Archive for February, 2010
Full stop, end of the story
La domanda dell’Express è secca: Cosa ne pensa dell’ingresso del Regno Unito nella moneta unica europea?
La risposta di David Cameron è altrettanto chiara: “Very simple, one word: never. I was in the Treasury when we were in the Exchange Rate mechanism, and I said to myself: Never again should we give up control of our domestic interest rates. If I am Prime Minister and for as long as I would be Prime Minister, I would never take Britain into the euro, full stop, end of story. We should never have got ourselves into the financial mess that we are in but at least we have the flexibility of our own currency and our own interest rates.”
Straordinario
È ipocrita il Capitale che denuncia carenza di etica nell’economia di mercato, si autodefinisce «sociale» e demonizza il capitalismo anglosassone «orientato al profitto ». Persegue però questo profitto con analogo accanimento al riparo dalla concorrenza, grazie alla non contendibilità delle imprese—che ne alimenta e protegge le inefficienze — e al corporativismo delle professioni che, associato al conservatorismo dei sindacati, ostacola l’ingresso ai giovani e penalizza il merito.
Leggere il Corriere, quando ci scrive Ostellino, è davvero molto bello.
La destra che non si vede ma esiste
Quelli del Corriere, tronfi delle firme che vergano le loro pagine della cultura, ogni tanto si rendono conto di essere noiosi e così provano a scuotere le coscienze con articoli come quella “Eclissi della destra che vince ma non ha più identità”. Sempre ammesso che la destra italiana abbia mai avuto un’identità precisa, verrebbe da rispondere. Altrimenti, il successo di Berlusconi di riunire missini, liberali, socialisti, democristiani, conservatori, riformisti e altre compagnie varie da dove arriverebbe?
Ospiti di Gente Unica

«Sono un poliziotto dei servizi segreti e dell’Fbi». E ha mostrato tesserini e stemmi. Per questo il 78enne Giovanni Rubino, residente a Palazzolo dello Stella, è stato condannato ieri a otto mesi di reclusione (pena sospesa) dal giudice monocratico del tribunale di Udine Daniele Faleschini. Era accusato di possesso di segni distintivi contraffatti. Si era opposto a un decreto penale di condanna a 4.560 euro di ammenda in sostituzione di quattro mesi di reclusione.
Ieri al processo ha testimoniato uno dei carabinieri che si erano occupati del caso quando, nel gennaio di due anni fa, una persona vicina di casa dell’anziano aveva chiamato i carabinieri perché lamentava dei problemi con lui. Proprio davanti ai rappresentanti dell’Arma, Rubino esibiva segni distintivi e contrassegni con la placca metallica della polizia italiana e un biglietto da visita che aveva anche la scritta Fbi Usa.
L’avvocato Giovanni Geremia di Portogruaro, che ieri aveva chiesto l’assoluzione del suo cliente (non presente al processo), anche rifacendosi alla deposizione del testimone che ha chiarito come la placca metallica della polizia fosse finta e acquistabile alle bancarelle, ha sostenuto la mancanza del dolo, l’assenza dell’elemento oggettivo del reato perché era evidente che il contrassegno fosse falso; quindi ha sostenuto anche la mancanza dell’elemento psicologico perché non c’era alcuna intenzione di trarre in inganno qualcuno. Un caso di megalomania, in poche parole. «Chi può credere che una persona di 76 anni sia in servizio?», ha spiegato il difensore, che ora farà appello alla sentenza.
Adesso abbiamo un problema
L’ultimo sondaggio ComRes per l’Independent non porta buone notizie: i Laburisti rosicchiano ancora 2 punti e sono a “soli” 7 punti dai Conservatori. Un distacco alto che, se fossimo in Italia, garantirebbe una vittoria in carrozza. Purtroppo la distribuzione del consenso e la ripartizione dei seggi fanno diventare questo vantaggio un sostanziale pareggio. Il rischio concreto è di trovarsi con una maggioranza esigua – o peggio relativa – in Parlamento e vedersi costretti ad un governo di coalizione. Cosa improbabile e oltremodo dannosa.
Il dato più preoccupante è che questo improvviso calo di consensi è in gran parte imputabile alla politica economica, vera o presunta, del duo Cameron-Osborne. L’82% degli intervistati richiede ai futuri inquilini di Downing Street maggiore chiarezza su questo tema. I due, finora, hanno deluso. Aspettiamo un segnale, magari fiscale.
Pronostico
Secondo me se le prossime regionali si tenessero domani mattina, per il Pdl le cose non andrebbero benissimo.
Come sempre sono perse Toscana, Emilia Romagna e Umbria, dove nemmeno combatteremo. In bilico Piemonte, Lazio, Puglia e Liguria. Certamente a destra Lombardia e Veneto.
Concentrandoci per un secondo sulle regioni combattute, vedo abbastanza bene la Polverini contro la Bonino (a patto che riesca, un minimo, a rimotivare la base) mentre vedo male Palese in Puglia (per colpa della spaccatura con l’Udc, non certo per le sue indubbie capacità). In Liguria mi sa che finiremo come l’altra volta, con Burlando che vince di poco. In Piemonte tutto sta a come si muove l’elettorato Udc: per adesso vedo favorita la Bresso.




