Perché?

Non so voi, ma io non riesco a farmene una ragione. Tutti quelli con cui parlo e di cui mi fido mi hanno sempre raccontato che “il dibattito televisivo non sposta un voto”. Vero in America, ho pensato io, verissimo in Inghilterra. Vuoi tu che i compassati sudditi di Queen Elizabeth si facciano portare fuori strada da uno show televisivo?Si.

L’hanno chiamato “X-Factor Effect”. La gente ti guarda recitare e poi sceglie. In questi giorni sta scegliendo Nick Clegg. Facendo tutte le debite premesse è come se dopo Annozero di Giovedì scorso l’Italia volesse un Di Pietro capo del governo.

E tutto ciò è ancora più incomprensibile se visto da qui, osservatorio privilegiato del Cameronismo fin dal lontano (ahi, quanto lontano) 2005. Con sto giovinciuffo c’abbiamo passato quattro convention programmatiche, un sacco di casini e un mucchio di speranze. Muova il suo culo e lo porti a Downing Street, possibilmente al numero 10. Che ci siamo giocati un po’ la faccia.

8 Responses to “Perché?”

  1. Fabrizio Giudici April 19, 2010 at 11:14 am #

    Confermaci please quanto abbiamo capito: se Clegg ha successo e ruba 4 punti a destra e sinistra, nonostante i laburisti finiscano terzo partito, parecchi punti sotto i conservatori, per via della legge elettorale vinceranno lo stesso. Giusto? E poi ci lamentiamo del porcellum (che, per carità, è quello che è, ma non fa danni di questa portata).

    PS Mio commento personale su Cameron, che certamente non sto seguendo come te, ma leggo quanto mi capita. Temo che non sia un Blair di destra, così come – purtroppo – ho dovuto concludere che Sarkozy non è un Blair (francese) di destra. Mi riferisco alla chiarezza della linea che si vuole perseguire.

  2. Simone Bressan April 19, 2010 at 11:19 am #

    Direi che è corretta la stima che fai su Libdem e Labour. Ahimè.

  3. Namath April 19, 2010 at 11:21 am #

    Lo sai meglio di me: i britannici sono stufi del labour e delle gherminelle di Brown e da anni attendono le elezioni sperando in un cambiamento. Fino a settembre 2009 il cambiamento si chiamava David Cameron, ma, dopo la disastrosa performance sua e di Osborne all’ultimo congresso Tory, gli albionici si sono trovati un leader moscio e portatore di un continuismo imbellettato. Ho sperato che Cameron ridesse smalto alla sua campagna elettorale, ho atteso con fiducia il dibattito per vederlo pimpante invece…invece il ciuffo si è presentato in maniera “istituzionale” come fosse da 5 anni a Downing Street. Oltremanica attendevano una scusa per buttarlo a mare e la scusa è arrivata. I dibattiti di solito non spostano voti, ma servono a rafforzare le proprie convinzioni: questo è servito a fare ingastrire l’elettorato a causa della melensaggine di questo ex ragazzo prodigio. Arrotoliamo le bandiere, Brown ce l’ha fatta: rimarrà al suo posto con una maggioranza relativa (il Labour sarà il primo partito) sostenuta da Clegg e dai suoi gialli radical-chic.

  4. Fabio April 19, 2010 at 11:44 am #

    Sperando di fare cosa gradita vi segnalo il file che mi sono costruito

    http://www.webalice.it/fabmorgan/collegi_UK.htm

    L’elenco completo dei collegi con il risultato in % del partito del candidato vincitore (senza il vantaggio).

    Ricordo che i collegi sono stati rivisti e quindi non corrispondono esattamente al ciclo 1997-2001-2005 (in Scozia la revisione è avvenuta per le elezioni del 2005).

    Non ho considerato le suppletive e manca l’ID dei singoli collegi (c’è solo il nome). Ho diviso l’Inghilterra per regioni e poi per contea (contee storiche).

    Infine, con il notional vote del 2005 (ovvero considerando il redistricting delle boundary commissions) il vantaggio laburista si è notevolmente assottigliato (36 seggi di maggioranza contro i 64 effettivi del 2005).

    A chi interessa posso fornire il file di excel.

    Fabio

  5. Simone Bressan April 19, 2010 at 11:49 am #

    Fabio,ma è un lavoro splendido. Complimenti!
    mi scrivi in pvt che ci accordiamo su come pubblicizzarlo un po’? Davvero bel lavoro

  6. jimmomo April 19, 2010 at 3:56 pm #

    Lasciamo che si depositi un po’ il polverone per “pesare” davvero Clegg. Indubbiamente infatti nel dibattito è andato ancora meglio di quanto avessimo intuito da qui, e forse la stampa britannica ha fatto da megafono all’evento, ma lasciamo il tempo di digerire il duello della settimana scorsa, e poi ce ne sono altri due.

    Certo è che l’elezione si è estremamente complicata e come ti dicevo mesi fa – e mi pare tu mi liquidasti con una battutaccia sui radicali :-) ) – il problema di Cameron è strutturale, troppo “di sinistra” per impersonare un’alternativa per cui mobilitarsi. Per ragioni pre-politiche non puoi fare l’Obama di destra. Difficile rendersi credibile sostenendo responsabilità fiscale, fiducia nel mercato, e contemporaneamente ecumenismo statale buonista.
    ciao

  7. ilsenatore April 19, 2010 at 10:09 pm #

    a naso, aspetterei. Gli animi si possono scaldare (pure nella perfida Albione) dopo un dibattito tv. Bisogna vedere se le lacrime obamiane per Clegg si trasformeranno in voti. E non sempre ciò succede.

    E’ assodato che gli inglesi vogliono rimuovere quella salma di Brown da Downing Street. Un voto per i liberaldemocratici è un voto per Brown. Lo dicano, cribbio!

Trackbacks/Pingbacks:

  1. The Mote in god's Eye - April 19, 2010

    Cameron, un Fini di successo?…

    Lo so, è ingiusto sia per Fini che per Cameron, ma è la prima reazione che mi viene alla domanda di Freedomland. ….

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