Archive for November, 2009

L’infrastruttura più necessaria

Monday, November 30th, 2009

L’ha detto e fatto capire più volte il presidente della Regione, Renzo Tondo; l’ha confermato a chiare lettere l’assessore alla Cultura, Roberto Molinaro, a un recente incontro sull’attuazione della legge di tutela: la valorizzazione della lingua friulana non è tra le priorità dell’attuale Giunta del Friuli-Venezia Giulia. Soprattutto in tempi di ristrettezze economiche. Per cui, nella finanziaria per il 2010, le già scarse risorse per la «marilenghe» subiranno una sforbiciata del venti per cento. E dallo Stato non arriverà certamente una mano, considerato che lo stanziamento per la legge quadro sulle minoranze linguistiche storicamente insediate in Italia è stato praticamente annullato. Ne consegue che le norme per il friulano previste dalle leggi statale 482 del 1999- che bel modo di celebrare il decimo anniversario! – e regionale 29 del 2007 resteranno in gran parte lettera morta. Il pretesto per i tagli è la crisi. E tutti sembrano pacificamente accettare il principio. Senza tenere conto che la Regione nel 2009 ha destinato al friulano circa 4 milioni di euro. Tanto o poco? A qualcuno – politico, uomo di cultura, giornalista – è sembrato tanto e non ha mancato di sottolinearlo in ogni occasione.

Salvo poi non avere niente da dire sui 12 milioni di euro impegnati per la promozione del Friulano, inteso come nuovo nome del vino Tocai, o gli altrettanti spesi per disseminare di telecamere un territorio che, grazie al cielo, ha uno dei tassi di criminalità più bassi a livello italiano.
È davvero necessario il taglio ai capitoli sulla «marilenghe» per salvare il bilancio regionale 2010? Il risparmio di 654 mila euro non sembra proprio indispensabile, se si è trovato un milione di euro per allestire un mega acquario a Trieste, quello sì un progetto rinviabile ad anni migliori.
Alle persone di buon senso già la cifra prevista per l’anno in corso, e che per il prossimo si prospetta alla stregua di un’irraggiungibile chimera, appare non solo insufficiente, ma del tutto inadeguata per applicare una legge che al primo articolo recita: «La Regione tutela, valorizza e promuove l’uso della lingua friulana, nelle sue diverse espressioni, lingua propria del Friuli e parte del patrimonio storico, culturale e umano della comunità regionale».
Ma i 4 milioni rappresentano una cifra addirittura ridicola per una Regione – il cui bilancio è di 4,3 miliardi di euro – che fonda le ragioni della propria autonomia speciale sulla ricchezza linguistica. Chi lo nega può andare a rileggere gli atti della Costituente e dell’iter di approvazione dello statuto.

Per il Friuli-Venezia Giulia non c’è altra ragione di autonomia oltre la convivenza delle quattro comunità linguistiche. Di più. Essere il punto d’incontro delle tre grandi culture europee – latina, slava e germanica – ne fa una terra unica. È miope, allora, non considerare prioritaria la politica linguistica. Il friulano, infatti, necessita di un processo di «normalizzazione», cioè di uso normale nella vita quotidiana ad ogni livello, affinché un intero popolo possa uscire dall’analfabetismo nella propria lingua cui è stato a lungo condannato da forti pressioni di assimilazione e omologazione. Soprattutto in un’epoca di globalizzazione e perdita di valori, bisogna evitare, particolarmente per le giovani generazioni, i rischi della dispersione e della cancellazione di una ricca e preziosa identità. Essa va preservata perché un popolo possa presentarsi con il suo volto sulla scena italiana, europea e mondiale. E – non dimentichiamolo – la lingua è l’espressione dell’anima di una comunità. Non può essere considerata un mero strumento di comunicazione.

Sbaglia chi legge questo in termini di chiusura. L’accettazione positiva del patrimonio culturale ricevuto dalle passate generazioni, infatti, elimina complessi di inferiorità e timori di confronto. Il recupero delle proprie radici etnico-linguistiche è, dunque, un percorso di apertura, che porta al dialogo e allo scambio. In questa prospettiva, i soldi per il friulano non sono una spesa, ma un necessario investimento per il futuro. Perché la coscienza della propria identità è «l’infrastruttura» più necessaria a questa terra.

Ezio Gosgnach, La Vita Cattolica

 

Sorry

Friday, November 27th, 2009

Ai miei quattro lettori.

Scusatemi davvero ma i problemi della vita reale riducono al minimo la mia presenza sulla rete. Le trasmissioni riprenderanno al più presto possibile.

 

Sondaggio SpinCon per Notapolitica

Tuesday, November 24th, 2009

Se si votasse domani mattina, l’Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli otterrebbe il 2,1% dei consensi, “rubando” voti al Partito Democratico, al Pdl e pescando nel bacino degli indecisi. E’ quanto rileva l’ultimo sondaggio di SpinCon per Notapolitica che ha testato le intenzioni di voto degli italiani dopo la scissione dei rutelliani dal Pd e l’inizio di un percorso “neocentrista” che vedrebbe coinvolti anche l’Udc di Casini e l’Mpa di Lombardo.

Ad oggi, questo terzo polo varrebbe circa il 10%. Merito delle forze fresche rutelliane ma merito soprattutto di un Udc in ottima forma e in costante ascesa, dato al 7,2% e capace di guadagnare nell’ultimo mese quasi un punto e mezzo percentuale. Completerebbe il quadro il Movimento per le Autonomie, costante al 1,1%.

Nella maggioranza di governo rimangono sostanzialmente invariati sia il Pdl al 37,5% in leggero calo rispetto all’ultimo sondaggio, che La Destra in leggera ascesa all’1,9%. Soffre invece la Lega Nord che sembra pagare i “tira e molla” di queste settimane circa i suoi possibili candidati governatori in Veneto (Zaia) e Piemonte (Cota). E proprio grazie al malcontento della base in queste due regioni, il partito di Bossi perde l’1.2% rispetto all’ultimo osservatorio politico. Nel centrosinistra perde qualche decimo di punto il Pd (-0,7%) e ritorna seppur di poco sotto quota 28.

Perdono qualche decimale anche l’Italia dei Valori (-0,3%) e i Comunisti (-0,4%) che si fermano rispettivamente al 6,1% e all’1,7%. Torna sopra il 2%, Sinistra e Libertà e rimangono stabili all’1,5% i Radicali. I nuovi Verdi in solitaria rimangono costanti attorno allo 0,3%.

Con questo ultimo osservatorio politico, Spincon ha testato anche il gradimento di un’ipotetica Lista Grillo. Secondo i risultati in nostro possesso, un movimento di questo tipo non andrebbe oltre lo 0,6%. Un dato che deve far riflettere, soprattutto tenendo in considerazione il fatto che si tratta di un sondaggio effettuato sul web e che quindi tende a sovrarappresentare il cosiddetto “popolo della rete” e i suoi movimenti.

Simone Bressan e Andrea Mancia, Notapolitica

 

Obama e Burger King

Friday, November 20th, 2009

 

Chi è lo Re?

Wednesday, November 18th, 2009

L’80% degli elettori del centrodestra continua a preferire Silvio Berlusconi a Gianfranco Fini. Lo conferma il sondaggio Spincon per Notapolitica.it che ha testato il gradimento dei due leader del centrodestra e li ha messi virtualmente in competizione per la carica di Presidente del Consiglio.

Se nel centrodestra ci fossero delle ipotetiche primarie con in palio la candidatura a Premier, Berlusconi stravincerebbe sul Presidente della Camera, convincendo l’81,8% degli elettori del PdL e il 79,6% degli elettori della Lega. Una vittoria nettissima, che ha percentuali quasi imbarazzanti al centro-nord con Berlusconi che sfiora il 90% in Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Gianfranco Fini che supera il 25% soltanto in alcune regioni del Sud.

Il recente dualismo tra Presidente della Camera e Premier sembra quindi penalizzare Fini, almeno tra gli elettori del PdL, partito di cui è co-fondatore, che scelgono in massa Berlusconi e sembrano vivere le ultime uscite dell’ex leader di Alleanza Nazionale come un parziale tradimento dell’alleato. Netta affermazione di Berlusconi anche tra gli elettori leghisti, che sembrano avergli ormai perdonato gli anni delle liti con Bossi e, soprattutto in Lombardia e Veneto, gli regalano un autentico plebiscito.

Più equilibrata la sfida tra l’elettorato dei partiti minori della coalizione, La Destra e Mpa, dove assistiamo ad un sostanziale pareggio tra i due. Se sull’elettorato de La Destra pesa ancora la comune provenienza aennina che garantisce a Fini una leggera maggioranza, nell’Mpa la bilancia pende, seppur leggermente, a favore del Cavaliere.

Simone Bressan e Andrea Mancia, Notapolitica

Chi fosse interessato ad acquistare il sondaggio completo può contattare SpinCon all’indirizzo spinconweb@gmail.com

 

Gnognosaurs

Tuesday, November 17th, 2009

UNE GNOVE INVASION IN FRIÛL Une gnove scuvierte e à lassâts scaturîts i furlans: a dispiet di ducj i libris di storie, i dinosaurs no son estints. Secont dai nestris sienziâts, une strambe specie, mai studiade fin cumò dai paleontolics, e sarès pronte par invadi lis librariis dal Friûl: i Gnognosaurs!
Dal prin di Dicembar, lis creaturis plui gnognis dal Jurassic a deventin un libri cuntune racuelte des lôr miôr storiis.
Sul blog gnognosaurs.blogspot.com o podarês stâ daûr a dutis lis gnovis de invasion, zûcs, regâi e cjatâ tantis altris sorpresis.

UNA NUOVA INVASIONE IN FRIULI Una nuova scoperta ha lasciato senza parole i friulani: a dispetto di tutti i libri di storia, i dinosauri non si sono estinti. Secondo i nostri scienziati, una strana specie, mai studiata fino ad oggi dai paleontologi, sarebbe pronta per invadere il Friuli: i Gnognosaurs! Dal primo dicembre, le creature più tonte del Giurassico diventeranno un libro che raccoglierà le loro storie più belle. Sul blog gnognosaurs.blogspot.com scoprire le ultime notizie sull’invasione, giochi, regali e tante altre sorprese.

 

Nuovo Sondaggio Spincon

Monday, November 16th, 2009

Chi preferirebbero gli italiani se dovessero scegliere tra Berlusconi e Fini? Quanto vale oggi la nuova Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli? Partecipa al nuovo sondaggio di Spincon.

 

Berlusconi 47%, Bersani 35%, Casini 10%

Thursday, November 12th, 2009

In un’ipotesi di corsa a tre Berlusconi – Bersani- Casini per la Presidenza del Consiglio, gli italiani sceglierebbero ancora il Cav. Secondo il sondaggio effettuato da Spincon per Notapolitica, infatti, il Premier sarebbe accreditato del 47% dei consensi degli italiani. Dodici punti indietro (con un distacco invariato rispetto all’ ultimo sondaggio) il leader del Pd, mentre si ferma al 10% la corsa di Pierferdinando Casini come possibile candidato solitario. Un risultato, quello del leader dell’Udc, che raccoglie comunque un numero di consensi nettamente superiore rispetto a quello del suo partito e che finisce per portar via voti, trasversalmente, a entrambi gli schieramenti

Simone Bressan e Andrea Mancia, Notapolitica

 

Ma voi scegliete Blair

Wednesday, November 11th, 2009

Dobbiamo restare sui nostri principi, seguire le nostre idee, le idee basate sulla libertà individuale, sulla responsabilità individuale, sui mercati liberi, sul governo limitato e sulla forte fiducia nella nostra identità occidentale.

Oggi più che mai «le idee hanno conseguenze». Oggi le nostre idee possono avere conseguenze decisive nella costruzione di un’Europa più luminosa. Le nostre idee sono semplicemente le migliori, e dobbiamo lavorare duramente per farle prevalere.

Josè Maria Aznar, Liberal Quotidiano

Due cose mi chiedo, onestamente:
1) Perchè uno così in Italia non ce l’abbiamo?
2) Per quale assurda ragione il centrodestra italiano ha sostenuto e sostiene Tony Blair alla Presidenza UE quando c’è uno così?

 

Aiutatemi

Wednesday, November 11th, 2009

Prima delle elezioni politiche del 2008, Bruno Tabacci decise di lasciare l’Udc e di fondare la Rosa Bianca. Poi la Rosa Bianca confluì nell’Udc e avrebbero potuto vivere tutti felici e contenti. Se non fosse che poche settimane fa Francesco Rutelli ha deciso di lasciare il Pd per lanciarsi verso l’Udc. E Tabacci, d’accordo con Rutelli, ha deciso che sarebbe stata cosa buona e giusta trovarsi a metà strada. Così ha deciso di lasciare l’Udc e lanciarsi verso il Pd, da dove sta uscendo Rutelli e così, a metà strada, fonderanno l’Alleanza per l’Italia.  Anche Linda Lanzillotta e Gianni Vernetti hanno scelto di scappare dal Pd e di correre verso l’Udc. L’idea, secondo Vernetti che si definisce “uomo di centrosinistra”, “non è quella di una semplice convergenza con l’Udc, ma qualcosa di più. Cercheremo di costruire una forza innovativa, che miri a recuperare i voti che furono della Margherita”. Nel mentre, Rutelli e Casini si lanciano occhiate complici per la formazione di un nuovo soggetto di centro che metta tutti assieme appasionatamente. Io non c’ho capito una beata mazza. E ho già nostalgia del nostro imperfetto e muscolare bipolarismo.

 

Too busy

Monday, November 9th, 2009

Leggere che il Presidente degli Stati Uniti d’America è “too busy” per andare a Berlino a celebrare il ventennale dalla Caduta del Muro fa veramente riflettere.

Ha ragione Michelle Malkin: “When David Haselhoff is doing a better job of representing America than its own commander-in-chief, you know you are in trouble.”

 

Sfida a tre

Monday, November 9th, 2009

 

L’ha tirato giù lui

Saturday, November 7th, 2009

In tuttle le manifestazioni a cui parteciperete e in tutti i convegni commemorativi che si faranno, nessuno avrà mai il coraggio di ricordare quelle parole. Il Pdl e la Giovane Italia hanno organizzato ovunque incontri intitolati “Oltre ogni muro” per ricordare il 9 Novembre 1989 e i vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino. Siamo sicuri che ricorderanno tutto o quasi e si dimenticheranno di Ronald, del discorso alla porta di Brandeburgo e di quelle bandiere a stelle e strisce che sventolavano.

“Tear down this wall”: per noi,è lì che la storia si è fatta.

 

Semplicemente in confusione

Thursday, November 5th, 2009

Debora Serracchiani, neo coordinatrice del Pd del Friuli Venezia Giulia ed animatrice della lista Semplicemente Democratici, ha definito la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso “corretta e condivisibile”.

Pochi minuti più tardi, Furio Honsell, sindaco di Udine ed esponente di punta del centrosinistra regionale (tanto che qualcuno lo candida a fare l’anti-Tondo alle prossime regionali) ricorda come il crocifisso rappresenti “un simbolo d’amore” e che toglierlo “sarebbe grave”. Di analisi “improvvisata” parla Mauro Travanut, storico diessino del consiglio regionale mentre secondo Paolo Menis (rutelliano) “se [noi cattolici,ndr] dovessimo continuare a sentirci sopportati [all'interno del Pd, ndr] le cose potrebbero cambiare”. Per il capogruppo in Consiglio Regionale, Gianfranco Moretton, “la sentenza della Corte Europea sorprende un po’ tutti e “i moderati e i cattolici rimangono saldamente ancorati al Pd per garantire l’equilibrio necessario al Partito”. Come a dire che questa segretaria è “squilibrata”. Buon lavoro, Deb.

 

Usa 2009 – Liveblogging

Tuesday, November 3rd, 2009