Di giornali che parlano male del Texas

Scritto il Friday, March 19th, 2010 alle 4:08 pm

Oggi ci tocca parlare della rosicata gigantesca di Blitz Quotidiano, un giornale online i cui redattori oggi devono essersi svegliati col piede sbagliato. Comprendiamo: mica tutti possono essere felici e gioiosi ogni giorno come noi di Tocqueville e Notapolitica. Qualcuno di incazzato nel mondo ci sarà pure.

Comunque,veniamo ai nostri. Scoprono che negli Stati Uniti – anzi: in Texas che tecnicamente è una repubblica nonché la quintessenza dell’America – qualcuno (e non è la Gelmini) si è accorto che forse i testi scolastici sono, come dire, un tantino sbilanciati verso una certa visione della storia e hanno pensato ad alcune piccole modifiche.
Subito a Blitz sono saltati sulla sedia. Vergogna: la Heritage Foundation nei libri di scuola. E anche la National Rifle Association. Scandaloso. Uno dei più grandi centri studi americani e un’associazione dove, ad ogni elezione, i parlamentari fanno la fila per ottenere un endorsement inserite a forza nelle aule del sistema scolastico texano. Basta, salvate quei bambini e tornate a raccontargli la storiella di Marx, Che Guevara, dell’uguaglianza in punta di rivoluzione e amenità varie.

“Ai grandi pensatori economici della modernità, Adam Smith, Karl Marx e John Maynard Keines, si aggiungeranno due alfieri del capitalismo moderno, Milton Friedman e Friedrich von Hayek” sentenzia l’ineffabile quotidiano online. Certo, perché parlare di economia citando Marx&Keynes e dimenticandosi di Friedman&Von Hayek era veramente una cosa scientificamente inappuntabile. E poi, che diamine: il conservatorismo anni ’80 non si può sentire. Che già i figli del ’68 hanno dovuto subirsi dal vivo Reagan e Thatcher, se poi adesso devono pure insegnarlo alle giovani generazioni impazziscono.

Poi, cari amici di Blitz, la frase “La storia si presta al sorriso: una banda di cowboy ideologizzati, ossessionati dall’idea di un’America cristiana, riscrivono la storia del loro paese e del mondo, senza avere nessuna, ma proprio nessuna, competenza in materia di insegnamento (c’è chi fa il dentista, chi si occupa di immobiliare, etc.)” è vagamente spocchiosetta e un tantino razzista. Quell’America lì, quella di Barack Obama e dei Tea Parties, dei college del North Carolina e delle High School del Texas, dei dentisti e dei carpentieri, del sogno americano non ha certo bisogno dei consigli non richiesti dei giornalisti italiani. Piuttosto è il giornalismo italiano ad avere bisogno di imparare qualcosa da lì.

 

6 Commenti per “Di giornali che parlano male del Texas”

  1. millastro ha detto:

    Un pomeriggio uggioso, in attesa di prendere il pullman per Roma, domattina presto.
    Solito, piacevole, giro su Freedom-Land: buonumore e sorriso riconquistati!
    Grande segnalazione: veramente da morir dal ridere.
    Leggere “Bliz Quotidiano” mi ricorda la sempre grande attualità di Guareschi.
    Avanti così, compagni: obbedienza pronta, cieca e assolta.
    Trinarciuti alla meta! :-)



  2. ale tap ha detto:

    Per inciso, il Texas oltre ad essere il secondo Stato USA per dimensioni demografiche, è in assoluto quello messo meglio economicamente, e di questi tempi la cosa meriterebbe qualche approfondimento, altro che cowboy.
    E sempre per inciso, il sindaco di Houston (principale città del Texas e quarta degli USA) è una signora dichiaratamente ed orgogliosamente lesbica.
    Al solito, poter pisciare in testa al gretto luogocomunismo che infesta il blabla nostrano quando si parla di amerika è uno dei fatto che rendono veramente sexy lo studio, paziente e faticoso, della realtà d’oltreoceano.



  3. Filippo ha detto:

    Quando in Italia si parla di Texas si casca sempre male.

    Te lo ricordi Zucconi? ;)



  4. Flx ha detto:

    Io sono favorevole a scrivere di Reagan nei testi scolastici. Magari con un bel grafico sull’andamento del debito pubblico durante il suo mandato.



  5. Demata ha detto:

    Su Friedman condivido, Hayek no: ha una visione troppo millenarisca delle relazioni umane.



  6. gordon ha detto:

    o.t.
    ma ha detto veramente che il governo sconfiggerà il cancro?



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