13 Jan

La rivolta

Chiamatelo Tea Party all’italiana o rivolta della libertà, il tema politico della candidatura di Renata Polverini alla Regione Lazio è che a buona parte del centrodestra non piace. E questa volta sembra essere un pensiero decisamente trasversale: il radicale Jimmomo, il liberista Lakeside, il conservatore Giova sembrano tutti allinearsi in un fontre contrario alla candidata preferita da Gianfranco Fini. Tutti impazziti? Forse no. Forse semplicemente questo partito, abituato a calare dall’alto qualsiasi scelta, rischia di scontrarsi con una realtà per una volta più complessa del rassicurante sorriso di Silvio Berlusconi. E non basterà Silvio Berlusconi a garantire sulla candidatura di questa sindacalista figlia di una politica di sinistra, amica più della Cgil che delle partite Iva e candidata sulla base degli ottimi risultati ottenuti alla guida di un sindacato di cui si ostina a non voler fornire i numeri veri.

Update/1: Jean, Mai votato comunista

26 Comments

  1. 1
    GM
    13 January 2010 at 6:42 pm
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    Stop RINO!

  2. 2
    romain
    13 January 2010 at 6:53 pm
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    anch’io non ho mai votato comunista, nè voglio cominciare ora. Voterò la Polverini nel Lazio, solo perchè l’alternativa è ancora peggio (e poi voglio sperare che la Polverini non sia del tutto comunista, malgrado le apparenze). Però voglio punire il Pdl del Lazio che ci ha messo in queste grandi preoccupazioni e imbarazzi: voterò Lega, se presente, e la Polverini, non Pdl-Bonino. La Bonino è laicista, è stata liberista ma nel governo Prodi non è stata più liberista e non ha difeso i diritti umani. Ma perchè il candidato del centrodestra del Lazio non è la personalità chiara e affidabile delle altre Regioni (quasi tutte)? Che ci sia un velato fastidio verso il Lazio e quindi verso Roma?

  3. 3 13 January 2010 at 7:04 pm
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    Non penso di dover articolare una preferenza con l’esplicazione delle ragioni di un consenso personale. Trovo, però, che la Polverini sia stata un’egregia sindacalista impegnata nel sociale a favore delle fasce più deboli della popolazione.
    Le obiezioni che spesso sento sul suo nome riguardano la matrice culturale delle sue idee, definita non proprio di destra in virtù di un’ortodossia da far invidia ai marxisti, ma delle due l’una: o si è coerenti fino alla fine e si propone la cacciata di Tremonti in quanto colbertista con posizioni antiliberiste, o in alternativa si accetta che all’interno del Pdl possa esserci pure questo filone culturale, che non ha bisogno di patenti di legittimità da me, te, Tocqueville e via dicendo, ma di opportunità politiche per misurarne il consenso. I processi si fanno a chi perde le elezioni, non a chi si accinge a combattere.
    Un abbraccio

  4. 4 13 January 2010 at 7:06 pm
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    Probabilmente nemmeno io la voterei.

  5. 5 13 January 2010 at 7:07 pm
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    P.S. Io ero contrario alla sua candidatura, esclusivamente perché non capisco le smanie di protagonismo politico. La preferivo di gran lunga al sindacato :-)

  6. 6 13 January 2010 at 7:36 pm
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    G.L.,

    qua non si tratta di “filoni culturali” ma di candidati alle elezioni. Se chiunque ha il diritto di iscriversi al PDL, di avere le sue idee e di cresare “filoni culturali” di sinistra nel centrodestra, un discorso diverso va fatto per la candidatura: i candidati devono rispondere a logiche di corrente (un candidato alla destra sociale, uno ai socialisti del centrodestra, uno ai ciellini, uno agli ultraberlusconiani e nessuno ai liberali, ovviamente), oppure dovrebbero essere gli elettori o gli iscritti (in congressi o magari in elezioni primarie) a scegliersi i candidati che preferiscono? E se l’elettore non ha voce in capitolo, come stupirsi se protesta quando gli viene calato dall’alto un candidato che nessuno vorrebbe?

  7. 7 13 January 2010 at 9:44 pm
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    i will maintain abstention here…ridiculous…

  8. 8 13 January 2010 at 10:37 pm
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    Gionata, io faccio un ragionamento puramente politico, non essendo organico ormai né al Pd né al Pdl.
    Sinceramente non auspico l’estensione della buffonata delle primarie, un esperimento di facciata ove si votano candidati imposti dall’alto secondo i principi del centralismo democratico. Casomai si faccia un congresso vero e ci si confronti sulle linee progettuali in gioco.
    Però ripeto: anche così si può deliberare il peso o meno della Polverini in funzione della libertà di coscienza elettorale dei singoli cittadini: basta rinnegare lo schema del voto d’opinione e aprirsi al giudizio della società.
    Preferirei se gli stessi blogger, ma di questo non posso fare un cruccio a Simone, facessero una battaglia per la preferenza, vittima assassinata in nome e per conto di una presunta stabilità politica.

  9. 9 13 January 2010 at 10:43 pm
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    Una candidata, proveniente da AN ma assolutamente non finiota che vinceva ad occhi chiusi, anche senza bisogno di andar dietro l’Unione Delle Cadreghe, il PDL ce l’ha: GIORGIA MELONI! Mandate lei invece di quella sindacalista da strapazzo e finiota fino al midollo.

  10. 10
    Gionata Pacor
    13 January 2010 at 11:28 pm
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    G.L.,
    nemmeno io sono organico a PD o PDL. Ma non serve essere fuori dagli schieramenti per fare ragionamenti politici.
    Ci sono paesi in cui le primarie sono cose serie. Ti lamenti che nelle primarie i candidati sono calati dall’alto e poi proponi le preferenze. Cosa sono le preferenze se non primarie che si svolgono in contemporanea con le elezioni, con l’effetto che all’interno dei partiti si ha una guerra fratricida per i voti?

  11. 11 14 January 2010 at 1:47 am
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    Gionata,
    La preferenza è uno strumento di democrazia oggettiva che non può essere revocato in nome di qualsivoglia principio, in particolar luogo la stabilità, a meno che – in certo senso – non si voglia giustificare una vittoria della democrazia plebiscitaria sul liberalismo.
    E’ per questo identico principio che sono ostile alle primarie, le quali non rappresentano una forma di accesso diretto, anzi: si perde di vista il perno dell’attività in quanto non ci si misura più col consenso popolare, ma con quello della “base”, corpo settario per definizione che preclude la possibilità di democrazia interna una volta che la leadership è consacrata. Si creano, su quest’onda, i feticci del programma: mostri sacri da non poter cambiare nonostante muti magari il contesto. Ripeto, e chiedo venia, ma ci trovo un certo pensiero leninista: se il capo viene eletto, poi possiamo discutere come applicare la linea, ma non la linea stessa, in quanto le opposizioni sono state sconfitte. Questo non mi piace e non riesco ad adeguarmi.

  12. 12
    romain
    14 January 2010 at 9:29 am
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    Giovanni ha ragione, la candidatura dell’On.Giorgia MELONI poteva andare bene per il Lazio: non finiota, non di sinistra, mi chiedo come mai il Pdl del Lazio non l’abbia scelta. Ma il Pdl del Lazio è ancora in tempo a candidarla al posto della sindacalista finiana Polverini? Spero di si, ma…

  13. 13 14 January 2010 at 10:02 am
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    Per la Meloni mi metto in ferie e vado a farle la campagna elettorale :-)

    Gl, scusami ma io trovo normale che quando uno vota sceglie una persona, una linea, un programma. E che poi quella persona, quella linea, quel programma per un periodo concordato diventino la persona, la linea e il programma del partito (e vale anche per la regione, la provincia, il paese).Non si chiama annientamento delle opposizioni, si chiama democrazia. E in democrazia governano le maggioranze

  14. 14
    Pierluigi Sossi
    14 January 2010 at 10:34 am
    Permalink

    Era ora! Disgustoso che il PDL candidi una così!
    È liberista o socialista? «Liberista, mai. Sono per un socialismo buono e una migliore distribuzione della ricchezza. La redistribuzione capitalista è una favola. Favorisce speculazioni finanziarie e rendite incontrollate».(R.Polverini)

  15. 15
    Paulin
    14 January 2010 at 11:25 am
    Permalink

    Liberismo e socialismo sono categorie del passato…il PDL candida la Polverini:
    1) perchè è popolare
    2) perchè è una candidata di Fini (e vista la lotta dentro il partito che c’è…)
    3) non ci sono grandi alternative
    Secondo voi Berlusconi crede davvero nel liberismo? In quali riforme è stato liberista? Per dirne una: annuncio dopo annuncio (fatto sempre vicino ad una scadenza elettorale, guardacaso…) sono ormai 16 anni che promette di ridurre le tasse. L’ha mai fatto? L’ICI l’ha abbassata Prodi (checchè i berluscones non vogliano ammetterelo) mentre lui l’ha tolta peri più ricchi…peccato che senza i corrispondenti rimborsi i comuni hanno alzato le altre imposte (infatti la pressione fiscale in 2 anni non è diminuita e ora col PIL sottoterra è pure aumentata)

  16. 16
    nicknamemadero
    14 January 2010 at 11:46 am
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    Se c’è una cosa che mi preoccupa di questa vicenda è la dimostrazione della tendenza all’ostracismo di una considerevole parte degli elettori del Pdl. Come successo nei confronti di Fini, di Farefuturo, si da della ‘comunista’ ad un candidato politico (guardacaso finiano) semplicemente perché si decide di attaccarlo. Alla Feltri. E non lo trovo affatto un buon segnale, ne certamente segno di maturità politica. Povero Pdl.

  17. 17 14 January 2010 at 11:49 am
    Permalink

    Scusa nicknamemadero, io non ce l’ho con Fini, nè tantomento con Fare Futuro. Io ce l’ho con un candidato che non è di destra. E trovo ridicolo che,dovendo scegliere, tra Polverini e Bonino mi veda costretto a dire che è meglio la Bonino. Stiamo parlando del più grande partito di centrodestra che l’Italia abbia mai avuto e non siamo in grado di tirare fuori un candidato non sindacalizzato e di abbassare un pochetto le tasse? No, io mi incazzo e rivendico il diritto a farlo!

  18. 18
    nicknamemadero
    14 January 2010 at 12:13 pm
    Permalink

    Anche io apprezzo molto la Bonino. E forse la preferirei alla Polverini. La mia critica era diversa: se al posto della Polverini ci fosse stato un candidato diverso, come tanti altri ce ne sono nel Pdl, uno Scajola ad esempio, ci sarebbe stata questa cagnara?

    Il motivo più vero di tutta questa campagna contro la Polverini è veramente la critica al candidato politico? O c’è dell’altro?

  19. 20 14 January 2010 at 12:33 pm
    Permalink

    Nick, ti assicuro che sono – sui temi concreti (immigrazione, ruolo del parlamento, democrazia interna) – spesso d’accordo con Fini. Di Fini non comprendo il metodo e vorrei ricordargli una storia personale e di gestione del partito che non gli permette certe reprimende all’alleato Silvio.
    Detto ciò non c’è assolutamente nient’altro che il dubbio atroce che questa Polverini non sia il miglior candidato possibile. Tutto qui.

  20. 21 14 January 2010 at 1:57 pm
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    Preciso che non sono “radicale”, nel senso di iscritto o simpatizzante dei Radicali italiani e del Partito radicale di Pannella e Bonino. Ammetto di esserlo stato, anni fa. Sono “radicale” nel senso di liberale, liberista, libertario.
    saluti

  21. 22 14 January 2010 at 3:04 pm
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    Giusto Simone, ma tu hai il diritto di eleggere il tuo rappresentante alla regione, non vanti un forzato parere perfino sulle candidature. Dopodiché, per capirci, altrimenti sembra che parliamo due lingue differenti: “Io ce l’ho con un candidato che non è di destra”. Chi l’ha detto che non è di destra? E, detto per inciso, io invece sono mooolto distante sia da Fare Futuro che da certe posizioni della Polverini.

  22. 24
    sergio
    15 January 2010 at 3:57 pm
    Permalink

    il sindacato che ha guidato polverini in questi anni non è certo un sindacato comunista. la differenza sostanziale è che l’ugl è per la partecipazione mentre la cgil è per il conflitto di classe. non è una cosa da poco. il pdl fa riferimento all’economia sociale di mercato che è cosa diversa dal dire il mercato regola tutto. lo abbiamo visto con la crisi attuale e lo aveva anticipato tremonti. e poi il centrodestra non può continuare a lasciare tema come il lavoro e il sociale in mano alla sinistra. la lega è stata la prima a capirlo

  23. 25
    giulio
    16 January 2010 at 11:57 am
    Permalink

    a volte emerge un difetto di fondo. se c’è una donna brava allora deve essere per forza espressione di qualche uomo importante. per lavoro ho conosciuto polverini ma anche, ad esempio, meloni e prestigiacomo. sono toste, sanno quali sono le esigenze e puntano dritte all’obiettivo. se sono arrivate dove sono è perchè ci sanno fare

  24. 26 16 January 2010 at 1:51 pm
    Permalink

    concordo con Giulio. Qui Fini non c’entra niente. C’entra lei.

  25. 27
    Marco
    22 January 2010 at 1:30 am
    Permalink

    Termometropolitico.it invece ha dei dati esattamente opposti ai tuoi e nella mappa della corsa alle regionali colora il Lazio di azzurro

  26. 28
    Marco
    22 January 2010 at 1:31 am
    Permalink

3 Trackbacks

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