Ok, parliamone

Monday, February 15th, 2010

Inutile girarci intorno, qui stanno tutti dicendo che Cameron è in crisi e bla, bla, bla e rivincerà Brown e sarà un gran casino etc, etc, etc.

Come sapete chi scrive è un Cameroniano quasi purissimo. Nonostante ciò non posso negare che un minimo di appannamento tra le file conservatrici c’è stato. E non posso negare che ciò in buona parte dipende da alcune sciocche dichiarazioni su tasse, economia e cose thatcheriane varie. Ok, detto questo, ricordiamo a tutti il famoso “teorema 40″: sopra il 40% Cameron vince, sotto soffre.

Ecco, aggiungiamo una postilla: la vittoria sicura Cameron ce l’avrà soltanto con un Labour Party sotto il 30%, altrimenti son dolori. Ad oggi, secondo le nostre previsioni, finirebbe circa 40 a 30 per i Conservatori, con un parlamento risicato ma pro Tories. Incrociamo le dita e prepariamoci ad una sfida che sarà molto più avvincente di quanto chiunque di noi potesse immaginare.

 

Never Before

Monday, February 15th, 2010

 

Full stop, end of the story

Wednesday, February 10th, 2010

La domanda dell’Express è secca: Cosa ne pensa dell’ingresso del Regno Unito nella moneta unica europea?

La risposta di David Cameron è altrettanto chiara: “Very simple, one word: never. I was in the Treasury when we were in the Exchange Rate mechanism, and I said to myself: Never again should we give up control of our domestic interest rates. If I am Prime Minister and for as long as I would be Prime Minister, I would never take Britain into the euro, full stop, end of story. We should never have got ourselves into the financial mess that we are in but at least we have the flexibility of our own currency and our own interest rates.”

 

Adesso abbiamo un problema

Tuesday, February 2nd, 2010

L’ultimo sondaggio ComRes per l’Independent non porta buone notizie: i Laburisti rosicchiano ancora 2 punti e sono a “soli” 7 punti dai Conservatori.  Un distacco alto che, se fossimo in Italia, garantirebbe una vittoria in carrozza.  Purtroppo la distribuzione del consenso e la ripartizione dei seggi fanno diventare questo vantaggio un sostanziale pareggio. Il rischio concreto è di trovarsi con una maggioranza esigua – o peggio relativa – in Parlamento e vedersi costretti ad un governo di coalizione. Cosa improbabile e oltremodo dannosa.

Il dato più preoccupante è che questo improvviso calo di consensi è in gran parte imputabile alla politica economica, vera o presunta, del duo Cameron-Osborne. L’82% degli intervistati richiede ai futuri inquilini di Downing Street maggiore chiarezza su questo tema. I due, finora, hanno deluso. Aspettiamo un segnale, magari fiscale.

 

Cento

Monday, January 11th, 2010

La lista delle 100 cose che Boris Johnson ha fatto come Sindaco di Londra. A noi piace tanto la numero uno.

 

Better days ahead

Monday, October 5th, 2009

“We know how deep the problems are, we know how difficult some of the solutions will be but we are ready, together with you, to take this country through some tough times but to better days ahead.”

David Cameron, discorso di apertura della Convention di Manchester

 

Il discorso più importante

Wednesday, September 30th, 2009

Lunedì 5 Ottobre inizia l’annuale convention dei conservatori inglesi. David Cameron ha scelto Manchester come città deputata ad ospitare l’evento e non è una scelta casuale. Si tratta di una roccaforte storica dei laburisti, dove i conservatori non ottengono seggi da lungo tempo e i 5 posti assegnati sono tutti appannaggio del partito di Gordon Brown, eccezion fatta per Manchester Withington dove, di un soffio, nel 2005 vinsero i Liberal Democratici.

Sarà l’ultimo discorso di David Cameron a una convention nazionale da leader dell’opposizione. Tra un anno potrebbe essere inquilino di Downing Street o semplicemente un altro dei conservatori che ci hanno provato. Tutti i fondamentali della politica dicono che Dave ha le carte in regola per battere Gordon Brown o chiunque si presenterà a sfidarlo tra poco più di otto mesi. La verità è che quest’elezione può essere persa solo con un gigantesco harakiri.

Per questo il discorso che David Cameron terrà giovedì prossimo è di fondamentale importanza. In questi anni alla guida del partito ci ha abituato a grandi performances: prima ha conquistato da perfetto underdog la guida dei Tories, poi ha dimostrato a più riprese di saper toccare le corde giuste dei cuori conservatori, riuscendo nel contempo a disegnare un partito diverso da quello che ha ceduto quasi di schianto davanti all’avanzata del New Labour blairiano.

I primi rumors parlano addirittura di un passaggio in cui Cameron chiederà ai britannici nuovi sacrifici, da tradursi in un aumento della pressione fiscale. E’ un tema che rischia di dividere i militanti conservatori, cosa che Dave non deve in alcun modo fare. In questa campagna, infatti, tutto possono permettersi i Tories tranne che perdere l’appoggio della base storica, quella che ha resistito nelle ultime tre legislature di opposizione e che ha rappresentato il motore in grado di innestare la valanga blu delle ultime amministrative.

 

U-Turn

Wednesday, September 16th, 2009

 

Conservative and Proud

Thursday, August 27th, 2009

Le metto nel mio preciso ordine di preferenza. Sono le nuove straordinarie magliette del Partito Conservatore inglese.

 

Che Cameron sarà?

Wednesday, July 8th, 2009

Se lo chiede il Financial Times, lasciando intendere che per Cameron è giunto il momento cruciale in cui spiegare ai britannici che governo immagina per il paese.

Qui abbiamo pochi dubbi: la crisi economica che inizialmente aveva favorito Gordon Brown finirà per mettere a nudo tutti i limiti del governo laburista di questi anni. Dice bene il FT quando afferma “The appalling state of the nation’s finances has seen the party rediscover a preference for cutting over spending“. La base del Partito è ancora convinta che serva un conservatorismo thatcheriano duro e puro, mentre i new conservatives cameroniano sarebbero propensi ad una rivisitazione in chiave “sociale”. Anche se il “sociale” anglosassone non è nemmeno lontamente paragonabile al “sociale” italiano.

 

Anche il Guardian

Wednesday, June 3rd, 2009

E’ veramente finita. Il Guardian chiede le dimissioni di Gordon Brown con un editoriale tanto perfetto quanto cinico. “It is time to cut him loose”: con queste parole si chiude l’editoriale (non firmato) del Guardian. Ed è il macigno sotto cui i laburisti seppelliranno Gordon Brown dopo le Elezioni Europee.

 

Here comes the Sun. Again

Monday, June 1st, 2009

La prima volta è stata quella del sostegno a Boris Johnson nella corsa a sindaco di Londra. Poi una serie di articoli che lasciavano intendere come fosse finita la storia d’amore tra il principale tabloid britannico e il new Labour di Blair e Brown.

Oggi la parola definitiva, in un editoriale che schiera il giornale al fianco dei Conservatori di David Cameron: “Our advice to Sun readers? If you want your vote to count in Europe, vote Tory.”

Here comes the Sun. Again.

 

Passare indenni questo mese

Friday, May 22nd, 2009

David Cameron ha una missione: far sì che il Partito Conservatore esca indenne dal prossimo mese di campagna elettorale permanente. Ci saranno, fra 15 giorni, le europee. E i risultati faranno discutere perchè ormai tutti sono certi di due cose: crollerà l’affluenza e monterà un voto di protesta che finirà per favorire BNP e UKIP, partiti che definire estremi è un eufemismo.

I Conservatori,in verità coinvolti nello scandalo rimborsi ma un po’ meno degli altri, hanno il grosso vantaggio di stare all’opposizione e di poter giocarsi la carta del cambiamento su tutta la linea. Diverso il discorso per Brown che dovrà scongiurare il rischio, concretissimo, di essere ricordato come il premier dello scandalo-rimborsi.

Ma i Tories sanno bene che troppe volte in questi ultimi tre anni hanno considerato i Laburisti politicamente finiti e,per un motivo o per l’altro, se li sono ritrovati redivivi un attimo dopo. Adesso David ha il colpo del ko. Se tra un mese i sondaggi daranno ancora i conservatori a quota 40, c’è il serio rischio di una valanga blu a Westminster.

 

Gli scandali affondano il Labour

Tuesday, May 19th, 2009

Mentre noi cazzeggiamo per la blogosfera, nel Regno Unito che tanto amiamo è in corso uno scandalo di dimensioni epiche, paragonabile soltanto alla nostra Tangentopoli.

Si tratta, ma ormai lo avrete letto ovunque, dei rimborsi spese gonfiati di molti parlamentari che hanno fatto infuriare non poco Sua Maestà e i sudditi tutti.

In uno scenario così dinamico, i sondaggi hanno subito autentici ribaltoni, con il Labour Party che ormai non riesce a fermare l’emoraggia di voti e i Conservatori che scendono, per la prima volta da moltissimo tempo, sotto quota 40.  Alle porte ci sono le elezioni europee e un “survey” segreto testimonierebbe l’ormai pressochè totale dissafezione dei britannici nei confronti della politica: ben il 30% degli elettori, infatti, dichiara l’intenzione di esprimere un voto di protesta alle prossime consultazioni. Da far tremare le vene dei polsi, e infatti Brown non se la passa per niente bene.

Qui sotto i grafici aggiornati. Tenete d’occhio la seconda immagine: la tendenza alla disfatta laburista è ormai segnata e il travaso di voti verso la voce “others” si spiega con il rafforzamento di partiti locali o di estrema destra dove sembrano dirigersi i voti di protesta in libera uscita.

 

Ventidue

Sunday, May 10th, 2009

Non credo fosse mai successo. Più 22% nell’ultimo sondaggio è un risultato troppo bello per essere vero. E, infatti, non ci crediamo moltissimo. Non tanto per il dato eccezionale dei Conservatori di David Cameron al 45%, quanto più per quello, troppo basso, dei Laburisti sotto il 25%. Evidente che ci piacerebbe tanto, ma proprio tanto, ammettere di aver sbagliato e confermarvi tra qualche settimana questi bellissimi numeri che arrivano da oltremanica.

Piccola nota a margine: c’è ancora qualcuno, dotato di un minimo di buonsenso, convinto che David Cameron non sia un leader adatto per questo partito?

YouGov-8 maggio
Conservatori 43%

Laburisti 27%
LibDem 18%
Altri 12%

Bpix-9 maggio
Conservatori 45%

Laburisti 23%
LibDem 17%
Altri 15%