Archive for October 8th, 2009

David Cameron – Liveblogging

Thursday, October 8th, 2009

E’ il gran giorno di David Cameron alla convention di Manchester. Il discorso più importante per il leader dei conservatori sta per essere pronunciato a momenti. Il nostro liveblogging può partire…destinazione Downing Street.

Ore 16.30: David conclude il suo discorso: quando ci guarderemo indietro non diremo che il governo ha reso possibile tutto questo, che i ministri hanno reso possibile tutto questo but the businesswoman made it happen,the police officer made it happen, the father made it happen,the teacher made it happen. You made it happen.

Ore 16.27: Posso guardarvi negli occhi e dirvi che con un governo conservatore ricompenseremo chi si assume le proprie responsabilità, aiuteremo chi non può farlo

Ore 16.25: La sinistra inglese per un decennio si è innamorata di un’istituzione che nessuno elegge, nessuno controlla, nessuno può rimuovere: l’Unione Europa.

Ore 16.21: William Hague sarà il ministro degli Esteri, “l’uomo che ha guidato la nostra campagna per il referendum sul trattato europeo”.

Ore 16.20: Abbiamo rovinato l’immagine del nostro parlamento con lo scandalo rimborsi. Adesso serve trasparenza e responsabilità.

Ore 16.18: Mettetevi comodi, inizia il pistolotto sul climate change: act now, bla bla bla, il sole, ecc ecc. E’ la parte di Cameron che ci piace meno.

Ore 16.16: Immigrazione: se hai qualcosa da dare, puoi chiamare questa nazione “your home”.

Ore 16.15: Saremo l’unico partito che si presenterà con lo stesso simbolo in ogni seggio del Regno Unito e sono molto orgoglioso di questo.

Ore 16.15: Tocca alla Scozia: credo al Regno Unito, non farò mai niente che rischi di dividerci.

Ore 16.12: Basta sprechi sull’educazione, ogni singolo penny di tasse pagate deve servire per i nostri ragazzi

Ore 16.09: siamo il partito dell’NHS (sistema sanitario): ieri, oggi, domani. Applausi, meno convinti di quelli sulla parte economica.

Ore 16.06: parte la difesa al sistema sanitario nazionale, gratuito e basato sui bisogni, non sulla capacità di spesa

Ore 16.02: basta trattare i bambini da adulti e gli adulti da bambini: serve un nuovo modello, family-friendly

Ore 16.00: Iain Duncan Smith sarà un membro del governo.

Ore 15.58: Abbasseremo le tasse ai più poveri [l'applauso più lungo]

Ore 15.57: Dopo 12 anni di “big governement” non abbiamo risolto i nostri problemi sociali. Il governo non ha aiutato le persone a risolvere i problemi, li ha creati.

Ore 15.54: Attacco a Gordon Brown: sei tu che hai creato il sistema che ha portato alla crisi finanziaria. E’ la prima volta che nomina il primo ministro in carica.

Ore 15.52: Elogio dell’imprenditoria e richiamo alla semplificazione. Importate David Cameron in Italia.

Ore 15.48: Ai pensionati dobbiamo garantire dignità e sicurezza – e legge una lettera di una donna anziana

Ore 15.45: Non possiamo più spendere più di quello che abbiamo. Non c’è niente di progressista nello spendere più per gli interessi sul debito che per l’educazione dei nostri figli.

Ore 15.42: David Cameron attacca il Big Governement di questi ultimi anni, ha promesso troppo, ha speso troppo, ha cercato soluzioni per tutto. Non risolveremo i nostri problemi con un governo più invadente ma con una società più forte.

Ore 15.42: Family, Community, Country: questo è il mio DNA. Ed è questo quello di cui l’Inghilterra ha bisogno. Voglio che ogni bambino abbia le possibilità che ho avuto io

Ore 15.40: Momento personalissimo, David parla della perdita del figlio. Samantha e David si guardano, è un momento molto intenso.

Ore 15.37: Ricorda i 4 anni da leader, il primo discorso a Blackpool. Cita George Osborne definendo il suo discorso “magnifico”.

Ore 15.36: l’omaggio ai soldati in missione, tutti in piedi!

Ore 15.34: Il messaggio è chiaro: vincere la guerra, garantire la sicurezza degli afgani e tornare a casa. Liam fox sarà il ministro della difesa

Ore 15.33: Se vinciamo, la prima responsabilità che avremo sarà quella di garantire la sicurezza delle nostre truppe in Afghanistan

Ore 15.31: Sappiamo quanto il momento è difficile, oggi voglio parlarvi di come far andare meglio le cose. Primo attacco ai Laburisti: irresponsabili.

Ore 15.32: la musica sale, Dave è in sala. E’ il suo ultimo discorso da leader del partito. “Thank you, Thank you”

Ore 15.30: We will fight, Britain will win rimane la più bella frase di DC da quando guida i Tories.

Ore 15.26: Video con gli ultimi 4 anni di DC alla guida, è bello rivedere momenti così.

Ore 15.25: Non ci crederete, sugli schermi appare Bono degli U2 a portare il suo saluto…

Ore 15.22: William Hague: “Pronti a governare, ecco a voi il consiglio dei ministri ombra”.

Ore 15.20:  Spot spettacolare proiettato sugli schermi della sala. Pubblico in piedi. E’ entrato il governo ombra conservatore.

Ore 15.09: L’ex spin doctor dei Tories di Maggie Thatcher spiega la strategia: bisogna vincere con almeno 13 punti di vantaggio, altrimenti il rischio è di una forte ingovernabilità e di un messaggio poco chiaro.

Ore 15.04: Aspettando Dave.

 

Ci serve il Silvio migliore

Thursday, October 8th, 2009

Il maxi risarcimento a De Benedetti, poi la presentazione del movimento di Luca Cordero di Montezemolo, poi ancora la bocciatura del Lodo Alfano. Se tre indizi fanno una prova, l’attacco frontale a Silvio Berlusconi è appena iniziato. Negli ultimi anni abbiamo passato il nostro tempo a rimproverare a Berlusconi tutti i suoi errori: la mancata costruzione di un partito vero, la sfida persa delle riforme, i vizi personali. Ieri, di colpo, ci siamo risvegliati nell’incubo di un paese in cui una parte politica esulta come alla finale dei mondiali di calcio perché può vedere il suo avversario processato.

Potrebbe essere anche normale, in un paese serio. Ma l’Italia ha dimostrato più volte di non essere un paese serio. Non nel 1992 con la prima onda manettara e giustizialista che ha selezionato , all’interno di un sistema corrotto, chi doveva sopravvivere e chi no. Non nel 1994 quando un avviso di garanzia chiuse la prima esperienza politica del centrodestra al governo e ancor meno quando nel tritacarne giudiziario ci è finito Clemente Mastella e con lui l’intero governo Prodi. Nel mezzo anni di intercettazioni, veleni, giornali che sono sembrati più bollettini delle procure che organi di informazione. Poi, magari, assoluzioni e smentite, ma è rimasta in tutti noi l’impressione che nell’agone politico, oltre ai partiti e agli elettori, ci stiano da tanto, troppo tempo, anche i giudici.

Berlusconi è uguale agli altri davanti alla legge ed è giusto che sia così. Ma,certamente, quest’uguaglianza non esiste davanti ai giudici e alle procure. Il Berlusconi politico è stato trattato diversamente rispetto al Berlusconi imprenditore e per capirlo basta guardare il numero di procedimenti a suo carico iniziati dopo la “discesa in campo”. Tutto questo con l’aggravante di un paese che ha risolto per via giudiziaria gran parte dei suoi problemi politici e che si appresta ad archiviare a colpi di udienze anche l’esperienza anomala di questo tycoon di lotta e di governo.

Sarebbe bastato tutto questo a giustificare l’immunità garantita alle più alte cariche dello Stato e sarebbe bastato molto meno per convincere tutti noi della necessità di una riforma seria del sistema giudiziario. Ma in un paese in emergenza democratica permanente, vera o presunta che sia, i problemi si affrontano solo quando diventano così grandi da non essere più rimandabili. L’equilibrio dei poteri è uno di questi ed esplode oggi perché investe il Presidente del Consiglio, ma il tema di una giustizia come quella italiana doveva essere sul tavolo da tempo.

A Berlusconi rinfacciamo di non essersi adoperato prima per cambiare i cancri che stanno uccidendo lentamente l’Italia. Ma non possiamo non guardarci allo specchio e non dirci, altrettanto onestamente, che cure alternative non esistono e che l’unica speranza che ci rimane è che il Berlusconi volitivo di ieri sera comprenda come, al di là della sua personale battaglia, questa sia diventata una questione che riguarda tutti noi, il voto che abbiamo espresso, il paese in cui vogliamo vivere.

 

L’Anti-Obama

Thursday, October 8th, 2009

President Obama’s naïve and weak approach to international affairs threatens to usher in the biggest decline of American global power since the days of Jimmy Carter, and has created a distinct leadership vacuum. In contrast, the next British Prime Minister should seek a resurgence of British power, with a foreign policy that projects pride and confidence in Britain’s great and distinguished past, as well as a firm commitment to the transatlantic alliance. David Cameron must reject the folly of the Obama doctrine and follow the example of Winston Churchill, Margaret Thatcher and Ronald Reagan in advancing real international leadership.

Nile Gardiner, The Daily Telegraph