Attilio Gambino per Notapolitica.it
C’è la smentita ufficiale del PdL sul presunto documento anti-Tremonti. Ed è giusto prenderne atto e registrarla. Quel documento non esiste, o forse esiste ma non è così importante. Non siamo stati, però, gli unici a parlarne se è vero come è vero che Mario Sechi in questi giorni su “Libero” sta scrivendo pagine e pagine su questa questione. Oggi che il dibattito è finito su tutti i giornali, “Libero” garantisce che “il manifesto è farina del sacco del partito” e rilancia analizzando punto per punto i temi messi sul tavolo dal presunto documento. Che ci sia o meno un documento scritto con quei contenuti, quel che conta è la questione politica che ci sta dietro. Nicola Porro in un editoriale su “Il Giornale” chiede al governo di abbassare le tasse. E il quotidiano della famiglia Berlusconi quando parla, non lo fa certo a vanvera.
Sempre di tasse da abbassare parla Caludio Scajola su “La Stampa” e uguale appello arriva dal direttore di Libero Maurizio Belpietro. Non c’è il documento, forse. Ma c’è il dibattito. E c’è una visione diversa sulla politica economica di questo paese. Da un lato Tremonti e i suoi fedelissimi, dall’altro il PdL un po’ più liberale e legato al mito berlusconiano delle due aliquote. Nel mezzo, Silvio Berlusconi. Che prende le difese del superministro ma non è certo insensibile agli appelli dei “dissidenti”. I partiti, su temi come questo, dovrebbero confrontarsi anche al proprio interno. Dovrebbero proporre, emendare, correggere, stimolare il dibattito. Quel che è successo nel nostro paese, invece, è l’esatto contrario: si è spostata ogni discussione sulla figura del Premier con acuti persino morbosi e si è letteralmente anestetizzato ogni dibattito interno ai partiti.
La storia di questo documento, o presunto tale, rilancia l’idea che nei partiti si possa e si debba parlare, contrapporre idee diverse su alcuni temi, proporre percorsi nuovi. Non partiti, quindi, in cui i documenti e le proposte programmatiche vengono tenuti sapientemente nei cassetti, ma movimenti che non reagiscono offesi, quasi vi fosse un delitto di lesa maestà, se quei documenti vengono divulgati e diventano parte del dibattito politico del Paese.
(crosspost su RightNation)

bah, Simò, comincio a pensare che sia solo polvere lanciata in aria aggratise.
quasi a copiare il “ma anche” di veltroniana memoria.
ovviamente ho dei pregiudizi che tu non hai, per il pdl, ma evidentemente rinfocolare la speranza sulle tasse e dare speranza per i posti di lavoro, serve, anche solo a chiacchiere.
parliamoci chiaro, senza la lega berlusconi cade e le chiacchiere stanno a zero.
ecco, promette il taglio dell’irap, che ovviamente è di competenza regionale.
allora i sondaggi sono brutti mi sa
Perfettamente d’accordo con quello che scrivi.Difendere e sostenere il Pdl non vuol dire schiacciarsi su quelle posizioni. Abbiamo fatto “endorsement” per Berlusconi premier, difeso da tutti gli attacchi pretestuosi e violenti ma non vuole dire essere “berluscones”, se mai elettori che ragionando e vogliono dibattere. Per ciò è arrivato il momento davvero di abbassare le tasse, detassare gli straodrdinari, liberare risorse pel la scuola pubblica e privata.Tremonti non si può arroccare dietro annunci che hanno l’effetto strumentale di ricevere applausi da chi il paese lo vuole e lo sta svilendo. Ci sono smentite sul documento “apocrifo” ma intanto Berlusconi-che giustamente e pubblicamente continua a dare fiducia a Tremonti-ha iniziato riprendere il punto della riduzione fiscale. Una caso di ottimo tempismo? Un saluto
doccordo co gordon.