Archive - June 17, 2010

Pomigliano

“Quella è un’azienda in cui il giorno delle elezioni del 2008 su 4.600 lavoratori, 1.600 si misero in permesso perché dovevano stare ai seggi”. Quasi perfetto, oggi, Walter Veltroni.

Ma c’è chi, ancora, si ostina a non capire che il nemico non è il padrone, ma il sindacato che difende l’indifendibile.

Un passo indietro

A Pordenone un bambino down, figlio di egiziani, si è visto negare la possibilità di accedere all’assistenza e al sostegno scolastico perché i genitori non sono residenti in Regione da almeno tre anni. Colpa – o merito, secondo alcuni – delle nuove norme regionali in materia, approvate su proposta della Lega Nord e che richiedono un periodo di residenza qualificato per poter beneficiare del welfare regionale.

La Lega punta alla pancia dell’elettorato e lo fa anche piuttosto bene. Il Pdl, troppo spesso, ha paura di contrapporsi a un partito che alterna sapientemente demagogia e realpolitik. Il buonsenso, però, andrebbe preservato e negare l’assistenza a un bambino down perché non abbastanza friulano è cosa indegna per un paese civile e per una regione come la nostra.

Iniziamo a chiamare le cose con il loro nome. Questo non è né razzismo né difesa degli italiani, è semplicemente barbarie. Facciamo un passo indietro e facciamolo fare anche alla Lega. Adesso.

I diritti fondamentali


“Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali. E’ necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti, ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali, per renderle tali da essere un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati”.

Ghedini? Alfano? Vito? Rotondi? No, Walter Veltroni. E per altri meravigliosi esempio, leggete qui.

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