Trovate le differenze

Thursday, August 20th, 2009

Ce la faranno pagare. È inevitabile. Con calma, ma succederà». Lo rifarebbe? «Sì. Ho garantito ad una famiglia il diritto ad avere giustizia». Sicuro di avere interpretato il sentimento della città? «Da queste parti il diritto alla libertà individuale e al rispetto sono molto sentiti». Come va con la Chiesa locale? «Abbiamo vissuto momenti migliori. Ma i cattolici, a cominciare dalla mia maggioranza, hanno capito». Il centrosinistra? «Su questa storia bene, a livello locale. A livello nazionale: pessimo, senza coraggio». Cosa pensa di Beppino Englaro? «Un eroe civile. Come lui, l’anestesista Amato De Monte, che si è preso la responsabilità maggiore». Se Eluana non fosse morta? «Avremmo assistito ad una ulteriore profanazione del suo corpo».

Furio Honsell, Corriere della Sera, 11 Febbraio 2009

“La nomina dell’arcivescovo è un evento molto importante per una città come Udine, i cui valori fondanti sono caratterizzati da una forte impronta religiosa e cattolica. Un forte pensiero di riconoscenza va anche a monsignor Brollo per la sua instancabile dedizione alle comunità e per aver saputo essere sempre un interlocutore attento e prezioso.

Furio Honsell, Ansa, 20 Agosto 2009.

 

Non in meglio

Wednesday, February 11th, 2009

Essendosi venuta a configurare una situazione nella quale vi è una profonda ed inconciliabile diversità di vedute su temi fondamentali della vita, ritengo non più compatibile la mia presenza all’interno della attuale giunta comunale di Udine.
Affinché l’amministrazione comunale possa svolgere il proprio compito di governare al meglio la Città di Udine, ritengo che non vi debbano essere divisioni al proprio interno. Pertanto, per il bene della mia città, rassegno le dimissioni dall’incarico di Assessore alla Salute ed all’Equità Sociale.

La drammatica e tragica vicenda che in questi ultimi giorni ha sconvolto Udine esponendola a non volute attenzioni ed esasperazioni mediatiche, ed i modi, i termini ed i tempi secondo i quali è stata gestita e condotta, non rappresentano secondo mio giudizio un passo in avanti nel percorso della civiltà. Per nessuna delle proposte di legge relative al testamento biologico al momento in discussione, vi sarebbero stati gli estremi ed i requisiti per portare a morte la povera giovane donna. Nonostante tutti i tentativi effettuati, rimane il rimpianto di non essere riuscito a fermare o almeno rallentare quella che è stata definita “una tragica esecuzione”. Resta il rammarico di aver potuto poco o nulla per informare adeguatamente una opinione pubblica che ho scoperto nella maggior parte dei casi non informata o, ancor peggio, male informata. Chi ha la responsabilità politica di questa operazione ha la responsabilità morale di avere legittimato nella coscienza collettiva l’idea che chi è titolare di una vita “minore” ha minor diritto a vivere ed, inoltre, che esistono vite più degne e vite meno degne di essere vissute. Perché questo è il messaggio che è passato ed è stato assimilato, e non il diritto alla autodeterminazione.

Infine, il dramma che si è consumato rappresenta uno schiaffo a tutte quelle famiglie che hanno dedicato e dedicano la propria vita a crescere ed accudire persone con disabilità o non autosufficienti e che dopo anni o decenni di esemplare ed eroica dedizione oggi raccolgono fondi e combattono per garantire un futuro il più degno possibile ad esseri umani che qualcuno (mosso da infelice emulazione) potrebbe definire come “esseri che non sono mai nati”.

Nella nostra piccola città, qualcosa è cambiato per sempre, e non in meglio.

Udine, 10 Febbraio 2009.
Dott. Giovanni Barillari.

 

Mandi, Eluana

Tuesday, February 10th, 2009

Foto via Francesco Sciotto

Qui in Friuli quando vuoi salutare qualcuno che se ne va, non gli dici “addio”, gli dici “mandi”. Da cosa derivi, questo “mandi”, è ancora oggetto di disputa: c’è chi dice significhi “ti lascio nelle mani di Dio”, c’è chi dice derivi da “mane diu” (rimani a lungo, quasi a scongiurare l’addio). Non importa cosa significhi veramente, ieri abbiamo detto per l’ultima volta “mandi” a Eluana Englaro.

Molti lo hanno fatto rumorosamente davanti alla Casa di Riposo “La Quiete”, altri silenziosamente in casa, altri ancora una candela in Chiesa l’hanno messa; quasi ad esorcizzare le tenebre. Quello che è successo assume ora i contorni sfuocati di una vicenda troppo personale per essere raccontata con gli stereotipi tipici di tutte le altre fredde cronache da giornale. Troppo personale per papà Beppino, per mamma Sati, troppo personale per tutti noi che vediamo confondersi, mischiarsi, nascondersi le categorie politiche con cui siamo abituati a giudicare tutto e tutti.

Non c’è molto di cui parlare effettivamente, in questo gigantesco e mediatico day after in cui la nostra città è diventata improvvisamente famosa nel Mondo. Eppure siamo o dovremmo essere famosi per tante altre cose: per la ricostruzione post-terremoto, per il grande senso di umanità, per l’equilibrio e la straordinaria civiltà che ci ha contrassegnato in momenti difficili, per il forte attaccamento alla vita dimostrato più volte nella storia della nostra Piccola Patria.

Invece ci siamo guadagnati le prime pagine dei giornali per aver dato la morte, una dolce morte a sentir qualcuno, ad una ragazza che non siamo sicuri la volesse veramente e seguendo un protocollo di disidratazione che il solo pronunciare ci fa venire la pelle d’oca.

“Non negheremo pane ed acqua” aveva detto l’assessore alla Sanità della nostra Regione, Vladimir Kosic. Ed è sembrato da subito un urlo nel deserto arido di una società che corre troppo. Troppo anche per poter soltanto pensare di fermarsi a riflettere sul senso ultimo della Vita e della Morte di una persona che vive (perchè viveva) distesa su un letto, accudita dall’amore puro di un gruppo di suore troppo matte per essere vere e sul cui corpo si è giocata un’assurda partita a chi le voleva più bene.

Una partita senza nè vinti nè vincitori, ma in cui la vera protagonista è diventata da subito comprimaria, schiacciata da una Politica malata di ponziopilatismo e da un sistema mediatico che sentiva, una volta ancora, di dover riaffermare sè stesso prima delle storie che dovrebbe raccontare.

Se ne è andata Eluana, forse in un modo in cui non avrebbe mai immaginato. Strumentalizzata. Senza cibo nè acqua.

Se ne è andata, e non ci resta che salutarla, sperando che le mani di Dio l’accolgano con tutto l’amore che il suo Friuli non ha saputo darle. Mandi, Eluana.

 

Capolinea

Monday, February 9th, 2009

Il viaggio è finito.

 

Diario dal Capolinea/9 – L’anima del commercio

Monday, February 9th, 2009

Guardate in fondo a destra (pubblicità del libro scritto da Beppino Englaro per Rizzoli, ndr). E’ facile e bello parlare di terza via, di zona grigia, di partito silenzioso. E’ facile chiedere silenzio alla politica, chiedere a questo o quello di tacere. Tanto poi, meglio di qualsiasi altra cosa, parla la pubblicità. L’anima del commercio.

Almeno quello un’anima ce l’ha ancora.

 

Diario dal Capolinea/8

Monday, February 9th, 2009

“È stato solo un colpo ad effetto, l’unica cosa da dire è che la realtà a volte supera la fantasia più creativa. È assai curioso che Berlusconi sia entrato in scena in questo preciso momento. Berlusconi si è confrontato con il Presidente della Repubblica per cercare di arrestare la legalità. Forse non conosce la divisione dei poteri.”

Beppino Englaro, 8 febbraio 2009. Il dopo-Veltroni è ufficialmente iniziato.

 

Diario dal Capolinea/7

Sunday, February 8th, 2009

Tutto sembra, oramai, ruotare attorno alla Casa di Cura di Udine che sta ospitando Eluana Englaro. Gli ispettori del ministero ritengono che la struttura non sia idonea, la Regione (dopo breve riunione) se ne lava sostanzialmente le mani ma invita la struttura a ripensarci, Sacconi e Berlusconi sembrano in pressing per scongiurare il peggio. Qui di seguito, via Ansa, la giornata:
(more…)

 

Diario dal Capolinea/6

Sunday, February 8th, 2009

Foto: Udine20

Ieri ho partecipato alla marcia per Eluana. C’erano tanti amici, giovani, famiglie, gente che non si è rassegnata a vedere bollata questa città come il simbolo della morte. Cattolici, ma non integralisti come qualcuno ha cercato di dipingerli. Semplicemente gente che crede che questa Eluana sia viva e che non meriti di morire. C’era anche chi, come me, nello specifico crede che non meriti di morire di fame e di sete. Poi ognuno è libero di combattere la propria battaglia, e ci mancherebbe altro.
Ma, personalmente, sono felice di aver acceso quella candela e di aver detto quella preghiera. Per accendere la luce su questa vicenda, per ricordare a tutti che esiste anche un Friuli che, come ha ricordato magistralmente don Corgnali, ha ancora un altissimo senso della Vita.

 

Diario dal Capolinea/5

Saturday, February 7th, 2009

Piove, come è successo spesso in questi giorni, sul capolinea della vita di Eluana Englaro. Oggi sono arrivati gli ispettori di Sacconi, dopo che Eluana si è vista piovere addosso uin decreto, un rifiuto e un disegno di legge. Sommato ad una serie infinita di dichiarazioni. Comprese le urla di quei politici che chiedono “silenzio”. Io chiedo a tutti i politici di parlare, di farlo in modo chiaro e di schierarsi. Ponzio Pilato, da queste parti, non è mai stato molto apprezzato.

 

Diario dal Capolinea/4

Thursday, February 5th, 2009

Non così un tempo questo Friuli cantato da Turoldo. Terra difficile sì, martoriata anche da invasioni e guerre, da miseria ed emigrazione, eppure terra amante della vita. Tutti hanno potuto toccare con mano questa verità nella tragedia dei terremoti del 1976. Mille morti, moltissimi feriti, centinaia di migliaia di senza tetto, ma un popolo tenacemente aggrappato alla vita. Un popolo abbattuto, ma non disperato, colpito a morte, ma non rassegnato. E il Friuli è tornato a vivere e i friulani hanno saputo trasformare le loro lacrime in sudore di ricostruzione e rinascita. E i paesi sono risorti come per miracolo collettivo. Dovuto a cosa? Alla straordinaria energia prodotta dalle sue radici umane e cristiane, dove il rispetto e la promozione della vita erano al primo posto. Un popolo, quello friulano, che aveva un alto senso della vita e dunque anche un’attenta e rispettosa valutazione della morte. Si nasceva in casa e in casa si voleva morire, circondati dall’amore solidale dei propri cari. A nessuno veniva in mente di abbreviare il tragitto verso la morte. Quella era una «pietà» riservata agli animali. Per gli umani c’era il diuturno addestramento alla sofferenza propria e altrui e alla resistenza. E dinanzi alle più grandi difficoltà si veniva educati alla non rassegnazione alla morte, ma alla perseveranza nell’amore alla vita. Tutt’altro rispetto a questa marcia forzata verso la morte, incontro al nulla.

Monsignor Duilio Corgnali, nell’editoriale più bello scritto su questa vicenda.

 

Diario dal Capolinea/3

Thursday, February 5th, 2009

Oggi piove, a Udine. “Il minimo in una città in cui fanno morire di sete la gente, è che piova un bel pò”.

Gianni non è il massimo dell’equilibrio quando parla di vita e di morte,ma l’osservazione è perspicace. Non c’è molto da aggiungere, niente è cambiato rispetto a ieri. Da un lato la Quiete, Beppino Englaro e un gruppo di Medici che vogliono attuare la sentenza. Dall’altro i movimenti per la Vita, qualche politico in ordine sparso, la Regione che sembra ritenere “inadeguata” la struttura. Nel mezzo un sacco di gente che si interroga, e un numero quasi doppio di individui sicuri della propria posizione.

Gianni ha anche aggiunto che “è ora di finirla con ’sta storia di dire che i liberali vogliono Eluana morta, io mi sento liberale e la voglio viva. ”

Io forse liberale non lo sono per davvero. Se dovessi scrivere un documento politico-programmatico, tradurrei la dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti e questo mi basterebbe. Almeno in Italia. Quella costituzione dice “Life, Liberty and Pursuit of Happiness”; in questo preciso ordine.

 

Diario dal Capolinea/2

Wednesday, February 4th, 2009

Inutile che vi dica cosa dice Berlusconi e cosa pensa Fini della faccenda Eluana, metto qui sotto alcuni commenti di politici locali e di tutti quelli che, in queste ore, dicono la loro da Udine sulla faccenda di Eluana. Questo diario continuerà fino alla fine del viaggio di Eluana, per provare a raccontare Udine e il Friuli attraverso questa vicenda.

Edoardo Sasco, Capogruppo UDC – Regione FVG: I dubbi del ministro del welfare Maurizio Sacconi sul ruolo rivestito dall’ASP “La Quiete” di Udine in relazione al ricovero di Eluana Englaro, sono le stesse che avevano spinto l’UDC a presentare una interrogazione urgente all’assessore alla salute e protezione sociale Vladimiro Kosic, il quale ci ha fornito una risposta rassicurante sulle finalità esclusivamente assistenziali dell’accoglienza della disabile nella struttura geriatrica friulana, mentre ora sembra che le cose stiano andando in modo irrimediabilmente diverso

Mario Virgili, Assessore Provinciale – Udine: La situazione di Eluana non è una situazione decifrabile da altri. Nessuno di noi è in grado di sapere cosa pensi Eluana. Nessuno può risolvere il ragionevole dubbio della volontà di Eluana.

Umberto Tirelli, direttore del Cro di Aviano: Eluana è sì in coma vegetativo, ma non si trova in uno stato evolutivo della malattia che, invece, rimane statica. Lei è viva e staccarle il sondino equivarrebbe a ucciderla.

Pietro Brollo, vescovo di Udine: Chi domanda che si sospenda la nutrizione e l’idratazione a questa donna indifesa compie un gesto di eutanasia.

Edouard Ballaman, presidente del Consiglio Regionale FVG: un giudice dovrebbe prendere in considerazione anche l’ipotesi di affidare questa situazione a chi ha dimostrato negli anni, e sta dimostrando, di voler ancora tenere in vita questa fiammella di speranza di vita di Eluana, come le suore che finora l’hanno assistita.

Gianfranco Moretton, capogruppo PD FVG: Quella di ieri è stata una giornata triste e amara per il Friuli Venezia Giulia, dopo che si è voluto che fosse il nostro territorio a praticare l’eutanasia per la prima volta in Italia.

Ivano Strizzolo e Flavio Pertoldi, parlamentari PD: Vorremmo davvero che Udine ed il Friuli non scrivessero una pagina triste della loro storia millenaria e che il pentimento diventasse irrimediabilmente tardivo.

Roberto Menia, coordinatore regionale AN: Vince la morte, non ci sono umanità e progresso.

Massimo Blasoni, coordinatore comunale Forza Italia e consigliere regionale PDL: La difesa della vita è un principio fondamentale del nostro agire politico. Sospendere l’alimentazione e l’idratazione ad una persona significa andare ben oltre il semplice rifiuto dell’accanimento terapeutico.

Paolo Ciani, consigliere regionale PDL: Quella del sindaco di Udine Honsell sulla vicenda Englaro è una risposta che definisco ignobile per un dramma umano e non come dichiarato dal sindaco una risposta civile a una vicenda umana.

Gianfranco Leonarduzzi, ASS Coscioni-PDL: C’è da sperare che le frange integraliste religiose riprendano a occuparsi di anime e non di sentenze di una Suprema corte di uno Stato che si spera essere laico.

Marco Belviso, Rosa Bianca: Sposo in toto l’operato della Chiesa.

Piero Colussi, Cittadini per il Presidente: Le sentenze e le leggi vanno rispettate.

Manuela Di Centa, Parlamentare PDL: Il Friuli non è terra di morte.

 

Diario dal Capolinea

Tuesday, February 3rd, 2009

Udine è il capolinea del viaggio di Eluana Englaro. Qui, dicono, morirà dopo che gli avranno staccato il sondino che la alimenta da ormai diciasette anni. Chi condivide questa scelta dice che così è fatta la sua volontà, chi non è d’accordo parla di omicidio o di eutanasia mascherata.

Stamattina passando davanti a “La Quiete” ho visto troupes televisive e giornalisti, qualche carabiniere, due poliziotti, un auto della sorveglianza privata e pressochè nessun curioso. Udine sembra disinteressarsi al caso, quasi che la casa di riposo viva completamente avulsa dalla città che la ospita.

In una di quelle camere che si scorgono dalla strada, passandoci in un’uggiosa giornata di inizio febbraio, una ragazza sta per morire. Giusto o sbagliato che sia, nel mio piccolo, non riesco ad essere felice.

 

Eluana

Tuesday, February 3rd, 2009

Fonti informate dicono che questa notte Eluana lascerà la Lombardia per arrivare a Udine. Non al Policlinico, come si era detto settimane fa, ma alla casa di riposo “La Quiete”. E’ fredda cronaca, questa.

Così fredda da raggelare e così cruda da dover imporre a tutti una riflessione sulla vita e sulla morte. Una riflessione che non arriverà, perchè tanto su Eluana quello che i politici locali dovevano dire, lo hanno già detto. E lo hanno fatto, come capita spesso, a favor di telecamera. Dando l’impressione di una malcelata voglia di un palcoscenico piuttosto che di un tentativo di comprendere fino in fondo il dramma di una famiglia, della loro figlia e di un mondo che ormai parla di tutto tranne che delle cose importanti.

 

Certezze

Friday, November 14th, 2008

Io tutte queste incrollabili certezze sul fatto che Eluana Englaro debba morire proprio non riesco ad averle. Beati voi che siete così sicuri.