Un gigante

Scritto il Friday, January 29th, 2010 alle 5:59 pm

Oggi è il giorno di Tony Blair davanti alla commissione di inchiesta sull’Iraq. Non è un giorno facile per l’ex premier britannico: occhi puntati addosso, un paese che sembra accusarlo di aver mentito, una guerra che appare improvvisamente sbagliata. Poco male. Tony Blair va davanti alla commissione e sfodera il carisma di sempre.
A chi se lo aspettava timido e sulla difensiva dimostra come reagisce uno statista di fronte alle difficoltà: si assume le responsabilità, non fa passi indietro, non rinnega il senso ultimo di quella guerra. Quando gli obbiettano che Saddam Hussein non aveva armi di distruzione di massa e non intratteneva rapporti con Al Qaeda, risponde sereno che la storia di Saddam, l’uso delle armi chimiche, i milioni di morti, i dieci anni di soprusi e le risoluzioni Onu violate erano motivi più che sufficienti per giustificare l’intervento.

Tutti si aspettavano una presa di distanza dall’amico George W Bush e dall’idea della guerra preventiva. Invece no, anche qui, una spanna sopra tutti: “Dopo l’11 settembre – ha spiegato – se tu eri un regime che aveva a che fare con le armi di sterminio dovevamo fermarti e questa era l’idea della Gran Bretagna, non degli Usa”. Quasi a rivendicare una primazia democratica sugli Stati Uniti, perchè il sostegno della democrazia e della libertà nel mondo non è cosa di cui vergognarsi.

Un gigante, Tony Blair. Perchè al di là delle divergenze politiche spicciole che dividono destra e sinistra, conservatori e laburisti, ha dimostrato una volta ancora che c’è qualcosa di indossolubile che lega l’America alla Gran Bretagna. Qualcosa più forte dell’attualità politica, dei governi che cambiano, delle tattiche e delle opportunità. Qualcosa per cui vale la pena anche rinunciare ad un po’ di consenso. Qualcosa per cui sfidare con fierezza una commissione d’inchiesta su una guerra giusta.

 

6 Commenti per “Un gigante”

  1. ilsenatore ha detto:

    non posso far altro che quotare tutto il post, dalla prima parola all’ultima.



  2. Flx ha detto:

    Se Blair e Bush non avessero mentito agitando lo spauracchio di al Qaeda e delle armi di distruzione di massa, quanti dei loro elettori li avrebbero inizialmente appoggiati nell’invasione dell’Iraq? Penso molto pochi.
    Tra l’altro, secondo questo metro di ragionamento, almeno un quarto degli stati mondiali andrebbe invaso domani mattina… eppure con tanti di questi si hanno ottimi rapporti.



  3. Simone (omonimo) ha detto:

    Sarai anche il coordinatore provinciale più figo del mondo ma è quando scrivi di politica che diventi il numero uno



  4. MC ha detto:

    Cosa vuol dire assumersi la responsabilità di un atto? Mi sembra che qui ci sia solo la convinzione di essere stati nel giusto. Anche di fronte ad alcune importanti falsità che hanno portato a quell’atto. Non mi sembra che la guerra abbia risolto alcuno dei problemi dell’area: la zona di pericolo si è spostata un po’ ad est ma il problema è sempre lì. Di potenti che negano l’evidenza e l’inutilità di moltissime guerre (nota che forse non sono pacifista senza se e senza ma) la storia è piena. Poi trent’anni dopo arriverà il McNamara di turno a parlare degli errori della guerra. Ma i morti rimarranno sepolti.



  5. leonard ha detto:

    Dear Simone, forse forse siamo un pò troppo sbrigativi nel liquidare la questione IRAQ e Blair. Che Blair sia un gigante rispetto al circondario è un fatto, però la vicenda dell’intervento rimane ancora oscura. La guerra si poteva evitare. Furono oltre 500 i parlamentari italiani, fra i quali molti friulani che sottoscrissero l’appello contro l’intervento che io personalmente avevo loro illustrato(eravamo in sala Madrassi)
    Il Governo italiano forte anche della maggioranza parlamentare aveva il dovere di investire l’intera comunità internazionale al fine di arrivare ad una proposta di esilio largamente condivisa. A presto.



  6. Simone Bressan ha detto:

    Leo, ti incollo i link che smontano la questione:
    http://www.camilloblog.it/archivio/2007/10/01/marco-pannella-e-la-bufala-di-iraq-libero/
    http://www.camilloblog.it/archivio/2007/10/02/pannella-e-la-bufala-di-iraq-libero2/
    http://www.camilloblog.it/archivio/2007/10/02/pannella-e-la-bufala-di-iraq-libero3/



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