Daniel Hannan in piena campagna elettorale per le presidenziali americane ufficializzò il suo appoggio a Barack Obama con un post dal titolo “Why this conservative is for Barack Obama“. Meno di due anni dopo fa marcia indietro e ammette l’errore:
These errors are not random. They amount to a comprehensive strategy of Europeanisation: Euro-carbon taxes, Euro-disarmament, [...]
Charles Djou, repubblicano, ha vinto le elezioni supplettive nel seggio delle Hawaii, indette per sostituire il democratico Abercrombie. Alle presidenziali, Barack Obama aveva stracciato John McCain 72 a 28. Oggi i Repubblicani , dopo il Massachussetts, mandano un altro segnale preciso ai rivali Democratici.
“Non staremo passivi a guardare il nostro Paese mentre viene sommerso di [...]
Intanto David Cameron cazzia Barack Obama in mondovisione.
Leggere che il Presidente degli Stati Uniti d’America è “too busy” per andare a Berlino a celebrare il ventennale dalla Caduta del Muro fa veramente riflettere.
Ha ragione Michelle Malkin: “When David Haselhoff is doing a better job of representing America than its own commander-in-chief, you know you are in trouble.”
“Li tratteremo come un partito d’opposizione, poiché stanno conducendo una guerra contro e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo di informazione”
L’ha detto Anita Dunn, direttore della comunicazione della Casa Bianca. Adesso chiudete gli occhi e immaginate le reazioni a una frase simile detta da un Bonaiuti [...]
[Foto via RightNation]
Il tour inizia il primo gennaio e continua il 2 e il 23 dello stesso mese. Si prosegue a Febbraio, il giorno di San Valentino e poi anche il 16. Marzo è un mese impegnativo: il primo, il 12, il 15, il 25 e il 26 (Avevano chiesto il bis). E [...]
President Obama’s naïve and weak approach to international affairs threatens to usher in the biggest decline of American global power since the days of Jimmy Carter, and has created a distinct leadership vacuum. In contrast, the next British Prime Minister should seek a resurgence of British power, with a foreign policy that projects pride and [...]
C’è rimasto solo Bibi.
Via Camillo.
C’era una volta l’America del “dissidenti di tutto il mondo,unitevi”. Una nazione che ci aveva conquistato con il suo carico ideale, la sua capacità di essere speciale, il suo sentirsi in missione per sconfiggere la tirannia e liberare i popoli oppressi. Con un buon tasso di retorica, d’accordo, e magari con un pizzico di demagogia. [...]
Parla dell’Afghanistan e sembra Di Pietro, va all’Onu e parla come Al Gore. Io sono americano dentro. E vorrei tanto un altro presidente, uno qualsiasi.
Il Job Approval del Messia Barack Obama è 51.8 Approve, 41.8 Disapprove, con uno spread di 10 punti tra favorevoli e contrari. Dopo lo stesso periodo di governo, al primo mandato, il Job Approval di quell’incompetente di George W Bush era 56.3 Approve, 33.7 Disapprove, con uno spread di 22 punti percentuali.
That’s Change!
Love, we know, is never having to say you’re sorry. When falling out of love, hopefully, a reversible process, saying one is sorry is not enough; change is required. Why do so many of our heroes ultimately have clay feet?
Ed Koch, Falling Out of Love with Barack Obama.
Quando i media italiani vi parleranno della riforma sanitaria americana, si dimenticheranno sicuramente di dirvi una decina di cose.
Le trovate qui.
[h/t NewsBusters]
Obama spegne le news anti-Castro, magari manderà anche due righe di scuse al dittatore cubano per il disturbo.
Siamo perfettamente in minoranza, ma continuiamo a preferire George W, quello del “dissidenti di tutto il mondo unitevi”.
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