15 Sep

Il colpo di teatro del Cav

Le veline in lista, poi le ragazze immagine in camera, il divorzio con sua moglie e quello da Gianfranco Fini. Silvio Berlusconi è un uomo abituato ad affrontare l’emergenza. Ed è un uomo che nell’emergenza tira fuori il meglio.

Nella sostanziale apatia di fine 2008 si inventò i gazebo, il predellino, il Pdl e un partito in grado di rivitalizzare un popolo e il suo leader in un colpo solo. Oggi, in questo assaggio autunnale di 2009, il colpo di teatro potrebbe chiamarsi “election day”. No, non “elezioni anticipate”. Che nella testa della gente suonano simili a “crisi” o a parole così. Proprio “election day”, presentato magari come una grande mossa per risparmiare milioni di euro accorpando elezioni regionali e nazionali ed evitando in futuro di spendere soldi preziosi per i cittadini. Peccato che le legislature, in Italia, non durino mai cinque anni, ma questo potrebbe essere un dettaglio se schiacciato da una massiccia campagna di comunicazione come solo Silvio sa.

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11 Comments

  1. 1
    gordon
    15 September 2009 at 4:03 pm
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    ci si chiede allora, se si risparmiano tutti questi soldi, perchè non è stato accorpato il referendum alle europee…

  2. 2 15 September 2009 at 4:12 pm
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    Vero. non ho detto che sono d’accordo, ho riferito che ci starebbe pensando :)

  3. 3
    Millastro
    15 September 2009 at 4:39 pm
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    Ipotesi molto interessante.

    Tornando alle corse dei cavalli: così non arrivemmo a fine corsa con il fantino di Varenne \spompato\ dall’affaire \puledrine\ e con poche prospettive di rimanere in sella per la stagione 2013-2018 ma potremmo prolungarne l’ingaggio fino al 2015.

    Magari solo una provocazione, certo, ma nella sua \follia\ una deterrenza di un certo peso, che, tra le alre cose, rimetterebbe in riga anche un bel pò degli uomini della scuderia romana che scalpitano per mettersi in vista in prospettiva della prossima stagione ippica…

  4. 4
    Namath
    15 September 2009 at 5:42 pm
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    Il referendum per sua “costituzione” non DOVEVA essere accorpato in quanto l’astensione è un modo di votare, perchè esiste un quorum da raggiungere.
    E’ pur vero che esiste la facoltà di rifiutare la scheda (opzione da me sfruttata, perchè c’era il ballottaggio), ma se si fosse tenuto lo stesso giorno delle europee il quorum referendario sarebbe stato “dopato” dalle altre più sentite consultazioni. Io direi che bisognerebbe aumentare il numero di firme necessarie (io porterei la quota a 2.000.000) oppure eliminare il quorum del 50%+1. La cosa migliore, a mio parere, sarebbe mandare la nota spese per quei cervellotici quesiti al comitato organizzatore.
    Sulle elezioni anticipate, mascherate da election day, io sono d’accordo. Una bella mega-tornata elettorale per vedere se gli italiani sono davvero turbati dalle vicende pruriginose e si eviterebbe pure (se durasse 5 anni l’eventuale nuova legislatura) l’ingorgo del 2013 (politiche ed elezione del Presidente nel 2006), con la speranza che il cdx possa finalmente mandare uno dei suoi al Colle.

  5. 5
    Piercamillo
    15 September 2009 at 6:43 pm
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    Seguendo il ragionamento, non converrebbe proprio abolirle le elezioni? Di soldi se ne risparmierebbero molti di più…

  6. 6
    Alberto
    15 September 2009 at 9:40 pm
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    Certo che quando ti muovi ne combini di fatti. Sei stato a Roma per Atreju e te ne torni con queste ipotesi.
    L’idea è stuzzicante ma, nell’operazione “election day” i candidati alle Regioni che fine farebbero?
    Nel computo “cencelli” dei posti disponibili si aggregano in un colpo solo Ministeri e Regioni; sei così sicuro che la Lega non tiri ulteriormente sul prezzo?

  7. 7 15 September 2009 at 10:04 pm
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    Ciao Alberto,

    certo che questo cambia gli equilibri, ma la teoria di Berlusconi è che saranno i candidati alle regionali a trainare il dato nazionale. E, prova a pensare questo, Fini e Casini possono inventarsi un candidato premier ma non sono in grado, in pochi mesi, di inventarsi 15 candidati presidenti alle regionali.

  8. 8 16 September 2009 at 2:33 am
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    voi siete di un ottimismo smisurato e “governativo” io invece antigovernativo avrei preferito una chiarezza giudiziaria maggiore sulle origini del premier
    Invece vennero fini casini rutelli formigoni c.l. la cisl e qualcun altro più potente ( tipo vaticano ed obama )e tagliarono la testa al toro, anzi al torero come si é da poco definito, ormai troppo imbarazzante e malato per essere un referente crdibili e stabile di tanti poteri http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/09/14/la-madre-di-tutte-le-domande-a-cui-berlusconi-non-rispondera-mai/

  9. 9 16 September 2009 at 8:30 am
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    Mmmmmh…

  10. 10
    gordon
    16 September 2009 at 10:50 am
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    io pensavo che un referendum, come un’elezione, servisse a mettere in pratica la volontà della maggioranza dei cittadini…non a trasformare una qualsiasi consultazione in una partita di calcio.

    una democrazia che si rispetti dovrebbe tendere ad arruolare più cittadini possibile, non può scegliere di spostarne la data per mirare al non raggiungimento del quorum per convenienza politica, gravando sulle tasche dei cittadini pergiunta.
    quoto piercamillo allora.

    ma che modo di ragionare è questo? perchè non cerchiamo di ritornare nella normalità delle cose e consideriamo una elezione come una prova di democrazia e basta?

    ho l’impressione che questo caos stia portando tutti, me compreso, su dei livelli di basso tifo, quando non ci conviene per nulla come cittadini.

  11. 11
    Francesco
    16 September 2009 at 6:42 pm
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    Beh, Simone, dare per scontato che Napolitano mandi tutti alle urne anzitempo, su indicazione del Premier, è una pia illusione

    Piuttosto sarebbe il via libera a Fini e qualche decina di suoi sodali per fare un’altra maggioranza con la sinistra.

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