Mission Accomplished

Sunday, March 7th, 2010

In Iraq oggi si vota.

 

Poche scuse

Friday, March 5th, 2010

E’ vero. E’ vergognoso che due liste come quella del Popolo della Libertà nella Provincia di Roma e quella del Presidente Formigoni in Lombardia vengano escluse da una competizione elettorale per un mero vizio di forma. Ed è vero, anzi: verissimo. La forma non dovrebbe mai negare la sostanza e stravolgerla. Ed è sacrosanto, oggi, protestare, sbraitare, prendere a testate questo assurdo sistema elettorale che prevede procedure bizantine per partecipare al voto. Tutto giusto. Ma ci sono due cose che vanno dette con assoluta e cristallina chiarezza.

Primo: queste proteste arrivano fuori tempo massimo. Andavano fatte prima. E prima che succedesse tutto questo andavano riformate le procedure per la presentazione delle liste.
Secondo: è ceramente un vulnus democratico quello che fa sì che milioni di persone non possano votare il loro partito. Ma è un’eccezione questa che non può essere sollevata da una classe dirigente che di democratico ha ben poco. E non può essere ammessa per liste e listini che vedono inseriti a forza amici, parenti, amici degli amici. Se è scandaloso che elezioni così delicate siano rovinate da questo pasticcio è ancor più vergognoso che procedure così importanti siano state gestite con tanta leggerezza. Questo diluvio porta via con sé anni di lavoro di consiglieri regionali, militanti sul territorio, iscritti, dirigenti di piccoli comuni. Gente che ha costruito questa campagna elettorale giorno dopo giorno, porta dopo porta, riunione dopo riunione. E che non merita di veder trattato come un semplice impiccio burocratico un momento di cruciale importanza come la presentazione delle liste.

Così come va detto a chiare lettere che le regole ci sono per tutti e tutti le devono rispettare. Non perchè si tratti di una delle tante frasi fatte ma perchè se un cittadino qualunque paga una multa con un giorno di ritardo ne subisce conseguenze che non tengono conto della distinzione tra forma e sostanza, dell’animus con cui le cose vengono fatte e così via. Provate a sbagliare una denuncia dei redditi (c’è qualcosa di più cervellotico di una denuncia dei redditi??) e vedrete come nessuno si fermerà a valutare la sostanza delle cose.

Non è giusto che milioni di persone non possano barrare il simbolo del Popolo della Libertà, ma non è nemmeno giusto che questo movimento cerchi l’ennesimo alibi per autoassolversi, per trasferire altrove le colpe che sono nostre e soltanto nostre. Della nostra incapacità di stare in mezzo alla gente, della nostra inadeguatezza a far sentire i cittadini partecipi di questo grande partito che ha la legittima ambizione di rappresentare la metà più uno degli italiani. Facciamo mea culpa, una volta tanto. E smettiamola di trastullarci in fondazioni, conventicole, pensatoi, contenitori vuoti per una cultura inesistente. Il partito è lì per essere costruito: le maniche ce le dobbiamo rimboccare tutti. E tutti dobbiamo sentirci in discussione e avere il coraggio di misurarsi con quel po’ di meritocrazia che magari non risolve tutti i problemi ma perlomeno toglie alcuni alibi.

 

Ok, parliamone

Monday, February 15th, 2010

Inutile girarci intorno, qui stanno tutti dicendo che Cameron è in crisi e bla, bla, bla e rivincerà Brown e sarà un gran casino etc, etc, etc.

Come sapete chi scrive è un Cameroniano quasi purissimo. Nonostante ciò non posso negare che un minimo di appannamento tra le file conservatrici c’è stato. E non posso negare che ciò in buona parte dipende da alcune sciocche dichiarazioni su tasse, economia e cose thatcheriane varie. Ok, detto questo, ricordiamo a tutti il famoso “teorema 40″: sopra il 40% Cameron vince, sotto soffre.

Ecco, aggiungiamo una postilla: la vittoria sicura Cameron ce l’avrà soltanto con un Labour Party sotto il 30%, altrimenti son dolori. Ad oggi, secondo le nostre previsioni, finirebbe circa 40 a 30 per i Conservatori, con un parlamento risicato ma pro Tories. Incrociamo le dita e prepariamoci ad una sfida che sarà molto più avvincente di quanto chiunque di noi potesse immaginare.

 

Pronostico

Monday, February 1st, 2010

Secondo me se le prossime regionali si tenessero domani mattina, per il Pdl le cose non andrebbero benissimo.

Come sempre sono perse Toscana, Emilia Romagna e Umbria, dove nemmeno combatteremo. In bilico Piemonte, Lazio, Puglia e Liguria. Certamente a destra Lombardia e Veneto.

Concentrandoci per un secondo sulle regioni combattute, vedo abbastanza bene la Polverini contro la Bonino (a patto che riesca, un minimo, a rimotivare la base) mentre vedo male Palese in Puglia (per colpa della spaccatura con l’Udc, non certo per le sue indubbie capacità). In Liguria mi sa che finiremo come l’altra volta, con Burlando che vince di poco. In Piemonte tutto sta a come si muove l’elettorato Udc: per adesso vedo favorita la Bresso.

 

L’ultimo azzardo del Doge

Thursday, December 17th, 2009

Galan non sarà il candidato del Popolo della Libertà alle prossime regionali. Hanno deciso di regalare il Veneto – e una buona parte dei voti del Nord – alla Lega e così tutto il centrodestra punterà su Zaia, ottimo presidente della Provincia di Treviso e ottimo Ministro dell’Agricoltura. Sarà anche un ottimo Presidente della Regione Veneto, ma non sentivamo il bisogno di questo affronto.

Un affronto consumato con modalità ormai diventate tipiche nel nostro partito: zero consultazione degli iscritti, zero democrazia interna, zero ascolto del territorio. Andò così anche nel 2003 quando i maggiorenti di Forza Italia ebbero la geniale intuizione di candidare a Presidente del Friuli Venezia Giulia l’ottima Alessandra Guerra. Sacrificarono Renzo Tondo e ogni possibilità di battere Illy. Poi, grazie al cielo, Tondo è tornato, ha battuto Illy e ha risistemato le cose.

Galan viene da 15 anni di governo (e che governo!) di una delle regioni più avanzate del nostro Paese. Ha dimostrato tutto quello che c’è da dimostrare e meritava qualcosa di più di un benservito di questo tipo.

Ora al Doge rimane l’ultimo azzardo: tentare la corsa solitaria. Potrebbe portarsi dietro alleati scomodi come Udc e Pd. Ma volete mettere il gusto di battere Roma e il romanocentrismo che ha costretto i veneti a vendere la loro autonomia?

 

Dove il Pd vince ancora

Sunday, August 30th, 2009

Ops, ci siamo persi il Giappone.

 

A Jobs Governor

Wednesday, August 26th, 2009

h/t Andrea

Ho visto il video da Andrea e mi sono ricordato di quando siamo andati a farci un giretto nelle sedi del partito repubblicano in Virginia. Era il giorno di Halloween e la nostra Dodge rossa scorazzava allegra per la contea di Prince William. Giravamo con una maglietta McCain/Palin e anche la nostra macchina aveva il bumper sticker ufficiale della campagna repubblicana.

Siamo finiti qui, proprio mentre la mamma di McCain faceva visita ai volontari. Ci hanno fatto fare una foto con lei e noi ci siamo sentiti a casa. E adesso abbiamo il nostro piccolo posticino nella storia di quella sezione di partito. Da quel giorno, per noi, la Virginia è qualcosa di più di un semplice stato degli USA. E’ dove torneremo, probabilmente, per le elezioni di medio termine ed è lo stato dove sosterremo Bob McDonnel governatore

 

Democracy

Thursday, August 20th, 2009

Oggi siamo tutti idealmente in fila con loro ai seggi, pronti a votare, a sfidare il terrore, a scegliere la democrazia.

 

Passare indenni questo mese

Friday, May 22nd, 2009

David Cameron ha una missione: far sì che il Partito Conservatore esca indenne dal prossimo mese di campagna elettorale permanente. Ci saranno, fra 15 giorni, le europee. E i risultati faranno discutere perchè ormai tutti sono certi di due cose: crollerà l’affluenza e monterà un voto di protesta che finirà per favorire BNP e UKIP, partiti che definire estremi è un eufemismo.

I Conservatori,in verità coinvolti nello scandalo rimborsi ma un po’ meno degli altri, hanno il grosso vantaggio di stare all’opposizione e di poter giocarsi la carta del cambiamento su tutta la linea. Diverso il discorso per Brown che dovrà scongiurare il rischio, concretissimo, di essere ricordato come il premier dello scandalo-rimborsi.

Ma i Tories sanno bene che troppe volte in questi ultimi tre anni hanno considerato i Laburisti politicamente finiti e,per un motivo o per l’altro, se li sono ritrovati redivivi un attimo dopo. Adesso David ha il colpo del ko. Se tra un mese i sondaggi daranno ancora i conservatori a quota 40, c’è il serio rischio di una valanga blu a Westminster.

 

Ventidue

Sunday, May 10th, 2009

Non credo fosse mai successo. Più 22% nell’ultimo sondaggio è un risultato troppo bello per essere vero. E, infatti, non ci crediamo moltissimo. Non tanto per il dato eccezionale dei Conservatori di David Cameron al 45%, quanto più per quello, troppo basso, dei Laburisti sotto il 25%. Evidente che ci piacerebbe tanto, ma proprio tanto, ammettere di aver sbagliato e confermarvi tra qualche settimana questi bellissimi numeri che arrivano da oltremanica.

Piccola nota a margine: c’è ancora qualcuno, dotato di un minimo di buonsenso, convinto che David Cameron non sia un leader adatto per questo partito?

YouGov-8 maggio
Conservatori 43%

Laburisti 27%
LibDem 18%
Altri 12%

Bpix-9 maggio
Conservatori 45%

Laburisti 23%
LibDem 17%
Altri 15%

 

Giù il ditino

Tuesday, April 28th, 2009

Noi siamo fermamente contrari alle candidature-immagine. E ci piace dissentire con la scelta di veline, presentatrici, soubrette e chi più ne ha più ne metta, candidate solo perchè belle. Ma ci stanno altamente sulle palle i doppiopesisiti e li invitiamo a tacere e a tirare giù il ditino.

Chi candida Emanuele Filiberto di Savoia*, Cofferati** o David Sassoli** non ha alcun titolo per esprimere mezzo giudizio sulle candidature altrui.

* “parlo cinque lingue e conosco personalmente metà dei capi di stato europei. Dell’altra metà sono parente”
** “E’ impossibile fare il papà a Genova e il sindaco a Bologna ” [mentre papà a Genova e parlamentare a Bruxelles/Strasburgo?]
*** Do you remember Tg1?

 

Deb’s Diary/8

Wednesday, April 22nd, 2009

“Ho il timore che il messaggio che passi, un po’ la filosofia d’impostazione di queste liste, sia quello di premiare chi spara sul quartier generale e non chi invece davvero, con spirito di servizio, vuole dare il proprio contributo. E poter contribuire ad arricchire, dunque, il profilo del Pd di una voce che ora manca”.

“Debora Serracchiani ha fatto uno splendido intervento nei circoli del Pd ma non ritengo che sia un titolo sufficiente per fare l’eurodeputata”.

“Sarebbe stato importante candidare qualcuno che ci potesse rappresentare in Europa”

Fausto Raciti, Segretario Nazionale dei Giovani Pd. Fate voi.

 

LIVE – Elezioni Regionali in Sardegna

Monday, February 16th, 2009

Liveblogging leggero fino a che non inizieranno ad arrivare i primi dati sulla sfida Soru-Cappellacci. Anche da Andrea, ovviamente. I nomi di Cavalli e Scuderie sono presi dal blog di Andrea, ovviamente.

Ore 0.11: E’ confermato che Berlusconi sa fare le campagne elettorali meglio di chiunque altro. Buonanotte a tutti. Soru e Veltroni soprattutto. Avranno da riflettere.

Ore 0.02: Inizia il primo giorno dell’era Cappellacci…

Ore 23.56: Soru: “Aspettiamo”. Cappellacci:”Non mi aspettavo una vittoria così”.

Ore 23.51: Ricordiamo che qualcuno girava con sondaggi gridando “Soru Presidente”..Alè!

Ore 23.47: CAPPELLACCI PRESIDENTE, CRIBBIO!

____________________________________

Ore 19.50: IO VADO A VEDERMI GRIGNANI E VI LASCIO CON UNA PARITA’ PRESSOCHE’ ASSOLUTA. CI SENTIAMO STANOTTE.

SEGUITE LE DIRETTE DI TheRightNation, Mondopiccolo, Ciwati, Andrea Mollica, Il Fazioso Liberale. E LASCIATE STARE I MEDIA TRADIZIONALI CHE SONO NOIOSI :-)

Ore 19.48: Tiscali guadagna lo 0.7%. Segnali.

Ore 19.42: L’unica cosa su cui tutti concordano è che si andrà tardi, stanotte. Io vi preannuncio che al Teatro di Udine c’è Grignani e che io vado a vedermelo. Alla faccia di Soru e Cappellacci. Ma più di Soru.

Ore 19.34: Dopo 111 sezioni Soru 49.4%, Cappellacci 45.7%

Ore 19.27: Secondo me, in questo momento, Cappellacci ha qualche possibilità in più di Soru. Ma è un dato di pancia e nient’altro. I numeri veri confermano una parità quasi assoluta e le voci incontrollate da ambo le parti sembrano, quasi ad esorcizzare, attribuire la vittoria all’avversario.

Ore 19.23: Comune di Cagliari 50.66%-45.45% per Cappellacci dopo 60 sezioni scrutinate (su 179). Nel 2004 a Cagliari finì 50 a 42. Crollano le bianche/nulle/contestate da 3.86% a circa la metà.

Ore 19.14: La mia previsione previsione per la Sardegna: Soru o primo o secondo, Cappellacci o primo o secondo. Alè.

Ore 19.12: Ancora niente di serio. Ma Cappellacci, dopo 62 sezioni passa in vantaggio e cala drasticamente il voto disgiunto.

Ore 19.04: Lo staff di Cappellacci annuncia circa 6.000 voti di vantaggio per il candidato del centrodestra dopo verifiche effettuate in 242 sezioni. Pare strano che, senza esserne sicuri, si lancino in voli pindarici del genere. Una figuraccia rischierebbe di seppellirli.

Ore 18.53: L’unica cosa “sensibile” che si può trarre dai primi seggi scrutinati è la tendenza ad un voto disgiunto che come nelle previsioni premia Soru (+3% sul voto di lista) rispetto a Cappellacci (-4% rispetto alla sua coalizione).

Ore 18.21: I primi dati,che danno davanti Soru, sono troppo parziali per meritare un commento, anche se sono gli unici dati reali. La geografia dell’affluenza premierebbe il candidato del centrosinistra, tuttavia occorre essere iperprudenti. Molti, moltissimi i voti contestati.

Ore 17.52: La nostra scala di equivalenza (affluenza-risultati) dava Soru +0.3% con affluenza al 67.5%

Ore 17.47: L’affluenza definitiva è del 67.58%. Esattamente il numerino che ci avevano detto essere quello indecifrabile. Sopra avrebbe vinto Soru, sotto Cappellacci. Aspettiamo.

Ore 16.29: diverse fonti confermerebbero un’affluenza superiore al 68% (anche Termometro Politico). Con questi dati Soru è +2.2.

Ore 16.27: La mancanza pressochè totale di dati è dovuta alla mancanza del dato sull’affluenza.  Se troppo alta in certe province, Soru ce l’ha fatta.

Ore 16.17: La fonte vicina al centrodestra ci conferma il vantaggio, leggero, di Soru, dovuto all’alta affluenza nelle Province a lui favorevole.

Ore 15.50: Una fonte vicina al Centrodestra ci dice di un Soru in vantaggio di 2.2 punti su Cappellacci.

Ore 15.25: Per Andrea è Cappellacci 49.4 - Soru 48.7

Ore 15.21: Solo con il dato dell’affluenza riusciremo a darvi una prima, parzialissima, proiezione incrociata con i dati che stanno arrivando. Se l’affluenza fosse confermata attorno al 64%, Cappellacci potrebbe essere leggermente sopra.

Ore 15.19: Crespi dice +1.5% Soru. Si tratta di un sondaggio fatto nei giorni scorsi, NON di un exitpoll.

Ore 14.13: Offshore 49.26Jag 48.46.
Ma è un dato che non tiene conto della correzione dell’affluenza e potrebbe sovrastimare di qualche decimo Offshore.

Ore 14.02: Il dato sull’affluenza starebbe spingendo in avanti Jag. A secondi l’ultima proiezione in nostro possesso,poi si conta.

Ore 12.57: Offshore 49.1, Jag 48.9. Con un distacco 3.000 galoppate circa…troppo poco per sbilanciarsi.

Ore 12.14: Alle 12.45 avremo una proiezione precisa sui dati. Molto precisa.

Ore 12.01: secondo AffariItaliani, invece, l’ottimismo sarebbe del centrodestra.

Ore 11.57: niente di nuovo, tranne un certo, moderato, ottimismo nella scuderia di Jag.

Ore 11.18: Fosse vero il dato del cavallo autonomista sotto il 2%, allora per Jag si mette bene, per Off male.

Ore 11.07: Un dato interno alla scuderia verde darebbe Jag +4% su Off.

Ore 10.58: Reggeremo la Maledizione Nuragica??

Ore 10.46: Secondo i dati in nostro possesso, l’affluenza finale sarà del 64%.

Ore 10.40: Dicono che il Premier Silvio Berlusconi, questa mattina, fosse particolarmente raggiante…

Ore 10.25: ExitPoll parzialissimo: Offshore +3.8%, Scuderia Varenne + 7%. Questo confermerebbe un certo voto “personale” del cavallo uscente. Che sposterebbe, ma non a sufficienza.

Ore 9.43: Più che spifferi sono veri e propri venti gelidi, quelli che spirano dalla Sardegna. C’è un internal PdL per niente bello…Ma io non so niente.

 

They Decide, We Report [Final Liveblogging]

Tuesday, November 4th, 2008

Ore 23.51: Ladies and Gentlemen: the next President of the United States of America. Obama sul palco con moglie e figlie davanti a una marea di persone.

Ore 23.49: Anche George W Bush ha chiamato Obama per congratularsi.

Ore 23.46: si festeggia fuori dalla Casa Bianca e ad Harlem. A Chicago attendono la discesa sulla terra di “the One”. Io sono un pò triste, ma è la democrazia.

Ore 23.32: Allucinante Repubblica: “L’America cambia pelle” è il titolo più brutto, inadatto e involontariamente (spero) razzista che si potesse scrivere.

Ore 23.29: Tra pochi minuti parlerà Obama. A Chicago, intanto, è iniziata la festa.

Ore 23.13: McCain riconosce la vittoria a Obama. Bellissimo discorso di un John McCain commosso.
Ricordo della nonna di Obama: “da lassù sarà orgogliosa del nipote”.
“Se abbiamo perso, la colpa è mia, non vostra”.
Un’ovazione quando nomina Sarah Palin.
Davvero bello questo discorso, non banale e coraggioso. Tutto l’amore di un grande uomo per una grande nazione.

Ore 23.12: McCain sul palco in Arizona

Ore 22.55: BARACK OBAMA E’ IL 44ESIMO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI.

Ore 22.27: Aggiorno la mappa assegnando Colorado, New Mexico, Ohio e Pennsylvania a Obama

Ore 22.07: Addio Virginia, Colorado, New Mexico, Florida. E’ ObamaNation.

Ore 21.47: Aggiornamento dagli stati:
North Carolina -Scrutinati 51% – McCain 49%, Obama 51%
South Carolina -Scrutinati 49% – McCain 56%, Obama 43%
Colorado -Scrutinati 15%- McCain 45%, Obama 54%
Florida -Scrutinati 58%- McCain 51%, Obama 48%
Indiana -Scrutinati 75%- McCain 50%, Obama 49%
Nevada -Scrutinati – McCain, Obama
New Hampshire -Scrutinati 24%- McCain 44%, Obama 55%
New Mexico -Scrutinati 3%- McCain 42%, Obama 57%
Ohio -Scrutinati 20%- McCain 45%, Obama 54%
Pennsylvania -Scrutinati 31%- McCain 34%, Obama 65%
Virginia -Scrutinati 75%- McCain 50%, Obama 50%

Ore 21.32: Obama consolida in Florida, Ohio, Pennsylvania e riduce lo svantaggio in Virginia. Ormai la corsa è compromessa.

Ore 21.06: la Georgia va a McCain.

Ore 21.02: Fox News ha chiamato l’Ohio per Obama. Landslide.

Ore 20.53: Pochi minuti e chiudono le urne anche in Colorado e New Mexico

Ore 20.38: McCain recupera in Florida, – 3%

Ore 20.36: La Cnn chiama la Pennsylvania per Obama. E’ in salita.

Ore 20.08:Aggiorniamo la mappa con i primi stati assegnati. Nessuna sorpresa per ora, anche se la West Virginia la assegniamo a McCain non troppo convinti. Per il resto ci sembra davvero presto ma rileviamo il vantaggio del candidato democratico.

Ore 20.03: Anche l’ABC ha chiamato la Pennsylvania per Obama.

Ore 20.01: la NBC ha appena assegnato la Pennsylvania a Obama

Ore 19.52: Florida ancora malissimo, mentre si rafforzano le voci di una North Carolina che starebbe scivolando nella colonna di McCain.

Ore 19.42: con il 9% dei voti scrutinati, Obama ha un vantaggio considerevole in Florida (+10%, 55-45). Bruttissimo segnale.

Ore 19.29: Alcuni aggiornamenti
Florida, 2% dei voti scrutinati: 57-43 Obama
Indiana, 19% dei voti scrutinati: 51-48 McCain
Nazionale, 1% dei voti scrutinati: 51-48 Obama

Ore 19.23: guardando le contee, in Indiana si mette male. Lo dicono sia Andrea che l’analista Cnn.

Ore 19.16: attenzione anche al New Hampshire. Via Campaign Spot.

Ore 19.14: Indiana veramente sul filo dei voti. 50-49 per McCain con il 9% dei voti scrutinati

Ore 19.01: Warner(D) batte Gilmore(R) al Senato in Virginia. Peccato, visto da vicino Gilmore era simpatico

Ore 19.00: Stando agli esperti, i mercati stanno reagendo come se… :-)

Ore 18.53: La Cnn “chiama” il Vermont per Obama e il Kentucky per McCain. Gli altri “too close to call”

Ore 18.50: 3% dei voti scrutinati, Obama +2

Ore 18.38: Tragedia Kentucky: 51-48 McCain

Ore 18.32: Primo Kentucky: 66-33 McCain; Primo Indiana: 51-48 Obama

Ore 18.15: piccola pausa telefonata. Nei commenti a HotAir: in Virginia solo il 20% dei votanti sarebbe AfroAmericano, un incremento modesto (+1%) rispetto al 2004.

Ore 17.44: exit polls via Gawker
Ohio: Obama +1
Florida: Obama +1
Pennsylvania: Obama +4
North Carolina: + 2 McCain
Virginia: + 2 Obama

Ore 17.40: Un exit poll citato da Drudge Report dà la Pennsylvania a +15 Obama.

Ore 17.36: prima sorpresa: nel 2004 i nuovi elettori erano l’11%, quest’anno solo il 10%

Ore 17.29: Questa mail sta girando nei quartieri generali democratici del New Hampshire:
These next four hours on the ground in New Hampshire could determine the election. If you have sixty spare minutes between now and 7:50, please consider coming down to our office at 130 Water Street in Exeter to canvass or make calls. We need to turn each of the people on our list out to vote. ————– National Call Team, Barack needs your help right now — our data indicates that the results will be very close in many states. I can’t emphasize enough how urgent this message is.

Ore 17.21: possibili frodi elettorali sono state segnalate in New Hampshire e Pennsylvania.

Ore 17.12: Rush Limbaugh ha appena detto di avere “good feeling” su Pennsylvania e Virginia

Ore 17.00: Fra qualche minuto il primo exit poll (a cui non crederemo)

Ore 16.47: non ci credete, ma questi sarebbero alcuni internals dall’headquarter di McCain:

Pennsylcania: McCain 52%, Obama 40%, Undecided 6%
New Jersey: Obama 47%, McCain 45%, Undecided 7%
Michigan: McCain 45%, Obama 44%, Undecided 7%
Virginia: McCain 53%, Obama 42%, Undecided 3%
Colorado: McCain 50%, Obama 44%, Undecided 4%
Missouri: McCain 49%, Obama 42%, Undecided 7%
Florida: McCain 52%, Obama 44%, Undecided 3%

Sono ovviamente farlocchi ma crederci non costa niente e ci allunga la serata.

Ore 16.33: Gli exit polls per le primarie democratiche hanno mediamente sovrastimato il risultato di Barack Obama del 7%. Pay attention. Fra mezz’ora dovrebbero iniziare a circolare exit polls più o meno ufficiali

Ore 16.17: Metto la mappa interattiva, spero si veda, starà lì fino alla fine e si colorerà man mano che i risultati arriverano.

Ore 16.14: Inizia il final liveblogging. Siamo stati ai seggi e oggettivamente non c’era tantissima gente. I ragazzi lì ci dicono, però, che il turnout è il più grande degli ultimi vent’anni.

 

Shame on you, Washington Post

Monday, November 3rd, 2008

Questa volta non ci credo. Non perchè sono preconcetto o di parte ma per la banale ragione, caro  Washington Posto, che lo stesso giro che hai fatto tu l’abbiamo fatto pure noi. Non trovo il link, ma c’è un pezzo del Wp di qualche giorno fa che racconta di headquarters repubblicani deserti e di gente ormai demotivata.

Cazzate. Siamo stati ad Arlington, Sterling, Woodbridge, Gainesville, Manassas e qualche altro che adesso scordo e dovunque abbiamo visto uffici pieni di gente (tanti giovani, by the way) lavorare al telefono, sui pc, imbustare lettere, piegare volantini, ecc.

Che questa campagna si possa perdere è nelle cose. Che i media debbano inventarsi le notizie, anche. Quel che non ci sta è farsi prendere in giro in questo modo.