Tremonti verso le dimissioni
I primi segnali che qualcosa non andasse si sono avuti ai tempi delle misure anticrisi. Silvio Berlusconi spingeva per una detassazione delle tredicesime, atto forte e simbolico. Giulio Tremonti disse no, perché costava troppo, e si inventò la Social Card, lasciando perplessi gran parte dei componenti dell’esecutivo e scontentando in fondo anche il Presidente stesso. I tempi duri delle finanziarie lacrime e sangue, con tagli generalizzati e sacrifici per tutti, fecero diventare il superministro dell’Economia l’autentico “signor no” del Governo. Tanto apprezzato in campo europeo, quanto invidiato sull’italico suolo, i mal di pancia interni al centrodestra per il comportamento un po’ troppo indipendente del Divo Giulio si sono moltiplicati fino alla rottura definitiva di questi giorni.
Simone Bressan e Attilio Gambino, Notapolitica.it





Speriamo di no. Sarebbe la capitolazione del governo di fronte ai diktat della confindustria dominata dai figli di papà. Lavoro precarissimo, cassa integrazione a iosa ed aiutini/aiutoni sotto forma di incentivi rottamatori. E questo sarebbe il vero statalismo mascherato da liberalimo light, perchè poi, come sempre, pagano i contribuenti.
Ha ragione Giovanni: anche Cameron è molto distante da questa roba.
Tremonti ha, oltretutto, un gradimento molto consistente (58%) ed è uno dei ministri più apprezzati dagli italiani. Ricordiamoci che la caduta di consensi per il cdx nella legislatura 2001-06 iniziò con la sostituzione del Divo Giulio, richiamato poi all’ultimo per mettere pezze nel bilancio.
October 20th, 2009 @ 5:26 pm
Se quanto scrivi è vero, allora trova qualcuno che ricordi a zio Silvio (papi mi suona male) che se nel 2006 abbiamo perso è anche perchè un paio di anni prima dimisero il buon Tremonti, salvo poi riprenderlo.
Vogliamo veramente martellarci sugli zebedei come hanno fatto a sinistra.
Se la paura di Silvio è che Giulio sia troppo popolare e il suo (eventuale) delfino non riesce a sfondare, allora ditegli che la bassa manovalanza del partito si è rotta di inseguire le giravolte, e, come a già fatto, può anche votare altrove anche alle regionali. Perchè tra breve ci sono anche quelle VERO!
October 20th, 2009 @ 8:43 pm
Ma che c’entra la popolarità? Che c’entrano i sondaggi? PArliamo di argomenti oppure no? Il lavoro fisso è cosa che neanche i comunisti vogliono più! Parliamo di argomenti: il posto fisso è un bene assoluto? E’ un (addirittura) valore? Sempre? Io credo di no.
October 22nd, 2009 @ 1:08 pm
“Parlare d argomenti” non so cosa voglia dire. Se volevi dire “parliamo di argomenti seri”, allora ti posso assicurare che sono serissimo. Il posto fisso non vuol dire immobile, ma di sicurezze come questa si nutre la nostra vita. Con tutto quel coacervo di contratti atipici (le cococo esistono solo qui, all’estero fanno fatica a comprendere) non si costruisce una vita autonoma, ma nemmeno si può progettare di farlo. L’esistenza di forme contrattuali flessibili da attivare in circostanze particolari è normale, ma da qui a far estinguere il lavoro dipendente a tempo indeterminato ce ne corre. Il fatto che i comunisti siano contro il posto fisso, mi convince ancor più della condivisibilità della posizione di Tremonti. Il discorso, ovviamente, non riguarda i liberi professionisti che soggiaciono a ben altre logiche. Comunque siamo nel XXI secolo ed i sondaggi si guardano e, con discernimento, se ne possono trarre suggerimenti anche se non si governa per il consenso.
October 22nd, 2009 @ 4:36 pm