Archive for the ‘Italia’ Category

Galan Revolution

Tuesday, June 3rd, 2008

Erano tutti impegnati a festeggiare una grande vittoria. Tutti ma non lui. Giancarlo Galan è uno che di elezioni se ne intende, e non poco. E dopo aver guardato per ore i dati elettorali del suo Veneto e ha capito una cosa: così non va.

[continua su Giornalettismo]

 

Buonanotte all’Italia

Tuesday, January 22nd, 2008

La cosa più bella su questa crisi di governo (l’ennesima) l’ha scritta involontariamente Ligabue.

Di canzone in canzone
di casello in stazione
abbiam fatto giornata
era tutta da fare
la luna ci ha presi
e ci ha messi a dormire
o a cerchiare la bocca
per stupirci o fumare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile

Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare
tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare
c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio
che non viene cambiato, che non viene smontato
e zanzare e vampiri che la succhiano lì
se lo pompano in pancia un bel sangue così
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volerla comprare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul mondo con un cielo privato
fra sanpietri e madonne
fra progresso e peccato
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea
e disegni di ieri che non vanno più via
di carezza in carezza
di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare

 

Amen

Friday, November 16th, 2007

Ma qualcuno dall’altra parte ha sbagliato politicamente tutto. E gli errori, persino in politica, si devono pagare.”

Non avrei saputo scriverlo meglio.

 

Non capiranno mai

Monday, November 5th, 2007

Veltroni pareva aver capito: serviva recuperare il feeling con il Nord. E allora via con le parate a Mirafiori, le inaugurazioni alla Fiera di Milano e un linguaggio riformista che sembrava voler riprendere il dialogo troppe volte interrotto con le piccole medie imprese della parte più produttiva del paese.

Poi arrivano le nomine dell’esecutivo e, all’improvviso, si svela la natura reale di quest’accozzaglia di neo-ex-post-qualcosa. Un solo rappresentante per l’intero nord-est, il mestrino Causin, nessuno per il Friuli, pochissimo per il resto del nord. Premiate, in qualche modo, le roccaforti storiche del voto rosso (Ravenna con Giangrandi, Firenze con Pistelli, la Liguria con Pinotti e Orlando) e la capitale con ben cinque romani.

E’ un errore clamoroso: questo Pd nasce come il più romanocentrico dei partiti esistenti e l’impressione è che qui, qualcuno, inizi ad accorgersene.

 

Che dolce tintinnar di manette

Friday, October 12th, 2007

Complimenti davvero, sig.ra Brambilla. Questo nuovo centrodestra vicino a Di Pietro mi sembra proprio una grandissima trovata.

A quando un pranzo con Fidel?

 

D-Sinistra

Friday, September 21st, 2007

C’è finalmente la Destra.  E fa quello che riesce meglio a certa destra: stare con la sinistra.

 

Ritorni la politica, quella vera

Monday, September 17th, 2007

Capita raramente di non essere d’accordo, ma capita. E così, quando mi sento dire che l’Italia ha un mare di problemi sono sostanzialmente d’accordo. Sono le soluzioni che non mi tornano.

La soluzione principe, tanto a destra quanto a sinistra, si chiama antipolitica. Che mi ricorda tanto il 1994, questo si, quando la soluzione principe, da Martinazzoli a Occhetto, si chiamava anti-qualcosa. Anti-Berlusconi in quei giorni (e in molti giorni successivi), anti-politica in quelli odierni. I conti non tornano, almeno a me.

Piuttosto che di anti-politica dovremmo parlare di qualcos’altro, atteso che l’obbiettivo delle Brambilla e dei Grillo è quello di sedere in Parlamento, vedersi affidata una delega (una qualsiasi) e poter incidere nei processi (politici, ovviamente) di questo sgangherato paese.
Un paese in cui sono tutti commissari tecnici durante il mondiale di calcio, tutti economisti in tempi di finanziaria, tutti magistrati guardando lo speciale Cogne alla Vita in Diretta e tutti politici 365 giorni l’anno. Quello che i critici della “Forza Italia dei colonnelli” omettono di chiedersi è perchè questa classe politica faccia così schifo.

Non c’entra la “politica” perchè la politica non c’è mai stata, dal 1994 in poi. Non c’era quando un golpe giudiziario decideva chi doveva essere salvato e chi no; non c’era negli anni successivi del Berlusconismo issato a religione di stato (tra credenti e atei, ovviamente) e non c’è ora che ritorniamo a fenomeni di civismo spinto al limite più pericoloso; quello di slegare, una volta ancora, la classe dirigente dal consenso popolare.

Non c’è classe dirigente, in questo paese, perchè non c’è la possibilità che si formi. Perchè tutto funziona per nomine, perchè manca il cursus honorum. Perchè Angela Merkel prima di essere Angela Merkel ha ricoperto cariche all’interno del suo partito e vinto congressi, dibattuto tesi programmatiche e proposto idee. Perchè David Cameron prima di sfidare in campo aperto Tony Blair e Gordon Brown ha fatto il deputato e vinto delle primarie, aprendo varchi, modificando il linguaggio, credendo che fosse possibile rinnovare delle leadership. Perchè, se non bastasse, Sarkozy è stato sindaco del suo paese e oppositore interno nel suo stesso partito prima di essere quel concentrato di decisionismo e rinnovamento che è diventato. E perchè anche Alcide De Gasperi, il più grande del nostro tempo, prima di essere un padre della Patria è stato consigliere comunale.

Non abbiamo bisogno di strappi, di scosse, di terremoti. Abbiamo bisogno di progetti, di idee che durino nel tempo e diano il senso, tangibile, di un cambiamento vero. Altrimenti questo paese è destinato a vivere sempre con una classe mediocre che lo governa e con un’opposizione altrettanto mediocre che invoca cambiamenti, riforme, rivoluzioni più o meno liberali. E’ così da cinquant’anni e sarà così per i prossimi cinquanta se non fermiamo l’onda montante dell’antipolitica e ritorniamo, seriamente, a progettare il futuro.

Non ci sono brambillismi o grillismi dietro a grandi modelli come Ronald Reagan; c’è solo la forza delle idee e della politica intesa come amore per la polis, come tensione ideale verso il miglioramento di quella città sulla collina che il Presidente immaginava come il suo paese ma che è,in fondo, l’idea di Patria che tutti abbiamo.

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p.s: si, sono un giovane già vecchio che sogna di fare il politicante, prevengo la critica. Fare politica mi piace, ci trovo un senso altissimo di amore per il proprio paese e non lo rinnegherei per niente al mondo. Credo che fare politica per davvero sia duro, faticoso, talvolta persino controproducente ma che alla fine valga la pena schierarsi per quelle quattro cose in cui crediamo.

p.p.s: io non condivido la critica alla Forza Italia dei colonnelli e credo che F.I. abbia un’ottima classe dirigente: Pisanu, Frattini, Tremonti, Formigoni, Galan, Sacconi, Martino, Boniver, Scajola, Quagliariello, Pera. E sicuramente ho dimenticato i moltissimi coordinatori regionali (Giro, Biancofiore, Gottardo, Ghedini, Alfano, per dirne alcuni), i tantissimi sindaci e amministratori locali. Tutta gente che ha dimostrato di saper vincere le elezioni e le sfide di governo. E poi ci sono 400mila iscritti, un partito stabilmente sopra il 25% nei sondaggi e che non merita tutto il male che gli si riversa, troppo spesso, addosso.

 

Appunti di Gubbio/1. Il pranzo con Don Gianni

Monday, September 10th, 2007

Semplicemente meraviglioso. Mangiare vicino a uno che di Forza Italia è stato praticamente l’ideologo è un privilegio non da poco. Ed è stato davvero splendido sentirlo parlare con una lucidità unica della situazione politica italiana, dei partiti, dell’Europa, della Cina.

Quando parli con Don Gianni hai chiaro cosa sia un intellettuale. I docenti universitari, quelli bravi, fanno belle e dotte analisi. Gli intellettuali sono capaci di lampi nel buio, di varchi originali, di elaborazioni a cui potevano pensarci solo loro.

Per capire cos’è stato, quest’anno, Gubbio vi consiglio due pezzi: uno di don Gianni e uno di Alessandro Gianmoena.

 

No Desolation

Thursday, August 30th, 2007

Fini ha detto finalmente una cosa giusta: servono nuovi temi, nuove strategie per vincere, nuove agende politiche e nuove dinamiche. C’è chi la prende come un atto di marketing politico, sbagliando. E non capendo che è esattamente l’opposto. E’ il rifiuto del marketing politico.

Gianfranco Fini dice, tra le righe, che non servono vestiti nuovi ma “temi”. Quando parla di strategie nuove allude al fatto che i Valori in politica vadano declinati al tempo presente e che non basta, per fortuna, dire di essere di centrodestra per vincere. Berlusconi questo non capisce e non sta capendo:  pensa che il progetto del centrodestra in Italia si possa ridurre al cavalcamento dell’onda antigovernativa che sta montando nel paese. Poi, una volta al Governo, le solite cose: le Tasse, l’America, la Libertà, il Comunismo.

Non basta più e Fini che è un ottimo politico, questo lo sa bene. Occorre un progetto, che c’è e va elaborato. Serve un’alternativa di governo, insomma, che non si fermi alla semplice voglia di cambiamento.

La politica dovrebbe essere proprio questo: la capacità di proporre progetti per il futuro. Che necessariamente cambiano, si modificano, nascono da spinte e temi nuovi e che tendenzialmente, nei partiti e nelle coalizioni, si formano in un quadro di valori e di priorità definito.

E’ vero: Fini di professione fa il politico. Non è un insulto, nè tantomeno un difetto. Non lo è perchè se accettiamo di avere una classe politica fatta di gente “prestata” alla politica, accettiamo implicitamente che la primazia non sia più degli organi elettivi. Con governi che rispondono a Confindustria o ai Sindacati e non più ai cittadini.

 

Benvenuti a Disneyworld/ THE END

Wednesday, August 29th, 2007

“In ogni caso ritengo che si possa dire che è sempre meglio avere un partito confuso, ma democratico piuttosto che un partito deciso, ma non democratico.”

Splendida chiusura di uno splendido documento. Bravo.

 

Prima che sia troppo tardi

Tuesday, August 28th, 2007

Leggete questo, leggetevi Tremonti al meeting di Cl e rimettetelo al suo posto, al ministero dell’Economia. Prima che sia troppo tardi. Altro che “tregua fiscale”, ci serve una guerra tremontiana.

 

Benvenuti a Disneyworld/10

Tuesday, August 28th, 2007

“Una brillante operazione di marketing politico. L’applicazione di regole e metodi comunemente usati nel mercato del largo consumo per riconquistare fasce di utenti-elettori non soddisfatti. Era quello che Silvio Berlusconi aveva in mente con la registrazione del simbolo del Partito della Libertà, affidata a Michela Vittoria Brambilla. Accolto in maniera fredda dagli alleati, il progetto tornerà in auge dopo le primarie del Partito democratico. Allo stesso tempo, però, il suo dirompente ingresso sulla scena politica ha dimostrato come sia possibile – per ammissione stessa dei suoi artefici – gestire il varo di un partito con i più sofisticati criteri del branding applicato ai prodotti da supermercato come biscotti, detersivi o saponi.”

Il Sole 24 Ore.

 

Benvenuti a Disneyworld/9

Friday, August 24th, 2007

Giù il cappello. Post bellissimo su Forza Italia, la Brambilla e la Democrazia. Ed è solo il primo.

 

Benvenuti a Disneyworld/8

Friday, August 24th, 2007

Se esiste una attualità politica che associa Michela Brambilla al Partito unitario è unicamente per colpa della classe dirigente del centrodestra italiano, impegnata a dimostrare una miopia politica che ha del taffazismo. Ma non era cosa di sinistra?”

Molto bene anche lui. L’analisi iniziale del post è la mia a e la condivido in tutto e per tutto. Il finale è un pò più critico verso la classe dirigente del centrodestra. Non a torto.

 

Benvenuti a Disneyworld/6

Thursday, August 23rd, 2007

“Non esistono le investiture dall’alto. Solo i cittadini possono scegliere i loro rappresentanti”

Michela Vittoria Brambilla