Archive for October, 2009

Ritorniamo alle cose serie

Saturday, October 31st, 2009

Dopo trans, escort, intrighi, video, documenti rivelati e altre italiche amenità ritorniamo a parlare di cose serie. Non è una settimana come le altre, questa. Si vota in Virginia, si vota nel distretto di NY 23 e si vota nel New Jersey. Si vota in America, insomma.

Esattamente un anno fa, in queste ore, io e Andrea giravamo in lungo e in largo la Prince William County, nel nord della Virgina, uno dei toss up per antonomasia della sfida McCain-Obama. Come tutti sapete ha vinto Obama e la Virginia è diventato uno stato Blu democratico. Martedì la rivincita con Bob McDonnell candidato dei repubblicani che sfida il democratico Deeds. Tifiamo Bob, come si può facilmente intuire. E lo vediamo pure favorito.

Poi c’è New York 23, un distretto dove si sono candidati il democratico Owens, il repubblicano Scozzafava e il conservatore Hoffman. La destra americana si è spaccata tra il candidato dell’establishment (Scozzafava) e quello della base repubblicana (Hoffman): alla fine ha vinto la gente e questa mattina Scozzafava si è ritirata. Non è una sfida da poco perchè oltre al seggio c’è in palio il futuro del Gop e la sua anima più profonda. Una prima vittoria, i conservatives come noi, l’hanno ottenuta costringendo Scozzafava e l’establishment del partito a fare un passo indietro. Potere della democrazia.

Ah, tanto per essere chiari: quando anche nel centrodestra italiano potremmo ricusare candidati di sinistra mascherati da uomini di destra allora anche noi saremo molto contenti. Fino a che i deputati si scelgono al chiuso di una stanza in tre o quattro, questo PdL non sarà nient’altro che il fan club di Silvio Berlusconi. Niente di male ma, guardando oltreoceano e ricordandoci la splendida esperienza di qualche anno fa, noi ci siamo stufati.

 

Tutti gli uomini di Via Gradoli

Thursday, October 29th, 2009

Un direttore di giornale, un ministro, un ex ministro, un’altra importante figura apicale della politica italiana: sarebbero questi, secondo indiscrezioni giornalistiche, i quattro personaggi in cerca di autore (e di divertimento) finiti nel tritacarne di Via Gradoli.

Attilio Gambino, Notapolitica

 

Berlusconi Vs. Bersani

Tuesday, October 27th, 2009

 

Pdl, la lezione delle primarie

Tuesday, October 27th, 2009

Per il centrodestra italiano, l’altro ieri, è stata una di quelle domeniche in cui ti siedi e guardi gli altri giocare. Gli altri sono il popolo del Pd, quello che si è messo in fila ed è andato a votare ai gazebo. Uomini e donne che in una domenica di sole hanno scelto di dedicare un quarto d’ora del dì di festa per questo rito democratico che ad alcuni appare naif, ad altri una straordinaria intuizione. Io sono tra i secondi ma, ammetto, non è mai facile giudicare i partiti diversi dal tuo. Perché in politica vige la regola del “tanto peggio, tanto meglio” più che quella che “l’erba del vicino è sempre più verde”. E quindi giù a smontare, smitizzare, minimizzare le primarie del centrosinistra. Va bene, è un giochino, anche simpatico. Ma rimane un giochino al massacro.

Simone Bressan, Giornalettismo

 

Siam tre piccoli governatori…

Monday, October 26th, 2009

The only way to support Creigh Deeds for governor of Virginia is to believe in a fairy tale – call it Three Little Governors. Once upon a time, the voters of Virginia elected a moderate Democratic problem solver to fix the state’s transportation problems, but the first little governor, Mark Warner, didn’t solve the problem. The voters decided to try again, but the next little governor, moderate Democratic problem solver Tim Kaine, didn’t solve the problem, either.

Strepitoso endorsement del Washington Times per Bob McDonnell governatore della Virginia
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Più bravi di noi

Monday, October 26th, 2009

Ha vinto Bersani e hanno votato in tanti. Queste due cose, per chi ama la Politica, sono importanti: partecipazione popolare e legittimazione rendono un’elezione, una qualsiasi, un momento importante per un popolo. Quello del Pd ha scelto Bersani ma, cosa fondamentale, ha scelto di esserci, di contarsi, di confrontarsi.

Chi scrive non riesce a nascondere un pizzico di invidia per quanto succede sulla riva sinistra del fiume e proprio non riesce a non dispiacersi del fatto che il centrodestra non sappia importare un modello, quello americano delle primarie, che dovrebbe essere nel dna di una forza autenticamente conservatrice (nel senso anglosassone del termine) e riformista come quella che aspiriamo a costruire.

Merito, competizione, opportunità: sono le parole su cui abbiamo fondato un credo sociale, politico, economico. Poi, però, ce ne siamo pressoché dimenticati , li abbiamo rinchiusi nel cassetto e abbiamo sfoderato una buona dose di immobilità sostanziale. Il posto fisso di Tremonti, tra parlamentari nominati e un partito senza democrazia interna, è già realtà. Almeno in politica.

 

Continua la carica anti-Tremonti

Friday, October 23rd, 2009

Il documento che abbiamo anticipato qualche giorno fa, contenente indirizzi di politica economica ed elaborato probabilmente da ambienti vicini al Pdl, non sarebbe un caso isolato. Voci insistenti parlano di un altro gruppo di lavoro che avrebbe prodotto un secondo testo ricco di spunti riformatori sui temi del mercato del lavoro e del welfare. Un documento che andrebbe integrato con il primo e che confermerebbe la teoria accreditata nelle dichiarazioni post-rivelazione dell’esistenza di diversi “gruppi di lavoro” e di molteplici tavoli di riflessione interni al partito.

Continua su Notapolitica.it

 

Smentite e Riflessioni

Thursday, October 22nd, 2009

Attilio Gambino per Notapolitica.it

C’è la smentita ufficiale del PdL sul presunto documento anti-Tremonti. Ed è giusto prenderne atto e registrarla. Quel documento non esiste, o forse esiste ma non è così importante. Non siamo stati, però, gli unici a parlarne se è vero come è vero che Mario Sechi in questi giorni su “Libero” sta scrivendo pagine e pagine su questa questione. Oggi che il dibattito è finito su tutti i giornali, “Libero” garantisce che “il manifesto è farina del sacco del partito” e rilancia analizzando punto per punto i temi messi sul tavolo dal presunto documento. Che ci sia o meno un documento scritto con quei contenuti, quel che conta è la questione politica che ci sta dietro. Nicola Porro in un editoriale su “Il Giornale” chiede al governo di abbassare le tasse. E il quotidiano della famiglia Berlusconi quando parla, non lo fa certo a vanvera.

Sempre di tasse da abbassare parla Caludio Scajola su “La Stampa” e uguale appello arriva dal direttore di Libero Maurizio Belpietro. Non c’è il documento, forse. Ma c’è il dibattito. E c’è una visione diversa sulla politica economica di questo paese. Da un lato Tremonti e i suoi fedelissimi, dall’altro il PdL un po’ più liberale e legato al mito berlusconiano delle due aliquote. Nel mezzo, Silvio Berlusconi. Che prende le difese del superministro ma non è certo insensibile agli appelli dei “dissidenti”. I partiti, su temi come questo, dovrebbero confrontarsi anche al proprio interno. Dovrebbero proporre, emendare, correggere, stimolare il dibattito. Quel che è successo nel nostro paese, invece, è l’esatto contrario: si è spostata ogni discussione sulla figura del Premier con acuti persino morbosi e si è letteralmente anestetizzato ogni dibattito interno ai partiti.

La storia di questo documento, o presunto tale, rilancia l’idea che nei partiti si possa e si debba parlare, contrapporre idee diverse su alcuni temi, proporre percorsi nuovi. Non partiti, quindi, in cui i documenti e le proposte programmatiche vengono tenuti sapientemente nei cassetti, ma movimenti che non reagiscono offesi, quasi vi fosse un delitto di lesa maestà, se quei documenti vengono divulgati e diventano parte del dibattito politico del Paese.

(crosspost su RightNation)

 

ESCLUSIVO: Il documento del PdL contro Tremonti

Wednesday, October 21st, 2009

In esclusiva per i lettori di Notapolitica pubblichiamo il documento anti-Tremonti predisposto da un nucleo molto influente di esponenti del PdL. I rumors degli ultimi giorni indicano tra gli estensori dei dieci punti alcuni tra gli uomini più in vista del centrodestra nazionale: Denis Verdini, Fabrizio Cicchitto, Claudio Scajola, Stefania Prestigiacomo e Raffaele Fitto sono solo alcuni dei nomi circolati in queste ore. Tutti, per ragioni diverse, sarebbero infastiditi dall’eccessivo protagonismo del superministro e chiederebbero a Berlusconi una nuova “rotta” per la politica economica del Governo. Non ci è dato sapere se il documento sarà inviato allo stesso Tremonti, quasi come un atto di sfiducia palese, ovvero se sarà consegnato al presidente Berlusconi. Quel che è certo è che il documento esiste e che quella che vi riportiamo è una ricostruzione quasi integrale.

Simone Bressan e Attilio Gambino, Notapolitica.it

 

Tremonti verso le dimissioni

Tuesday, October 20th, 2009

I primi segnali che qualcosa non andasse si sono avuti ai tempi delle misure anticrisi. Silvio Berlusconi spingeva per una detassazione delle tredicesime, atto forte e simbolico. Giulio Tremonti disse no, perché costava troppo, e si inventò la Social Card, lasciando perplessi gran parte dei componenti dell’esecutivo e scontentando in fondo anche il Presidente stesso. I tempi duri delle finanziarie lacrime e sangue, con tagli generalizzati e sacrifici per tutti, fecero diventare il superministro dell’Economia l’autentico “signor no” del Governo. Tanto apprezzato in campo europeo, quanto invidiato sull’italico suolo, i mal di pancia interni al centrodestra per il comportamento un po’ troppo indipendente del Divo Giulio si sono moltiplicati fino alla rottura definitiva di questi giorni.

Simone Bressan e Attilio Gambino, Notapolitica.it

 

Contrordine compagni!

Monday, October 19th, 2009

Nel 1994 abbiamo vinto le elezioni. E abbiamo governato un po’, tra alti e bassi. Nel 1996 abbiamo perso, e siamo stati all’opposizione. Poi nel 2001 abbiamo vinto di nuovo e abbiamo governato secondo me benino, secondo altri maluccio. Nel 2006 gli elettori erano d’accordo con i secondi, e hanno preferito Romano Prodi. Così stiamo stati all’opposizione fino al 2008, anno in cui siamo ritornati all’opposizione.

No, non è un refuso. Ormai il centrodestra non governa più e le parole di Giulio Tremonti oggi sanciscono la fine del sogno liberale di guidare questo paese. Ci avevano avvisato, amici più o meno vicini alla nostra parte politica, che questo era un governo fin troppo di centrosinistra anche per palati non raffinati come i nostri.

Oggi Tremonti annuncia urbi et orbi che crede nel posto fisso e che rifugge la peste terribile chiamata “mobilità, variabilità del posto di lavoro”. Va bene, accettiamo anche questo, come una sorta di atto di chiarezza per dire a tutti che quel sogno, noi, l’abbiamo riposto nel cassetto e abbiamo pure buttato via la chiave.

Il centrodestra scriva nel prossimo programma elettorale che accetta, perché lo considera un valore, un paese in cui i figli degli avvocati fanno gli avvocati, quelli degli imprenditori gli imprenditori e in cui ci sono categorie iper-protette e categorie lasciate completamente allo sbaraglio. Con un sistema di ammortizzazione sociale tra i più iniqui al mondo e un modello che preferisce garantire a pochi un posto di lavoro, piuttosto che a tutti una possibilità.

Basta Marco Biagi, basta revisione dell’art. 18, basta mobilità sociale. La prossima volta ditelo subito: tra la sinistra vera e quella dell’ultima ora, almeno, sceglieremo l’originale.

 

My Favorite Political Philosopher

Sunday, October 18th, 2009

Via Andrea

GayPatriot » Attacks FoxNews, Admires Mass Murderer
Michelle Malkin » Anita Dunn: A corruptocrat flack and a Mao cheerleader

Video: Anita Dunn Admires Chairman Mao : The American Pundit

White House Communications Director Anita Dunn Praises Chairman Mao : Stop The ACLU

You knew it had to happen – Chia Obama Special Edition. I suspect this might just bump Fox News from the top of the WH enemy list. « Ztower

Guess Who Loves Mao

Below The Beltway » Blog Archive » White House Official Quotes Mao Tse-Tung, But So Did John McCain

race42008.com » Blog Archive » Her Favorite Marxist

First a Truther, now a Mao-admirer? « Public Secrets

Liberals now calling Glenn Back and Limbaugh Fascist Stooges | Political Byline

MsUnderestimated

Learning from Mao | The Latest Conservative Blogs

The Harrington Report

You Ain’t Going To Make It With Anyone Anyhow « Around The Sphere

WWCMD?

Anita Dunn’s favorite philosopher – Mao Tse-Tung | Fire Andrea Mitchell!

Obama administration promotes junky, risky mortgages at taxpayer expense, ignoring history’s lessons | OpenMarket.org

The Strident Conservative

Saturday, October 17, 2009 — ExposeTheMedia.com

They are dropping like flies….. « Staying Home Baking Cookies

 

Di fango, pedinamenti e vite private

Saturday, October 17th, 2009

Il pedinamento mediatico di una persona, l’intrusione nella sua vita privata, la morbosa attenzione ai suoi atteggiamenti quotidiani, innocenti e inconsapevoli, rappresenta sempre e comunque un’azione barbara ed ingiustificabile. Se il pedinato è un giudice che ha appena emesso una sentenza contro l’azienda per cui svolgi il pedinamento da sbattere in prime time, sa tanto di ritorsione. E questa è un’aggravante, non una giustificazione.

Tutto questo, però, lo posso dire io e lo possono dire  quegli italiani che non si sono lanciati come avvoltoi sulle foto private di Silvio Berlusconi a Villa Certosa. E lo possono sostenere a testa alta quei giornalisti che non hanno indagato, cercato, frugato tra le lenzuola di Palazzo Grazioli per trasformare i criticabili atteggiamenti privati di un uomo in un caso politico.

Tutti gli altri farebbero bene a tacere. E ad accettare il fatto che, una volta portata la guerra nel fango, ci possa essere qualcun’altro capace di combattere.

 

Il Friulano

Friday, October 16th, 2009

È difficile abbattere i friulani. Ci hanno provato guerre, miserie, terremoti, alluvioni, frane, e inverni da castigo. Niente da fare, friulano non lo stendi. Fisicamente è vulnerabile come tutti, moralmente no. Moralmente il friulano è fatto di ghisa, e guarda al futuro con cautela. Sa che il futuro è un tempo nel quale dorme l’ ignoto. Per questo fa progetti a breve termine. Nasce ogni mattina. E ogni mattina riparte da zero.

Mauro Corona, Repubblica

 

No, Blair no/2

Friday, October 16th, 2009

Dopo il post di ieri, arriva la risposta di Jimmomo.

Anche in Europa il triumvirato Blair-Fortuna-Zapatero?  :)