Archive - June, 2010

Are you serious?

Poco prima che iniziasse la votazione del budget al Parlamento Inglese, David Miliband ha deciso di distribuire a tutti i deputati della coalizione di maggioranza una lettera-appello che si concludeva con 1500 firme raccolte sul web.

Tra di esse un emblematico Mr. R U Serious…

Via Coffee House

The Friulani

The Friulani are fanatically industrious, and have what they call ”brick sickness” — an insatiable desire to build. After the 1976 earthquakes, they rebuilt whole cities.

Uno splendido ritratto della mia terra. Sul New York Times. Sì, ho detto New York Times.

Se questo è un paese

A Firenze un imputato viene tenuto in carcere a causa del suo “atteggiamento di totale chiusura all’ipotesi accusatoria“. Sostanzialmente: se non dai ragione ai pm ti tengo in galera.

Poco più giù, a Palermo, un Senatore della Repubblica viene condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa (che già di suo concorrere esternamente ad un’associazione è quantomeno bizzarro) e il Procuratore Generale così commenta: “Processualmente parlando, Dell’Utri non ha favorito la mafia ma questo  non vuol dire affatto che ciò non possa essere accaduto in natura”.

Complimenti, davvero.

Sorry

“Ho dovuto subire l’estremo supplizio di guardare la partita in compagnia della mia amica Merkel e della delegazione tedesca. ‘Non siamo stati affatto defraudati  siamo stati battuti e basta, ma per rendere giustizia alla cancelliera Merkel devo dire che ogni volta che segnavano lei si scusava con me.”

David Cameron dopo l’eliminazione.

La madre di tutte le battaglie

Comunque la vediate, le tasse sono un problema. Sono un problema per i governi che le devono alzare per far tornare i conti e sono un problema per i cittadini che le devono pagare. Ma sono anche uno dei pochi strumenti di contrattazione vera tra popolo e governo. E’ sulle tasse, sulle mani dello stato nelle nostre tasse, che si gioca la partita più importante, quella della libertà.

In molti, in troppi, continuano a credere che questa sia una battaglia tutta interna al centrodestra. Non è così. Se il centrodestra è sempre stato l’alveo naturale in cui le idee anti-stataliste si sono sviluppate è altrettanto vero che nessuno ha gli occhi foderati di mortadella: dal 1994 ad oggi abbiamo assistito ad una girandola di governi e di uomini di governo. Nessuno di loro è stato in grado di fare una cosa tanto semplice, quanto dirimente: abbassare con convinzione la pressione fiscale.

Non entriamo nel merito delle buone intenzioni di ognuno, ma ci teniamo a precisare una cosa: pagare il 60% di quel che guadagniamo allo stato è ingiusto e immorale. Anche e soprattutto alla luce dei servizi che questo stato ci offre. Servizi che sono con ogni probabilità così scadenti proprio perché nessuno ha mai messo in discussione la loro unica fonte di sostentamento: le tasse che i cittadini pagano.

Rilanciare il tema dell’oppressione fiscale in un paese statico come l’Italia è l’unico modo vero per aprire un dibattito vero, schietto e sincero sul nostro futuro. Noi abbiamo iniziato a Prato e poi a Roma, con i primi Tea Party antitasse ispirati al movimento americano. Chi ci sta, adesso, deve farsi sentire. Mandate una mail (info@t-party.it), date la vostra disponibilità, fatevi vedere.

Restiamo in contatto: contro le tasse, per la libertà.

Sito internet: http://www.t-party.it
Pagina Facebook: T-Party
Mail: info@t-party.it

Lo sbarco

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Vivace dirigente friulano

“Non ci sono ruoli nei Tea Party”, spiega Simone Bressan, blogger e vivace dirigente friulano del Pdl. “Quel che vogliamo fare è riportare al centro del dibattito il tema della pressione fiscale. Non ci interessa discutere della contingenza politica, posizionarci all’interno di questo o di quel partito”. Anzi, se chiedi del loro rapporto con il centrodestra, esitano non poco. “E’ ovvio che sarebbe nel dna della destra lavorare su queste tematiche – spiega Bressan – ma anche nel centrosinistra c’è chi si è dimostrato interessato all’idea”.

Continua su Il Foglio…

Can you believe this?

David vs Slovenia

David Cameron si guarda la sua nazionale passare il turno agli ottavi.

Sweet sixteen

Donovan e Defoe mandano Usa e Inghilterra tra le 16 finaliste del mondiale sudafricano. Gli States passano per primi e beccano il Ghana, i lions pescano i rivali storici della Germania. Qui si festeggia. E mica poco.

Fare TeaParty

Per una società sempre più libera
I giovani del Tea party Italia manifestano a Roma

Un nuovo movimento giovane sta nascendo, è il Tea Party Italia, ispirato all’esperienza avviata lo scorso anno negli Stati Uniti. L’ideale di riferimento è lo stesso: uno Stato meno invadente, una tassazione sempre più ridotta e più libertà per i cittadini. Il Tea Party Italia, i cui organizzatori e promotori sono giovani al di sotto dei 30 anni, ha fatto la sua prima apparizione pubblica a Prato il 20 maggio. Ora è pronto a mobilitarsi al grido “Meno tasse, più libertà!”. L’appuntamento è per sabato 26 giugno alle 18, in piazza san Lorenzo in Lucina a Roma.

Su FareFuturo

Comunicato Tea Party Roma

Per uscire dalla crisi ed evitare il declino: tagliare le tasse è LA priorità

Sabato 26 giugno 2010, dalle ore 18 in piazza San Lorenzo in Lucina a Roma, il Tea Party dei tartassati d’Italia

Con una pressione fiscale pari al 43 per cento del PIL, l’Italia è uno dei paesi europei che chiede il maggior sacrificio ai propri cittadini, a fronte di una PA inefficiente ed un welfare iniquo.

Se sommiamo tasse e contributi previdenziali, scopriamo che circa il 60-70% di quanto ognuno produce è assorbito e intermediato dal settore pubblico. Per pagare tasse e contributi, dobbiamo aspettare luglio per essere finalmente liberi di lavorare per noi stessi. I più facoltosi attendono addirittura settembre.

Chi dice che non possiamo permetterci di abbassare le tasse, perché questo metterebbe a repentaglio la stabilità dei conti dello Stato, non racconta tutta la verità: in un paese in cui la spesa pubblica è superiore al 50 per cento del PIL, è sempre possibile chiedere allo Stato una “cura dimagrante”. O pensiamo davvero che non esistano i margini per ridurre la spesa inefficiente, gli sprechi, le rendite economiche?

Se vogliamo uscire dalla crisi economica ed evitare il declino dell’Italia, riscoprendo i talenti di un paese straordinario e iniettando una dose di libertà nell’economia italiana, abbassare le tasse è LA priorità.

Sito internet -     Pagina Facebook -     Pagina Facebook dell’evento

So little

Never in the field of World Cup conflict has so little been offered by so few to so many.

Parafrasando Winston Churchill, il Sun stronca l’Inghilterra diFabio Capello.

Pomigliano

“Quella è un’azienda in cui il giorno delle elezioni del 2008 su 4.600 lavoratori, 1.600 si misero in permesso perché dovevano stare ai seggi”. Quasi perfetto, oggi, Walter Veltroni.

Ma c’è chi, ancora, si ostina a non capire che il nemico non è il padrone, ma il sindacato che difende l’indifendibile.

Un passo indietro

A Pordenone un bambino down, figlio di egiziani, si è visto negare la possibilità di accedere all’assistenza e al sostegno scolastico perché i genitori non sono residenti in Regione da almeno tre anni. Colpa – o merito, secondo alcuni – delle nuove norme regionali in materia, approvate su proposta della Lega Nord e che richiedono un periodo di residenza qualificato per poter beneficiare del welfare regionale.

La Lega punta alla pancia dell’elettorato e lo fa anche piuttosto bene. Il Pdl, troppo spesso, ha paura di contrapporsi a un partito che alterna sapientemente demagogia e realpolitik. Il buonsenso, però, andrebbe preservato e negare l’assistenza a un bambino down perché non abbastanza friulano è cosa indegna per un paese civile e per una regione come la nostra.

Iniziamo a chiamare le cose con il loro nome. Questo non è né razzismo né difesa degli italiani, è semplicemente barbarie. Facciamo un passo indietro e facciamolo fare anche alla Lega. Adesso.

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