Poche scuse
E’ vero. E’ vergognoso che due liste come quella del Popolo della Libertà nella Provincia di Roma e quella del Presidente Formigoni in Lombardia vengano escluse da una competizione elettorale per un mero vizio di forma. Ed è vero, anzi: verissimo. La forma non dovrebbe mai negare la sostanza e stravolgerla. Ed è sacrosanto, oggi, protestare, sbraitare, prendere a testate questo assurdo sistema elettorale che prevede procedure bizantine per partecipare al voto. Tutto giusto. Ma ci sono due cose che vanno dette con assoluta e cristallina chiarezza.
Primo: queste proteste arrivano fuori tempo massimo. Andavano fatte prima. E prima che succedesse tutto questo andavano riformate le procedure per la presentazione delle liste.
Secondo: è ceramente un vulnus democratico quello che fa sì che milioni di persone non possano votare il loro partito. Ma è un’eccezione questa che non può essere sollevata da una classe dirigente che di democratico ha ben poco. E non può essere ammessa per liste e listini che vedono inseriti a forza amici, parenti, amici degli amici. Se è scandaloso che elezioni così delicate siano rovinate da questo pasticcio è ancor più vergognoso che procedure così importanti siano state gestite con tanta leggerezza. Questo diluvio porta via con sé anni di lavoro di consiglieri regionali, militanti sul territorio, iscritti, dirigenti di piccoli comuni. Gente che ha costruito questa campagna elettorale giorno dopo giorno, porta dopo porta, riunione dopo riunione. E che non merita di veder trattato come un semplice impiccio burocratico un momento di cruciale importanza come la presentazione delle liste.
Così come va detto a chiare lettere che le regole ci sono per tutti e tutti le devono rispettare. Non perchè si tratti di una delle tante frasi fatte ma perchè se un cittadino qualunque paga una multa con un giorno di ritardo ne subisce conseguenze che non tengono conto della distinzione tra forma e sostanza, dell’animus con cui le cose vengono fatte e così via. Provate a sbagliare una denuncia dei redditi (c’è qualcosa di più cervellotico di una denuncia dei redditi??) e vedrete come nessuno si fermerà a valutare la sostanza delle cose.
Non è giusto che milioni di persone non possano barrare il simbolo del Popolo della Libertà, ma non è nemmeno giusto che questo movimento cerchi l’ennesimo alibi per autoassolversi, per trasferire altrove le colpe che sono nostre e soltanto nostre. Della nostra incapacità di stare in mezzo alla gente, della nostra inadeguatezza a far sentire i cittadini partecipi di questo grande partito che ha la legittima ambizione di rappresentare la metà più uno degli italiani. Facciamo mea culpa, una volta tanto. E smettiamola di trastullarci in fondazioni, conventicole, pensatoi, contenitori vuoti per una cultura inesistente. Il partito è lì per essere costruito: le maniche ce le dobbiamo rimboccare tutti. E tutti dobbiamo sentirci in discussione e avere il coraggio di misurarsi con quel po’ di meritocrazia che magari non risolve tutti i problemi ma perlomeno toglie alcuni alibi.





Simone, sono d’accordo con ciò che dici e ti fa onore perchè lo dici ricoprendo un ruolo. Se c’è una cosa che mi dà un briciolo di speranza è sapere che ci sono persone giovani e capaci che cercano di dare il loro contributo, e tu sei una di quelle.
Dico solo due cose se mi è concesso, non in contraddittorio con le tue, sul paragone fra il cittadino ed il partito e sul loro trattamento circa il tema delle regole, con la premessa che io sono uno molto rigido sul rispetto delle regole, faccio la fila da solo, per capirci.
Non è vero che questa conformità al regolamento si applichi sempre al cittadino. Ci sono ogni giorno centinaia di esempi – dal vigile con le macchine in doppia fila all’impiegato comunale che accetta che si metta una firma in condizioni non corrette – che dicono che, purtroppo, la certezza delle regole non è applicata, se non a volte e quasi sempre a discapito dei più deboli. Spesso la manica larga è la controparte ad una burocrazia inefficiente e costosa: della serie “lavoro poco, ti costo tanto e ti vesso sempre, ma se sgarri chiudo un occhio così non ti ribelli”. I partiti, rappresentando i cittadini, dovrebbero dare l’esempio: però non regge, a mio avviso, il paragone col povero cittadino sempre ligio al dovere. Magari fosse.
La seconda cosa è questa: se io pago l’IVA in ritardo, mi fanno una multa. Pago il ravvedimento oneroso, e la mia posizione è sanata. Non se evado miliardi (spero), ma se pago con due giorni di ritardo: cioè se il mio errore è lieve. Perchè non c’è la stessa cosa in questo caso? Perchè la pena per chi consegna 5000 firme finte è la stessa per chi ne consegna 5000 vere con 10 minuti di ritardo?
Il tutto, al netto del fatto che le analisi sulla pochezza di classe dirigente e quadri inesistenti del Pdl mi sembrano purtroppo anche troppo magnanime, sia chiaro
Grazie, ciao
Umberto
March 5th, 2010 @ 12:47 pm
Grazie a Te, Umb!
Solo per rifarmi al ragionamento, secondo me il problema è questo: se tu non paghi l’Iva c’è una sanzione e paghi quella sanzione. Lo sai dall’inizio e va così. qui è lo stesso: sai che la sanzione per le irregolarità è l’esclusione della lista. E’ stato così per anni. O le cambi prima (e io sono per cambiarle) o le devi accettare. A meno che non dimostri che non è vero. Ma l’obiezione “è solo un fatto di forma” mi pare ridicola.
Un abbraccio
March 5th, 2010 @ 1:20 pm
leggo dal Corriere della Sera:
http://tinyurl.com/yb5rgp8
[...] «IMPROPONIBILE IL RICORSO DEI RADICALI» – Il presidente della Lombardia ha ricordato che l’ufficio centrale regionale ha accolto le liste e il listino del centrodestra e «quindi, compiendo un’irregolarità, ha accolto il ricorso dei radicali che era improponibile ai sensi della legge». Formigoni ha quindi spiegato che l’ufficio centrale ha dato agli esponenti della lista Bonino-Pannella «la disponibilità delle nostre liste lasciandole nelle loro mani per 12 ore. Dal punto di vista teorico avrebbero potuto compiere qualsiasi attività manipolatoria compresa la sottrazione dei documenti». Formigoni ha quindi sottolineato che solo dopo il controllo fatto dai radicali l’ufficio centrale ha riscontrato le irregolarità nelle liste.» [...]
Non penso siano necessari commenti. Almeno per chi conosca un po’ le procedure per la presentazione delle liste elettorali.
Se le cose stanno così, il mea culpa lo deve fare qualcun altro…
March 5th, 2010 @ 1:42 pm
Simone, ma qui si tratta di escludere dalle elezioni e dalla rappresentanza in consiglio regionale la maggioranza assoluta degli elettori. Dai, non ha senso consentire a chi ha 1/3 dei voti di papparsi quasi tutti i seggi, perchè l’avversario non c’è. Non si tratta di far favori a politici pasticcioni, ma di non scatenare l’ira dei cittadini privi di rappresentanza. La situazione è gravissima, far sfoggio di un bizzarro fair-play non è il caso. Chiunque lo dovrebbe affermare. Ma stiamo dando i numeri? Il 55% dei lombardi non avrà rappresentanza alcuna (invece di avere la maggioranza) e noi facciamo i castratori dei nostri zebedei in nome di regole bislacche? Se ci voleva un pasticcio del genere per far capire l’assurdità del sistema, si cambino immediatamente tali regole, altro che sospendere di fatto la democrazia in Lombardia e Lazio per cinque anni! Fosse successo al Vasco romagnolo, io, probabilmente, avrei esultato, ma sarebbe stata un’assurdità dall’altra parte. Saniamo la faccenda facendo votare anche il sindaco di Bologna così i compagni stanno quieti, anche se i casi in questione sono completamente differenti: a Bologna le elezioni si terranno, mica si è consegnata a tavolino per 5 anni la città al PDL.
March 5th, 2010 @ 1:43 pm
Ciao. Solo poche osservazioni.
Primo. Che il dibattito sull’inadeguatezza della classe dirigente finalmente faccia capolino nel centrodestra è cosa buona e giusta. Che cominci per una questione burocratica piuttosto che per questioni di merito ben più gravi, però, lascia un po’ perplessi. Il che fa pensare che sia più facile togliersi un sassolino dalla scarpa che una trave dall’occhio e questo non è incoraggiante, a mio modesto avviso. Diciamo che l’ultimo anno del berlusconismo (purtroppo si riduce a questo il panorama) è stato una tragedia, politicamente parlando. Ma non ho visto la stessa fermezza nel rimarcarlo (non parlo specificamente di te, Simone, sia chiaro, il mio discorso è generale), anzi ci si è persi in giustificazionismi più o meno acrobatici, anche quando l’evidenza era davvero molesta.
Secondo. Sulle conventicole e i pensatoi. Simone, ti fa onore questa osservazione ma bisognava pensarci prima, invece di perdere inutilmente tutti questi anni. Ti ricordi quando fu lanciata TocqueVille? Doveva essere la fondazione della nuova cultura liberale nel nostro paese. Invece cosa è diventata? E guarda che non era difficile vederlo, fin dall’inizio. Non parliamo delle varie riviste online che nessuno legge, dei convegni dei finiani a cui partecipano solo i parenti, delle riunioni di bloggers il cui principale risultato è un articolo su Libero.
Non voglio sminuire il lavoro di chi, come te, ci crede e si impegna. Ma in poco tempo, devi riconoscerlo, quelli che erano i vizi che si imputavano allo schieramento politico opposto, sono diventati propri della “nuova” generazione del centrodestra. Familismo, nepotismo, se sei amico facciamo cose insieme, se no fottiti. Fa schifo, abbi pazienza. Altro che meritocrazia.
In tutto questo la questione delle firme è davvero marginale. Anzi è la cosa più bella che sia capitata al centrodestra negli ultimi anni. Almeno si sta a casa, a riflettere. Per una volta.
Saluti.
Enzo
March 5th, 2010 @ 1:47 pm
Stavo aspettando il tuo commento al casino di questi giorni ma ero sicurissimo che ti avrei trovato esattamente sulle mie stesse posizioni.
Da povero ciabattino quale sono cerco sempre qualcuno che sia in grado di esprimere la mia idea in un italiano decente e ti trovo puntualmente.
La domanda, allora, diventa: “Come caspita (caspita è un eufemismo) facciamo a far capire agli alti pensatori del partito le nostre idee?”
March 5th, 2010 @ 2:18 pm
simò, come al solito non mi hai deluso.
sono invece preoccupato dal comportamento del pdl, specialmente quello romano, che non ha fatto un minimo di scuse ai propri elettori ma ha gridato ai comunisti, alle toghe rosse o alle cavallette.
io non sono contento nè di votare a delle elezioni monche, nè di essere, per forza di cose, rappresentato da un pdl del genere.
pur non votando berlusconi o la polverini, giudico grave questo pasticcio e lo giudico lesivo per la democrazia.
ma le regole con questi paletti stretti le ha fatte il centrodestra e il centrodestra ha sbagliato grossolanamente.
e chi gongola tra i denti non è tanto il centrosinistra ma la lega e storace che sono stati i primi ad escludere un decreto d’urgenza.
mi aspettavo un centrodestra che si scusasse coi propri elettori e con i cittadini tutti, ed un centrodestra che con umiltà si rivolgesse alle altre forze politiche per risolvere una situazione che esso stesso ha creato.
invece, almeno a roma, si incita a qualcosa che ancora non si capisce.
ed è una cosa pericolosissima.
spero che la cosa si possa risolvere in modo democratico e senza infrangere alcuna regola, e spero, ovviamente, di mandare un pdl nel pieno delle sue liste a casa in modo inesorabile. perchè, mi dispiace dirlo ma quello che sta assumendo il pdl non è un comportamento accettabile e responsabile proprio di chi dovrebbe rappresentare la totalità dei cittadini.
scusa dello sfogo
March 5th, 2010 @ 2:33 pm
aggiungo, per rispetto verso gli altri commentatori, che sono un votante col naso tappatissimo del centrosinistra.
quindi la mia è un’opinione assolutamente di parte.
March 5th, 2010 @ 2:37 pm
Mi fa davvero piacere ogni volta che trovo un qualche segnale che rimanda alla destra di cui parlava Montanelli quando si diceva uomo di destra, quella dei Guareschi e dei Prezzolini, e ancora prima della tradizione liberale storica. Anche se il non mettere al primo punto il concetto “che le regole ci sono per tutti e tutti le devono rispettare” dimostra che ancora alcune differenze permangono. Complimenti comunque, e speriamo che voci come la tua, e come quelle di Ff, crescano e non rimangano voci nel deserto etico.
Michele Gardini
March 5th, 2010 @ 2:59 pm
Se non fanno votare il 60% del popolo, il popolo gli spacca la faccia a questi.
Gli impediremo di votare con la forza!!!!
Si scordino di vincere le elezioni senza il consenso popolare!!
March 5th, 2010 @ 3:06 pm
Povero Guareschi! Messo insieme a Montanelli con il quale aveva ben poco da spartire! Non a caso la loro collaborazione durò pochissimo e l’Indro in vecchiaia lo osò definire “socialista”. La destra di Indro era quella risorgimentale Minghettian-Cavouriana (ergo di base anti-clerichale in quanto massonica, anche se la destra che aveva in mente Montanelli era pura astrazione), quella di Giovannino era la destra liberal-conservatrice e, soprattutto, cattolica. La retorica sulle regole da rispettare in merito ad un caso di esclusione della stragrande maggioranza dei cittadini è incomprensibile: se quasi il 60% dei cittadini non potrà scegliere alle urne, il vulnus è grande come una voragine e fare i “signori” guardando gli altri ingozzarsi di potere è da beoti. I politici pasticcioni, difenderanno pure i loro interessi, ma, in questo caso, questi coincidono con quelli della democrazia. Divertitevi voi a guardare Penati vincere in Lombardia con maggioranza bulgara, perchè senza avversari. Che si diano penali in termini di finanziamento pubblico ai partiti che presentano documentazione non perfetta, ma non si punisca così democrazia e buon senso.
March 5th, 2010 @ 3:31 pm
namath, scusa se mi permetto: prenditela coi tuoi dirigenti e con chi ha fatto questa legge.
i radicali erano due settimane che sbraitavano, e nessuno se li è cagati.
comunque il casino c’è perchè un precedente che prevedrebbe un cambiamento delle regole in corsa sarebbe deleterio in una democrazia.
e ci sarebbero almeno 5000 ricorsi solo per queste elezioni.
un ultima cosa: le regole per le liste piccole valgono anche per quelle che “voterebbero” il 60% degli italiani. altrimenti la democrazia nel vero senso del termine si fotterebbe.
March 5th, 2010 @ 3:56 pm
[...] questo stesso tema, vi riporto l’ottimo articolo di Simone Bressan, con il quale concordo al 100%: E’ vero. E’ vergognoso che due liste come quella del [...]
March 5th, 2010 @ 4:11 pm
Ecco, ho appena letto questo, che mi conforta nella veloce analisi di prima: http://www.camilloblog.it/archivio/2010/03/05/farepassato/
Dai Simone, so che leggi i commenti, fatti vivo.
Enzo
March 5th, 2010 @ 4:53 pm
[...] altro interesse», ha scritto il collegio presieduto da Riccardo Virgilio in quell’occasione. Qua invece finalmente si parla di partito e di questioni sostanziali. Non è giusto che milioni di [...]
March 5th, 2010 @ 4:58 pm
Eccomi qua. Enzo, hai ragione. non mi nascondo dietro a un dito perchè tanto negare l’evidenza serve a poco. Il problema delle liste è la spia che qualcosa non va: si è trattato con leggerezza un tema che riguarda iscritti, militanti, eletti, dirigenti. Proprio perchè di tutti questi – che poi sono il partito – interessa molto poco e si guarda al “partito” come a qualcosa da cui stare il più lontano possibile.
Meglio le fondazioni. Al riparo da rischi e nei salotti della politica “cool”.
Sulle critiche a questo modo di costruire il Pdl potrei citarti mille post che ho scritto, lo dico da tempo e nel mio piccolissimo mi impegno per questo. Ma è un dato innegabile che così le cose non possano andare avanti. Ed è altrettanto innegabile che o chi come me nel partito vuole starci alza la testa o niente cambierà. Perchè se continuiamo a voler cambiare questo movimento dall’esterno, a colpi di fondazioni e pensatoi, continueremo a tenerci questo modello folle in cui Berlusconi risolve tutti i problemi e poi pretende – giustamente – di nominare tutto e tutti.
Per me la soluzione si chiama primarie su tutto, ma proprio tutto. E, ripeto, aiuterebbe a togliere l’alibi di una classe dirigente che non si sente mai messa in discussione.
March 5th, 2010 @ 5:09 pm
Parto dalla coda del discorso di Simone: da anni tutte le iniziative “liberali” o turboliberali sono state una fregnaccia, a partire dal tentativo di fondare un partito laico di centro, abortito prima delle ultime politiche, bocciato nonostante ci fossero anche dei finanziatori (ho seguito di persona l’iniziativa, come professionista). Poi è arrivato Fini, col terzetto Rutelli-Casini-Montezemolo, e non è che ne sia uscito qualcosa di meglio, di non elitario, di lineare.
Quanto al caos attuale del Pdl, mi viene da pensare che -allora- si dovrebbe davvero cercare di costruire qualcosa di diverso… NON si tratta mica delle liste, però, di dabbenaggine o di manine interne o esterne. La questione è la sconfitta totale sul piano della comunicazione elettorale e dell’informazione tout court.
Comunque vada, il Pd e ciò che io chiamo il Partito dei Media hanno saputo imporre tutti i temi (nessuno escluso) della campagna elettorale: di cos’altro si è parlato se non del “caso” Bertolaso, del “caso” Di Girolamo, del “caso” Mills, della (suicida) “censura” ai talk show televisivi, o del “caso” liste abborracciate? Quando e come si è avuta notizia di almeno uno dei temi politici lanciati dal centrodestra?
Comunque vada, la campagna elettorale risulterà sfalsata anche in caso di un rinvio o di un decreto ad hoc, il quale non farebbe altro che peggiorare le cose, sia chiaro, e sottrarrebbe altri voti. Quindi: una campagna elettorale disastrosa, una crepa tra F.I e An, e una campagna idiota in cui ha brillato la furberia eterna di Pd e radicali e il nullismo dei troppi parassiti che infestano il centrodestra. Soluzioni, al momento, non se ne vedono.
March 5th, 2010 @ 6:09 pm
Premetto che sono di sinistra, quindi diciamo dall’altra parte della barricata.
Concordo con molto di quel che dici Simone e mi fa piacere concordare con una persona di idee politiche diverse dalle mie. In un altro paese sarebbe normale ma qua in italia è roba strana quasi americana.
Tornando al discorso, molta gente non potrà esprimere la sua preferenza e questo (è inutile girarci intorno) è un male. Però io trovo peggio che in nome di questa maggioranza si possano cambiare le regole durante la campagna elettorale. Dovrà pur aver dei limiti il potere della maggioranza. Oppure hanno sempre ragione, pure quando sbagliano e incolpano gli altri?
March 5th, 2010 @ 8:32 pm
Mai avuto intenzione di mescolare Guareschi e Montanelli come se fossero due compagnoni. Nemmeno sapevo che avessero collaborato, conoscevo solo la loro comune amicizia con Biagi. Averci messo una virgola di mezzo mi sembrava sufficente. Il mio voleva proprio essere un riferimento ad alcune persone che pur provenendo da culture piuttosto differenti tra loro, ma comunque riconducibili ad una matrice di stampo liberale, ritengo degne di massima stima, per storia di vita, coerenza e stile. Persone a cui devo molto, come bagaglio culturale, essendo cresciuto sui loro libri. Da cui invece pochi dell’attuale destra sembrano aver preso qualcosa, meno che mai i concetti liberali basilari: la separazione dei poteri, il rispetto di regole condivise, il senso dello Stato. Rimane sempre la speranza che la terapia d’urto di cui parlava Montanelli riguardo Berlusconi sugli italiani possa funzionare, vedremo, ma io non ci credo molto. Gli italiani sembrano essere rimasti sempre quelli di cui parlava Mussolini, che li aveva capiti davvero bene, come altrettanto bene li ha capiti Berlusconi.
Michele Gardini
March 6th, 2010 @ 2:20 am
Grazie Simone, chiedevo qualcosa di positivo e non posso che essere contento della tua risposta. Poi già oggi le cose sembrano essersi risolte con un leggina che non stravolge niente e ognuno potrà mettere giustamente la sua crocetta contento. Poi come dice Michele “gli italiano sembrano essere rimasti sempre quelli” e tali rimarranno. Vi ricordate il sergente Gunny ? Le scuse sono come il buco del culo, ciascuno ne ha una.
C’è una cosa che mi ronza nella testa: non è che una delle prossime riforme improcrastinabili sarà il diritto matrimoniale?
March 6th, 2010 @ 12:01 pm
apprezzo la tua onestà intellettuale e quello di oggi è il risultato di problemi che tu hai denunciato più volte, ma come mai la tua è una voce così isolta? mi chiedo se nel partito sono di più quelli che tacciono per paura o interesse o sono di più quelli che credono davvero alla linea ufficiale, mah… comunque la toppa è peggio del buco, dopo una serie incredibile di autogol arriva anche il decreto su misura, secondo me era meglio perdere due regioni piuttosto che perdere la faccia, certo la pochezza e la meschinità dell’opposizione non aiuta a volare alto, ma questa non è una consolazione
March 6th, 2010 @ 4:06 pm
Bravo Simone. Un bel post su quello che è successo. Mi aspettavo la serie di ragionamenti che hai fatto da una persona seria ed intelligente come hai dimostrato di essere.
Devo ringraziarti per avere avuto la capacità di scindere il problema delle regole da rispettare con la percentuale di EVENTUALE rappresentanza delle liste finora escluse.
Non far partecipare la Juventus al campionato di serie A 2006-2007 non equivale a falsare il campionato, bensì a renderlo più giusto facendo capire che nemmeno la squadra più titolata d’Italia può permettersi di fare come vuole.
Anche perchè, diciamolo, escludere un partito dalla competizione elettorale non vuole dire “voto unico”: ci sono altri partiti, altri candidati, altre possibilità.
Purtroppo ora in un colpo d mano autoritario si è deciso di mandare tutto all’aria, regole, leggi e uguaglianza e si è deciso di permettere tutto. E’ stata una brutta pagina per la democrazia italiana, spero che con la tua onestà intellettuale riconosca questo triste momento
Ciao
Marco
March 8th, 2010 @ 1:10 pm
[...] – a Sky Tg 24, a Il Riformista e a IlPolitico.it che nei giorni scorsi mi hanno citato per il mio pezzo sulle liste e il Pdl. [...]
March 9th, 2010 @ 8:18 am
The Fishman…
This reminds me of another post, both were really good….
March 9th, 2010 @ 1:13 pm