sicilia e grazie a questo accordo ha preso il quorum). Queste riletture (Pare chiaro a tutti, tranne che a Silvio Berlusconi) che dimenticano i fatti sono quantomeno sconcertanti, anche se comprensibili, solo in chi pensa di darsi una nuova verginità politica (a parole). E molto simili a chi questo lavoro lo fa da anni da altro versante. Il tutto accompagnato, da un accordo sottobanco (con tentativo attuale di creazione di uno pseudo Pdl Sicilia, solo verticistico) con Lombardo per fare implodere il governo in piena campagna elettorale europea, che ha portato alla nomina, imposta e voluta dall’alto, degli assessori che sappiamo (Strano e company) e all’attuale disintegrazione del pdl siciliano (guerra per bande è dire poco). Se oggi si parla di accordi è solo perché il governo Lombardo attualmente naviga a vista, non avendo una maggioranza (mancano i numeri, fatevi 4 conti e leggetevi le cronace dall’Ars per capirci qualcosa). Quindi correttezza vorrebbe, a meno che non si voglia governare con il Pd (tutto è possibile per qualcuno, ma almeno ce lo dicano), eventualmente, chiedere la crisi ed andare ad elezioni anticipate. Casomai. Tanto per vostra informazione. Dato che qua vedo continuamente, sempre più spesso, fare “alte” dissertazione programmatiche e progettuali, ignorando (?!?) o facendo finta di ignorare (?!?), totalmente la realtà e i fatti. Poiché la buona politica cammina sulle gambe delle persone, forse sarebbe bene, qualche volta, attenzionare anche quelle: le gambe delle persone. E i loro comportamenti sul territorio. Proprio di chi a parole (tante belle parole) ci dice, oggi, voglia costruire chissaché.

  12. 13
    destralab
    15 September 2009 at 1:44 pm
    Permalink

    certo che rileggerlo oggi questo post, se non ci fosse da ridere, sarebbe veramente “educativo”.

One Trackback

  1. 27 August 2009 at 2:24 pm

    Sicilia laboratorio politico, scorie tossiche in arrivo…

    Se davvero la Sicilia è “sempre più laboratorio e ombelico della politica italiana”, allor ……

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